Nonsolomamma

poteva andare peggio

non mi manca sapere come ha chiuso la borsa di tokyo la mattina e nemmeno come ha aperto wall street il pomeriggio. non mi mancano la pausa pranzo, i buoni pasto, i litigi su chi ruba all’alba il buongiorno di gramellini. non mi mancano i pettegolezzi, le riunioni nel bagno delle donne, il boccione dell’acqua che finisce subito. non mi mancano le conference call, i comunicati stampa, i risultati societari, le riunioni in cui si parla di target e di strategic plan. non mi mancano il tempo pieno, il mio computer e le sue 27 password, la mia sedia che, ora che ci faccio caso, è molto più comoda di quella su cui sono seduta in questo momento. non mi manca nemmeno lo shopping perché a dire il vero non sono mai stata una professionista dell’acquisto compulsivo, o dei saldi, o tantomeno degli outlet. non mi manca il tempio del benessere in cui mi facevo umiliare a peso d’oro tra le 13 e le 14, nell’eterna lotta al gluteo rilassato. non mi mancano le corse, la paura di sbagliare, l’illusione di essere al centro del mondo. non mi mancano nemmeno i buffet e i gadget aziendali.
mi manca l’interazione quotidiana con degli adulti. mi manca l’appartenenza a un gruppo che non sia familiare. mi manca un ruolo diverso da quello di mamma. mi mancano gli interlocutori. mi manca la mia bicicletta. mi manca il delirio dell’indispensabilità, anche se nessuno è indispensabile, da nessuna parte. mi manca il lavoro che ho sempre sognato e mai trovato. mi manca il multitasking. mi manca quella che ero in una foto al mare di qualche anno fa. mi manca una fuga di 48 ore con mister incredible. mi manca l’idea di libertà ancor più che la libertà stessa. mi mancano il cinema e una notte di sonno ininterrotto. mi mancano le mie amiche senza figli. mi mancano il tempo, il lusso di un bagno con la schiuma e tutto quello che davo per scontato e che non ricordo più.
a quaranta giorni dalla nascita del microbbit poteva andare molto peggio di così.

104 pensieri riguardo “poteva andare peggio

  1. sembra incredibile, ma la libertà tornerà.
    ora che mio figlio ha 18 anni mi manca il suo profumino di buono nel collo, l’essere indispensabile e… basta.
    finalmente esco dal lavoro senza il patema di arrivara a casa in ritardo, mi iscrivo a corsi che mi interessano, non solo che servono, leggo e dormo quando posso, senza sensi di colpa.
    io so che lui c’è, lui sa che io ci sono, ognuno in camera sua.
    ti abbraccio.
    maestra

  2. vorrei andare a vedere baciami ancora con il mio mister semi-incredible e non ci riesco, probabilmente dovrò vederlo alla tele, se devo dirlo mi manca questo…

    ti capisco benissimo e io ne ho solo una!

    kiss

    gae

  3. Ecco, vedi, la differenza: tu puoi permetterti di scegliere, lavori perche’ vuoi, per te stessa, perche’ "fare solo la mamma" non e’ chic, dai, come fare invece  la giornalista finanziaria. E puoi permetterti di pagare una Valentina, per fare quello che alla fine preferisci fare. E buon per te. Ma leggendo storie come quella del commento 45–chiunque tu sia, per inciso, sei da ammirare–quello che scrivi elasti mi sa tanto di frigno e di autogiustificazione. Lavori perche’ vuoi, ti puoi permetterti di farlo, e allora fallo senza tante storie, pensa a quelle che lo fanno perche’ non possono permettersi altrimenti e magari a casa coi piccoli ci starebbero volentieri se potessero, senza sentirsi incomplete perche’ la prima cosa che fanno al mattino non e’ leggere come e’ andata la Borsa di Tokio.

