Nonsolomamma

conversazioni con il futuro

ieri sera elastigirl ha partecipato a una fuck up night. si tratta di serate, organizzate in moltissimi posti del mondo, in cui raccontare, su un palco davanti a un pubblico sperabilmente indulgente, la propria miserabile storia di fallimento in venti minuti.
ieri sera, ad ascoltare le storie di inciampi, c’erano 800 persone che a vederle tutte insieme viene voglia di scappare a casa in silenzio, di nascosto, ché alla fine capiranno visto che sono venuti per simpatizzare con  i buchi neri.
lei si era preparata come all’esame di scienza delle finanze, con angoscia e trepidazione. e alla fine è riuscita a non scappare.
insieme a lei, a esporsi al pubblico ludibrio, c’era una pubblicitaria americana, sarah, che voleva fare la rockstar ma a un certo punto ha pesato che quel sogno era troppo grande e terrificante per lei. e così, di fronte a 800 persone, da vera impavida kamikaze, ha ripreso la chitarra, dopo vent’anni di silenzio, e ha cantato una canzone, sul fallimento. è stato ipnotico e liberatorio e pure commovente.
con loro c’era anche un maschio, disegnatore pugliese, residente a bologna che aveva deciso che, dopo, avrebbe passato la notte a milano e sarebbe ripartito l’indomani alle cinque del mattino perché si vive una volta sola e bisogna godersela. e questo maschio disegnatore, che si chiama davide, oltre a raccontare la sua storia attraverso i suoi disegni, ha detta una cosa bellissima, poetica e pazza insieme. “io lascio dei messaggi vocali rassicuranti al me del futuro e quando lui mi ascolterà e sarà anziano, forse sarà contento”.
e oggi elastigirl a pranzo, questa cosa l’ha raccontato allo hobbit grande. che ha fatto spallucce. “ma certo! lo faccio anche io!”
“tu lasci messaggi vocali al te stesso del futuro?”
“ovvio”
“e cosa gli dici?”
“gli faccio delle domande. per esempio l’anno scorso ho registrato e anche scritto un messaggio al me del  futuro chiedendogli se sapeva se fossi stato rimandato in matematica”
“ah. una domanda metafisica, insomma…”
“ho anche chiesto se dovessi dei soldi a qualcuno…”
“soldi? e perché?”
“perché non si sa mai, nella vita”.

17 risposte a "conversazioni con il futuro"

    1. Ah, ah, ah!!!! Sono d’accordo in pieno!
      Porprio ieri ho ricevuto una email dalla scuola di mia figlia (in quinta elementare) che diceva che stanno preparando un “Yearbook” per la fine del ciclo elementare con foto e messaggi per i bimbi. Bellissima idea…
      Volevano una foto da bimbi dei nostri figli, una frase da parte dei genitori per i nostri figli, ed una frase dai nostri figli con una cosa che vorrebbero dire ai loro stessi del futuro. Ma secondo me questa ultima richiesta non ha senso. Ma cosa vuoi che dica a se stessa del futuro? Semmai dovrebbe voler sapere qualcosa da lei!!!

      1. Un messaggio non significa necessariamente una domanda … potrebbe essere qualsiasi cosa, anche raccontare cosa si sogna di essere da grande. Potrebbe essere interessante l’effetto su un se stesso adulto…

  1. È un esercizio, ma di scrittura, io ho una avversione, che posso motivare e argomentare, per i messaggi vocali, che faccio spesso con le classi. Noi lo chiamiamo giocare con le profezie e serve a riflettere su quanto, una volta messi a fuoco i desideri, sia spesso possibile agire in prima persona per contribuire a realizzare. Un esercizio, insomma, che mette a fuoco il legame tra autocoscienza e libero arbitrio.

  2. Non conoscevo queste fuck up night, se non finissi con il fallire non presentandomi potrei diventare una sorta di super star! Scherzo, che racconto bellissimo. In Cina c’è un bar ( forse sono milioni ma io non lo so) dove puoi mandare una cartolina a te del futuro, scegli l’anno in cui vuoi riceverla, da uno a venti, e poi ti verrà spedita. L’ho fatto con i miei figli, la cartolina è arrivata 4 anni dopo, è stato emozionante per ognuno di noi.

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