Nonsolomamma

tutto dentro un taxi

scusi sa, era mia moglie. di solito non telefona mai quando lavoro ma oggi è san valentino, sa com'è. no, non ha chiamato per noi due. ha chiamato per ricordarmi di nostra figlia. ha dodici anni. ieri eravamo tutti insieme sul divano, la sera, a guardare la televisione. c'era la pubblicità dei suoi cioccolatini preferiti. e lei ha detto: 'se mai un giorno avrò un fidanzato vorrei che a san valentino mi regalasse quei cioccolatini lì'. a me san valentino non piace affatto come festa però, ecco, mia figlia è celiaca e non può mangiare un sacco di cose però quei cioccolatini sì che li può mangiare. insomma, ho pensato di regalarglieli io questa volta. mia moglie mi ha chiamato per ricordarmelo perché noi uomini siamo un po' così, magari diciamo una cosa e poi ce ne dimentichiamo. però io non mi dimentico mica dei cioccolatini per mia figlia.
oltre alla figlia di dodici anni abbiamo un maschio di sette. avremmo voluto anche un altro bambino ma mia moglie si è ammalata qualche anno fa. ha avuto un tumore al seno. e abbiamo rinunciato a un altro figlio. però adesso è guarita, sa? i dottori dicono che è fuori pericolo e che può stare tranquilla. è una donna fortissima, pensi che ha sempre lavorato e andava a fare la chemio da sola, in macchina o con l'autobus. qualche volta la accompagnavo e mi chiedevano se dovessi farla io, la chemio, perché sono calvo, calvo naturalmente però. ridevamo quando succedeva perché in quella situazione o provi a vedere il lato buffo o non ce la fai.
adesso però sta bene e tra poco le faranno la ricostruzione del seno. io le ho detto che non importa, che deve fare come si sente. lei però ci tiene tanto. dice sempre: 'se poi ci lasciamo dovrò pur trovarmelo un fidanzato, no?'. e ridiamo.
insomma la vita è strana, ma per fortuna a volte finisce bene.
siamo arrivati. sono 15 euro. adesso non prendo nessuna chiamata così vado a comprare i cioccolatini per mia figlia. altrimenti poi mia moglie mi sgrida.
 
 

ieri elastigirl ha preso un taxi, per lavoro. aveva sottovalutato tutto quello che ci può stare, dentro un taxi, in un tragitto di venti minuti.

ps di servizio per chi non legge i commenti: qui, per chi avesse la voglia e la resistenza, c'è una lunghissima, ma proprio lunghissima elasti-intervista a l'ora del tè sulla rete uno della radio svizzera.

94 pensieri riguardo “tutto dentro un taxi

  1. Eri a Lugano, Elasti? Next time devi passare di qui, ormai nel mio ufficio ti conoscono tutti….quando sto in silenzio e son assorta davanti al pc hanno capito che non è per i dati finanziari…..
    Auguri alla famiglia del tassista, semplice, umano, dignitoso, normale.
    Chicca
       
     

  2. @46 La tua storia mi ha colpito in modo particolare. Il tuo compagno, se così stanno le cose, in effetti dimostra una buona dose di egoismo. Hai mai pensato di farlo diventare un ex compagno? Scusa la brutalità, ma in alcuni momenti della vita si vedono le cose più chiaramente; se tu hai percepito che nel momento del bisogno lui non ti è stato vicino…come hai fatto ad andare avanti con lui?

  3. @54
    ci ho pensato un sacco di volte. l'ho anche minacciato un sacco di volte.
    ma da un lato mi mancano le alternative e non so quanto sia facile trovare un compagno non egoista – sai che è molto più frequente di quanto si creda che mariti/ compagni reagiscano così?
    dall'altro non voglio avere problemi con il mio bimbo…
    #46

  4. bella storia, e brava te he hai asoltato, spesso pensiamo a noi e non i fermiamo ad ascoltare.
    un abbraccio a 46

    manu cake

  5. Cara A. se non hai lasciato il tuo compagno ci saranno mille motivi: non svilirti così con un "mi mancano le alternative". "Le alternative" sei tu: tu con la forza di affrontare quel che hai affrontato, tu con la forza di andare avanti… e chissà cos'altro (non ti conosco).
    Non conosco te e non conosco la vostra storia, ma tu sì.
    Gli uomini sanno essere molto egoisti, ma hanno anche delle doti: se l'hai scelto e con lui hai formato una famiglia, le ragioni ci saranno… e se non ci sono più, l'alternativa rimani tu, con il tuo bambino e la tua vita che è solo tua (chi meglio di te può saperlo, dopo aver combattuto per difenderla!!!???).
    Per il momento mi firmo come mi hai chiamato tu, mi piace.
    Senzanickname