  4. quando esco con le mie amiche non sposate e non figliate e ascolto i loro racconti di relazioni, sesso selvaggio, vacanze, feste ecc ecc mi sembrano delle aliene!!! e le ascolto con l’espressione ebete di chi quelle cose se le sognaaa!!! solo che poi una mi ha detto:" ma quale vita la mia…la tua è una vera vita! a 34 anni sono ancora qui che mi comporto come una di 22, sono stufa e vorrei trovare l’uomo giusto e cambiare, beata te!" e allora sono ripiombata sulla terra e ho realizzato che è vero, la mia vita mi piace un sacco! perchè le suddette esperienze le ho fatte quando avevo l’età giusta e ora con 2 bimbi (di cui il secondo di 18 gg) e un marito super non tornerei indietro!
    faggiu

  5. Prima o poi avrai di nuovo quello che ora ti manca e ti mancherà qualcos’altro.
    Quando avevo i bambini piccoli speravo che crescessero in fretta e si rendessero indipendenti.
    Ora vanno e vengono e fanno ciò che desiderano e io vorrei che fossero di nuovo piccoli.
    Antonella

  6. Meno male che esiste internet, e più ancora IL TELEFONO! peccato che al mattino quasi tutte le mie amiche siano al lavoro… Vuoi farmi una telefonata?? così chiacchieriamo un po’ 🙂
    però i contatti VERI mancano tantoa nche a me.
    Tobina
    insegnante delle superiori a casa in maternità con un cucciolo di 3 mesi e altri due ammalati… quindi  A CASA TUTTO ILGIORNO…

  7. …mi manca un tuo nuovo libro, con il quale condividere con te tutto quello che vivi, perchè la consapevolezza di non essere soli in questo "casino" familiare, fa stare meglio anche un altro povero wonder-papà; che da quasi 6 anni vorrebbe ascoltare della musica di qualità, e non solo sentirla; che rimpiange qualche giro in moto in libertà senza l’angoscia di dover rientrare a casa per dare il "cambio" alla elasti-moglie, (che poverina, a dire la verità, pretende di respirare un po’ anche lei); che vorrebbe leggere un libro un po’ più impegnato prima delle 23 della sera, quando ormai anche gli ultimi neuroni sono già andati a dormire, e quindi è obbligato a rileggere il capitolo più volte per capirne la trama; che vorrebbe potersi fare una doccia calda alla mattina, radersi con la lametta in tutta calma e fare una ricca colazione, senza doversi alzare alle 06:00 per poi uscire di casa, già in ritardo, solo alle 08.10.
    Grazie per quello che scrivi e condividi con noi. Ci aiuta a sopravvivere tutti i giorni…..ricordandoci che, sebbene talvolta sia veramente dura, non c’è nulla di più bello della nostra famiglia.

  8.  #45 accidenti dovevi proprio non avere nessuno a cui appoggiarti neanche per un attimo (niente nonni ma anche niente amiche?) per lasciare in macchina da soli una bambina di 8 anni e un neonato di 20 giorni…. il tutto per non uscire dal "giro" delle collaborazioni perchè, come dici tu, non esiste maternità per una freelance e se ti fermi c’è subito qualcuno pronto a soffiarti il posto…. ma dove siamo arrivati??????????????? non fraintendermi, non do la colpa a te, che di sensi di colpa ne avrai già avuti abbastanza, ma alla nostra società e al mondo del lavoro………

    #53  che cosa ti fa pensare che Elasti possa permettersi di non lavorare? in fondo ha tre figli da crescere… e anche se fosse milionaria (cosa che lei stessa ha smentito) non sempre è così facile decidere di smettere di lavorare e buttare alle ortiche anni e anni di esperienza, un assunzione a tempo indeterminato in un mondo di co.co.pro etc etc 
    e te lo dice una che invece il lavoro l’ha lasciato per crescere sua figlia…
    certo in questo blog è già stata fatta l’ode al part time ma questa è un’altra storia…..

    annabi

  9. cara 58, sì avevo (ho) amiche preziose ma impegnate come, se non più, di me. Il bambino lo allattavo, non potevo lasciarlo per troppo tempo a qualcuno quando andavo per redazioni, perchè abito a 70 chilometri da Milano e se mi fosse capitato un imprevisto qualsiasi lui non avrebbe mangiato (era il mio incubo questo, me lo sogno ancora, peggio della maturità di cui parla Elasti). Niente nonni, al lavoro anche loro, il guaio di sposarsi troppo giovani, i nonni sono ancora dei ragazzi 🙂 Comunque anche se li avessi avuti a disposizione, non mi avrebbero risolto la faccenda della poppata. Ma è passato tanto, tantissimo tempo: pensa che la mia piccola donna saggia è un medico adesso. Però lo ammetto: il rimpianto per quel tempo che non ho avuto per godermi per bene i bambini mi è rimasto dentro, insieme con i miliardi di sensi di colpa che ancora non mi hanno abbandonato Ma chissà, magari se l’avessi avuto quel tempo così rimpianto (e invidiato a tutte le mamme che l’avevano e l’hanno, come Elasti) mi sarebbe pesato e avrei guardato alla mia vita affannata di giornalista free lance con l’occhio dell’esiliato. chissà: la controprova non l’avrò mai

  10. su quello che vorrei cambiare ora della mia vita, ci ho appena scritto un post. non mi manca la mia vita di prima. per nulla. e non ci vorrei tornare.

