Nonsolomamma

i figli degli altri

nina ha 12 anni e va in seconda media. la sua mamma è molto arrabbiata con lei per un misfatto che, purtroppo per la scimmiesca elasti-curiosità, non è dato conoscere ma si suppone di estrema gravità. è talmente arrabbiata che decide di infliggerle una punizione esemplare e dolorosa: niente gita scolastica.
nina è annichilita dall'umiliazione di un castigo e dal miserando e sfigato destino casalingo contestuale al sollazzo fuoriporta della seconda c. lei tuttavia è donna tutta d'un pezzo e mostra, nelle settimane successive, un algido distacco verso quisquilie domestiche e ricreative.
qualche giorno prima della gita, la mamma di nina viene fermata all'uscita della scuola dalla mamma di silvia.
"scusa mamma-di-nina, vorrei chiederti una cosa, seppur con un certo imbarazzo"
"dimmi mamma-di-silvia"
"è vero che sei andata da una veggente?"
"veggente?"
"sì, ed è per questo che nina non può andare in gita"
"perdonami ma non capisco"
"se non ne vuoi parlare non importa"
"no, ne parlo volentieri ma non ti seguo"
"nina ha raccontato a silvia e all'intera classe che tu sei andata da una veggente che ti ha detto che se tua figlia fosse andata in gita scolastica le sarebbe successa una tragedia. pertanto hai vietato a nina di partire"
"…"
"in seconda c non si parla d'altro da settimane".

la geniale bugia, a copertura di un infamante castigo, è stata raccontata dalla mamma di nina durante una cena tra elasti-amici.
oggi elastigirl guardava lo hobbit piccolo, annientato da vomito e diarrea incoercibili, al terzo giorno di virus intestinale, che dichiarava, sprofondato nel divano con i capelli pazzi e la faccia piccola, "mi sento come se avezzi manzato topi mòlti", e ha cercato di immaginarselo all'età di nina.
"cosa z'è mamma? hai manzato topi mòlti anche tu?"

85 pensieri riguardo “i figli degli altri

  1. Sono d'accordo un po' con tutti: punire sì/punire no. Ma a questo punto, Elasti, dovresti veramente sbottonarti sul motivo che ha condotto la mamma di Nina (come mia figlia, ma ha 8 anni per fortuna!) a non volerla madare alla gita. Così non ci sono tanti elementi per giudicare, e la curiostià è troppa!
    So che non puoi farlo, che dire troppo sul blog non si può che lo leggono in tanti, ma dicci almeno se il motivo ti sembrava palusibile o meno per una tale punizione,noi ci fidiamo

    Baci

    Julia

  2. JanCole
    sono pienamente d'accordo con te. Punizioni che minano l'autostima o che ti mettono a disagio nel sociale sono ingiuste e sciocche e fanno solo sì che i figli si facciano sempre più i fatti loro. Il mondo fuori è già abbastanza crudele, evitiamo di esporre i nostri fugli al pubblico ludibrio. La vergogna e il pentimento per una marachella commessa deve essere un sentimento intimo e sincero, altrimenti avremo solo creato un altro incavolatissimo bullo di quartiere.

    Kira The Cat

  3. io ho 35 anni e quando andavo alle medie si riferiva che alcune (poche)bambine facevano "sesso" (per modo di dire) in bagno a scuola,verità o leggende metropolitane…..non ne capisco lo stupore di alcune,queste voci si sono sempre sentite,sottolineo vere o presunte…..
    quando io avevo 14 anni una mia parente stretta andò da mia madre a dirle che si diceva nel paese che io mi drogavo,e frequentavo spacciatori,e io posso giurare che nella mia vita al massimo ho fumato qualche sigaretta (neanche tante perchè non mi è mai piaciuto),
    quindi affermo con decisione che tutto quello che si sente in giro di raccontato è molto relativo e sempre da verificare!!!!!!
    ah per concludere mia madre non mi punì e mi dette fiducia,io oggi ho una laurea,un lavoro stabile e una bellissima famiglia solida,sarà per quello?

