Nonsolomamma

inquietudini logistiche

quando elastigirl andò in scozia con gli hobbit e mister incredible, nelle impervie highlands si domandò come sarebbe stata la vita lì, parlando gaelico (che secondo qualcuno è uguale al dialetto di bitonto), mangiando salsicce e fagioli e flirtando con nerboruti signori in kilt che si dedicano nel tempo libero al lancio sportivo di rumine di pecora ripieno di frattaglie. lasciando quelle lande battute dal vento si disse che forse sarebbero stati felici in un posto così.
quando andò in alto adige nel maso di nonna ciofanna, donna solida, volitiva e piena di fascino, a capo di un esercito di figli, nipoti e avventori, elastigirl si fece sedurre da quella vita aspra, dalla stufa di maiolica, dallo yogurt, dallo speck e dalla tisana di melissa. e si disse che forse l’elastifamiglia avrebbe trovato la vera felicità sotto l’ala proterva e protettiva di nonna ciofanna.
quando passò cinque settimane nella città di A, in massachusetts, tra insegnanti di yoga, psicanalisti vegani, studenti che lavoravano a maglia e studentesse che si baciavano felici davanti all’ufficio postale, decise che quella minuscola cittadina tra i boschi, piena di scoiattoli e marxisti, era esattamente quello che stava cercando per i suoi figli, per suo marito e per se stessa.
quando è stata a bari l’ultima volta, tre giorni fa, si è chiesta perché no. perché non scegliere di vivere in un posto dove ci sono 18 gradi e gli abitanti dicono "fa un po’ freddino", dove quando il tempo è bello il cielo è azzurro sul serio, dove vedi il mare se ne hai voglia e anche se non ne hai, dove il welfare familiare è una realtà avvolgente e tiepida, dove tutto è più vicino, comodo, accogliente e vivace. dove le cose stanno cambiando, e non in peggio, dove la vita sarebbe più facile
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117 pensieri riguardo “inquietudini logistiche

  1. Se puoi, se potete, fatelo.

    Anche se concordo (per mia esperienza) con il #17. Non è che per te, il nocciolo, è stare lontana da Mr. I.?

    LauraG

  2. Non è sputare nel piatto in cui si mangia…Io sarò sempre grata a Mi di avermi dato un lavoro, che è precario e senza alcuna speranza di miglioramento…Tant’è… Ma nessuno può capire cosa significa andare via perchè costretti. C’è gente che abbandona la propria terra perchè proprio "stretta", che sia Milano o Messina. C’è gente che  invece vive tutto questo come un’imposizione.
    Io ho nostalgia di casa ogni giorno, ogni momento. A volte sogno il mare di notte…E credetemi quando incontro un immigrato chessò..Peruviano, guardandolo negli occhi leggo la stessa nostalgia di casa, ancora più struggente perchè più lontana e con pochissime speranze di ritorno.
    Concettì

  3. Cocettì anche io a volte guardando gli immigrati penso le stesse cose ma sai qual’è la differenza rispetto a noi emigrati italiani che loro qui hanno quasi sempre tutta la famiglia e hanno ricreato qui la loro vita noi invece siamo soli

    bibi

  4. numero 50: ehm, credo che Melania non sia cugina di Rossella. Sì, è lamentosa, ma ha sposato l’uomo che piaceva a Rossella (con cui R. secondo me non sarebbe stata felice, ma tant’è).

    Una citazione da ‘Peyton Place’: ‘La felicità consiste nel trovare un luogo che ami e nel restarci’.

    Elasti, se ti piace il mare ti consiglio anche Lerici:http://www.comune.lerici.sp.it/.
     
    Gli affitti sono proibitivi, ma per una vacanza secondo me merita.

    Adriana

  5. Cara Elasti,
    lasciati dire da una che vive in Puglia almeno tre buone ragioni per NON vivere a Bari:
    1) hai mai messo piede nel policlinico?
    2) hai mai pagato una bolletta facendo la fila alla posta?
    3) quante probabilità hai che vivendo a wisteria lane ti facciano fuori la macchina?
    4) hai idea di come siano le scuole dove dovrebbero andare i tuoi figli (e parlo di edifici, presenza di mense, trasporti, e presenza/assenza di maestri che fanno cantare gli ABBA)?
    5) hai calcolato quante probabilità ci sono che i tuoi figli, una volta grandi, siano costretti ad andarsene a Milano per studiare e lavorare?
    Lo so che il clima, atmosferico e umano, invoglierebbe chiunque a venire "a ballare in Puglia", e forse non posso rendermi conto vivendo qui di quanto sia difficile vivere lì, però ti assicuro che la vita qui non è così rose e fiori.