    Commento # 53, mi sembri un bel po’ fuori luogo, e pure un bel po’ misogino, se posso dire, di quella atavica, profonda misoginia italiana per cui vince sempre il confronto su chi è più sacrificata (e quindi è una vera donna, una vera mamma), e non si considera mai il costo di tutti i sacrifici fatti dalle donne, tutte.

  11. come diceva mia nonna ci vogliono 40 giorni per riprendersi quindi direi che  ce l’hai fatta…però tutte le cose che hai detto mancano un sacco anche a me.. e mia figlia ha 14 mesi 😉

  12. # 53, "lavori perchè vuoi"…certo che che lavora perchè vuole (anche), è mai stato detto a un uomo "sei miliardario, perchè non te ne stai a casa a curare la famiglia?", certo, lavoriamo per i soldi ma tante di noi anche perchè gli piace, che male c’è? mi piace uscire di casa, mi piace avere uno scopo nella giornata che non sia solo quello di mamma (a un papà non basterebbe certo), mi piace avere delle responsabilità che ho scelto e non solo quelle che mi ha assegnato madre natura (non ti basta essere mamma?non è già una responsabilità?), mi piace confrontarmi e chiacchierare con le colleghe, mi piace essere apprezzata dalla mia capa, mi piace avere "buone idee" in ufficio, mi piace sentirmi intelligente perchè ho risolto un problema MIO e non dei miei figli…sono nata donna, mi piace fare la mamma, adoro i miei figli e ho scelto il part time (non senza sacrifici economici) per stare con loro perchè mi mancavano ma non inizio e finisco coi figli, non è un bene per me e non  lo è per loro…quando non avranno più bisogno, cosa ne sarà di me se il mio mondo sono loro?

    Ginevra

  13. sfogarsi è necessario e salutare, però se posso esprimere un’opinione, è proprio vero: noi donne non ci accontentiamo mai.. "poteva andare peggio", poteva andare tremendamente peggio!
    sarebbe bello riuscire a concentrarsi sugli aspetti positivi della vita, ci risparmieremmo tanta sofferenza inutile!! Non mi riferisco alle tue parole, mamma-Elasti, parlo in generale 🙂   
    buona serata.
    (teresa)

  14. Cara Elasti,
    il senso di clausura e isolamento dei primi mesi l’abbiamo provato un po’ tutte, non lo conoscono, o almeno molto meno, solo le stra-fortunate mamma-suocera-zia-sorella-dotate che sono state circondate dalla famiglia.
    Ma noi con pochi aiuti (mia mamma si rifiutò da subito di aiutarmi perchè nella sua filosofia di vita ultra hop hop io non dovevo figliare….) sappiamo cosa stai passando.

    Ti consiglio solo una cosa: cerca di separare le prospettive, separa quella a breve da quella a lungo termine. Sono 2 cose del tutto diverse e devono essere affrontate in modo diverso:

    1. nel breve termine quello di cui hai bisogno ora è riposo e cura pisco-fisica di te stessa. Nella cura psico-fisica rientra anche la frequentazione di un gruppo di adulti da non dover tenere per la mano camminando o a cui non dover fornire biscotti e mela sbucciata se gli viene fame per strada.

    Ora, ‘gruppo di adulti’ non significa ‘lavoro’. Io ho spaziato nel tempo dal corso post-parto con gnomi annessi e foto di gruppo da spanciate, al gruppetto di amiche al bar ad asciugarsi le lacrime a vicenda il primo giorno di nido delle creature, ad un gruppetto di volenterose che avevamo messo su per fare ginnastica nel salotto di una amica metri-quadri-dotata, fino al micidiale pudding club messo su a 2 anni dalla nascita della seconda, che si riuniva una volta al mese e in cui producevamo terrificanti misture a base di burro e uvetta cotte nella pudding pan ossia una altrettanto micidiale pentola per lessatura a bagnomaria dei budini al burro. Lo chiudemmo dopo 3 mesi perchè non eravamo mai state così grasse.