  4. non oso immaginare la punizione per la storia della veggente….
    beffy2
    pro punizioni…. ma forse non da gita…. pero non si puoi giudicare senza sapere il misfatto

  5. fermo restando la mia ammirazione per nina, che considero geniale, anche perchè non avrei mai saputo fare di meglio, neanche adesso, figuriamoci a 12 anni, CREDO che le punizioni siano necessarie nell'educazione.

    Certo, tutto deve essere proporzionato.

    Per meritarsi di non andare in gita, nina deve averne compinata qualcuna di grossa o non aver capito il concetto di rimprovero… ecco perchè penso che le punizioni servano.
    Se i bambini possono pensare di farla sempre franca, allora c'è qualcosa che non va…
    nella vita sempre ci sarà una reazione ad una nostra azione, e se non lo insegnamo noi ai nostri figli chi dovrà farlo?

    (lo rilascio va… http://www.casalellella.com/)

  6. Bravissima Nina… ha reso pan per focaccia! Le gite scolastiche non si toccano, sono tra i ricordi migliori e più pregnanti del periodo scolastico.
    In fondo ha cercato un modo per non divulgare l'idea di avere una mamma senza cuore! Una bugia detta a fin di bene per salvare se stessa e la madre.
    Assolutamente dalla parte di Nina: sopravvivere prima di tutto!
    Ella

  7. Quoto Kira The Cat e JaneCole!
    Un conto è la gita che di fatto è un momento educativo e di apprendimento pratico importante (non è una vacanza), e quindi la madre di Nina ha davvero scelto una punizione sbagliata!
    Inoltre la punizione della madre oltre a togliere alla figlia un opportunità di apprendimento, ha il vero e unico scopo di UMILIARLA di fronte alla sua classe.
    Personalmente trovo molto diseducativo una punizione in cui il bambino viene umiliato. Non ha nulla di costruttivo, e la reazione di Nina ne è la chiara dimostrazione!
    Nina ha voluto salvarsi la faccia, e grazie alla sua creatività ha finito per far passare la madre per una sciocca che si fida di vegenti varie… come un boomerang quella sciocca punizione è tornata indietro alla madre.

    Se Nina ha fatto qualcosa di sbagliato è importante punirla!
    Ma con giudizio! Privandola di cose superflue ma legate ai divertimenti prioritari di Nina, oppure chiedendole di riscattarsi con qualche lavoro o aiuto in casa. Oppure riparare al danno fatto… insomma dipende da quello che Nina ha fatto, ma deve essere qualcosa di costruttivo! Perché Nina possa capire e imparare. Umiliando un bambino no si ottiene nulla! Inoltre il bambino umiliato finisce per nutrire rancore nei confronti del genitore e questo mina i rapporti.

  8. Condivido in PIENO il commento di Jasmine.
    Un conto è una punizione, un conto umiliare una dodicenne. E ovviamente Nina ha reso pan per focaccia. Ma da questa guerra spero che venga fuori qualcosa di positivo per la dodicenne.
    Dalle mie parti (figlia di 11 anni) è fondamentale andare in gita, se mia figlia non ci fosse andata non si sarebbe messa in pari con il lavoro fatto in classe.
    Perché le gite non sono vacanze, ma parte integrante del programma didattico.
    Ci darai notizie? Vero che la madre adesso non umilierà la figlia raccontando in giro della frottola sulla veggente? Io, in quanto madre, sarei sprofondata dalla vergogna.

