Nonsolomamma

inquietudini logistiche

quando elastigirl andò in scozia con gli hobbit e mister incredible, nelle impervie highlands si domandò come sarebbe stata la vita lì, parlando gaelico (che secondo qualcuno è uguale al dialetto di bitonto), mangiando salsicce e fagioli e flirtando con nerboruti signori in kilt che si dedicano nel tempo libero al lancio sportivo di rumine di pecora ripieno di frattaglie. lasciando quelle lande battute dal vento si disse che forse sarebbero stati felici in un posto così.
quando andò in alto adige nel maso di nonna ciofanna, donna solida, volitiva e piena di fascino, a capo di un esercito di figli, nipoti e avventori, elastigirl si fece sedurre da quella vita aspra, dalla stufa di maiolica, dallo yogurt, dallo speck e dalla tisana di melissa. e si disse che forse l’elastifamiglia avrebbe trovato la vera felicità sotto l’ala proterva e protettiva di nonna ciofanna.
quando passò cinque settimane nella città di A, in massachusetts, tra insegnanti di yoga, psicanalisti vegani, studenti che lavoravano a maglia e studentesse che si baciavano felici davanti all’ufficio postale, decise che quella minuscola cittadina tra i boschi, piena di scoiattoli e marxisti, era esattamente quello che stava cercando per i suoi figli, per suo marito e per se stessa.
quando è stata a bari l’ultima volta, tre giorni fa, si è chiesta perché no. perché non scegliere di vivere in un posto dove ci sono 18 gradi e gli abitanti dicono "fa un po’ freddino", dove quando il tempo è bello il cielo è azzurro sul serio, dove vedi il mare se ne hai voglia e anche se non ne hai, dove il welfare familiare è una realtà avvolgente e tiepida, dove tutto è più vicino, comodo, accogliente e vivace. dove le cose stanno cambiando, e non in peggio, dove la vita sarebbe più facile
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117 pensieri riguardo “inquietudini logistiche

  1. Passo anche io, a volte intere giornate a fantasticare di lasciare la città e tornarmene in campagna, da dove vengo.
    Ma non mi decido mai…
    Bisognerebbe esserci costretti… devi trovarti qualcuno che ti costringa a prendere la decisione… così caso mai puoi pure scaricargli la responsabilità 😉

    Cherry

  2. Anch’io ogni tanto mi lascio sedurre dall’idea di cambiare residenza, più spesso quando mi trovo a visitare un luogo in cui si sta particolarmente bene, poi torni a casa, riprendi la solita routine e quella sensazione svanisce a poco a poco… Certo nel tuo caso i vantaggi sarebbero tanti, non è che c’è anche la possibilità di un lavoro dei tuo sogni da quelle parti?
    Francesca

  3. A questo punto viene un dubbio non su dove Elasticgirl vorrebbe andare ma dove non vorrebbe rimanere!!
    Stefania mamma di Vittoria

  4. oggi tocchi un tema vasto. ognuno ha i suoi parametri per stabilire quando la vita si fa complicata ma quello che so per certo è che un sacco di persone fanno davvero vita complicata, soprattutto nelle grandi città, soprattutto  ed esattamente perchè manca quello che dici tu: quella sensazione che trovi altrove di stare bene, comodamente, di respirare, di avere tempo per fare le cose…tuttavia poi c’è il fatto che devi sentire che un posto ti appartiene e questo purtroppo non si improvvisa nell’arco di una vacanza…

  5. Il downshifting (scalare una marcia)…a qualcuno piace…e Milano non aiuta certo a rallentare…il cielo grigio (ma oggi splende il sole!) e l’aria greve…ipercinetici e nevrotici (come Elasti ama dire)…sono solo due anni che abito qui…e prima non capivo perchè il w-end si  svuota…ti viene proprio di fuggire…ma andarsene definitivamente forse non lo farei…neanche io…anche se non sono indigena…a volte è solo il fascino della novità…che fa sognare di fuggirsene per sempre…tutto il mondo è paese…dice qualcuno!

  6. con una professionalità ben spendibile, perchè no. conoscendo le lingue è ancora più facile. un adeguato reddito consente di andare e venire all’incirca quando uno vuole e coltivare adeguatamente legami e vincoli affettivi. mentalità da cittadini del mondo e via! nel caso vostro casamai mi pare abbiate un paniere troppo nutrito di posti tra cui scegliere.. ma con un modellino di mister i, la cosa è fatta!
    nb, gli amici in rete in ogni caso ti seguono!
    N.

