Nonsolomamma

amish

sono arrivati che era sera tardi e non c’era nessuno ad aspettarli anche se avevano avvisato e un signore al telefono aveva detto “nessun problema”. era tutto buio e loro non sapevano come entrare in casa. non sapevano neanche bene quale fosse casa. poi a un certo punto è arrivato dal nulla un signore con la barba lunga ma senza baffi e ha chiamato la moglie che aveva una lunga vestaglia e probabilmente stavano dormendo. li hanno aiutati a trovare la loro casa e ad entrarci anche se il padrone era via e non rispondeva al telefono. erano amish.
la casa è uno chalet svizzero anche se è in ohio. anche l’interno sembra quello di uno chalet svizzero e c’è persino un cucù.
gli amish sono una comunità religiosa nata in svizzera e derivano, come i mennoniti, dal movimento anabattista nato nel 1500.
ci sono vari gruppi di amish, alcuni più tradizionalisti, quelli del vecchio ordine, altri più aperti, i cosiddetti beaches. alcuni amish vivono senza acqua corrente né elettricità. altri usano l’energia prodotta dai pannelli solari ma non sono collegati alla rete elettrica. ci sono quelli (molti) che usano carrozze e cavalli e non le automobili. alcuni hanno gli smartphone.
tutti ripudiano la guerra e la violenza, appartengono a comunità molto solidali, si dedicano all’agricoltura e all’artigianato.
in ohio sono 40.000. ci sono amish in 31 paesi nel mondo. parlano un dialetto chiamato tedesco della pennsylvania.
conducono vite lente e semplici perché ritengono che solo così possano avvicinarsi a dio. hanno in media sette figli a famiglia.
le donne sono sottomesse agli uomini.
gli amish vanno a scuola fino a 14 anni. le scuole sono composte da una sola classe con massimo 40 alunni insieme dalla prima elementare alla terza media. a scuola si parla inglese e si studia il tedesco. c’è solo una maestra che deve badare a tutti. pare che quando arrivano in terza media gli alunni hanno sentito spiegare le cose talmente tante volte che sono preparatissimi. a scuola non si insegna l’evoluzionismo e sono consentite le punizioni corporali.
gli amish si vestono in modo sobrio e austero, gli uomini di nero con un cappello di paglia, le donne con dei vestiti lunghi dai colori decisi e delle cuffiette o bianche o nere. nessuna concessione alla vanità è consentita.
chi vuole uscire dalla comunità, per continuare a studiare o andare per il mondo, può farlo ma, a seconda dell’ordinamento della comunità, rischia di essere ostracizzato da famiglia e amici.
gli amish non hanno chiese ma la messa viene celebrata a turno a casa dei membri della comunità una domenica ogni due. c’è un’apposita carrozza che contiene tutto l’occorrente per la messa che dura tre ore e mezza. dopo si mangia tutti insieme. le donne cucinano.
entrare nella comunità è possibile per un estraneo ma gli amish non fanno proseliti. stanno nel loro e sembrano fieri e felici della loro identità.
in una società feroce e spietata come quella americana, l’appartenenza a una comunità così forte e prescrittiva è probabilmente molto rassicurante.
la rete wi-fi della casa dove dorme l’elasti-famiglia si chiama god’s blessing.

11 risposte a "amish"

  1. Ho incontrato persone appartenenti a questa comunità lo scorso anno in Penssylvania, le donne ( giovanissime con più figli e con dubbia igiene personale, portavano copricapo o parrucche, si percepiva la testa “rasata”. Sai dirmi se esiste una “legge” interna che lo imponga ?
    Grazie . Un abbraccio alla mia editorialista preferita p.s anche ai tre hobby è all’economista marxista barese

    1. in realtà non tagliano i capelli o la barba, li lasciano così come vengono.
      Però qualche anno fa, nel corso di una faida tra amish, i gruppi avversari si sono attaccati col taglio dei capelli e delle barbe, che è sia un umiliazione che una grande offesa.
      Se le donne indossavano delle parrucche probabilmente avevano perso i capelli

  2. A vedere ragazzi e ragazze sull’imbrunire che giocavano a pallavolo nel campetto vicino alla scuola e che ridevano e scherzavano dava l’idea che si divertissero ben di più di alcuni adolescenti in discoteca.
    Ho letto da qualche parte che la maggior parte dei giovani Amish che prova un anno fuori della comunità poi preferisce ritornarci.
    Certo è una cultura diversa dalla nostra, ma non mi sento di giudicare cosa sia meglio.

  3. Io mi chiedo ancora, tuo post del 1 agosto, se davvero permettevate a vostro figlio di prendere I doughnuts riservati ai meno abbienti.

    Gli Amish mi fanno pensare al Racconto dell’ancella di Margaret Atwood. Si guarda con sospetto chi indossa l’hijab, ma non le donne Amish (o le suore) che in realtà coprono i capelli allo stesso modo.

  4. ho adorato stare in una casa Amish a Intercourse, PA. La loro vita semplice, il cibo, i vestiti, tutto plain… In una società americana posso capire se molti giovani, dopo l’anno di esperienza fuori dalla comunità, rientrano e restano. La cosa buffa che ci dissero: per capire se in una casa abitano gli amish, controllate il giardino, se c’è la biancheria stesa sul filo ad asciugare, è amish (non hanno asciugatrice elettrica). Commento di mio figli: quindi in Italia sono tutte case amish…. 😀

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