Nonsolomamma

buoni motivi per cui sbattere fortissimo la testa contro il muro

uno. la lavatrice nuova che perde acqua saponata a una settimana dall’acquisto. e il servizio clienti che dice di chiamare il negozio e il negozio che non risponde mai e quando richiami il servizio clienti la signorina dice: “be’ sì, è normale: non rispondono mai in negozio. vuol dire che deve andarci di persona”. e tu che non hai voglia ma soprattutto tempo di fare una gita in quel manicomio di elettrodomestici.
due. uno hobbit di mezzo che è più fragile del solito e gli estirpi che “forse, in effetti, c’è un bambino che mi dà fastidio a scuola. ma no, non importa. me la vedo io. no, non andare a parlare con nessuno. non preoccuparti mamma, si risolve tutto. però mi gira forte la testa, fortissimo. e forse è meglio che io resti a casa, almeno oggi”. e tu per lui ti faresti tigre, schiacciasassi, lanciafiamme, giustiziera della notte. ma la teoria la conosci. e non è così che lo proteggi.
tre. uno hobbit grande che pone domande esistenziali profondissime (“chi sono veramente io, mamma?”), quesiti insolubili di genere (“perché voi donne siete così complicate e diverse da noi? eh? perché?”), interrogativi metafisici (“quanti addominali devo fare al giorno per mantenere la mia tartaruga sana e forte? e questa camicia? mi sta bene? meglio la camicia o la maglietta? la felpa o la giacca? col cappello o senza cappello?”)
quattro. uno sneddu che alterna euforia molesta, superomismo, lamento, recriminazioni, felicità e noia, a ciclo continuo.
cinque. una quantità di impegni, scadenze, doveri, appuntamenti che danno l’impressione di essere nella centrifuga della lavatrice ma poi pensi a quella maledetta che perde e allo stress si aggiunge lo scoramento.
sei. i peli superflui che sono sempre un ottimo motivo di malumore, insieme ai capelli a carciofo.
sette. un insopprimibile e irrealizzabile desiderio di fuga. ma fuga dove?
otto. mister i che, mannaggia, ancora non è tornato ma forse stanotte arriverà e allora pagherà caro e tutto, anche quello che non gli compete.

ps sabato 18 marzo alle 17 elastigirl presenterà “alla pari” a verbania, al centro eventi il maggiore, in via san bernardino 49, nell’ambito della rassegna “scritture al femminile”.

40 thoughts on “buoni motivi per cui sbattere fortissimo la testa contro il muro

  1. di tutto ciò quello che a me preoccuperebbe sul serio è l’hobbit di mezzo… il resto sono seccature di varia dimensione…

  2. Per gli hobbit non lo so, ma per la lavatrice puoi usare un detersivo non schiumogeno, per esempio il Dixan: spesso gli altri bloccano la lavatrice, a me è successo!

  3. No, il bullismo no, povero hobbit medio! Mi fanno stare male queste cose…digli da parte mia che i Julian Albans alla fine vengono sempre sconfitti, e i Jack Will diventano gli eroi della storia 😉

  4. povero hobbit di mezzo. però da quanto hai sempre scritto non ce lo vedo che subisce, ma se così fosse due chiacchiere con chi di dovere le farei…

  5. Da insegnante ti consiglio: trova una maestra del medio della quale ti fidi e parlale. Chiedi occhi aperti e bocca chiusa. Saprà intervenire se necessario e rimanere in disparte se non è grave.

    1. D’accordo anch’io. Non dar retta allo hobbit che ti chiede di non intervenire: chissà perché chi subisce atti di bullismo si vergogna a dirlo agli adulti perché in qualche modo si colpevolizza. Invece bisogna spezzare questo circolo vizioso al più presto! Fai come ti ha suggerito maestra.

      1. Alle medie ero pesantemente bullizzata (faccio 40 anni quest’anno, il bullismo era assai più concreto di adesso checché se ne voglia dire). Mia madre lo scoprì mio malgrado vedendo qualche livido sulla schiena. Conoscendo molto bene le parti in causa la pregai in tutti i modi di non intervenire in alcun modo. Ovviamente non mi diede retta. La situazione si complicò per me all’ennesima potenza tanto che proseguì fino alla terza e che si concluse solo assieme agli esami finali.
        Se lo hobbit le chiede di starne fuori spero che gli dia retta, vigilando dall’esterno certo, ma con discrezione e con opportuna distanza. Non ci sono mamme, maestre, educatrici o buona volontà sufficienti a far interrompere la situazione. Lo possono solo ed esclusivamente i protagonisti.