    Tutto questo può esistere indipendentemente dal lavoro, si chiama amicizia ed è un bene che bisogna coltivare con passione perchè in momenti come quello che stai vivendo tu è vitale.
    (Un altro gruppo che frequento è quello del volontariato ospedaliero ma non credo che per te sia il momento più indicato).

    2. Nel lungo termine, per le decisioni sul lavoro, quello che hai o quello che vorresti, deciderai al momento opportuno cosa fare, ma non confondere il ritorno al lavoro con il ritorno alla libertà. Non è così.

    Il senso di libertà dalla famiglia si conquista dentro di noi non al di fuori delle mura di casa. Non sto dicendo che la felicità sta nell’ essere mamma, non è questo. Non ho il tuo dono nella scrittura, ci provo:
    secondo me, per una mamma, sentirsi libera è una condizione mentale, così come lo è sentirsi prigioniera della famiglia. Non è che se esci fisicamente di casa ti senti libera e quando rientri no. Intendiamoci, una passeggiata ad una puerpera fa sempre bene, ma non fa la differenza.

    Sentirsi prigioniera in casa, della famiglia, la mancanza di libertà che si può sentire, in realtà è l’effetto della limitazione di un ruolo che si crede di dover vivere, quello di madre, che pensiamo debba per forza escludere tutto il resto della nostra vita. Ma non è così. Una volta che ti sei liberata di questo limite mentale ti senti libera dentro, che tu torni a lavorare o no.

    Credo che sia tipico di noi figlie di madri hop hop, che ci hanno cresciuto immerse nella meritocrazia, nell’aspirazione al successo e alla perfezione, perfino in un affetto condizionato in cui il tempo che ti viene dedicato è proporzionale al voto dell’ultima versione di greco.

    Invece non è così. Non è vero che siccome sei madre, addirittura tri-madre, DEVI (in senso hophoppiano) ‘fare’ la madre, nel senso di subire il ruolo di madre. Tu sei sempre tu, sei Claudia che vive la sua vita, la vita che hai scelto e stai scegliendo, libera da condizionamenti, libera da valutazioni e giudizi. Vivendo la tua libertà hai sposato tuo marito, insieme avete fatto 3 figli. Tutto questo E’ libertà.

    Il crollo del limite, l’abbattimento del paradosso che ti vuole prigioniera delle tue scelte è fondamentale. A me è successo quando ho sentito finalmente realizzata a pieno la mia identità di femmina, cosa che è avvenuta proprio con la nascita del terzo figlio.

    uuhmmmmm……….. cmq vale anche per me quello che hanno già detto in molte: molla il micro alla Vale e fatti un pomeriggio dal parrucchiere, manicure compresa mi raccomando.

    Bacioni di incoraggiamento

    Anna tri-mamma

  15. elasti…qui è formica atomica che scrive….
    figurati che a me mancano tutte queste cose…solo in prospettiva!!!!…una prospettiva che ci vedrà in 4 da settembre con un nanetto di 18 mesi e un microbaby….non so se ce la farò, già mi viene il vomito al pensiero del passeggino doppio….ma sai cosa mi manca di più? la rapidità che normalmente intercorreva tra pensiero e azione….che ne so: manca l’aspirina, metto le scarpe, vado in farmacia.
    Ora l’operazione è: manca l’aspirina…ok, do la merenda a leo, lo rutto, poi mi metto le scarpe e la giacca, sicuramente è da cambiare, lo cambio,  gli infilo le scarpe, il cappottino tra stilli e strepiti, il cappello, lo metto nel passeggino che mi sono dimenticata il portafoglio, arrivo in farmacia e compro la borocillina…..
    ….ma l’aspirina?!?!?!?:-)
    figurati che ne sarà di me da settembre!!!
    Coraggio che il peggio è passato, adesso la stagione si apre, non ci saranno più virus gastrointestinali deitro l’angolo e tu respirerai!!!!

  16. Ciao.
    Ho letto il tuo post nel pomeriggio.
    Non avevo commenti da lasciare e non ho detto niente, e viste le volte che parlo -parlavo e parlerò- a sproposito è quasi un miracolo.