  7. sai Elasti, io questi pensieri li faccio spesso, io molisana, che a 19 anni ho deciso di trasferirmi a Milano per studiare e che pensavo di cambiare il mondo e che il mondo fosse mio. pensavo anche io di avere i superpoteri. dopo molti anni e un figlio mi ritrovo a combattere con la dura di vita di città senza avere l’aiuto di nessuno e molto spesso penso che forse è il caso di tornarmene da dove sono venuta visto che il mondo non l’ho conquistato e ho scelto solo la strada più difficile ma c’è sempre qualcosa che mi trattiene e non saprei dirti che cosa, in maniera del tutto irrazionale.

    bibi

  8. sono sette anni e mezzo che me lo chiedo ogni giorno: perché mai sono venuta qui a Milano quando potevo rimanere a Bari, dove la situazione è esattamente quella che hai dipinto? Milano ti prende tutto e di questi tempi ti offre troppo poco – a meno che tu già non faccia parte dell’élite cittadina o venga da una situazione così disperata da trovare qui un miglioramento. E soprattutto non è posto per crescere dei bambini.  Il mare e il cielo e l’apertura mentale della gente di Bari (dico una sola cosa: Vendola non Formigoni!!!) sono invece gratis per tutti e anzi di più per chi viene da fuori.
    Mister incredible ha ragione: quella fondata sulle cicorie è una civiltà diversa e io voglio disperatamente tornarci…però Elasti non so se tu ce la potresti fare…mi sembra che tu abbia Milano e i suoi ritmi dentro almeno quanto io ho Bari. In ultimo grazie per questo blog che ho scoperto quando è nata la mia bambina e che mi fa sentire meno sola.
    M.

  9. Ciao Elasti!
    Ti leggo e ti ammiro sempre, per la tua grande capacità di ironizzare sulla fatica di essere genitore!
    Non commento mai, per timidezza, oggi mi sembra doveroso, visto che io ho fatto la scelta di tornare dal Nord al Sud. Ne sono felice ma qualcuno prima di trasferirmi mi fece un regalo stupendo: un libricino piccolissimo dove tra tante frasi c’era questa… "È l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi"
    Bacetti ai marmocchi
    A

  10. Io ci sto provando. Avevamo individuato un caseificio vicino a Levanto, ma poi abbiamo lasciato perdere perchè i problemi logistici si sarebbero fatti gravi appena i figli avessero cominciato le superiori.
    Ora stiamo cercando in zona Genova-Chiavari.
    La Lombardia non deve essere l’unico luogo in cui vivere, accidenti!

  11. Scekeramento di commentario! Speriamo di no!
    Non vorrei irritare l’orgogliocimodirapo – ma io in Puglia non ci vivrei volentieri: sono allergica alla entusiastica rete familiare, e ogni volta che mi viene uno zelante retofamiliare a far comunella io ni ci ringhio – è uin difetto non è un pregio eh:) Ma tant’è. Io se devo lasciare ROmabbbellamiaromaquantoseibbellaquannèsera, me ne vado a Parigi uiuiui. Sono un tantino stronzi, ma ci hanno li nidi, li svaglhi per i pupi, e pacconi di mostre e cinemi e musichine, e te ci vai e sei normale non uno snob come te guardano quaggiù perchè ti pèiacciono le musichine strane.

  12. Io ho trovato la cittadina dei miei sogni: una piccola realtà vicinissimo a una città grande ma non infinita. E da qui non mi smuovono neanche le montagne. A volte, però, vorrei andarmene da me stessa, dalle mie paturnie, dalle mie malinconie.
    Un abbraccio
    Angela

  13. me lo chiedo spesso anche io tutte le volte che vado in vacanza… ma come vivrei qui… poi m i dico…forse vivrei male e bene uguale perchè è tutto uno stato mentale, forse a milano è un po’ più difficile difendersi ma tornare dall’ufficio e andare al parco giochi deserto con i propi figli e raccogliere una montagna di sassi è un buon modo per rallentare tanto che accarezzo sempre di più l’idea del part time

  14. vissuto a dublino e poi amsterdam in tutto 6 anni, tornato in tranquilla citta’ di provincia sulla costa marchigiana, io penso che se uno vuole partire allora deve partire, se invece son sogni desideri nati dal vedere un bel posto per 5 giorni allora e’ diverso, siam tutti diversi, chi vuol il mare e chi i negozi, chi i musei gratis e chi l’orto 🙂 