  6. Vorrei avere qualcosa di estremamente intelligente e sensato da dire,trovare le parole giuste per commentare il post n.46 di A.,per darti un pò di conforto,ma purtroppo non ce l'ho,mi sembrano tutte banalità quelle che potrei dire.
    Posso solo condividere la sincera solidarietà che sento per la situazione difficile che vivi giornalmente,so per esperienza che quando si è malati la forza più grande ti viene dal sostegno di chi ami e ti sta accanto,sei fortunata ad avere i tuoi genitori e ad avere tuo figlio vicino ,e mi dispiace per la mancanza di sensibilità del tuo compagno,ma io credo che il mondo di alternative ne sia pieno,e poi un vecchio detto dice,meglio sola che mal accompagnata………….scusa l'intromissione,se la trovi esagerata da parte di una sconosciuta hai perfettamente ragione,ma già che ci sei manda a quel paese anche le colleghe,non diventarne la vittima,tu puoi ancora essere la persona che vuoi essere,dimostraglielo.

  7. Commovente. Nonostante la giornata uggiosa e il periodo dello stesso colore, sapere che talvolta le cose finiscono nel migliore dei modi è fantastico. Appena posso ascolto l'intervista.

  8. E' un post molto bello, molto normale e rivelatore. Sembrano le storie piccole di eccezionale quotidianità di Carver… 
    Un signor qualunque, nel caos, appare e celebra il suo amore, semplice, immenso rispetto per le proprie donne. E di riflesso, senza nemmeno rendersene conto, per tutto l'universo femminile. Poi sparisce.
    Non so perché (anzi, sì che lo so), ma ci sta proprio bene dopo l'inondazione umana del 13 (e conseguenti commenti), la lucida follia di un mondo che gira di qua per andare di là. 
    Come relitti e conchiglie svelati dalla tempesta.
    Grazie!

    P.S.
    "Tipo una striscia dei Peanuts…" Allora avevo interpretato giusto, tempo fa, intervenendo su realtà vs finzione narrativa dell'Elasti-blog!!! Mi dò una pacca sulla spalla!

  9. Che spaccato di umanità! bello, anche perchè ha avuto un lieto fine per il tassista e la sua famiglia. Sono sicura che ciascuno di noi ha nella sua cerchia di famigliari o amici qualcuno che ha vissuto un'esperienza analoga perchè purtroppo era il male del secolo (scorso) e lo è anche di questo. Io ce l'ho e non è finita bene come per il tassista ma comunque vorrei sdrammatizzare e citare malamente un frase che dovrebbe essere celebre ma non mi ricordo chi l'ha detta e leggerla con il giusto umorismo:

    "la vita è pericolosa: alla fine si muore!"

  10. hai incontrato un vero Uomo… niente di più niente di meno. sarà che sono stata abituata così, a credere che rispettare e voler bene alla propria donna sia un gesto naturale bello, e pieno di dignità. sarà che non mi voglio abituare a quelli che chiedono alle compagne di abortire, o di rifarsi il seno anche se sono sane (solo perché magari portano la prima).
    Nakin

  11. Ho letto adesso il post di A. commento 46.
    Vorrei trovarare le parole per esprimerti tutta la mia solidarietà.
    Noi donne abbiamo una marcia in più, sappiamo sopportare tanto per il bene dei figli. Però non perdere di vista te stessa, i tuoi bisogni e desideri. Forse il tuo compagno ha paura ed "esorcizza" così il suo stress. Ovviamente non è giusto perché non ti dà aiuto e conforto in un momento in cui si è deboli ma se è ancora il tuo compagno avrai i tuoi motivi. Dimostri di provare tanto amore, ti ammiro.
    Un abbraccio,
    Chicca
              
     

  12. cara n.38,
    mi ha colpito il tuo commento.
    e' semplice ma profondo. mi identifico pienamente in quello che dici in merito ai pregi, assolutamente non banali né comuni, della scrittura di Elasti. scrivere la quotidianità non è per niente facile. anzi, renderla appassionante e 'letteraria' è una dote da vera narratrice. Ho sempre amato gli scrittori in grado di raccontare storie inconsistenti o inesistenti. per me è la pura capacità di scrivere, che sottintende le riflessioni, la percezione profonda delle cose, e non esibisce.

    cara A., ti abbraccio senza parole.