    Però poi mi è venuto in mente di chiamare un paio di amiche che sono a casa in maternità come te, già come ai tempi della mamma di 2% leggo te chiamo loro.
    Chissà se anche loro avevano nostalgia degli adulti?

    Ad una delle due l’ho anche chiesto, spiegandole del tuo post, e la replica è stata lapidaria:
    Dipende dagli adulti che ti aspettano quando si torna al lavoro.
    Mia replica:
    Se sono come me, l’asilo è pieno di soggetti più maturi.

    Sono ripetitiva vero?
    Perchèste cose ricordo di averle già scritte, non troppo diverse un po’ di anni fa… ok..il soprannome reid in gonnella ha un suo perché!

    Un abbraccio e grazie.

  17. Certo che ti mancano, Elasti, sei una donna intelligente e piena di interessi… è normale. Poi, quando tornerai a tutto quello di cui parlo, ti mancherà questo periodo di intensa mammitudine e allattamento, che ci vuoi fa? è la vita e la femminitudine 😉
    Lu

  18. Cara Elasti,
    sono ancora io, ripensavo al tuo ‘mi manca come ero prima’ e mi è venuto in mente quanta sprezzante commiserazione ho riservato al Pascoli, da quando hanno cominciato a spiegarcelo a scuola.
    Ti ricordi? La poetica del fanciullino, quant’è bella la vita da bambino, quanto bene si sta da ragazzi, con la mamma ed il papà che ti proteggono, con la tua anima intatta e pura, non oppressa dal peso del mondo etc…..
    A me non è mai piaciuta ‘sta roba, m’è sempre puzzata di fregatura. Da bambino e ragazzo, a meno che tu non abiti nelle bidonville di S.Paolo o Nuova Deli, c’è sempre qualcuno che, sì ti protegge e ti culla, ma decide anche per te, sceglie per te, pensa per te.
    Solo da grandi, quando finalmente il peso del mondo ce lo prendiamo adosso siamo davvero liberi, decidiamo per noi, scegliamo per noi, senza dover rendere conto a nessun’altro che a noi stesse e, se ce l’abbiamo, all’amore della nostra vita.
    Solo da adulti, ‘dopo’ e non ‘prima’, siamo davvero noi stessi, liberi.

    Se invece ti riferivi al giro vita scordati il Pascoli e aspetta con pazienza di finire l’allattamento e poterti mettere un po’ a dieta. (Poco eh, non meno di 1600 kcal/giorno, una tri-mamma a 1200 kcal ci schiatta secca).

    Anna tri-mamma

    PS: ma stai prendendo vitamine e minerali vero cara? Non puoi non prenderle, in allattamento con 3 gnomi da accudire ne hai bisogno. Se vai in anemia sei finita. Fanno bene anche all’umore.

  19. nel paese delle madri sopra ogni cosa, delle madonne, delle sante, di beatrice e tanto onesta par la donna mia, la mamma che lascia il suo bambino di venti giorni in macchina per correre dal direttore è di una tenerezza disarmante, è il dramma delle donne che vogliono o devono lavorare senza avere una rete di protezione, è il dramma di un paese che ama i bambini solo a parole e poi non apre asili nido o nega i part.time.
    cristina
     

  20. cara Elasti,
    ieri ti ho portato in giro. Mi hanno intervistato per il mio sito su una tv locale e io, a una domanda sulle mamme blogger, ho parlato di te e del tuo libro, ho raccontato che sei la copostipite del fenomeno, che sei meravigliosa, rivelatrice, semplice e molto molto in gamba. Insomma, anche quando te ne stai a casa in maternità in realtà sei in giro…ti abbraccio, marta

    ps – tra qualche mese il tuo nuovo equilibrio a 5 si sarà di nuovo assestato. La vedi in fondo al tunnel piccola piccola? Massì, guarda bene…è la luce della normalità

  21.  Meno male che ci sei tu a scrivere queste cose e far sentire più umane tante che la pensano come te. Dev’essere dura, non posso nemmeno immaginarlo, ma anche estremamente gratificante. Forza e coraggio che hai una famiglia meravigliosa!