  9. sono pienamente d'accordo sull'errore di punizione:la socializzazione è importantissima a scuola, e non essere presente alle gite, o all'uscita dopo scuola,impedisce di essere presente quando le ragazze /i formano i gruppi…io non potevo uscire dal cancello di casa e mia mamma mi veniva a prendere in macchina all'uscita di scuola dalla prima elementare (niente asilo, cosi sono arrivata a scuola che già tutti si conoscevano e non sapevo -tuttora-come si gioca a campana)fino alla terza media, e trenta anni dopo ancora non comprendo come ci si fa delle amiche.ogni tanto una bambina veniva invitata a giocare a casa mia, ma volevano sempre andare fuori a giocare e io non potevo, perchè per strada ci sono le macchine, i rapitori di bambini, se mi allontanavo non tornavo mai più etc…alle gite non potevo andare perchè la mamma non poteva vegliare su di me se ero lontana, e non si fidava…e a dire il vero faceva bene perchè l'unica gita scolastica in prima media al mare che ho fatto, la ragazza più grande e grossa,la leader, (io la più piccola, ovvio)ha cercato di affogarmi tra le risate di tutte le altre, e ho passato giorni a nascondere il bruciore che avevo ai polmoni per paura che mia mamma non mi lasciasse nemmeno andare più a scuola!non ero una di loro, tutto qui.oggigiorno è ancora più difficile integrarsi in un gruppo, essere accettati.so che è un'argomento marginale per questo post, ma non ne avevo mai parlato con nessuno.una mamma iper protettiva ma che perde di vista il fatto che il figlio/a sia un'essere che interagisce anche con altri oltre che con la famiglia, non insegna molto in realtà.
    ps.elasti sei grande…

  10. Io vorrei che tutti quelli che hanno detto che la mamma di Nina ha fatto male a darle una simile punizione mi dicessero cosa farebbero loro.
    Io parlo per cognizione di causa, Nina deve averne combinata una bella grossa e non dev'essere manco la prima. La mamma di Nina avrà certamente provato altre strade e questa era una cosa che le interessava veramente e così facendo sperava di farle capire che ogni azione ha una conseguenza. Io ho due figli adolescenti pieni di "estro creativo" sanno che se escono dai binari finiscono in punizione e non si discute, se vuoi i tuoi diritti primi assolvi ai tuoi doveri punto. E' facile parlare quando sono piccoli ma poi loro ti travolgono. In mezz'ora passano dall'umore nero, agli abbracci. Per poi scoprire i votacci sul libretto, i compiti non fatti e così si discute all'infinito, noi mamme abbiamo un limite di sopportazione e gli adolescenti vi garantiscono che ti sfiniscono peggio che quando erano picocli

  11. Capisco Nina.
    Mia mamma mi ha sempre dato punizioni ESEMPLARI.
    Le ho sempre sopportate coi denti stretti, perchè riguardavano la mia vita privata, cose che potete "nascondere" tra i muri di casa.
    Erano punizioni, certo, facevano male ma non ho mai veramente "odiato" mamma per questo. Del resto capivo benissimo da sola quando stava per arrivare la punizione.

    Mio padre mi ha dato UNA sola punizione in tutta la vita. UMILIANTE, e questa punizione mi ha obbligato a "dover" dire la cosa in pubblico. L'ho odiato profondamente e l'astio rimane, qualcosa si è spezzato.

    Non sono contro le punizioni, dipende se esse sono costruttive o solamente umilianti.

    Una volta sono scappata di casa, mia mamma mi ha punito così:

    Ho dovuto segnare per mesi tutti i miei spostamenti su un quaderno, e le ore passate fuori dovevo "ripagarle" in lavori domestici. Coi soldi della paghetta dovevo pagare ALMENO una spesa al mese. ( quindi mi dava i soldi ma non potevo goderli, che forse è peggio di nn averli proprio )
    Mi sono scordata la tv e gestivamo i voti scolastici così:

    – voti sotto il 6 :
    il voto equivale alle ORE IN PIù da dedicare ai lavori domestici

    – voti dal 6 in su :
    6 = -1h di lavori domestici
    7 = -2h
    8 = -3h
    9= -4h

    10 = potevo stare al picci a chattare per 1h.

    Questo non mi ha mai umiliato davanti agli altri e forse è stato molto + impegnativo e mi ha insegnato qualcosa

    Aloise

  12. Sono d'accordo con Aloise; esistono punizioni costruttive e punizioni umilianti. Anch'io da piccola sono stata punita alla grande, ma mai in modo da dovermi vergognare davanti agli altri.