  6. Posso portarti la mia (piccola) esperienza sul tema Hobbit di mezzo? Quest’anno mio figlio (seconda elementare) ha iniziato con malesseri vaghi e sparsi, senza alcun riscontro di tipo medico. Alla fine è emerso che aveva problemi con un compagno che ogni tanto lo prendeva in giro (stiamo parlando di prese in giro direi abbastanza blande eh, nn certo di bullismo serio) e mio figlio che di suo è ipersensibile e permaloso ne soffriva. Ma ti assicuro che il difficile, con i maschi (io ho altre due Hobbit ma femmine) è farli parlare, aprire, farsi spiegare. Penso che si vergognino, che temano di essere giudicati, chissà. Quando finalmente si è aperto, e ha sentito che tutta la famiglia faceva squadra con lui (la sorella maggiore ha minacciato di andare a uccidere il reprobo… Il padre gli ha fatto stilare un elenco di insulti per controbattere, con logica impeccabilmente maschile) il problema sembra essersi risolto. Pare abbia affrontato il bimbo dicendogli di smetterla, che gli dava fastidio è che se avesse continuato avrebbe iniziato anche lui a prenderlo in giro a sua volta (come ho detto, nn era certo un caso di bullismo da.cronaca nera…). E pare che per ora tutto si sia appianato.
    Quindi il consiglio è: parlagli molto, e soprattutto dagli parlare da mr i che noi mamme in questi casi siamo meno lucide.
    Abbracci
    Silvia

    1. Grandi!!!! visto che sono anch’io una sorella maggiore mi piace molto l’atteggiamento di tua figlia!!! 🙂 ma siete fantastici tutti quanti

  7. Credo che Silvia e Dora ti abbiano dato i due consigli migliori di cui hai bisogno. Per il resto delegherei tutte le noie a Mister I. D’altronde la festa del papà è vicina, quale occasione migliore di farlo sentire proprio a ridosso della sua festa il vostro Super Eroe Salvatore??? 😉

  8. Penso con affetto al coniuge in Brexit e solidarizzo con lui pensando ad una frase del premio Nobel, sir William Golding: Le donne moltiplicano i doni che ricevono. Quindi se le tratti di merda preparati a riceverne a tonnellate.
    Per quando riguarda la pargoletta mano, sempre Golding diceva: L’infanzia è una malattia – un malanno da cui si guarisce crescendo.

  9. alle medie anche mio figlio non voleva più andare a scuola a causa di un compagno (a cui poi si aggiungevano altri); naturalmente non parlava, è riuscito solo con sua sorella. ho immediatamente parlato con gli insegnanti ed affrontato i genitori. la situazione è migliorata, ma dopo un po’ il bullo ha trovato altri “obbiettivi” con altri compagni…poi alla fine questo “soggetto” ha cambiato scuola per fortuna. il mio consiglio è di parlare con gli insegnanti, non possono eludere il problema. e soprattutto non devono.

  10. cara Elasti, condivido il tuo senso di sopraffazione ..anche io a fasi alterne ho la stessa sensazione ti capisco (e io ho un marito presente..eh!)…
    Sui figli che dire..anche la mia maggiore ha problemi di relazione coi compagni (penso più che altro siano percezioni diverse degli atteggiamenti)…e dice di non volervi rivedere alle medie..(e infatti avremmo già optato per altra scuola),..ma sarà questa la soluzione?
    Forza..che poi si risolve sempre tutto.

  11. Ti batto: andare a fare una visita di controllo dal ginecologo e scoprire di essere incinta di 10 settimane a 42 anni del quarto figlio……e non averne avuto minimante idea…..
    Che mi dici adesso??
    PS: x il medio hai ricevuto ottimi consigli, li condivido tutti ma posso comprendere la giustiziera pronta ad attaccare

    1. Aaarrgh! Il quarto figlio per sbaglio è uno dei miei incubi ricorrenti (li ho avuti anche dopo aver letto il libro di Claudia, l’ultimo intendo). E dire che i primi tre li ho fortissimamente desiderati… Ma ho raggiunto il mio personale limite… Anche se poi noi mamme i limiti troviamo sempre il modo di superarli… In bocca al lupo a tutta la famiglia!

  12. Ti scriverei troppe cose in risposta a questo post: alcune le hanno già scritte, altre è meglio non scriverle perché sono boomerang e non ti sarebbero di supporto.
    Quindi ti abbraccio e basta

  13. Fuori dal tema principale è sicuramente più lieve: hai pensato alla depilazione definitiva? Io sono a buon punto e sono molto soddisfatta…
    Per la lavatrice verifica la corretta installazione del tubo di scarico. Nella mia lavastoviglie si erano scordati di togliere il tappo…
    Buona giornata.

