Nonsolomamma

a memoria

elasti non legge libri di poesie. ha l’impressione di non saperci entrare, di non capire, di essere impermeabile. ed è un vero peccato. perché le poche volte in cui l’ha guardata dritto in faccia, senza soggezione o pregiudizio, la poesia le ha parlato tantissimo, proprio a lei, toccando corde speciali che solitamente stanno nascoste.
e mentre pensava di avere bisogno di un po’ di poesia per ripulire i pensieri e trovarne di nuovi, domenica pomeriggio, dopo avere fatto l’ennesima chiffon cake e placato la sua dipendenza dalla produzione di torte alte, si è ricordata di umberto eco che a suo nipote consigliava di imparare a memoria qualche verso ogni mattina per tenersi allenato.
e imparare una poesia a memoria, oltre alla ginnastica, obbliga a smontare, rimontare, entrare dentro e, forse, capire e diventare amici.
così elasti ha preso una grande raccolta di una grande poetessa polacca che si chiama wislawa szymborska (un’amica polacca le ha detto che il polacco è tra le lingue più difficili al mondo, per inciso) e ha scorso l’indice per scegliere la poesia che avrebbe imparato. ci è voluto poco. l’ha trovata subito.
si chiama “le 4 del mattino” e parla dell’ora (“vuota, sorda, vana, fondo di ogni altra ora”) in cui elasti si sveglia (“ora del ‘chissà se resterà qualcosa di noi'”) e in cui quotidianamente vorrebbe sbattere fortissimo la testa contro il muro (“nessuno sta bene alle 4 del mattino. se le formiche stanno bene alle 4 del mattino, le nostre congratulazioni”).
e niente. a furia di ripeterla a sneddu, che si è vendicato di tutte le volte in cui i ruoli erano ribaltati, l’ha imparata tutta e l’ha sentita sua e di nessun altro. e alla fine era felice e si sentiva capita (“ora in cui il vento soffia dalle stelle spente”) e sentirsi capiti fa molto bene.
lo rifarà. presto. se avete consigli da mandare a memoria, lei è qui, pronta. grazie.

20 pensieri riguardo “a memoria

  1. Szymborska è nella mia triade di poetesse preferite (le altre sono Emily Dickinson e la nostra meravigliosa Alda Merini). Sue sono due delle poesie più belle mai mai mai scritte al mondo: “Figli dell’epoca” e “Amore a prima vista”.

    1. Carissima concordo su Siamo figli dell’epoca. Mantiene il mio spirito battagliero. La proposi a D donne di Repubblica (ora non lo leggo più) come poesia più bella e la pubblicarono nell’estate 2020.😁

  2. Una volta lessi che la poesia è spiritualita’ applicata.la mia preferita è quella di Montale: ho sceso dandoti il braccio milioni di scale..
    Buona lettura……

  3. Mio papà impara Montale con gusto, anche ai semafori rossi, mentre guidava. Era arrivato a saperlo a memoria quasi tutto, da appassionato era diventato esperto.
    Ecco, Montale si presta davvero, partendo dagli Ossi di seppia

  4. Garcia Lorca!
    Quand’ero in prima media, sfogliando l’antologia, ho scoperto “Agosto” (nascosta in una di quelle paginette di approfondimento che non si leggono mai).
    Sono rimasta folgorata: niente note a piè di pagina, nessun “sottolinea le figure retoriche” o “con questa metafora il poeta vuol dire che”, solo parole dense di colore, profumo e sapore, da rigirarsi in bocca. Ricordo di aver pensato: ma allora è questa la poesia! Uno shock. Mi si è aperto un mondo.
    Tuttora non capisco perché a scuola non facciano mai leggere la poesia contemporanea.

    Ps. “Si spensero i lampioni e si accesero i grilli” (da La sposa infedele): nella sua semplicità è uno dei versi più belli che abbia mai letto

  5. nella mia ignoranza non conoscevo per nulla Szymbrorska, ho scoperto che è premio Nobel
    qui sotto il testo, mi piace molto, grazie 🙂 Elasti
    OT conosci Chandra Livia Candiani? è una tua concittadina
    Le quattro del mattino

    Ora dalla notte al giorno.
    Ora da un fianco all’altro.
    Ora per i trentenni.

