Nonsolomamma

cose che succedono (ma anche no)

in una casa di maschi quando qualcuno grida “ahia che male” o emette urla beluine o produce rumori tipo sbang, toc, clong, nessuno si muove. perché il testosterone ha, tra gli altri, anche l’effetto di produrre energia cinetica e polemica in eccesso e quindi litigi, accompagnati da esuberanza fisica e risultanti in lesioni di gravità variabile. pertanto alterchi con conseguenze transitorie sull’integrità dei soggetti coinvolti sono fenomeni quotidiani che non meritano attenzione.
tuttavia, seppur di rado, l’invocazione viene emessa con una modulazione differente, un’intensità più drammatica. è allora che l’orecchio più allenato sa che è necessario accorrere con la massima urgenza poiché la suddetta iperproduzione di testosterone ha avuto conseguenze devastanti. e il dolore è vero dolore, i danni sono veri danni, le urla non sono finzione cinematigrafica. e qualcuno si è fatto male sul serio.
ieri sera sneddu e lo hobbit grande hanno fatto i soliti giochi da maschi barbari. e, dall’altra stanza, suonava tutto regolare. fino a quella vibrazione troppo alta, l’allarme rosso.
il grande ha dato un calcio al piccolo, il piccolo è andato a sbattere e crack! gli si è spaccato il labbro e rotto un dente. dente definitivo, incisivo superiore.
e quando elastigirl, accorrendo, se ne è accorta avrebbe voluto, alla faccia del suo infimo livello di testosterone, urlare, massacrare, devastare, vendicare ma anche piangere, disperarsi, consolare, abbracciare, tornare indietro nel tempo, e poi spaccare tutto.
ché una lo sa che queste cose succedono. e sa anche che ne succedono di peggiori e di terribili e non paragonabili. e sa che ci sono dei rimedi.
ma poche cose squassano le viscere come il proprio bambino in lacrime con un dente prima perfetto ora definitivamente compromesso. poche cose dilaniano come la rabbia cieca  verso un altro figlio e la consapevolezza che gli vuoi bene lo stesso, anche ora che lo vorresti disintegrare. poche cose mandano in corto circuito come l’irreversibilità di un danno.
e meno male  dopo subentrano la razionalità, il sangue freddo, mister i che riporta la calma, il medio che trova un frammento di dente sul pavimento, il dentista che risponde al telefono e dice “venite domani”.
oggi sneddu ha un incisivo nuovo, bello come il primo, con cui tuttavia non potrà mai più addentare una mela.
ci sono cose peggiori. si scopre che la quantità di gente che circola con denti rotti e ricostruiti è pari alla popolazione di paesi bassi e lussemburgo insieme.
eppure ancora adesso, a distanza di 24 ore e più, elastigirl è abitata da un troll furibondo.

33 risposte a "cose che succedono (ma anche no)"

    1. Della serie quando si mettono uno contro l’altro ma dentro di te sono uno e non sai chi difendere e non ti perdoni di difenderne uno e di rimproverare l’altro e anche però desidereresti una bolla alla elastigirl e la macchina del tempo insieme, e li vorresti confortare tutti insomma sperimenti ogni volta che si, forse si può, essere “uno e trino” ( tu, e l’uno e l’altro…). Ah, la “mammitudine” …

  1. Ciao cara Claudia Elasti, sono passati quattro anni da quando la mia figlia maggiore si è sbriciolata l’incisivo superiore spiaccicandosi sulla pista di pattinaggio dove faceva gara di acrobazie con la sorella. Eppure nonostante un dente nuovo -ovviamente non bello come il primo (!) -di tanto in tanto quel troll furibondo mi assale di nuovo insieme alla sensazione di danno irreparabile, al desiderio di portare indietro il tempo e al senso di colpa per non essere stata abbastanza vigile. Passerà, forse, ma come hai scritto tu, sono cose che succedono e ce ne sono di ben più gravi. Coraggio, un abbraccio forte forte

  2. Il mio li ha spezzati a scuola, rassegnati, ogni tanto la ricostruzione si staccherà e bisognerà rifarla ($). Niente è più come prima…sigh

  3. Lei è incredibile; come racconta lei i sentimenti femminili, quelli che si scatenano tutti i giorni dentro la bolla dei nostri amori …