    V., di Bari

  13. ..bhe, forse non sarà necessario  tu attenda che i tuoi bimbi diventino "adolescenti malmostosi" per raccontarci di altri mondi!
    Sai trovare le parole per dire quello che tutte (/i) noi sentiamo.
    Mi sarebbe tanto piaciuto ricevere dei cioccolatini da mio padre per S.Valentino: chissà che gioia per quella ragazzina!
    un abbraccio a tutte le #46#..
    Chiara

  14. avevo postato un commentino, poi mi sono messa comoda e ho ascoltato la tua bella intervista.
    mi sono detta che hai una voce molto accattivante, ben impostata (hai un
    registro vocale naturalmente "in maschera"…insomma…arrivi all'ascoltatore), che la tua esperienza e la leggerezza (costruttiva) con cui parli dei problemi e della via ti potrebbero aprire le porte alla radio.
    penso a una trasmissione su Radio 2 della Rai…secondo me sarebbe molto apprezzata. 
    poi come dici tu "adolescenti malmostosi" non lo dice nessuno!
    inoltre sei una delle poche milanesi che non risultano antipatiche a orecchie più meridionali. mi scusino i milanesi, ma purtroppo la cadenza esportata con  la milano da bere, l'attimino e gli attuali governanti ha lasciato una pessima impressione su molti di noi!

    pensaci!

    bacioni

    chiara da bologna

  15. # 46 A. un abbraccio molto forte con la speranza che tu possa superare tutto, comprese colleghe/capa così sgradevoli e tristezza per compagno poco solidale.
    Non è cosa rara incontrare uomini così, stavo per scriverti mollalo, poi mi sono ricordata del mio ex marito che avendo io una brutta bronchite e tanta tosse se ne è andato a dormire in soggiorno fino a mia completa guarigione perché lo infastidivo. allora non ho pensato di mollarlo per questo, mi ha mollata lui. una cavolata la mia, ma tanto per dire che si insomma maschi del genere ce ne sono eccome. egoismo atavico? non saprei dire.  
    MarinaM

  16. Oggi i commenti sono tutti belli, e mi piace la solidarietà per la #46 (A.)

    Non ho molto da aggiungere rispetto a tutte. Leggendoti però, ho pensato che:
    1) sei coraggiosa e hai molta forza interiore, ma non ne sei consapevole, tendi a essere vittima.
    2) Trovo strano che perfino le tue colleghe si accaniscano su di te, forse davvero facendo la vittima inconsciamente porti gli altri a trattarti in quel modo (è psicologia spicciola, ma è veritiero, molto dipende da come ci poniamo) Non voglio farti sentire "sbagliata" ma visto che sei coraggiosa e forte, saprai modificare il tuo modo di porti agli altri… (poi magari sbaglio io, e sei capitata in mezzo a colleghe tutte … *ronze)
    3) l'insensibilità di tuo marito mi fa pensare che forse anche con lui ti poni come fai con le colleghe? magari ti poni come vittima, o come "bisognosa" di ulteriori attenzioni, e lui si sente inadeguato e incapace di saper rispondere alla tua richiesta e quindi paradossalmente ti tratta con irritazione?

    certo sono solo bieche supposizioni. Non ti conosco quindi magari a vederti tutto ciò risulta fuffa! Sono solo i pensieri che mi sono venuti leggendoti.

    Non amo suggerire "separazioni", se vi siete scelti tu e tuo marito, sarà stato amore, affinità, complementarità… o altro. Avete un bambino, io ti suggerirei di parlare con lui, chiedergli COSA lo infastidisce, se la paura della malattia e di perderti e quindi reagisce così… se invece è un tuo atteggiamento… Non chiuderti, perché poi queste cose nascono sempre da malintesi, un dolore genera rancore, e il rancore uccide l'amore. Invece di dirgli come ti fa sentire lui (che poi lo mette ulteriormente a disagio, e sulle difensive) chiedigli come si sente LUI?! Cosa prova, cosa gli dà fastidio, di cosa ha paura, ecc… vedrai che le cose cambieranno molto! Gli uomini non sono tutti cattivi, vedi questo tassista!
     

