Nonsolomamma

bolshy kids

"vi ho portato dei regali meravigliosi da londra", ha detto mister incredible tirando fuori dal suo zaino consunto e lurido un sacchetto di plastica, altrettanto consunto ma all’apparenza pulito.
"che bello! mi hai portato la spada laser vera di obi-wan kenobi?", ha chiesto lo hobbit grande.
"mi hai poltato il vestito da palpatine, il canzelliele impelatole cattivizzimo, che poi salei io?", ha domandato lo hobbit piccolo.
"no! mi hai portato brian, il ragazzo alla pari dei miei sogni, che adora giocare a memory, vedere guerre stellari, cucinare, rifare i letti e far passare le coliche ai neonati?"

il microbbit si è limitato a starnutire ripetutamente perché lui, oltre ad essere un ragazzo riflessivo, è indifferente ai beni voluttuari.
"niente di tutto questo. molto di più e molto meglio".
sull’elasti-famiglia è calato un silenzio carico di attesa.
mister incredible, con gesto plateale, ha aperto il sacchetto consunto ma pulito e ha estratto, nell’ordine:
1. una shopping bag di puro cotone organico con sopra stampato one solution revolution e una enorme stella rossa
2. un gramsci coffee set, consistente in una tazza e un filtro per il caffé, graziosamente decorati con il ritratto di antonio gramsci ("c’erano anche di rosa luxemburg e di trotzky ma gramsci mi sembrava più adatto")
3. una mug con la scritta workers united will never be defeated
4. un accendino tipo zippo su cui si può ammirare il radioso volto di lenin ("cosa ce ne facciamo? qui nessuno fuma…" "non importa. è un oggetto splendido in sè, lo possiamo usare come soprammobile")
5. tre magliette, rispettivamente taglia 3 mesi, 4 e 7 anni, su cui si legge bolshy kid che poi significa bambino bolscevico.
il microbbit, facendosi portavoce della reazione dei destinatari di questi fantasmagorici regali, ha improvvisamente smesso di starnutire e si è addormentato.

84 pensieri riguardo “bolshy kids

  1. Numero 40, che storia triste.. però mi sembra un modo ‘buono’ per far capire ai bambini che purtroppo le cose brutte accadono.

    Adriana

  2. ho appena comprato il set di tazzine da caffè per il compleanno di mio padre, la borsetta no pasaran per mia madre e la tazza it’s my cup of tea leninista per mio fratello. grazie per le idee, elasti! per il 2010 ho la coscienza pulita (anche perchè vanno a finanziare i socialist workers d’inghilterra :D) -giov-

  3. la ‘povna, malaticcia e allettata, legge dei tuoi regali e si ricorda di quella volta che – era al quarto anno di università – gli amici-vicini-quasi-zii le mandarono per il compleanno nella piccola città una cassa piena di vini dall’etichetta rivoluzionaria. e si ricorda dei tanti bridisi che furono fatte durante le cene nella casa che condivideva con l’Anziana di Ginevra con il "padre nostro" Marx…

  4.  care 54 e 58, mi ha fatto piacere che il vostro pensiero si sia soffermato sulla figura di mio padre. Voglio aggiungere che io allora non avevo pianto, solo che le lacrime di mio padre, così in contrasto col suo sorriso, mi avevano strizzato il cuore, anche se ci sono voluti anni per avere la piena consapevolezza di quella sensazione struggente: qualcosa in più della malinconia, qualcosa in meno del dolore. Le figlie di certi medici, dei medici che lavorano nei reparti di oncologia pediatrica, crescono con l’ombra della morte che danza o sghignazza tra le stanze di casa. Mio padre tante volte è rientrato con la sconfitta negli occhi e nelle mani, ma tante altre con la speranza e la vittoria.  Di storie tristi me ne ha raccontate molto poche: non parlava spesso del suo lavoro, ma a mano a mano che crescevo imparavo a leggere nel suo sguardo ed era come se le storie me le raccontasse, soprattutto i loro finali. Ehi,  scusate se vi ho tediato andando così sul personale…

  5. @40 Non ci tedii affatto. Ci piacerebbe darti un nome.

    Elasti, un cugino appassionato di militaria e notoriamente di destra un bel giorno mi ha portato, con evidente scopo derisorio, un cappellaccio di cotone verde militare con tanto di stella rossa usato dai russi in Afghanistan. E’ comodo d’estate.

  6. Propongo che i vari gadgets londinesi vengano utilizzati dall’Elasti-famiglia prima che in Italia diventino fuori legge!  🙂  

    Anch’io sono rimasta molto colpita dalla storia di #40(e 63): grazie per il modo in cui l’hai raccontata e per  l’emozione che mi hai trasmesso. 

    Laura

  7. Caro Gurzolo, #65
    lasciaci sognare…Senza minacce di darci fuoco, grazie.  In un’Italia devastata, devastante e imbarazzante come quella di oggi consola sapere che c’è ancora qualcuno che crede in certe cose. Purtroppo che sia piena di gente come te (armata di scemenza e di accendino) già lo sapevamo fin troppo bene…

  8. #67,
    non mi sembra che #65 abbia minacciato, forse il suo commento era una previsione di quello che potrebbe succedere, ma non per mano sua…almeno così l’ho capito io
    Jo

  9. era il 1974-1975. in quella cittadina ex C.C.C.P arrivò un giorno un camion di arance. mia mamma ci mollò, me e mia sorella minuscola nel passeggino e corse, come le altre per cercare, tra la folla, di accaparrarsi qualche arancia. un interprete sognava di fuggire in occidente e disegnava treni su fazzolettini di carta. una donna, un’amica, temeva ritorsioni da parte della polizia a rivolgerci la parola in pubblico. all’asilo in grandi stanzoni spogli apparecchiavamo e mettevamo tutto in ordine. qualche ricordo. ciao N.