    Saluti dalla Duchessa
    http://cappellaiomattolepremarzolina.blogspot.com

  6. Io adoro Milano. Non mi sposterei per nessuna ragione al mondo.
    Secondo me Milano è l’ideale per tutto: servizi sanitari di gran livello per ogni necessità, divertimenti per tutti adulti e bambini, è una bella città e ultimo, ma non ultimo c’è il LAVORO che in altre parti del mondo scarseggia.
    Io non concordo nemmeno tanto con chi dice che non è una città per bambini. E’ vero c’è lo smog, ma tanti milanesi sono venuti su grandi e grossi anche se c’è inquinamento. Per i bambini ci sono i parchi, ci sono ristoranti attrezzati, ci sono gli asili, ci sono le scuole e per quando cresceranno, nella loro città troveranno tutte le scuole superiori possibili e tutte le università. E durante il fine settimana quando tutti quelli che durante la settimana vanno e vengono per lavoro se ne stanno a casa loro con le loro macchinucce, si sta super bene!!! W Milano e i milanesi.

    A.

  7. Io vivo in un paesino a pochi chilometri da Bari e anche se non è molto vivo, ci sono cose a cui non rinuncerei e che influenzano la qualità della vita come il clima e il fatto di raggiungere in 10 minuti comodamente in macchina il posto di lavoro senza traffico (tranne in rarissime occasioni).
    Dai vieni a vivere qui, magari iscriviamo i bambini alla stessa scuola e ci incontriamo tutte le mattine! 🙂

  8. Ah ah ah che ridere Elasti! Mi hai fatto venire in mente che ormai le mie amiche mi prendono tutte in giro: ogni volta che vado in vacanza (basta un week end) torno decantando le lodi del luogo in questione e dopo aver visto almeno due o tre case che vorrei comprare (ovviamente senza averne i soldi) e ipotizzato possibili lavori da fare li’ o a distanza… ma alla fine proseguo il mio frenetico avanti e indietro roma-milano e mi sembra sufficiente, ma cerco nuovi modi… w il downshifting!!! un abbraccio!!
    Chiara

  9. Scusate, non volevo inserirmi in questo dibattito, ma una cosa a Serafina17 la devo dire … vai nel posto più economico e pubblicizzato (anche se con il passaparola) d’Italia, ad AGOSTO e pensavi di non trovare traffico?
    Beata ingenuità.
    manu

  10. io il mio lavoro lo lascerei mooolto volentieri se me lo potessi permettere, anche se qualcuno qui pensa che io sia rockfeller. se mai un giorno riuscirò ad avere collaborazioni e lavoretti autonomi che mi consentano di mollare il posto fisso, non ci penserò due volte. al momento così non è e mi devo tenere stretta quello che fortunatamente ho ma che certo non inseguo per amore della carriera. londra non è una città per crescere e mandare a scuola i bambini a meno che tu non stia economicamente veramente molto bene. e come ho già detto non è il nostro caso.

  11. per Bibi, la numero 53: mi hai fatto venire in mente un ammonimento che sempre mi faceva mia nonna: "Stai attenta a non arrampicarti troppo in alto IL DIO potrebbe scuotere l’albero". Lo diceva ogni volta che esageravo o mi commiseravo per inezie. Chissà cosa avrebbe detto mia nonna leggendoti: "guardando gli immigrati penso le stesse cose ma sai qual è la differenza rispetto a noi emigrati italiani? Che loro qui hanno quasi sempre tutta la famiglia e hanno ricreato qui la loro vita noi invece siamo soli"   Forse tu vivi in un presepe – ah ecco il nero è uno dei re magi – Scusa ma hai per caso mai sentito parlare della folle burocrazia con cui devono fare i conti gli stranieri per ottenere il riavvicinamento del coniuge? Ma hai un’idea di come vivono certi extracomunitari? E per pura fatalità hai mai sentito parlare di cosa accadeva agli italiani che emigravano in America?  Credo sia blasfemo paragonare la necessità di un italiano di spostarsi per lavoro in una altra regione italiana dversa dalla sua con la condizione degli immigrati veri.
    Clotilde

  12. Io sono una di quelle che ogni volta che pensa "mi piacerebbe viver qui", fa i bagagli e ci va. C’è chi ammira il mio coraggio, chi biasima la mia incoscienza. Credo si tratti di un mix di entrambi. Da bambina sognavo di unirmi ad un circo e viaggiare per il mondo. Da grande, con un marito, tre figli ed un cane. Non sono affatto cambiata.

