Nonsolomamma

far finta di essere sani

nella città di A l’elastifamiglia ha una tradizione a cui tiene molto. si celebra il sabato o la domenica mattina, mai entrambi i giorni di fila, sempre nello stesso posto. a volte si sono avventurati altrove, per l’intrepido e incauto gusto della sperimentazione, ma si sono pentiti. perché quel posto, che si chiama lone wolf, lupo solitario, è il loro posto ed è parte integrante e irrinunciabile del rito.
si tratta della colazione a base di pancake, french toast, waffle e altre delizie che la cucina di questi luoghi produce. e se qualcuno obiettasse  che si tratta di pietanze grasse e caloriche, qui risponderebbero che si tratta semplicemente di cibi “ricchi”, nobilitando istantaneamente burro, frittura, salsicce e bacon.
domenica mattina elastigirl, i due hobbit minori (il grande dormiva e mister i era a londra, anzi è ancora a londra) e l’adorabile amica e vicina di casa sono tornati per la seconda volta in quest’estate al lone wolf. erano seduti a un tavolo rotondo da cui avevano una buona visuale sulla sala.
poiché sono piuttosto abitudinari, sneddu e il medio aveva preso due pancake al cioccolato a testa, elastigirl uno ai mirtilli e uno alle mele e alla cannella e l’amica delle crêpe. ed erano contenti e quasi satolli.
il locale era pieno, i camerieri si muovevano tra i tavoli con le caraffe di acqua gelida e di caffè bollente quando un signore piuttosto alto e robusto, benvestito (come possono essere benvestiti dei maschi americani nel mezzo del massachusetts) si è avviato dal fondo del locale verso l’uscita. una linea retta, pochi metri, nothing to write home about, come dicono qui. tuttavia, dopo un  paio di passi, proprio all’altezza del tavolo rotondo, lui si è accovacciato e ha proseguito la sua marcia verso l’uscita a quattro zampe, usando il giornale che teneva in mano, a mo’ di straccio per pavimenti. e così ha raggiunto la porta, da cui, sempre a quattro zampe, è uscito.
ma la cosa ancora più strana di un distinto signore che si trasforma improvvisamente in cenerentola e strofina il linoleum di un luogo pubblico, è stata la reazione dei presenti, clienti e no: totale e sovrana indifferenza. nessuno ha sollevato un sopracciglio, nessuno ha esclamato “ohibò”, nessuno ha ipotizzato che quel signore potesse avere un problema, nessuno si è scostato, nessuno ha riso, nessuno si è preoccupato. come se fosse tutto normale.
e la capacità di questo popolo di non scomporsi mai davanti alla follia, alla diversità, al disagio, alle mille possibili espressioni di sé, non finirà mai di sorprendere.

29 risposte a "far finta di essere sani"

    1. non è un bel segnale in generale. qui in un posto così piccolo, in realtà è meno allarmante di quello che sembra. perché in realtà quel signore, ho scoperto, lo conoscono tutti

      1. Allora la storia diventa diversa. Sembra che i locali abbiano accettato la stranezza del professore in questione e non gli ridano dietro.

      2. P.S.: Anche nel mio quartiere italiano quando ero piccola mi ricordo di un signore che ad un certo punto ha cominciato a fare movimenti strani durante il suo percorso a casa. Tipo, toccare tutte le maniglie dei portoni sul tragitto, fare un certo numero di giri intorno a certi specifici lampioni della luce e cosi’ via. Non faceva male a nessuno e la sua famiglia ovviamente sapeva ed aveva accettato… cosi’ come tutto il resto del quartiere.

      3. Il punto di vista allora cambia.
        Io sono triestina e come ben si sa da noi Basaglia ha dato il via al suo – meritorio – progetto. Però l’effetto “hanno aperto le gabbie” lo abbiamo sentito per anni e a dirla tutta non ci siamo mai realmente scomposti. Ci son stati dei personaggi piuttosto peculiari che in qualche modo sono anche diventati parte della città, un po’ come se la comunità li avesse adottati. Alcuni ci sono ancora.
        In realtà questa seconda parte mi sembra invece incoraggiante ecco, ma forse sono un pochino Pollyanna pure io…

  1. Alahambra a me sì, mi piace molto, mi dà un senso di libertà (ma forse è perché anche nel mio destino è prevista un’uscita carponi da un bar, più tardi possibile eh)

  2. Tutto ciò può realmente sorprendere. Ma in negativo o in positivo? Ossia, fino a che punto il parossismo verso cui si spinge la libertà e il rispetto della libertà altrui non finisce per coincidere con l’egoismo e l’indifferenza? Il rispetto della libertà, così formulato può essere un vero e proprio boomerang, un alibi che rischia di diventare molto pericoloso negli stessi termini della propria sussistenza vitale: l’io senza il tu non esiste.

    1. concordo appieno. tuttavia in questa piccola comunità dove stiamo tutti si conoscono. e questo signore, ex professore universsitario improvvisamente andato fuori di testa, è conosciuto da tutti. tutti sanno che ogni tanto si mette a quattro zampe e pulisce. e per questo nessuno si scompone. in questo caso quindi mi sembra più una manifestazione di accoglienza e di tolleranza che di indifferenza

  3. Immaginandomi la scena mi è’ venuto da pensare ad un malore…
    Non mi pare un gesto di libertà accovacciarsi a terra e camminare a carponi…
    Piuttosto la vedo una stranezza di cui mi sarei preoccupata… per verificare che stesse bene.
    Boh…

  4. qui dove adesso abito io, anni fa, è morto il “matto” del paese.
    beh, gli hanno fatto il funerale con la banda e tutto quanto, tutto il paese presente, sia prima che dopo.

    sono le piccole comunità, molto lontane da come sta diventando il mondo, ma in verità solo una parte di mondo, la quale parte crede di essere l’unico mondo possibile, ma invece ne esistono moooolti altri e a ben pensarci sarebbero anche la maggioranza.
    meno male 🙂

    ci fanno credere che sia necessario ecc, ma non tutti se la passano su facebook, o a vedere serie tv, o a giocare giochi e quelle robe lì…. io direi sommessamente che forse è un po’ l’alienazione a cui porta un certo tipo di mondo che, ripeto, in verità lo vivono solo alcuni, quel mondo lì.
    il mondo è grande, diverso, svariato.
    scusate, ma ho bevuto due bicchierini o tre 😉

  5. Prima di leggere fino alla fine, da brava italiana, ho pensato che l’uomo stesse per mettere in atto una fuga per non pagare la consumazione!😂😂😂😬 Ma in una piccola comunità non può funzionare

  6. Forse negli States sono più abituati ai personaggi strani e questo li porta ad una certa indifferenza. Due anni fa a New York, quinta strada, pieno pomeriggio, è passato un signore anziano in mutandine a fiori e volant, reggiseno rosa, scarpe con tacco, borsina frou frou e corona da statua della libertà e non se lo è filato nessuno … Indifferente lui, indifferenti gli altri.

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