Nonsolomamma

out of my comfort zone

Ogni tanto tocca uscire. Dalla comfort zone. Tocca abbandonare la strada maestra, gli automatismi, le sicurezze, le scarpe morbide, il lessico familiare, i gesti consueti, i pensieri dritti, il divano, i compagni di viaggio. Quest’anno mi è successo quando è finita una collaborazione in cui stavo comoda e ne è iniziata una nuova più grande di me e per questo terrificante.
Da otto anni a questa parte poi mi capita sempre tra giugno e luglio, quando con la radio, si va in riviera. E io nemmeno da piccola sono mai andata in riviera. E lì non valgono le regole che imparo in inverno. Ce ne sono sempre di nuove e diverse. È c’è chi è nel suo e chi, come me, si sente un pesce fuor d’acqua e rimpiange la routine, lo studio senza finestre, i consueti attrezzi della cucina. In un giorno solo mi sono trovata su un palco dentro un concerto all’alba e dentro un concerto serale. A dire e fare cose che mi somigliano pochissimo. Perché se fosse per me me ne starei a fare le mie cose, con Sneddu che mi chiede se nel mondo ci sono più ruote o più porte e mi sfinisce finché non troviamo un accordo, con il medio che fa i biscotti, con il grande che diventa grande e con Mister I che prova a comandare.
Il giorno dopo in riviera sono stata catapultata su un campo rovente a commentare una partita di calcio benefica sotto un sole a picco, senza sapere nemmeno le regole più sceme.
Poi uno dice: ho la frullosi. È normale. Non sono mica nata per queste cose qui, io. Sono nata per leggere, scrivere, fare le torte e forse lo yoga quando non mi distruggo da sola.
Eppure a volte, uscire dalla comfort zone, fa bene. Quasi dovrebbe essere obbligatorio. Per sentire che alla fine si riesce. Che là fuori si può osare e magari è pure divertente per un po’. Poi però si torna a casa.

4 pensieri riguardo “out of my comfort zone

  1. Come sei brava Elasti a descrivere la difficoltà del cambiamento!
    Come mi ritrovo nella tua fatica di farlo, ma anche poi nella soddisfazione di esserci riuscita..
    Sei proprio la voce dei miei pensieri e delle mie emozioni… grazie!

  2. Uscire dalla propria confort zone fa bene, le nuove partenze aprono “una breccia nel muro affinché la vita possa circolare di nuovo”… così in un capitolo incentrato su questo aspetto nel libretto “Metanoia” di fr. John di Taizé!

  3. …però non smettere mai di scrivere qui!!..aspetto i tuoi racconti, che sempre mi fanno riflettere, o divertire, o emozionare…sei fantastica!!

  4. Ho vissuto anche io con gioia questa “uscita” che anche per me è stata scombussolante ma bellissima! L’ho accolta come un dono soprattutto nelle persone con cui ho condiviso questo tratto di cammino.

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