  22. @ anna tri-mamma: Il lavoro è libertà. Libertà di usare il cervello, di guodagnare dei soldi, di confrontarsi con estranei e non solo con le amiche con cui fai i biscottini.  Mi sembra di capire che tu non lavori e che ti realizzi accudendo i figli (e infatti ti firmi anna tri-mamma, e questo già la dice lugna) , ma credimi, non è così per tutte.

  23. Ecco proprio così!! hai espresso a parole quello che io ho sempre pensato, e ora che i miei figli sono grandi (3 come i tuoi) ancora non ho trovato i miei spazi…spero di non spaventarti… ma tu sei eccezionale se con quello che sicuramente hai da fare non ti perdi d’animo e usi l’ironia come arma per combattere la quotidianeità!!

    Il coraggio sia con te!!^^

    Titty

  24. Ecome sempre il pc, questo sconosciuto mi fa gli scherzi.. e quindi lascio ancora questo commento per vedere se esce ancora anonimo…scusami.. p solo una prova…mi sono trovata per al prima volta con questo sistema di commenti^^

  25. Coraggio Elasti! Resisti! Tutte noi mamme e neo-mamme ti capiamo e condividiamo le stesse nostalgie…
    40 giorni sono pochi per un bilancio, ed è ancora poco per dirti "fai qualcosa!" o "organizzati con un’amica, la baby sitter o che-so-io!"
    Il tempo passa e presto avrai più tempo per te, magari anche un po’ per il tuo lavoro e per Mr. Incredibile… ma il microbbit avrà imparato a camminare e a mangiare le patatine, avrà la bocca piena di denti e anche se sarà adorabile come i fratelli non sarà più il cucciolo sdentato che ora cerca solo la calda consolazione del seno della sua mamma!
    Un abbraccio
    Susy

  26. che dire? io sono mamma di un pulcino di 27 mesi che da quando ne aveva 6 va al nido privato ( con esborso economico non proprio leggero, dato che al comunale non è rientrato) e così ho tempo di dedicarmi alla cucciolina di 4 mesi che fra due andrà anche lei al nido (dato entrambe le rette dovremo attingere al librettino postale dei regali in denaro ricevuti per loro) perche con un mutuo di 900 euro e due  macchine e due bimbi, riusciamo a far tutto ma in modo moooooolto stropicciato!
    non è che proprio mi manca il lavoro, ma dopo tanti sacrifici fatti per laurea e gavette ora ho il posto fisso e Devo tenermelo stretto!
    quello che mi manca molto in fondo in fondo è la mancanza di parenti vicini (classicacoppia del sud emigrata al nord prima per studio e poi per lavoro) amici, ( hanno da lavorare) e quindi il vero dolore è proprio trascorrere tutto il tempo a casa da sola con la bimba e la routin e fatica dei servizi domestici!!  
    E avere la consapevolezza che pur avendo tutti e 4 i nonni non troppo anziani ed in buona salute non si degnano di chiedere se tante le volte avessimo bisogno di una mano, proprio forse perchè non vogliono sentirsi dire Magari!!!! io ancora sogno chemia madre come per incanto mi dicesse: vuoi che mi trasferisca li da voi (lacasa labbiamo presa grande con un mutuo pesante proprio per avere una stanza in più per ospitare i parenti) così magari risparmiereste anche i soldini per il nido!
    ecco se alla prima gravidanza ebbi un brutto baby blues alla seconda ho il tanto rammarico di una lontananza dagli affetti che porta molte svantaggi sia psicologici che pratici ed economici!
    sapete come mi consolo? sognando che quando i miei figli diverranno genitori io come nonna mi farò in pezzi per aiutarli perchè so che vuol dire la solitudine e quanto questa melanconia ti può far piangere, non mangiare ( con il rischio per l’allattamento) e farti struggere!
    a leggere ilpost di 45 mi si è stretto il cuore perchè io sono di quelle che o io o il marito, non abbiamo altri aiuti, nè chiaramente ci possiamo permettere una baby sitter nè una zia  acui dirgli : tieni per favore un’oretta i bimbi che vado a fare la spesa senza figli al seguito? Anche io come tante mamme ha lasciato il primo figlio neonato mentre dormiva in macchina chiusa cinque minuti che devo andare a comprareil latte!!! e stai male a far questo!
    lo so che "Poteva andare peggio" però ragazze ognuno vive il proprio status ela propria vita e questi  sono momenti di vita delicatissimi!
    ora che sono bis-mamma capisco e comprendo tante cose: mamme che non se la sono sentita di fare un’altro figlio per motivi psicologici (il primo figlio, per chi come me non ha avuto esperienza con bimbi piccoli, è forte e traumatizza parecchio) economici (ieri dicevo a mio marito che facevamo la vita da nababbi permettendoci due figli al nido, e poi ho i mobili di casa regalati e i nostri vestiari sono iper riciclati) mamme che cadono in brutte depressioni spesso portateavanti negli anni!
    Spero per me ed i miei figli che si ritornerà in un mondo dove genitori i figli si aiutavano, dove l’indipendenza della donna non deve riscuotere sempre il ricatto (l’hai voluta ora pedala) e si, con mio rammarico sto vedendo tante coetanee laureate con sacrifici alla spalle a lasciare perdere i sogni in cui credevano per stare a casa ad occuparsi dei figli perchè lavorare da precari per magari 700 euro con orari incoincilianti con gli orari di scuoladei figli, cha magare sei pure costretta a pagare uba baby sitter che te lo va a prendere, francamente  non  ne vale la pena: preferisono stare a casa, risparmiare e magari aspettando che crescano per riprendere un illusorio lavoro!