  15. Tranquilla Elasti, lo fa. Ma poi passa, vieni riassorbito dalle TUE cose.
    Lo faceva anche al Mau ed alla Mimì, anni fa.
    Quando ogni tanto viaggiavano, si distraevano, ‘staccavano’ come si dice.
    Ora un si pole come si dice in Terra di Toscana; sono anni in cui un si pole, c’é da pensar ad altro . E non si stacca mai.
    Alle volte rimpiangiamo  quel tipo di paranoie, dirotti  😉

    Mimì

  16. Bari è bella, ma forse certe abitudini di giù ti verrebbero a noia prima o poi. Io ho trovato il giusto compromesso a Bologna: discreti cieli azzurri, clima un po’ troppo umido e poco ventoso, ma vabbè, e soprattutto gente cordiale ma non invadente e tanta cultura. Se decidete, nel mio condominio ci sono diversi appartamenti liberi…

  17.  io l’ho fatto. Ho lasciato da quasi 8 anni Roma dove avevo sempre vissuto.
    Ho girato mezzo mondo e i posti nella lista delle preferenze erano tanti, Australia in primis. Poi ho scelto un piccolo comune dell’Umbria e non mi sono mai pentita. qui sono nati i miei figli, qui lavoro e vivo, molto meglio di come riuscirei a Roma, che non mi manca mai e ogni volta che ci torno (per lavoro o svago) non vedo l’ora di ritornare nella mia casa in campagna.
    Mi sono riappropriata del tempo, per me e la mia famiglia, mi organizzo meglio con gli orari, mi sono fatta tanti amici nuovi e sono riuscita a mantenere anche buona parte di quelli vecchi, sono circondata dal verde tutti i giorni e incrociare una volpe, uno scoiattolo o un istrice ancora mi emoziona, anche se avviene spesso. Questo era quello che desideravo per me e i miei figli, e soprattutto anche mio marito era d’accordo.
    Ma non è detto che sia per sempre.
    Della grande città mi manca solo qualche possibilità in più sulla scelta dei servizi (scuola, teatro, piscina, ecc.) e l’anonimato: qui in poco tempo ci si conosce tutto, a volte è una grande vantaggio a volte un po’ meno.
    rimugina e pondera bene, poi decidi. I sogni vanno inseguiti e… acciuffati prima o poi!
    Carol

  18. Che pianti Elasti. Io sono pugliese emigrata a Mi, come tanti e come tanti, forse, ancora non ci credo a quello che ho lasciato e a quello che la mia terra sta dimostrando di essere.
    Vorrei tornare a casa, da mio padre che ogni volta che salgo sull’aereo perde un pezzettino di cuore. Da mia madre che ogni tanto vagheggia l’idea di un nipotino da accudire, non da vedere in webcam. Da mia sorella lasciata quando aveva più bisogno di me.
    Io pur essendo barese, avrei scelto Lecce, anzi avremmo, il mio m.incredibile e io, che lui è salentino, è lo è intra lu core. Con dentro mare,sabbia, cieli azzurri e le pittule.
    Penso che i posti che ami ti facciano diventare sentimentale, per qualcuno lo sarà Milano, per me lo è la Puglia ora e sempre.
    Concettì

  19. Pensieri che faccio acnh’io, anche se non lo ammetto neanche a me stessa, visto che ho vissuto in una casa a 300 m dal mare fino a 10 anni fa e poi sono "salita al nord" per lavoro e in cerca di nonsobenecosa. Ma il lavoro non è quello dei sogni, anzi con la maternità c’è il concreto rischio che la famosa scrivania sia già stata occupata. E poi mi sono resa conta di quanto sia importante per i figli (ma anche per i genitori che lavorano, ma questo è un altro discorso) avere i nonni vicini e non solo loro. E poi ancora ho capito quanto mi mancano l’aria e i colori e il profumo di agrumi e gelsomino e le buone cose dell’orto e soprattutto il mare e che  (sigh!) tutto questo lo sto negando ai figli e non mi è ben chiaro in cambio di cosa.