  4. Mia sorella si è spaccata un pezzo di un incisivo superiore infilando le braccia nei braccioli della sua seggiolina e dondolandosi in avanti, schiantandosi poi di faccia contro il pavimento in pietra.
    Ora ha 33 anni e non si vede proprio per niente. Si è visto un pochino fino ai 20 anni perché aveva una specie di colla provvisoria, ma quando si è concluso del tutto lo sviluppo il dentista le ha messo una colla migliore ed eterna e ora non si vede e può addentare le mele.
    Magari faranno lo stesso anche con Sneddu?
    No, vabeh, comunque troll selvaggio, maledizioni e profluvio di imprecazioni, che rabbia infinita.
    Ti senti come se ti avessero rovinato un’opera d’arte, tipo “Io l’ho creato perfetto e intatto, e ora me l’hanno rotto”, mi sentivo così quando il mio Pupone verso i due anni e mezzo ha deciso di uscire dalla vasca e si è spaccato un sopracciglio, e gli è rimasta una minuscola cicatrice, e quando ho notato che il mio medio a furia di testate (aveva un gran testone da piccolo) si era creato una specie di corno in fronte ancora adesso (6 anni) individuabile al tatto e un po’ anche alla vista. Spero che crescendo si “diluisca”.

  5. Sono maschi, non c’è niente da fare. I miei nipoti fanno queste cose ancora a 23 e 19 anni. Ma si può? Sì! Pensa che il testosterone ha fatto scatenare, lo fa ancora oggi, guerre che durano decenni.
    Convivere con 4 maschi di varia pezzatura non è facile. Un abbraccio al cioccolato.

  6. Capisco e rabbrividisco, i miei due incisivi si raccontano con angoscia. 30 anni fa cado e svengo, mi risveglio senza incisivi, il dentista li ricolloca devitalizzandoli. Dopo 25 anni uno si spezza. Rimessi entrambi finti. Il contrappasso per aver rotto, da bambina un incisivo ad un’altra bambina? Un bacio a tutti voi

  7. Uno dei nostri passatempi preferiti da bambine ( siamo tre sorelle) era giocare alla lotta. Un giorno mia sorella mi diede un pugno e mi spaccò un dente…
    Per paura della reazione dei miei genitori di comune accordo avevamo deciso che io non dovevo assolutamente parlare per non farci scoprire. Non dovevo proprio aprire bocca. Ricostruire un dente negli anni 80 aveva un costo enorme però non si poteva fare altrimenti, sarei cresciuta con un dente rotto. Credo che ai miei sarà costato l’intera tredicesima più lo stipendio ma il lavoro fu fatto benissimo. I miei si arrabbiarono tantissimo però!

  8. Cara Elasti, ti sono vicina nella sensazione di danno irreparabile, il mio grande a 8 anni negli acqua scivoli lo ha perso il suo incisivo nuovo di zecca…e da allora andiamo di dente finto finché non arriverà l’impianto, non prima dei 18 anni. Ora ne ha 10. Le mele non le addenta più, ma i panini si, si impara a fare acrobazie anche con un dente finto! un abbraccio solidale.

  9. Stessa identica storia: il grande lottando/giocando spaccò mezzo incisivo alla piccola, che all’epoca aveva 9 anni e che crescendo con 2 fratelli era anche lei partecipe di questi giochi e mazzate.
    Io ci rimasi malissimo, ma ora ci rido su perché ci sono cose più irreparabili… Mia figlia ha sempre addentato di tutto con il suo mezzo incisivo finto, che non le è mai saltato, ora ha 25 anni ha cambiato 3 anni fa il pezzettino di dente, per un semplice fattore estetico (tende a cambiare colore diversamente dal dente originale dopo tanto).

  10. Mio cugino di 10 anni più grande, giocando “duro” tra noi, mi mandò a sbattere contro il divano. Peccato che il medesimo fosse non so per quale ragione rinforzato con una spessa asse di legno. Risultato: cocige incrinato e conseguenti dolori( al cambio di tempo o dopo l’esser stata seduta a lungo) da quando ho 5 anni.
    Gli voglio un gran bene lo stesso.

  11. Cara Claudia.
    Noi siamo in quattro: tre maschi e poi io.
    Un giorno in una lotta con il terzo, in cucina, per liberarmi dalla sua presa mi voltai indietro così velocemente senza ricordare la presenza di un termosifone. E il mio bellissimo incisivo si è scheggiato.
    Il terzo, sempre sorridente e solare, un’estate si è tuffato di testa in una piscina alta un metro, sempre sorridendo, perché un’abitudine così bella non può essere interrotta da un banale tuffo. Ed è riemerso senza un incisivo. Sorridendo.
    Il secondo, appena presa la patente, una notte si è scordato di girare il volante di fronte a una curva, e si è schiantato insieme a un gruppo di amici. Macchina distrutta, due incisivi persi, ma per fortuna nessun ferito grave.
    Il primo no, vive con i suoi incisivi originali e ben allineati.
    Ma non ha la fortuna, come il secondo, ormai uomo adulto, serio e responsabile, di tradirsi quando richiede rigore, disciplina e responsabilità ai suo figli, perché il suo sorriso ricorda a tutti che c’è stato un tempo in cui anche lui ha fatto degli errori.
    E non ha la fortuna del terzo, che continua a sorridere anche ora e ha un sorriso stupendo che mette pace e che sembra ancora più vero se sai che non deriva da ingenuità ma è passato attraverso rotture e ricostruzioni.
    E non ha la fortuna, come me, di ricordare il profumo della cucina dei miei, le lotte quando eravamo piccoli, e tutto l’affetto che c’era dentro, semplicemente osservandosi allo specchio.

