Nonsolomamma

chicago al volo

hanno visitato quello che chiamano il magnificent mile dove ci sono i negozi di lusso, entrando e uscendo dappertutto senza comprare mai nulla, hanno camminato lungo il lago michigan e sono arrivati a una spiaggia dove la gente faceva il bagno in pausa pranzo. si sono imbarcati in una discussione sugli stereotipi di genere e la necessità di abbatterli e, come spesso succede, i figli si sono rivelati ben più avanti del padre. hanno raggiunto il navy pier dove c’è una ruota panoramica e mister i ha detto che quella di bari è molto più bella quindi era inutile stare lì a guardare un’attrazione di risulta. peccato che non sapesse che la ruota a bari non c’è più. hanno mangiato la deep dish pizza, una specialità locale che è come una pizza ma pesante come uranio e con molto burro dentro. elastigirl non ha avuto più bisogno di assumere alcunché fino al giorno dopo. sono andati all’ukrainian village che è la zona hipster di chicago e gli hobbit maggiori sono letteralmente impazziti di entusiasmo e avrebbero comprato stivaloni da cow boy, camicie sgargianti, cappelli di paglia e occhiali da star.
il giorno dopo sono andati all’acquario dove hanno scoperto che i delfini non dormono mai ma di notte nuotano lentamente tenendo un occhio chiuso per far riposare metà del cervello. negli acquari americani si mangia sempre, anche davanti alla vasca dei beluga.
mister i a quel punto ha dato forfait perché gli è venuto mal di schiena e a ogni viaggio lui deve stare ko almeno una mezza giornata. così elastigirl e gli hobbit minori sono andati al museo della scienza e dell’industria e si sono divertiti come pazzi e sono anche entrati dentro un tornado e dentro un labirinto di specchi da cui lei temeva che non sarebbe mai più uscita. poi però è arrivato l’orario di chiusura e li hanno cacciati via e loro erano molto delusi perché sarebbero rimasti lì dentro altre sei o sette ore.
oggi è l’ultimo giorno e sono andati a visitare la casa e lo studio di frank lloyd wright che era un architetto fantastico che ha rivoluzionato il modo di concepire, costruire e vivere le case e a chicago ha lavorato 20 anni lasciando case magnifiche e anche lasciando la moglie e i suoi sei figli per fidanzarsi e fuggire con la moglie di un suo cliente che fu assassinata qualche anno dopo insieme ai suoi figli da un servitore quando wright era fuori per lavoro. ma questo è del tutto irrilevante o quasi ai fini del suo lavoro.
al momento l’elastifamiglia è in aeroporto e a breve si imbarcherà su un aereo per rientrare in italia. dopo sette settimane di america è anche ora. e comunque, alla fin fine, hanno deciso che chicago è ben più vivibile di new york.

12 risposte a "chicago al volo"

  1. Elasti, se non l’hai letto, leggi “mio amato Frank” di Nancy Horan sulla storia di Mamah Cheney, la cliente di Wright. Ricostruisce tutta la storia e lei ne emerge come una figura straordinaria. Certo, una mazzata…

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