  20. cara Elasti come ti capisco….io vivo a Bari da 15 anni…qui ho studiato, ho incontrato l’uomo della mia vita e ho fatto nascere mia figlia, per me Bari ora è la mia città….anche se mi manca il mio piccolo paese lucano da cui vengo…. Bari è una città splendida, calda e nn solo per il clima ma anche per la gente che ci vive…non tornerei mai indietro, qui ho tutto quello che mi serve perchè qui ho tutto. Elasti secondo me il posto in cui vivere è il posto in cui ti senti a casa…ti abbraccio. 
    fra976

  21. CIAO ELASTI….MI SEMBRA DI RIVEDERE ME STESSA…ANCH’IO FACCIO LE TUE STESSE CONSIDERAZIONI E MI "INNAMORO " OGNI VOLTA DI UN POSTO DIVERSO E TRASFERIREI TUTTI LI’…..
    SABRINA

  22. Scusa ma non sarebbe meglio andare a Londra o dintorni????? Non capsico come mai escludi proprio l’unico posto dove sarebbe ragionevole andare…

    Poi le vacanze sono un’altra cosa.

    Baci
    Alessandra

  23. Mi sono bastati 4 giorni nelle valli bergamasche (quindi non proprio tanto lontano dal fumoso capoluogo) per non farmi venire voglia di tornare a Milano, come sempre del resto…e anche se nelle valli mi sono pure ammalata.
    Kira The Cat

  24. insomma: ovunque vai, basta che ci sia la famiglia al completo che stai bene.

    MA VA!!!!

    ribadisci a Mr I che deve starsene a casa e trovare un lavoro a Milano, che tanto c’è pieno di bolscevichi imprenditori e/o professori che lo aspettano.

    ma bisogna suggerirglielo che lui, essendo maschio, non ci arriva da solo!

    Lo so bene, sono maschio pure io

  25.  ciao, io vivo a Bologna e passo tutta la giornata tra un lavoro part time remunerato al mattino e un lavoro molto più stancante e non remunerato di pomeriggio quando faccio l’ autista di auto blu ad uso e consumo proprio delle mie figlie (13 e 7 anni). Mi sono sempre sentita in colpa per i tuoi stessi pensieri e per la voglia di non tornare dopo ogni vacanza, grazie per averci detto che sono esperienze comuni.  
    Daniela 

  26. Mi fa sorridere leggere questo post dopo il commento che ho lasciato a "in trasferta", perché non è mai bello dire "l’avevo detto".  
    Ma l’avevo detto perché mi sono immaginata che stacco ci sia tra Milano e il Salento. Sono shock, anche se la nostra testa riesce sempre a mimetizzarli bene, per sopravvivenza.
    Io che da un giorno all’altro ho lasciato città, lavoro e carriera e sono tornata tra i miei monti, l’ho fatto con coraggio e incoscienza, dando retta a quell’inquietudine di cui parli tu. Tu, la donna e la mamma in carriera, ma tu che ti vedi col grembiule sporco di uova e farina. 
    La città, forse soprattutto le nostre città del nord Italia, ti permettono di indossare una maschera di perbenismo tanto comoda,  ti danno certezze, ma quando ti corichi la sera ti resta l’amaro in bocca.
    Non so il perché, ma mi pare che queste nostre città non lascino spazio per coltivare adeguatamente la felicità.
    Baci, Ortensia

  27. Io sono di Milano e amo vivere a Milano. Mi piace la frenesia della nostra città, mi piace il modo distante e non invasivo con cui ci si rapporta, mi piace la nebbia, mi piace il risotto con l’ossobuco, mi piace il caffè servito al bancone in trenta secondi, mi piace uscire dalla metropolitana al mattino presto e guardare il duomo che si staglia nel cielo freddo, mi piace vivere in una città dove almeno ci prova a far funzionare le cose.
    Non mi piacciono gli ospiti che disprezzano la città e sputano nel piatto in cui mangiano. Non mi piacciono le critiche non costruttive. Non mi piace chi enfatizza tanto i lati negativi della città dimenticando di mettere sull’altro piatto della bilancia, magari, un posto di lavoro che altrove non avrebbe.

  28. In Puglia stanno cambiando tante cose… che mi danno la speranza di credere che sia possibile viverci… non vorrei mai lasciare il mio amato Salento…

  29. Condivido in pieno il commento dell’anonimo numero 34.
    Io sono originaria di Palermo e undici anni fa mi sono trasferita a Milano per lavoro. E’ stata la scelta di vita migliore che abbia mai fatto e non perchè il lavoro mi abbia portato chissà quali soddisfazioni ma perché Milano è una città splendida, l’unica in Italia che possa aspirare a definirsi europea.