    Ora rassettata per il canto dei galli.
    Ora in cui la terra ci rinnega.
    Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
    Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.

    Ora vuota.
    Sorda, vana.
    Fondo di ogni altra ora.

    Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
    Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
    – le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
    se dobbiamo vivere ancora.

    [da «Appello allo yeti», traduzione di Pietro Marchesani

  6. Ho un cane, abbastanza grosso , che ho preso otto anno fa da un canile. Cresciuto per strada, discende da cani da caccia e passa il tempo annusato per terra e mangiando qualsiasi schifezza trovi per terra, nonostante la mia attenzione. Quindi a volte di notte sta male e , di solito verso le 4 del mattino, inizia a piangere e mugolare, segnale che deve uscire. Oramai lo so e mi vesto velocemente . Abito in un condominio e così devo uscire , andare in un prato vicino e aspettare. Di solito sono imbambolata dal sonno e dal freddo ma percepisco la realtà intorno come cristallizzata e ferma, tra il sogno e l ‘inizio di un incubo. Il silenzio e il vuoto, a volte la paura. Una volta ho incontrato anche una persona del condominio che usciva, abbiamo fatto amicizia e mi ha spiegato che parte a quell’ora e va a fare pulizia negli uffici. Io insegnavo allora e mi sono sentita fortunata di poter iniziare più tardi. Ecco ,le quattro del mattino sono un momento difficile per svegliarsi, ammiro la tua forza di volontà . Magari proverò anch ‘io ad imparare qualche nuova poesia a memoria , sulla notte o cercherò quella di cui parli. Apprezzo molto la tua scrittura e sensibilità, buoni risvegli. Luisa

  7. Cara Elasti, avendo fatto teatro amatoriale, imparo poesie a memoria, poche, solo quelle che mi travolgono. Dalle più gettonate come L’Infinito, alle cavalcate come “Cantami o diva del Pelide Achille…. ma c’è una poesia che adoro e tocca le mie corde profonde è della Szymborska: Siamo figli dell’epoca. Leggila se puoi. PS- ho cambiato quotidiano insieme al supplemento D.

  8. Stamattina andando al lavoro avevo davanti a me la Grigna e il Resegone imbiancati nel cielo azzurro: bellissime! E mi è venuta in mente una poesia che ho fatto studiare tante volte ai miei alunni, di Clemente Rebora:

    In un cofano azzurro

    In un cofano azzurro
    traluce la gemma dei monti
    con iridi di valli
    e baleni di prati:
    avesse la terra una mano
    da inanellare e far mia!

    Poi ti segnalo un blog di un signore che abita dalle mie parti: ogni giorno alle otto pubblica una poesia scritta da lui. A volte ho letto dei versi, soprattutto quelli descrittivi, su Milano per esempio, che mi hanno colpito per la loro capacità di cogliere la realtà. Il poeta è Daniele Riva e il suo blog è assolodipoesia.blogspot.com

  9. Mariangela Gualtieri, immensa

    ‘Annunciare le stelle –
    accogliere quel loro pane
    nella mente – farsi nutrire.
    Dondolare la mente fino
    alla pulizia totale.
    Tendere all’insù, come dettano
    le cime delle piante.’

  10. Le 4 del mattino, con un bambino di 2 anni le conosco anche io…
    Come poeti ho amato molto Pessoa, Penna.. Pino Daniele e Ligabue
    Hanno stili diversi ma mi sono sempre piaciuti

  11. I vostri figli non sono i vostri figli, di Khalil Gibran. Una poesia bellissima, che il mio professore di lettere delle medie aveva riportato nella lettera di fine anno per i genitori. È stato lui ad avvicinarmi alla poesia, soprattutto quella meno convenzionale, e ad insegnarmi la bellezza dell’imparare a memoria.

  12. Io amo moltissimo le poesie stralunate di Patrizia Cavalli (che sembrano un po’ filastrocche e si prestano molto bene sia a essere lette ad alta voce, sia a essere imparate a memoria)

  13. Itaca di Costantino Kavafis. Da cercare in almeno due traduzioni (una è quella di Filippo Maria Pontani, ma ce ne sono altre). Grazie per tutti gli altri suggerimenti

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