  13. sono d'accordo con aloise, le punizioni non devono essere umilianti, ma che siano punizioni. e il soggiorno obbligato domiciliare è una di queste.
    a dodici anni una ragazzina è capace di cose che noi umane adulte non possiamo neanche immaginare. specialmente in gita scolastica (…)

    fleq

  14. Per chi parla di umiliazione: far credere che la propria madre sia una mentecatta succube di veggenti in effetti è farle fare un bel bagno nella pubblica stima ed approvazione. Inoltre, nonostante uno dei miei interessi più coltivati sia l'arte, non ricordo di aver mai degnato di uno sguardo un monumento durante le gite scolastiche. Si socializza, altrochè, alle superiori socializzavo molto col mio ragazzo.

  15. jasmin: non capisco in cosa consista l'umiliazione.
    io le darei una seconda punizione per la scusa che si è inventata, guarda tu! c'è un limite anche al paraculismo (scusate l'esprit de finesse).

    fleq (e il rimpianto di non essere stata una teppa come suo fratello minore che faceva le gare di baci)

  16. Ciao Elasti, ciao a tutte.
    In quanto madre di fanciulla 13enne solidarizzo in pieno con la madre di Nina. Non penso abbia dato a cuor leggero la punizione in oggetto, che suppongo commisurata alla marachella combinata in precedenza (di qualsiasi cosa si trattasse, era probabilmente grande quanto una casa!) e penso sia stata ben conscia di cosa significa la gita per una ragazzina di quell'età…
    E pur ammirando l'inventiva della suddetta ragazzina, anch'io penso che, in realtà, si sia vendicata in modo molto subdolo della madre, facendole fare in pubblico una figura barbina (le ragazze e i ragazzi a quell'età sono capaci di inventarne una al secondo)!!! Se fosse capitata a me una cosa simile penso che avrei (una volta smaltita l'incavolatura) colto l'occasione per fare una BELLA CHIACCHIERATA con l'angelica figlioletta, che evidentemente non ha percepito alcune lezioni fondamentali sui rapporti con gli altri… per quanto si cerchi di fargliele capire per bene!!!

    Floralye

  17. Fleq, quoti Aloise, ma non capisci quello che ho scritto? Aloise ha detto esattamente quello che ho detto io, solo che lei ha raccontato la sua personale esperienza, in breve:
    – le punizioni che umiliano il bambino, spezzano i rapporti, creano astio nel bambino nei confronti del genitore, e non sono costruttive. Uno si ricorda a vita l'umiliazione subita e penserà sempre che sia stata sproporzionata alla marachella fatta!

    – le punizioni costruttive anche se rigide come quello di pulire casa, non guardare la TV, non usare internet, fare la spesa (come nel caso di Aloise) sono dure e pesanti, ma restano in casa, non umiliano la persona e la temprano, come dice Aloise stessa! (anche se i provvedimenti dei genitori di Aloise mi sembrano un pò tosti)

    Per la madre di Nina, privarla della gita, significa che Nina dovrà spiegare come mai non ci va! Non la trovi una cosa umiliante, raccontare cose che di fatto dovrebbero restare in famiglia? Chi ha piacere a raccontare cose che ha fatto e che dimostrano quanto sia stato sciocco, e di cui forse si vergogna? nessuno! per giunta darebbe opportunità a compagni che non la trovano simpatica di prenderla in giro, affondando il coltello nella piaga. Nina, ragazzina intelligente ha preferito raccontare una frottola che mettersi al pubblico linciaggio… sono ragazzini!

    l'umiliazione è una cosa molto distruttiva, tutt'altro che educativa!