    Poi certo ognuno aspira a cose diverse, a stili di vita diversi e meno male.

  30. Anche io vivo in una grande e caotica città, probabilmente la più caotica di tutte e non ti nego, trascorrendo ormai da più di 20 anni le mie vacanze in Puglia, intra lu Salentu, che tante volte ho pensato  di trasferirmi lì… il mare 6 mesi l’anno, poco traffico, il contatto con la natura etc etc
    Una mia amica di Lecce,  che sin da piccola sognava la grande città e per questo ha studiato 10 anni a Roma, a un certo punto ha deciso di ritornarsene in Puglia ed è contentissima di averlo fatto. Magari, lavoro permettendo, un giorno anche io e mio marito faremo lo stesso…
    Luna

  31. Mio marito è brasiliano ma viviamo a Milano. non più di 10 minuti fa stavo riguardando le foto del nostro ultimo viaggio là, chiedendomi se sarei in grado di vivere in una piccola fazenda o in riva all’oceano e se sarei felice.
    1. non ho abbastanza coraggio x mollare il mio mondo
    2. so di essere un’insoddisfatta cronica, e forse è vero: se cominciassi finalmente a star bene con me stessa potrei vivere ovunque…

    forse però dovrei farlo PER I MIEI FIGLI, forse solo questo mi darebbe la forza… perchè è lampante che x loro sarebbe meglio. ma ormai il grande comincerà la scuola, ormai abbiamo perso il treno…
    tobina

  32. ahahah Elasti ci sono anche discepoli Baresi che si guardano bene di tornare……come se ne guardano quelli di Bergamo…e perfino quelli di Trento…vieni tra noi dai divideremo felicemente un fish& chips….o ti regaliamo una fornitura annuale di Hommus

    auguri

    i discepoli

  33. Per 34:
    Non c’è bisogno che gli ospiti, io…, dicano del male di Milano, lo fai già tu. Tutte quelle "belle" cose che hai elencate ai miei occhi sono proprio quello che mi fa stare male in questa città (a parte forse l’ossobuco! gnam!!!!). La fretta continua che lascia tutti indifferenti nei confronti di qualunque esperienza, di qualunque incontro, la superficialità con cui si guarda all’altro e dunque la paura che suscita, la nebbia emotiva di una popolazione che consuma i rapporti come fossero abiti passati di moda, l’incapacità, non solo di sorbire un caffè seduti ma di riconoscerne l’aroma, di capirlo, la tendenza all’efficacia sopra ad ogni giustizia (pensate all’articolo uscito sul Corriere tre giorni fa che parlava della manager della Red Bull, ma anche di tante altre, che sono state fatte dimettere perchè avevano partorito e dunque non avrebbero potuto essere efficaci come una volta), e poi la luce…. A Milano mancano i toni caldi, il rosso, il giallo della luce del sud, la luce qui è azzurra, gelida, tagliente. Come i suoi abitanti, non accoglie, non ammorbidisce, non concede nulla al prossimo.

    Scusa se ti ho fatto arrabbiare, non è mia intenzione, e ti giuro, se il mio compagno fosse d’accordo, toglierei presto il disturbo.

    Così

  34. vorrei chiarire:
    il punto non è disprezzare Milano, che senz’altro per chi ci è nato è la città del cuore…purtroppo negli ultimi dieci anni le cose sono molto cambiate e venire qui dal Sud non vuol dire trovare sempre un posto di lavoro stabile ma spesso piegarsi alle leggi del mercato e quindi alla precarietà con tutti i suoi annessi e connessi, per vedersi passare davanti i "figli,amanti e nipoti di" esattamente come avviene in tutto il resto d’Italia. Il punto è che a Milano oggi senza la protezione economica e sociale offerta da un contratto di lavoro a tempo indeterminato, la vita è difficile…in primo luogo per le mamme lavoratrici, che tentano di non essere lasciate a casa e di portare avanti la baracca senza alcun tipo di aiuto, né statale né familiare…il punto non è sputare nel piatto in cui si mangia ma lavorare quanto e più di chi i diritti li ha e dover mangiare le briciole…con la consapevolezza di aver rinunciato al proprio mondo affettivo e affettuoso e senza la certezza di averci guadagnato qualcosa. In fin dei conti un lavoro non qualificato, mal pagato e precario si trova anche al Sud.
    M.