    1. curiosità sulla depilazione definitiva: la stai facendo in un centro specializzato o a casa con l’apparecchiatura apposita? che non riuscirei a gestire gli appuntamenti da un estetista, a casa la farei volentieri ma non so se poi una macchinetta per uso domestico sia ugualmente efficace

    1. Non conservo un buon ricordo dei miei anni scolastici, liceo compreso.
      Qualche tempo fa parlavo con mio marito e gli dicevo che se ripenso alla me di quegli anni mi fa una gran tenerezza e contemporaneamente la prenderei a male parole. È che non sapevo come reagire, mi facevo ferire da persone che non meritavano la mia attenzione. Sia chiaro, vale per tutti, non sono certo una martire!
      Ma sai… sono cresciuta con l’insegnamento “chi ha più giudizio più n’adoperi” accompagnato da “se ti prende in giro è lui/lei che ha un problema”. Sacrosanto, ma funziona solo una volta ottenuta la consapevolezza di sé che in quegli anni non hai. E io davvero non sapevo reagire con i dovuti termini e modi, quando ci provavo mi rendevo solo ridicola.
      È uno dei motivi per cui gli adulti non avrebbero dovuto mettersi in mezzo in quella circostanza. Sarei cresciuta di più confrontandomi senza interferenze, senza contare il peggioramento esponenziale del trattamento successivo all’intervento “istituzionale”. I ragazzini sanno essere molto cattivi e va bene, si cresce e si impara pure questo. Per questo mi fanno girare le scatole gli iperprotettivi e tutto il clamore attorno al cosiddetto attuale bullismo. Possibile che non siano capaci di reggere? Possibile mai che siano così inconsistenti da suicidarsi per qualche giudizio malevolo? Ti assicuro che in quegli anni ne ho passate proprio tante eppure non m’è mai passato per la testa!
      Scusa lo sproloquio, non so neanche bene se quello che ho.scritto ha un filo logico…

      1. No, ho capito quello che intendi. Vero, a volte anch’io vorrei tornare indietro e dire qualcosa alla mia me del passato, e anche a me dicevano “chi ha più senno l’adoperi”! non avevo mai riflettuto sul fatto che però in effetti si è troppo piccoli e insicuri per poterlo mettere in pratica. Per quanto riguarda la situazione attuale, invece, non saprei…ogni situazione forse ha così tante varianti che bisognerebbe vedere caso per caso…sicuramente, però, da piccola eri molto sensibile e acuta. Quindi forse più che schiaffi direi un abbraccio enorme alla te piccola e male parole a chi se la prendeva con te!

  14. Brutta storia il bullismo…anche quello “solamente” verbale.
    Sono 4 anni che,con ritmi più o meno intensi,aiuto/sostengo/rafforzo mia figlia per non farsi travolgere.
    E un consiglio: mai abbassare la guardia.
    Baci forti al medio

  15. Attenzione però a confondere il bullismo di qualchedecennio fa (di cui anche io sono stata un po’ vittima) con quello che esiste oggi. Un tempo mi infastidivano a scuola, poi però a casa, durante le vacanze in famiglia e con gli amici, non c’erano problemi, mentre oggi, con i telefonini e i ragazzini iperconnessi il fastidio entra in casa, ti segue ovunque, giorno e notte, non lascia mai un momento di tranquillità. Semplicemente, come dicono la maggior parte degli esperti, fino ai 17 anni gli smartphone dovrebbero essere vietati (e non ho detto telefono cellulare, ma smartphone). E anche il computer mai in camera, ma solo in una stanza comune.

    Francesca, mamma e insegnante (che, a causa dei suddetti aggeggi, vede tanta tristezza e pochissima comunicazione)

    1. Perdonami Francesca ma questo non significa forse che devono imparare a gestire ed affrontare le situazioni semplicemente affrontando strumenti diversi rispetto a quelli di qualche decennio fa? Non possono imparare per esempio a spegnere lo smartphone? Ti assicuro che avendola vissuta letteralmente sulla mia pelle non minimizzo affatto e comprendo benissimo la fortissima pressione che si subisce. Mi permetto però di dire che, quantomeno nel mio caso, non si trattava di semplice fastidio o banale disagio e che non cessava per nulla al di fuori dalle mura scolastiche, perché gli ambienti che si frequentavano erano comuni (alle medie le scuole sono rionali con tutto quello che ne consegue).
      Specifico bene: non voglio assolutamente dire che “noi si stava peggio”. Però davvero penso che un conto sia essere allerta e vigilare riequilibrando il più possibile e rimettendo le cose in prospettiva, una cosa è sostituirsi alle parti in causa e intervenire direttamente. Non escludo questa ultima situazione, ma la ritengo opportuna solo in casi che stanno per sfociare nell’estremo senza altro finale prevedibile.
      Ma proprio per lasciare che i ragazzi imparino a gestire anche condizioni in cui si verranno a trovare costantemente nella vita, per far formare a loro i loro propri strumenti confacenti al loro tempo. Al loro, non alle proiezioni del nostro.
      Poi oh, lo dico sempre che non dono mamma e che quindi forse non capisco.

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