Nonsolomamma

carta, penna e calamaio

oggi elastigirl ha ricevuto una lettera. una lettera di quelle vere, con la busta, il francobollo timbrato, l’indirizzo del destinatario scritto in bella grafia e quello del mittente sul retro.
arrivava da un vecchio amico. una persona preziosa di cui aveva perso le tracce.
era lunga una facciata. una facciata di lettere nitide, pulite e chiare, come quelle che le maestre scrivono alla lavagna. una pagina di prosa rotonda e avvolgente, con la punteggiatura, le maiuscole, le minuscole, gli a capo e quelle forme piene e vibranti, a cui non si è più abituati, eppure così loquaci e dense, una dimensione figurativa della parola.
l’amico lontano raccontava brevemente di sé, del passato recente, del presente. elastigirl si è commossa, anche se in realtà non era una lettera scritta per commuovere ma solo per riallacciare un filo, per dire grazie di una piccola cosa.
così elastigirl ha preso carta e penna. e ha risposto, di getto. ma mentre scriveva si rendeva conto che ci sono un gusto nella scelta delle parole, un brivido nel non poterle cancellare se non facendo un pasticcio, un piacere nella visione dell’inchiostro che si posa sulla pagina, che aveva completamente dimenticato.
e aveva dimenticato anche quel senso strano di perdita, quando si piega il foglio, lo si chiude dentro la busta e si lascia andare per la sua strada.
insomma, si è ricordata di quanto sia bello ricevere e mandare delle lettere vere. e adesso è qui che spera che l’amico non si stufi subito di questa neonata corrispondenza antica.

26 risposte a "carta, penna e calamaio"

  1. Come sempre, descrivi alla perfezione i miei pensieri… anche io adoro la carta, la penna e tutto cio’ che ne consegue… una vera magia…

  2. Cara mammina se vuoi ti scrivo anch’io con pennino e inchiostro , però sarà difficile trovare i francobolli, specialmente quelli grandi colorati e commemorativi di una volta.
    Magari sul retro un francobollo chiudilettera della croce Rossa.
    Ma sei troppo giovane per ricordarti di queste cose.

  3. Oh, Elasti, che meraviglia!
    Mia figlia, cinque anni, ieri ha ricevuto la sua prima cartolina, dalla Francia.
    Io conservo ancora tutte le lettere scritte e ricevute durante gli anni dell adolescenza.

    1. Anche io ho l’amica francese che mi scrive ogni anno una christmas card a mano, con busta e francobollo. E pensare che lei è musulmana, quindi il natale non sarebbe proprio nelle sue corde…
      Così io mi sento sempre una cacca perchè non ci ho pensato per prima, ma quando la ricevo è già il 10 gennaio, solitamente, e quindi è tardi per rispondere… che si fa in questi casi??

      1. Puoi rispondere con gli auguri di buon anno… in Francia è uso mandarli per tutto il mese di gennaio.
        Bonne année à tous!

  4. Io sto agenda da regista per mantenere una corrispondenza scritta su carta in lingua italiana tra mio figlio preadolescente e una nostra cara amica ottuagenaria: lei e’ ancora renitente all’ uso dei computer e per mio figlio e’ l’ unica occasione di scrivere a mano in lingua italiana (abitiamo all’ estero, e’ il modo per insegnargli l’ ortografia italiana).

    1. idea bellissima. a questo punto dipende tutto dall’abilità dell’amica ottuagenaria nel catturare il preadolescente per iscritto!

      1. era un’insegnante delle scuole medie ed ha piu’ interessi ed energia di un gruppo di preadolescenti tutti insieme (manda cartoline dall’ ultimo viaggio in Birmania, per esempio, suscitando parecchia della mia invidia)

  5. Buongiorno a tutti
    Anche io scrivo e ricevo ancora qualche lettera vera, e sono contenta di aver trasmesso alle mie figlie la bellezza della cura della grafia, dell’attesa della risposta. La mia figlia maggiore, 8 anni, tiene proprio una ricca corrispondenza con la figlia di una mia cara amica in Italia (noi abitiamo in Francia): un bel modo per coltivare un’amicizia e imparare a scrivere in italiano.