  35. sono pugliese…il tuo post è arrivato diritto al cuore, a quel tarlo che lavora in silenzio e che suggerisce sempre di tornare "a casa".
    vivo e lavoro a milano da più di 10 anni. 6 anni fa ho provato a tornare nella mia terra, dalla mia famiglia…
    per restare giù devi avere amici nei posti giusti, collegamenti politici e tanta tanta fortuna.
    Purtroppo non ho avuto nulla di tutto questo, solo me stessa e il mio curriculum…dopo 10 mesi me ne sono tornata a Milano, che mi ha dato la possibilità di ripartire professionalmente a 31 anni e con soddisfazione!

    free-sella

  36. #41
    hai centrato il punto. quando io sono arrivata a Milano 16 anni fa era un pò come lo sbarco in America. sapevi che potevi trovare qualcosa, fare carriera e avere + possibilità. poi le cose sono cambiate e adesso ti ritrovi solo a fare sacrifici senza avere niente dall’altra parte se non un lavoro sottoqualificato e sottopagato un figlio cresciuto da una tata perchè non ti danno il part -time, genitori lontani, ancora giovani che non hanno la possibilità di godersi il nipotino e così via

    bbi

  37. Io vivo a Bologna che da qualche anno è letteralmente colonizzata da pugliesi e devo dire che all’ inizio mi dava fastidio il loro continuo mantra di come la Puglia fosse bella, fantastica, vivibile  ecc ecc.. però stavano sempre qui!!
    Poi sono andata nel Salento ( solo in vacanza) e me ne sono innamorata anche io…se trovassi un lavoro lì per me e mio marito mi ci trasferirei subito. Il problema è che non lo troverei. Tutto qui.E non è un problema da poco. Si,forse le cose stanno cambiando ma io continuo a vedere e conoscere ragazzi pugliesi che vengono a vivere qui a Bologna.

    CICCIA

  38. #45 c’è poco da meditare siamo tutti qua per lavoro e per questo ringraziamo ma credo che nessuno sceglierebbe milano per altri motivi. è una città che offre lavoro ( e adesso nemmeno più quello ) e basta contrariamente ad altre città che sono più a misura d’uomo

    bibi

  39.  la ‘povna è d’accordo con elasti: la vita è proprio dura lassù al nord. è per questo che la ‘povna è fuggita, appena ha potuto (e per fortuna ha potuto presto – che la ‘povna ha iniziato la sua vita solitaria e indipendente a 19 anni) e alla fine si è impiantata nella piccola città. che non è il nord (che infatti paradossalmente un po’ le manca), che non è il paese dei sogni e del cuore (che rimarrà per sempre tale), ma che è così incredibilmente a misura – e pure capace di straordinarie e sovradimensionate offerte culturali – , in cui tutto è vicino (tanto che è praticamente impossibile arrivare in ritardo), a due falcate di bici. che è così tanto un luogo dove si torna volentieri. anche se, per tornare, bisogna prima essere andati via. ed ecco che la ‘povna, inquieta, risale sopra il treno.

  40. cara elasti sfondi una porta aperta! anche a me succede esattamente la stessa cosa , anche io sono una trimamma milanese (d’adozione) e con i nonni lontani.
    Poveretti, i bimbi milanesi mi fannoo davvero pena, pallidi, verdi, con bronchiti a 10 gg di vita. Appena nato il mio secondo la pediatra mi consigliò di non uscire per la pessima qualità dell’aria, evviva! Benvenuto al mondo tesoro!

  41. forse perche’ tu sei ehm ambiziosa e non lasceresti mai il tuo lavoro, nemmeno per stare coi tuoi figli–l’hai detto in altri post, a meno che tutto quello che scrivi qui non sia completamente finzione letteraria, e non solo in parte.
    Come ti ha gia’ detto qualcun altro, e’ singolare che tu non abbia nominato l’unica citta’, Londra, dove per ora potresti riunire la famiglia.
    Le scelte sono le tue, a me sembra, a leggerti, che tu abbia ancora difficolta’ ad accettare il fatto–che vale per tutti–che tutto ha un prezzo, e non si puo’ avere tutto. E poi hai sempre questo tono che da’ sul lamentoso, tipo Melania di Via col vento, la cugina mollacciona di Rossella O’Hara.

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