  10. Muahahahahah!
    Dai vi ha portato dei regali…Daddy-Bear si sarebbe davvero fatto dare una lista per non dover pensare…apprezza su!
    E poi cosa te ne fai di tutti i tuoi armadi?!!? Con cosa vuoi riempire l’ultimo cassetto in basso dell’ultima anta dell’ultimo armadio del solaio se non con questi emravgiliosi doni?

  11. per l’anonimo del 65

    mi sono spiegato male e tu hai capito peggio, mentre vedo che Jo intuisce.
    Mi spiego: penso che se Mr I continua a deludere i figli con regali così monotematici c’è il rischio che gli stessi vengano usati impropriamente.

    Per il resto continuo ad augurarmi che torni con i piedi per terra; proprio perchè mi sono affezionato anche a lui (che fa tanta tenerezza) oltre che a Claudia e ai suoi tre figli, Valentina, e quasi tutto il parentado.

    Sperando di aver fugato ogni dubbio riguardo a possibili atti di vandalismo da me perpetrati, ti saluto

    (si, è doppio, ma ho sbagliato io)
     

  12. sono Luisa, la 54
    chiedo scusa a Elasti per questa digressione dal tema del suo post, ma credo che anche a lei faccia piacere se i suoi post diventano occasione per riflessioni e racconti che a volte prendono strade indipendenti
    # 40    non mi ha assolutamenente tediato, le mie lacrime erano un misto di tristezza per l’angelo dai capelli rossi e della dolcezza che mi ha suscitato l’atteggiamento delicato di tuo padre, ho pensato: che bel padre
    che cerca di capire la delusione della figlia di fronte alla mancanza del regalo, nonostante noi ora da adulti capiamo che non fosse certo un viaggio di piacere
    che non si perde d’animo e coglie l’occasione di spiegare alla figlia quello che fa e quello che è
    che trova le parole giuste per parlare delle cose brutte del mondo alla figlia piccola
    che non le nasconde il dolore e la sofferenza, anche la sua, ma cerca il modo adatto perchè anche lei possa capirle
    che la rende partecipe di se stesso
    guarda, mi sto commuovendo ancora, per cui la smetto qui, scusa ancora elasti per quando "usiamo" il tuo blog per parlare un po’ di noi
    lettrice affezionata che legge di giorno e commenta di sera

    luisa
     

  13. Chiedo anch’io scusa a Elasti di approfittare del suo blog, ma sono sicura che sensibile com’è non se ne avrà a male. Luisa (73), grazie di aver capito così bene com’era mio padre, tu hai commosso me e mi hai dato gioia: mi piace così tanto avere l’occasione di parlarne. Hai scelto per lui l’ aggettivo più calzante, quasi l’avessi conosciuto: sì la delicatezza d’animo era il suo tratto più caratteristico e pensa che al primo sguardo non l’avresti mai pensato, perchè era imponente e autorevole (mai autoritario) e bellissimo, quindi destava soggezione. Invece era un uomo dolce e gentile e pieno di coraggio, assolutamente inconsapevole di sè e dell’ammirazione che destava, proiettato com’era verso gli altri. Mi ha insegnato ad amare la vita, ad accettare la morte a detestare la furbizia e ad ascoltare. Mi ha dato ali e radici, così, istintivamente, senza mai aver letto neppure una riga di Gibran.  Lo amavo incondizionatamente, ma purtroppo sono riuscita solo a essere sua figlia: la possibilità di diventare sua madre, quando fosse diventato vecchio e io una donna adulta, la vita non me l’ha concessa.  

  14. Elasti ci perdonerà, come dici tu, e apprezzerà sicuramente i mille ipotetici sentieri che il suo blog può seguire (con gioia penso), ma è giusto non abusarne
    per questo ti dico che mi piacerebbe continuare questa conversazione privatamente, non ho un blog, ma se vuoi la mia mail è tissi76@hotmail.com, se hai voglia ancora di parlarne ti ascolto.
    davvero

  15. caro commento 40 hai un papà stupendo
    ti ha dato il regalo più bello che potesse farti se stesso, da bambini non si capisce bene ma tu credo che quel giorno invece hai cominciato ad intuirlo.

    quano ai regali di Mr.I… gli hobbit hanno ricevuto una parte del loro papà… a me era andata meglio mi aveva portato l’orsetto Teddy con la valigina e il capottino blu dentro una scatola tipo fiammiferi!
    mio papà viaggiava poco però!

  16. ah! ho trovato lo shop online.
    il 25 aprile, in manifestazione a milano, se vedrai tre rivoluzionari, una con una pancia abitata di 34 settimane circa, uno di una quarantina d’anni e una nana di un anno e quasi mezzo, con tre magliette che ti saranno familiari… siamo noi!

    grazie a mrI!
    (però c’è anche set caffè di tutti e tre a 25 sterline eh)

    laurag

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