    ops scusate la lunghezza ma stamattina avevo bisogno do sfogarmi e so bene che Poteva andare peggio.   buona giornata a tutte.
    So che non sono sola!!!   grazie

  27. O santo cielo Elasti, ma tu leggi nel pensiero? Almeno nel mio. Ero proprio immersa in riflessioni di questo genere che avevo appena aperto la casella email e mi sono trovata lì con una mail di un mio ex capo (sempre in organico ma all’estero) al quale stanno per affidare un progetto sull’Italia e mi vorrebbe con lui, ORA.
    La maternità obbligatoria sta per finire e confesso che stavo ormai crogiolandomi nell’idea (questa volta, che poi per me è l’ultima) di godermi i miei bimbi fino a dopo l’estate usufruendo del congedo parentale.
    Già perchè questa volta sentivo molto meno la mancanza di tutta quella roba lì scritta nella seconda metà del tuo post e stavo proprio bene nella dimensione famigliare (sto persino confezionando le bomboniere per il Battesimo del topo1 e ricamendo bavaglie).
    Eppure quella email…il brivido dell’indispensabilità aziendale. Ma poi so che diventa presto inutilità aziendale e per i miei bimbi invece no, ho l’illusione e il cuore mi dice che inutile non posso essere, anche se sono bel lontana da essere una mamma perfetta.
    Oddio che conflitto, spero proprio che il progetto venga rimandato. Mi eviterebbe di dover decidere (e per me che sono una decisionista nata è un bel dire)
    Kira The Cat

  28. alla 85: come ti capisco… pensa che mia mamma abita a 100 mt da casa mia e non mi caga. Spendiamo l’impossibile in baby sitter e asili e spesso e volentieri mi sento troppo troppo sola.

  29. ieri sera allattando ho provato le stesse sensazioni che descrivi te…e ho pianto da morire…poi mi sono sentita in colpa. Adesso sembra tutto così difficile, tutta la vita è stata sconvolta dall’arrivo di mia figlia e l’unica certezza ormai è l’immenso amore per lei e per il mio compagno. Mi sento quasi sollevata condividendo queste emozioni…un caro saluto

  30. Il lavoro che ho sempre sognato e non ho mai avuto manca anche a me.
    Per il resto elasti, mi dispiace ma non sono solidale.Alla mamma 45 e alla mamma 53 tutta la mia empatia e il mio accordo…mi sei simpatica elasti, ho comperato anche il tuo libro, ma alle volte, esageri un pò…ricordati che sei pur sempre una privilegiata….

  31. @  commento # 81 :

    il lavoro è libertà se ti rende indipendente. Ma credo che tutti quelli che hanno sperimentato il precariato hanno visto lo stipendio arrivare anche dopo mesi, mentre si è sempre gli ultimi nella lista per i pagamenti e a volte si viene proprio dimenticati (a me è capitato due volte).  Il messaggio che passa è del tipo "Devi sentirti onorato di lavorare qui, quindi non seccarci con quisquilie economiche …..tipo lo stipendio". Chi lavora così non è libero. Anna tri-mamma ha dimestichezza con l’ambiente universitario, e per esperienza posso dire che quel messaggio, lì, viene trasmesso molto bene.