    Quindi CORAGGIO e in bocca al lupo! Sei più in gamba di quanto credi! Non fosse altro che hai aperto il tuo cuore a noi quin dentro!

    OT: a Fleq, si le parole di Elasti rivolte a me mi hanno lusingata e anche fatto ridere in certi momenti! Troppo onore!

    OT2: @20 (Laura) … non sono MrI

  17. A. del commento 46,
    ti mando un abbraccio, coraggio, fatti forza e non star male per uno sbuffo, chiedi spiegazioni a tuo marito, chiaritevi, forse è solo perchè non sa come manifestarti le sue sensazioni.
    Gli altri.. manca la sensibilità o l'empatia necessaria per capirti e starti vicino, ma loro non sono tutto il mondo, è una fetta piccolissima.

    cara elasti,
    ho ascoltato l'intervista, mi è piaciuta un sacco, è così bello per una volta ascoltare la tua voce senza leggerti…cioè, no, mi piace un sacco leggerti, ma ascoltarti è come averti qui, accanto.

  18. Thò! Anche io, proprio oggi pomeriggio, sono salita su un taxi nel centro di Torino: il taxista ha parlato della figlia ottenne che va strabene a scuola, della cena di San Valentino con la moglie… insomma: o i taxisti con la pioggia si aprono come gli ombrelli, o son tutti così simpatici e vogliosi di fare due chiacchere. Bello!
    laragazzaconlavaligia

    ps: ho ascoltato tutta, e dico tutta, la tua intervista: la tua R moscia invoglia ad ascoltarti. Mai pensato di fare la speaker radiofonica una volta che gli hobbit avranno superato gli anni "malmostosi"?! ;-p

  19. voce bellissima e dolcissima…per niente snob..come certi milanesi..risata incomparabile…ispiri subito simpatia!!!!!

  20. un abbraccio anche da me alla 46.
    e per chiara di bologna e babysil86: la radio è fantastica e lavorarci lo sarebbe altrettanto, ma non è ahimé uguale pensarci e farlo sul serio.

  21. …cara elasti, …..perche' non ci hai avvisate di questo tuo viaggio
    in terra straniera, ……io e beffy2 potevamo offrirti un'ottima cioccolata
    densa con tanto di panna…anzi doppia panna…
    Ti sei trovata bene??
    Ti ho sentita durante un breve tragitto….grazie ad una soffiata di beffy2,
    emani sempre tanta allegria….e il rientro a casa e' stato molto piacevole
    in tua compagnia..
    un abbraccio dalla terra straniera
    beffy1

  22. …sara' per la prossima volta….elasti
     venivamo a prenderti in stazione e ti portavamo in radio……pensa ….come sarebbe stato carino……ah si un giorno di vacanza l'avremmo preso per te….
    ciao e un abbraccio simpatico
    beffy1

    ps un pensiero per la nr. 46

  23. #46 vorrei aggiungere solo una cosa, forse banale ma secondo me importante, a tutte quelle che ti sono già state dette: non hai assolutamente nulla di cui vergognarti, ma devi solo essere fiera di te stessa per aver saputo affrontare e superare una prova così dura, soprattutto avendo un bimbo piccolo.
    Un abbraccio,
    S

  24. Grazie Elasti per la delicatezza con cui hai fatto il ritratto di una delle tante donne che purtroppo devono affrontare il "big killer"(che fortunatamente così killer non è, se lo riconosci in tempo).
    Abbraccio anch'io la #46, e per esperienza le dico che ci sono tante associazioni che si occupano delle donne nelle nostre condizioni, e dove si trovano parole di conforto, consigli pratici, assistenza legale contro il mobbing, supporto psicologico anche di coppia, e soprattutto amicizia e solidarietà.
    Vale la pena di provare, non c'è proprio nulla di cui vergognarsi e soprattutto non sei affatto sola perché siamo davvero in tante (mannaggia)!
    Pensaci, intanto ti abbraccio un'altra volta.