  18. Er dibattito!
    Solo che oh – a sto giro è creativo!
    Voglio dire: non sappiamo: quanto spesso rompe i coglioni nina, non sappiamo quante volte la punisce la mamma, non sappiamo quante gite ci sono in questione – con quale frequenza, non sappiamo se magari la mamma di nina sta alla canna der gas, non sappiamo come si è svolto il dialogo tra madre e figlia e qualcuno dice – tipo jasmine  – è per umiliarla! e questa cosa mi pare quanto mai creativa. Non mi pare proprio che ci siano gli estremi per una cosa di questo genere. E non riesco neanche a discutere così tanto in astratto su questa cosa. Forse perchè il vero gioco psichico in queste vicende non è mai nei provvedimenti presi, ma nei toni adottati, in certi sottotesti espressi  – sfide, dispiaceri, ricatti, rivalse, competizioni, triangoli – che perchè siano mortali basta solo dire, passami l'acqua. Il come tra genitori e figli a sempre 10 mondi inclusi prima del cosa.

  19. Zaub, non sappiamo cosa ha combinato Nina, ma per quanto abbia fatto, ripeto… una punizione umiliante non è costruttiva, e questo racconto ne è la riprova. Tu poi dovresti capirlo più di chiunque altro!
    Ricordi che nel secolo scorso, si usavano le punizioni corporali?… all'epoca guai a rimetterle in dubbio, sembravano l'unico metodo educativo.
    Per fortuna ci sono stati passi in avanti.
    Bene, punizioni umilianti sono altrettanto distruttive, e questo racconto ne è la dimostrazione.

    Quello che mi lascia stupita, è che proprio tu non veda in quella punizione un umiliazione…

  20. Cara perseverante Jasmine, amor con amor si paga, ovvero non si può pretendere rispetto quando non lo si dà per primi, e mi sembra che la ragazzina non si sia posta il problema nei confronti della madre. Vediamo se messa così…

  21. anonima 77 hai ragione, quello che uno semina raccoglie, ma nel caso rapporto madre-figlia, la persona che semina è la madre…
    C'è un detto inglese che recita così "show me your children and I tell you what you are"!
    Nina è lo specchio e il risultato della madre.

  22. Nessuno è mai morto per una punizione… mio fratello non è mai andato in gita perché già ne combinava di cotte e di crude se veniva tenuto d'occhio dai miei, figuriamoci a lasciarlo a un'insegnante… mia mamma si metteva nei panni della poveretta di turno e non voleva darle il brivido dell'infarto…

    In realtà qui si discute non conoscendo per nulla quello che è accaduto… concordo con Zaub su tutta la linea…
    Dal mio punto di vista, non andare in gita non è una punizione umiliante… è una punizione e basta.

    Alla bambina che seguo per i compiti l'anno scorso è stata negata la festa di compleanno dopo che aveva invitato i compagni… e premetto che è una bambina iperviziata… bene, l'aveva fatta talmente tanto grossa che persino i suoi genitori hanno preso quel provvedimento, che vi assicuro, non è stato umiliante, ma necessario.
    Nella sua classe i ragazzini lo dicono serenamente ai compagni se non possono partecipare a feste, eventi o gite perché in punizione… e nessuno grida allo scandalo.

    Nell'educazione di un figlio e di un bambino in genere sarebbe sempre preferibile l'autorevolezza e non l'autoritarismo, però a volte quest'ultimo ci vuole. Ma, come scrive Zaub, importa molto più il come che il cosa
    Educare significa anche insegnare il senso del limite…

  23. Anch'io non vedo assolutamente cosa ci sia di "umiliante" in questa punizione O___O  Ai tempi della scuola capitava spesso che qualche compagno/a non potesse andare in gita o a qualche festa di compleanno perché in punizione e non c'erano problemi a dirlo. Ovviamente non si usava la parola "punizione", si diceva "quel (…) di mio padre non mi fa andare alla festa perché ho preso 4 in matematica" o "in gita non vengo perché mia madre non vuole/non si fida/è arrabbiata" etc etc. In genere si riceveva solidarietà dai compagni per l'ingiusto e crudelissimo trattamento, e lì finiva.
    Dev'essere proprio cambiato il mondo da quando andavo io a scuola (10 anni fa) se ora è considerato umiliante dire che i genitori non permettono di andare in gita per punizione.

