Nonsolomamma

una fetta

La compagna M qualche giorno prima del compleanno dello hobbit grande mi ha scritto che voleva pensare lei alla torta. “Lui mi parla sempre della Sacher più buona del mondo. Dice che la fanno in una pasticceria vicino a casa di nonna J. Vorrei prenderla lì”.
Mi è sembrata un’idea generosa e bellissima, degna di quella creatura meravigliosa che si accompagna, talvolta inspiegabilmente, a mio figlio da ormai tre anni.
“So che bisogna ordinarla in anticipo e che se vuoi puoi farci scrivere qualcosa sopra”, l’ho avvisata. Lei, donna di poche parole soprattutto via Whatsapp, non ha risposto. Essendo, esattamente come il giovine cui si accompagna, creatura distratta e un po’ stordita, mi sono domandata se le informazioni l’avessero raggiunta.
Il giorno della festa è arrivata a casa nostra un’enorme confezione della pasticceria. Dentro c’era la Sacher. Una Sacher gigante, per quindici, forse per venti persone. Lo hobbit grande gongolava.
Sulla glassa di cioccolato della torta era stata vergata una scritta bianca in corsivo. Effettivamente, non solo la compagna M aveva recepito le informazioni ma ne aveva fatto buon uso.
No, non c’era scritto “Buon compleanno”. E memmeno 19 come gli anni che lui compiva, o il nome del festeggiato. Non c’era nemmeno una frase romantica, un’espressione del loro lessico amoroso, un cuore trafitto, un putto alato, un unicorno o una data. La compagna M non indulge in certe mollezze. È una donna pratica.
La scritta era diretta, lapidaria e imperativa. La scritta parlava di lei, di loro due, di una vita difficile passata a difendersi dall’altrui voracità. “Lasciateme una fetta”.

8 pensieri riguardo “una fetta

    1. Tenerezza… a dispetto e a motivo del contenuto😌
      La tastiera gioca spesso scherzi non graditi a quanti rivendicano una collaudata competenza ortografica e grammaticale. Come mi è successo poco fa nell’invio di una e-mail deturpata da uno stridente “nel spazio”! 😬

  1. Fantastica! Io, sulla mia torta per il pranzo di matrimonio, intimo e con solo i parenti stretti, ho fatto scrivere “Tante care cose”… memore del film “L’ultimo capodanno” tratto dal racconto di Ammaniti. Il pasticcere ha riso molto! 🙂

  2. No…scusami…ma te lo devo dire…mi fai morir dal ridere…mi metti buonumore!!
    Guarda, Elasti, che non intendo ridere come x prendere in giro, bensì ridere perché nelle piccole e grandi cose che ti e ci succedono, sai sempre vedere il lato positivo!.
    E per questo metti BUONUMORE 😉

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