  6. Hai ragione, la scrittura di una lettera su carta è una dimensione figurativa, un po’ come disegnare o dipingere. Ora, mentre digito guardo lo schermo, le dita si muovono in automatico, mentre sul foglio vago ondivaga, mi perdo, ho paura di sbagliare. Non sono più in grado di governare la mano e mi dispiace. Andrebbe recuperata. Un manoscritto, oltre che emozionare, rivela un sacco di cose che un testo digitale non dice.

  7. per sostenere l’amore di mio figlio di 21 anni per la scrittura al suo compleanno gli ho regalato una bella vera penna, è stato felicissimo!

  8. io ho dovuto smettere di scrivere a mano…ho una calligrafia incomprensibile (da vera mancina) e mi rendevo conto dalle risposte che del mio pensiero (e dei miei bei sentimenti) capivano poco o nulla

  9. Che invidia, davvero.
    Il traffico di lettere in partenze e in arrivo tra due cassette postali e due buche per le lettere, distanti, non ha nulla a che fare con quei vaneggiamenti virtuali di oggi. Pensare, ripensare, cancellare, e poi ancora… trascrivere in bella o lasciare allo scoperto ogni segno di incertezza? E poi ancora calligrafie, buste, francobolli, e poi… attteeeeseeeeeeee lunghissime, ansie e batticuori altrettanto dilatati. Nel tempo e nello spazio; paginate, altro che la gabbia dei pochi caratteri, o il delirio degli emoji (così?) per raccontare gli stati d’animo.
    E l’insoddisfazione per la differenza tra la mia prosa inadeguata e la poesia che arrivava, in deliziosa calligrafia, dentro quelle buste, dove vogliamo metterla?
    Lascia stare che era quell’amore che ti segna, che era qualche decennio fa, e che poi è andata come è andata… quelle carte stanno lì, tesoro gelosamente custodito a certificare che è (stato) tutto vero, che non è uno scherzo dell’età. Un Archivio di Stato Mentale che comunque, ovvio, svanirà, …ma per adesso…
    Per adesso non so cosa pagherei per (ri)trovarne una, in fondo alla cassetta postale, messa lì da un postino perplesso che forse non ha mai visto un indirizzo scritto a mano.

  10. epperò la corrispondenza affidata alla posta ha i suoi tempi e i suoi rischi….
    io ho ritirato dalla cassetta una lettera rientrando tardi il venerdì sera, probabilmente non controllavo la posta da qualche giorno presa dalla mia gioventù e dai lunghi orari di lavoro, non lo so
    mi ritrovo a leggere un doloroso appello di un amico amatissimo, ci siamo conosciuti al mare, 13 io, 15 lui, delicata storia di baci e affetto andata avanti per anni, io la sola donna alla sua festa al celibato
    il sabato mattina sarei andata al suo matrimonio, abiti imprestati da amiche che io cose da cerimonia zero…. e il venerdì sera leggo questo appello “salvami salvami salvami fai qualcosa”
    niente cellulari, niente email…chiamare a casa da lui impensabile a quell’ora
    non è una storia persa mia, quello che chiedeva era aiuto ad uscire da una storia sbagliata sua…e io, la sua amica da sempre, sono arrivata tardi
    ne è seguito parecchio dolore, un divorzio dopo anni e comunque vita persa per entrambi

  11. Ho letto un libro “il club delle lettere segrete”
    Sono tornata adolescente quando scrivevo a un amica scegliendo le pagine di pubblicità più belle per trasformarle in buste…
    La gioia di ricevere e la smania di rispondere.
    Ve lo consiglio. Ho pensato di fondarne uno anche a casa mia

  12. È bello riscoprire cose che prima del digitale erano “ordinaria amministrazione”. Grazie per aver condiviso questa tua esperienza.

  13. ricordo un film di qualche anno fa. un ragazzo metteva una lettera in un vecchio scrittoio e il giorno dopo trovava la lettera di risposta dal passato

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