  12. Povero sneddu ma povero anche hobbit grande: chissà come si sentirà in colpa, non credo che servano altre punizioni… Un abbraccio a tutti e due e anche a te!

  13. Mia sorella mi spinse verso un tavolino da caffè. Per fortuna presi il sopracciglio e non l’occhio ma vi lascio immaginare spargimento di sangue, punti ecc…
    Ricordo che all’epoca ci rimasi male perché mi sembrava che tutti consolassero lei (ovviamente non era così ma ero molto piccola fiammiferaia). Non le porto rancore per il sopracciglio e la piccola cicatrice. Invece per quella volta che mi ha morso sul sedere… non beh quella è imperdonabile:-)

  14. A chiunque possa servire: se capiterà che il vostro ragazzino perda un dente per un trauma non conservatelo nel ghiaccio, ma insistete che lo tenga in bocca o al limite mettetelo nel latte, quindi correte da un BRAVO dentista che provvederà a rimetterlo in sede dove, come una piantina, si riprenderà

  15. io rimasi male, malissimo, quando mio figlio fu spinto sui gonfiabili e si ruppe il radio del braccio destro (lui è mancino). Ma non dovevo far trapelare “l’odio” per Cristian, il responsabile della spinta, che già mio figlio lo odiava a sufficienza.
    Dopo il gesso, niente strascichi perchè era molto piccolo.
    Gli è ricapitato di rompere sempre quel braccio cadendo da solo a pallamano. Non era + colpa di Cristian, e a quel punto senza capo espiatorio, l’abbiamo presa tutti molto più soft…

  16. Due figli maschi
    Due incisivi rotti
    Entrambi durante un evento festoso ( lo era stato fino all’incidente) con i loro rispettivi amici delle squadre sportive.
    Ma non durante le partite…
    Il primo giocando con un fucile del figlio dell’allenatore di basket alla festa di fine campionato.
    Il secondo, appena arrivato al campus del rugby, mentre si montavano allegramente le tende per la notte, girava un pallone e a lui è arrivato in faccia il polso “armato” di un suo compagno, che non aveva potuto fare a meno del suo pesantissimo orologio regalo della cresima.
    Il tutto ad un anno preciso di distanza l’uno dall’altro, per il nostro sgomento e soprattutto della dentista, che non voleva crederci.
    Ti capisco proprio, ci si rimane male.
    Non è niente di irremediabile, ma…
    Un abbraccio

  17. È successa la stessa identica cosa ai miei fratelli. Quello che io non capirò mai, mai, è che cavolo di gioco sia fare la lotta e farsi male. Centinaia di anni di evoluzione, e ancora tanti trogloditi in giro (parlo dei miei fratelli ovviamente, non dei tuoi figli)!

    1. Ho un vago ricordo di un esame di pedagogia nel programma del quale c’erano una serie di studi sul gioco della lotta, studi condotti su bambini e anche su animali (sicuramente sui topi). Ebbene, da questi studi emergeva che il gioco della lotta (N.B: il GIOCO della lotta è cosa ben diversa dalla violenza, dai maltrattamenti, dal bullismo etc.) è fondamentale per la crescita e per lo sviluppo delle capacità relazionali. In particolare mi colpì il fatto che i topi che da cuccioli non avevano giocato alla lotta avevano poi difficoltà a trovare un partner con cui accoppiarsi e riprodursi

  18. “mamma, tienimelo tu, io torno a giocare”
    e figlio mi mette in mano il dente, si pulisce le labbra dal sangue con la mano sporca di fango e torna a giocare (a rugby, ca va sans dire).
    Sono rimasta inebetita e tremante cinque minuti, col dente sul palmo della mano, mentre tutte le altre mamme mi consolavano, e io balbettavo che non mi ricordavo più se quel dente era da latte o definitivo, non capivo più niente.
    Per fortuna poi si è rivelato il canino da latte, che però non ballava minimamente in quei giorni. Ha preso un colpo da un compagno di squadra che gliel’ha fatto semplicemente saltare, così.
    Mi faccio pat pat sulla spalla da sola, io sono una tremebonda fifona mamma del sud ma almeno lui l’ho cresciuto coraggioso.

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