  24. Fantastica Nina! anzichè far passare sua mamma per la cattiva che la punisce ( magari perchè ha fatto un tiro di sigaretta, vista l'età) l'ha fatta passare per una credulona!

  25. @Jasmin
     (anche se i provvedimenti dei genitori di Aloise mi sembrano un pò tosti)

    hehe XD ti dirò all'epoca mi facevano girar le balle, ma in fondo lo sapevo che scappare di casa non era stata una genialata.

    Un'altra stupenda punizione  è stata quando la mamma a 15 anni mi disse dopo una sfuriata.
    "SI? la pensi così? Pensi che io sia la schiava? Va bene. Da oggi non lavo e nn stiro più la tua roba"

    e ha perseverato 🙂 dopo 2 settimane di panni sporchi mi sono trovata costretta a farmi lavatrici e stirare. Dopo un Mix di magliette che hanno cambiato colore e maglioni infeltriti ho capito che la mamma non è che si divertisse troppo a fare quei "lavoretti" che io trovavo di una facilità vergognosa.

    Ho imparato il rispetto per quello che faceva e dopo 1 mese di robe stirate alla cavolo un giorno mi si è messa accanto e mi ha pure insegnato a stirare! XD

    Io ero e sono una di quei bambini che Silvia di mammaImpefetta chiama "Amplificati" e ad oggi so che sono sono stata facile.

    Rimango dell'idea che Nina non abbia fatto una cosa troppo giusta sputtanando la madre, ma anche la mamma, secondo il mio parere a scelto una strada non troppo consona.

    Aloise

  26. Ma il non andare in gita è una punizione e basta.
    Non è UMILIANTE.
    E' la negazione di una cosa che sicuramente la signorina bramava (per poter fare la gallinella con le sue amichette, fare gli occhi dolci al gallettodi turno e sperare magari di riuscire a conquistarlo), e sicuramente se la mamma non la punisce per la bugia ENORME e PERDURATA nel tempo…allora sì sarà una punizione inutile.

    Per il mio parere Umiliante è ben altro: umiliante è una sfuriata davanti agli amici, è lo spiattellare quanto sei disordinata davanti alle mamme delle amiche perfettine. Queste sono umiliazioni. Non la negazione di una gita. Ce ne saranno altre. Sarà stata una delle uscite didattiche, cosa volete che perda? Se avesse avuto la febbre non sarebbe stata la stessa identica cosa?
    A Nina verrà data la possibilità di riscattarsi e di capire che non si può fare sempre e solo ciò che si vuole, mettendo i piedi in testa anche ai propri genitori.

    Io ho ricevuto poche punizioni (ero molto timida e tranquilla e difficilmente ho dato modo ai miei di dovermi punire per qualche mancanza) ma quelle che ho ricevuto sono state precise e utili.
    La gita scolastica di 1a superiore ne è un esempio: non studiavo, i voti erano piuttosto bassini, e mia mamma mi ha tolto la gita. Lo sapevo, non ho fatto nulla per evitare la punizione, e dall'anno dopo mi sono data più da fare…e non ho più mancato una gita. Non è mica difficile.

    @ Jasmine…tu cosa avresti tolto a Nina di tanto importante da crearle un disagio evidente e che rimanga ben impresso nel ricordo? Perchè sai…le punizioni tolgono…per insegnare.

    Francesca

  27. La questione Jasmine – è come mai ce la vedi tu l'umiliazione. E ce la vedi perchè ti permetti il lusso indebito di ficcare nella testa di una persona di cui hai narrazioni di terza mano, da parte di una persona che non conosci, associazioni tue. Tu associ il non andare in gita all'umiliazione – perchè tu associ delle cose tue all'andare in gita. Possibili ma singolari. Non so cosa esattamente – ed è secondario. Ma è psicologia selvaggia, al solito: trai inferenza in base al tuo senza considerare le variazioni possibile e le infinite trame sulle storie degli altri.

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