  32. non credo di non essere compresa se dico che non ho letto i precedenti 91 commenti, ma se mai leggerai questo mio una cosa mi preme dirti: ma che davvero hai scritto che ti manca il non essere MULTITASKING?? Ma chi, tu?? Una madre di 3 maschi, con marito part-time??!!??
    hihihiiiii…
    Daje secca, se dice a Roma. Alé o-o e via coi prossimi 40 giorni. Abbracci.

  33. come ti capisco!!! Io ho trascorso un anno "sabbatico"dopo la nascita del mio terzo nano a casa con figli, marito e cagnolina…. tra un mese rientro, chissà se mi mancherà la "tranquillità" domestica!

  34. Non puoi sapere quanto mi ha sollevato ed intenerito quello che hai scritto…Ho inseguito e sognato il mio lavoro per quasi quindici anni ( senza realizzarlo completamente) finchè non mi è venuta quell’idea maligna. "E se mi stessi perdendo qualcosa..?" Sono diventata una persona che fino atre anni fa avrei evitato come la peste e non posso che riflettere di quanto siamo ridicoli nel volerci pianificare il futuro e a benedire quel colpo di testa che mi ha aperto il cervello. Ma è da un anno che manca anche a me la  dimensione individuale senza pappe, risvegli nella notte e obblighi inderogabili misti a sensi di colpa. E mi fa sentire meno "mostro" leggere che i miei stessi rimpianti li ha una supermamma di tre figli!

  35. vorrei raccontarvi della mia amica Elisabetta che va a parlare agli insegnanti con un blocco per appunti su cui annota quello che le viene detto. Diversamente non lo ricorderebbe. Un caso di Alzheimer? Assolutamente no. La mia amica Elisabetta ha otto figli: il primo ha 22 anni, l’ultima un mese esatto. Tra il primo e il secondo ci sono quattro anni, poi l’intervallo tra un figlio e l’altro si accorcia. Tra la penulatima e l’ultima la differenza è comunque di tre anni. La mia amica Elisabetta possiede una grande casa colorata un po’ in disordine (ma non quanto ci si potrebbe immaginare), un’inesauribile vena di allegria, un marito innamorato e un frigorifero che trabocca. Solo di yogurt ogni giorno nella sua casa se ne consumano 16 vasetti. Per quanto riguarda il pane, compra quotidianamente 70 "rosette" e mai una volta che riesca a surgelarne una.  Sul grande tavolo del soggiorno/tinello/studio/sala gioco c’è il menzionato blocco con annotati i giudizi e le  considerazioni dei vari maestre e professori. Tutti possono sfogliarlo, a mo’ di registo degli ospiti, alla faccia della privacy. La mia amica Elisabetta è la persona più felice che conosco, anche se ha una costellazione di di capillari rotti sulle gambe e dal parrucchiere  non ci può andare mai 

  36. Mi colpisce vedere che in ogni parte del mondo, qualunque sia il numero dei figli, ci sia qualcosa che accomuna le mamme. Sano e beato "mi manca"!

  37. Cara Elasti, questo post esprime al meglio come mi sento da un paio di mesi e, con particolare intensità, da due giorni a questa parte…sono in reclusione con mia figlia di 2 anni e mezzo vittima di tonsillite e febbre, e pertanto attaccata alla sua mamma come una cozza al suo scoglio (mi permetto di rubarti una tua espressione, che rende benissimo l’idea!).
    E poi c’è il mio cucciolo di 2 mesi e una settimana, che reclama il latte e la tetta…quindi le cozze attaccate sono spesso due in contemporanea…e io non ce la faccio più!!!
    Ieri sera, messi a letto tutti e due, mio marito si è avvicinato per un bacio e l’ho praticamente respinto perché…mi mancava l’aria! Uno spazio libero intorno a me,uno spazio fisico oltre che mentale.
    Oggi viene mia suocera, per fortuna, e conto di uscire per andare alla pasticceria qui vicino a prendere due frittelle per il giovedi grasso, scambiando due parole con la commessa…una mezz’ora di libertà…uh speriamo di farcela, senza che la grande urli disperata reclamando la sua mamma…come sta facendo adesso!
    Un abbraccio
    giulia

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