Nonsolomamma

da noi a bari

camara ha trovato lavoro in un supermercato. gli piace, è contento e la sua vita ha imboccato una strada che somiglia di più ai suoi sogni. anche se i suoi sogni prevedono anche un’inaspettata attività imprenditoriale in guinea che, secondo lui, è votata a sicuro successo. la vita con l’elasti-famiglia ha assunto i rassicuranti e prevedibili contorni dell’ordinarietà perché, nel giorno per giorno, ogni eccezione domestica, accoglienza di un rifugiato compresa, diventa normalità, nella sua banale e intima irrilevanza. e forse questo è anche il bello di questa avventura.

ci sono tuttavia specificità endemiche in ogni famiglia che la rendono diversa da quella dei vicini di casa. e a camara è toccata la variabile barese che è persistente e contagiosa, oltre che intrinsecamente suprematista, almeno nell’interpretazione di mister i.

quest’ultimo è talmente convinto della preminenza del suo popolo, da impegnarsi in un’opera pervicace e costante di proselitismo. e i frutti di questa evangelizzazione, anche nei soggetti più resistenti, prima o poi maturano.

non è un caso che elastigirl mastichi il barese con grande disinvoltura e che gli hobbit siano addirittura perfettamenti bilingui, per la gioia tronfia del loro padre. erano tuttavia convinti che camara, figlio della guinea conakry e approdato nell’elasticità-famiglia solo sei mesi fa, sarebbe stato impermeabile a certe influenze. e invece no.

“camara, vuoi un po’ di carote?”, ha chiesto elastigirl l’altra sera.
“non si dice carote”
“be’, queste in italiano si chiamano carote…”
“da noi, a bari, si dice caróte. con la “o” chiusa, come in nói”, l’ha corretta camara.
mister i si è commosso.

10 pensieri riguardo “da noi a bari

  1. Posso solo dire che mio figlio si chiama Nicola (viviamo in provincia di Venezia) e siamo veneti, tuttavia un nostro amico brindisino ogni volta, ricordando il nome di nostro figlio, sorride estatico.

  2. Cara, sono volontaria da anni in una scuola di italiano per migranti e per stranieri in generale ( gratuita ovviamente) e ho conosciuto tanti Camara, Ahmed, Irina, Wang…essendo romana mi scappa ogni tanto sc a posto di c, una doppia ss iniziale( ssedia), un trescento..
    Quando poi riprendo la loro pronuncia che mi imita , mi rispondono con un bel sorriso: maestra…ma anche noi semo un po’ romani! Giuro che semo non è mai uscito dalle mie labbra!! Meravigliosi

  3. Ciao Elasti, scusa se irrompo in questo modo ma ho davvero bisogno di aiuto per mia mamma che soffre di demenza senile.
    Da qualche settimana è in casa con una badante ma, sul far della sera, diventa aggressiva e la signora che l’assiste ci ha detto che non sa come trattarla.
    Mi ricordo che una simile circostanza era successa con la signora Eritrea e, all’epoca, avevi parlato di un bravo neurologo. Per caso riusciresti a farmi avere il contatto? Grazie mille e scusami ancora

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