  25. bellissima l'intervista alla radio , non come quella in tv da Mirabella in cui non ti hanno dato la possibilità di esprimerti e di farti conoscere a chi non  legge il tuo blog

    suysan

  26. #46
    Anch'io ti abbraccio forte!
    Hai ragione tu quando dici che gli uomini egoisti sono tanti… il mio ex, quando nostro figlio a 9 giorni è stato ricoverato in cure intense per una grave infezione al sangue e la sua vita era in pericolo, si faceva vedere in ospedale ogni 2 o 3 giorni per una mezz'oretta. Io mi trovato a 500 km dalla mia famiglia, con un cesareo d'urgenza alle spalle, con gli ormoni in subbuglio… e stavo 24 ore al giorno in ospedale. La pediatra non vedendolo mai gli ha fatto anche un certificato medico per il lavoro in cui c'era scritto che la presenza dei genitori era necessaria vista la gravità della malattia… e lui con la scusa che aveva la tosse non si è fatto vedere.
    Avrei dovuto partire con mio figlio il giorno stesso che è uscito dall'ospedale 3 settimane dopo. Non l'ho fatto… ma l'ho fatto meno di un anno dopo! Uno così avrà sempre e soltanto una sola preoccupazione: se stesso. Adesso vede il figlio che ha 3 anni e mezzo, 3 volte l'anno (per sua scelta). Ma ci sono anche uomini generosi, premurosi, amorevoli, che non hanno paura della malattia, o che pur avendone non lascerebbero mai sola la donna che amano. io spero di averlo trovato… ci sto lavorando… la premesse sembrano buone! Si è avvicinato a me pur sapendo che sono malata (eheh non sono ricca, non pensate che punti all'eredità).
    Quindi forza e coraggio. le alternative ci sono! Se invece resti con tuo marito perché lo ami e non potresti vivere senza di lui… fai benissimo a restare con lui!
    Scusate lo sfogo… sarà che questo post mi ha commosso, poi leggendo i commenti mi sono completamente sciolta…
    Buona notte a tutte,
    Milena

    PS: bella l'intervista! qualche appuntamento pubblico in ticino in programma Elasti?

  27. Tutto quel bene, tutto quell'amore, tutta quella simpatia, tutta quella poesia, tutto dentro a un taxi solamente, dentro a un uomo solamente.
    Mi sono commossa.
    E quello che dice della moglie è meraviglioso, meraviglioso, davvero.
    Ma quando ha detto che la bimba è celiaca e non può mangiare un sacco di cose ma quei cioccolatini lì sì… Mi ha strappato il cuore!

    P.S. Un abbraccio grande a Giulia.

  28. Due anni fa un tassista romano mi raccontò la storia della sua famiglia: lui e la moglie, sebbene non ricchi, dopo due figli maschi decisero di adottare una bambina africana di 5 anni. Quando arrivò in Italia pesava circa 10 chili. Mi raccontò di come i due fratelli la difendessero a scuola dalle prese in giro dei compagni per il suo colore di pelle. Di come la bambina sia poi diventata una ragazzina brava e studiosa e poi una studentessa di medicina. Aveva deciso, sua figlia, di diventare medico per poi tornare in Africa ad aiutare chi era stato meno fortunato di lei.

    Ecco , io quel tassista non l'ho più incontrato ma la sua storia non l'ho mai dimenticata

  29. Elasti, sono una tua lettrice affezionata anche se non ho mai commentato prima. Ti volevo ringraziare per il blog, i tuoi post sono come il profumo di torta di mele in una domenica d'autunno… questo post in particolare 🙂

    Grazie, davvero,

    Alice

  30. Finalmente ti ho sentita: ma che bella voce che hai !
    Così bella squillante e allegra!
    Adesso ho capito da chi ha preso quel piccolo logorroico dell'hobbit medio!

    Tu ragazza DEVI fare la radio, senti ammè!

  31. Grazie per questo storia in finisce bene. Ho due amiche per cui non so ancora come finisce…. tutti hanno un mondo dentro, è vero, tutto sta nel rallentare e guardarlo.
    baci
    sara

  32. Buonasera Elasti,

    Scrivo dalla Svizzera Italiana, vicino a Lugano, ho ascoltato con emozione la sua intervista alla RSI Rete Uno, ed e' stato bello abbinare, finalmente,la voce alle parole dei suoi scritti. E' stato come conoscerla un po' di piu'. Ho letto tutto d'un fiato i suoi due libri ed aspetto il terzo volume.
    Le invio tanti complimenti per il suo scrivere cosi' spontaneo e reale e le porgo i miei piu' cordiali saluti.
    Carmen.

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