Nonsolomamma

lui, dopo un mese

sembrava normale. anzi, sembrava meglio di normale. sembrava quello che ci voleva per loro che non chiedono nemmeno così tanto. si lavava, chiacchierava, giocava, aiutava con il sorriso, salutava ed era affidabile. basta poco per sembrare straordinari.
tuttavia lei, scottata da una precedente esperienza piuttosto estrema, non voleva illudersi.
così pensava: ecco, oggi ha svuotato la lavastoviglie e ha detto grazie dopo cena ma domani, di certo, libererà la creatura apatica e malmostosa che lo abita.
lo scrutava, in attesa della mostruosa metamorfosi  alla fine della fase promozionale, altrimenti detto periodo di garanzia.
e invece no.
lui continua a sembrare normale. anzi, molto meglio di normale.
si è accomodato nella vita milanese coltivando una socialità selezionata e moderata ma di soddisfazione. studia parecchio. ha chiesto consigli su film italiani sottotitolati da guardare e libri tradotti da leggere per capire dove si trova. ha cercato disperatamente una scuola per imparare la lingua e forse l’ha trovata. ha esplorato la città in lungo e in largo e anche un po’ i dintorni.
è partecipe, si informa, ascolta, racconta. certo, è maschio, quindi è parco nella condivisione di sé ma va bene così.
lui e sneddu sono una coppia fissa. fanno giochi bizzarri, di carte, dove ci si danno sberloni, di società dove ci si prende a spadate laser, di parole dove si urla e ci si rincorre. ma ridono tantissimo insieme e sneddu gli parla dei suoi amici, delle sue maestre, del suo mondo.
lo hobbit di mezzo, inghiottito dalla sua preadolescenza e da pulsioni indipendentiste e non solo, lo guarda di sottecchi e ogni tanto lo sorprende con terrificanti narrazioni sulla scuola media, di cui lui evidentemenet ha perso memoria malgrado abbia solo 23 anni.
con il grande si chiudono in camera la sera per delle interminabili sedute di workout, da cui escono maleodoranti, sudati e complici.
ieri sera elastigirl  aveva un impegno di lavoro per cena. quando è tornata la cucina era talmente linda e ordinata che ha domandato se avessero mangiato. sì, avevano mangiato. e lui aveva anche lavato a mano le pentole.
il nuovo ragazzo alla pari dell’elasti-famiglia, americano e maschio, è una delle migliori approssimazioni del concetto di amabilità reperibili in natura.

28 risposte a "lui, dopo un mese"

  1. Che culo! insomma, capita di incrociare persone affabili e capaci Anche se è sempre più raro che ciò avvenga. In generale, io mi sono fidata dell’Umanità incrociata e il saldo è positivo.

    1. Pare di no. Altri commentatori hanno posto la stessa domanda e la risposta è stata questa. Se poi posso aggiungere anche una mia ipotesi personale, nell’ultimo trimestre Elasti avrebbe avuto bisogno di un’assistente familiare particolarmente affidabile in ragione delle sue frequenti trasferte. Probabilmente la au-pair e era troppo giovane e non è stata in grado di coadiuvarla efficacemente

    2. l’ultima è stata disastrosa. e non perché io sia stata più impegnata del solito perché per fortuna con mister i ci siamo sempre incastrati bene. semplicemente era inesistente. non parlava, non giocava, non aiutava, non chiedeva. era la passività fatta a fanciulla. una cosa da non credere. probabilmente avremmo dovuto mandarla via presto è che i reati di omissione sono più subdoli.

  2. Benché contenta per la riuscita del ragazzo alla pari, devo confessare che in quanto femmina, adesso sarei stracuriosa di conoscere vizi e amenità della precedente, “estrema”, ragazzi alla pari…e sì, lo so che non son fatti miei, ma la curiosità, appunto, è femmina

  3. Posso permettermi di pubblicizzare mia sorella?
    Ventitreenne, laureata in storia dell’arte, caschetto biondo sbarazzino e occhio languido. Una passione innata per fotografia ed equitazione, di bella presenza, un po’ rompipalle ma estremamente generosa e di buona compagnia. Non parla un’acca di Inglese, ma vorrebbe tanto imparare. Propongo periodo di scambio culturale tra i due giovinetti. Se interessati, lasciare un commento, verrete ricontattati.

  4. Certo che stavolta siete cascati proprio bene!
    anche noi abbiamo alternato le fortune con le au pair: o strabenissimo, o bleah (solo una volta dai) o medio.
    Con le 3 strabenissimo ci sentiamo tuttora, e due stanno ora a Milano pur essendo sudamericane entrambe, quindi ci vediamo ogni 2-3 mesi per piacevoli giornate di racconti e ricordi dei bei momenti passati insieme. La terza strabenissimo abita in America con marito e figli 20enni (50 anni eh) e ha già detto che sarebbe disposta a prendersi il mio grande per un anno di college… OMG
    Le due medie, ci ho provato a risentirle ma non hanno risposto
    La bleah lassamo perde.
    Sto cercando per l’estate prossima ma per ora nulla 😦

    1. Per la cronaca, abbiamo imparato che l’età conta molto: le troppo giovani non vanno bene perchè non ne hanno voglia e stanno sempre sulla soglia della porta, senza entrare mai davvero nella vita familiare.
      Dai 25 in su, va molto meglio.

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