    Claudia
    La Casa Nella Prateria

  13. come ha già detto qualcuno, il tema della fuga è vasto e tutti credo l’abbiamo affrontato una volta nella vita, chi più, chi meno, chi l’ha fatto, chi non lo farebbe mai, chi dice che lo farà e poi resta sempre lì, chi si lamenta per il gusto di lamentarsi.

    Milanese convinta, sempre pensato che non è il luogo che fa la felicità, che se sto male i miei problemi mi seguono anche in giamaica, ma non molto tempo fa mi sono ritrovata nel paesino dolomitico della mie vacanze infantili e adolescenziali (e proprio per questo luogo magico per eccellenza) a chiedermi cosa volesse dire svegliarsi la mattina e vedere le montagne, le mie montagne che splendono nel sole, e entrare in un locale la sera, sempre lo stesso, e salutare tutti e sentirsi a casa. E mi sono resa conto che forse è più importante questo che poter scegliere tra mille film se una sera decido di andare al cinema. Amo milano, amo le sue mille opportunità e amo la milano nascosta, quella che non ti aspetti, quella che ti stupisce e che è difficile da conquistare, ma forse col tempo comincio anche a vederne la freddezza, che a tratti mi soffoca.

    Tocchi un tasto dolente Elasti, per me e direi per molti altri, io per ora mi dibatto nel dubbio e mi lascio frenare dalla paura….

    Luisa

  14. Io credo che valga sempre il principio secondo il quale "l’erba del vicino è sempre più verde"…..poi ti rendi conto, una volta seminata una nuova, che quella che avevi prima era perfetta.

  15.  Eh no, Elasti. Non indago sulla tua situazione economica, ma è un fatto di SCELTE.  Io ero (sono) una formatrice libera professionista e non è che ce lo potevamo permettere (niente maternità, contributi pensionistici che non arriveranno mai a dare una pensione, ecc.compagno consulente quindi come sopra). Abbiamo SCELTO, ho scelto di seguire io la bimba altrimenti avrei dovuto mandarla al nido, prendere Valentina 8 ore al giorno, ecc. Va tutto benissimo, ogni madre, ogni famiglia SCEGLIE se e quando può. Ovviamente non sei Rockfeller ma  questo livello di scelta ipotizzo te lo possa permettere. Fra l’altro spesso da consulenti si lavora di più o meglio lavori anche per procurarti  il lavoro, tanto per sfatare un altro mito.
    Ci tengo a precisare che non dirò MAI "è meglio non mandar i bimbi al nido, ecc.". E’ stato meglio PER ME, PER NOI, liberissima personale scelta. E la tua scelta è stata diversa, ma era quella giusta per la vostra famiglia, i vostri valori e problemi non ne vedo. L’unica cosa che  a volte mi irrita è la lamentela o il dire "non potevo fare altrimenti": sono altri i livelli sociali in cui purtroppo non ci sono scelte e allora noi che più o meno, in un modo o nell’altro, abbiamo margine di scelta, assumiamocene la responsabilità e diciamoci la verità. E’ un modo di rispettare chi scelte non ha.

    La voglia di Bari passerà come le altre citate altrimenti avrebbero portato a decisioni. Hop, hop!

    Ciao
    Anita

  16. grande elasti Londra non e’ una citta’ dove crescere i figli…eh si.
    ti diamo ragione visto, m visto che hai tre maschi non rischi che ti rimangano incinta a 12 anni ahahah come il 70 % delle teen inglesi.

    ma il fish & chips del puib e’ un must…non lasciartelo scappare dai…portaci il Leader…facci respirare aria di rivoluzione.

    i discepoli leggermente succobi del Dio della Birra!

  17. ma venite a Torino, altro che Milano…..
    logico che i luoghi di vacanza si debbano rimpiangere, se no che vacanze sarebbero!
    ma si torna a casa, potendo ripensare ad altro luogo.
    sempre meglio che essere altrove e "magonare" casa

  18. a Ciao Elastigirl…io sono di Bitonto, sai? E se dici che col mio dialetto potrei non avere problemi in Scozia allora, magari ci faccio un pensierino per evadere da questo mondo…ti invito a visitare il mio blog…  Da un pò di tempo sto scrivendo di un altro modo si avere e vivere la genitorialità, sto intraprendendo il cammino dell’adozione e sto raccontando un pò le traversìe burocratiche e tra un pò comincerò a raccontare le situazioni emotive….sperando di arrivare anch’io a dover narrare le gesta di miei spero, presto, "terribili"hobbit.
    grazie dell’attenzione….
    mtm72

  19. se ti sei sentita a casa in ogni luogo in cui sei andata, se ti senti in ogni luogo in cui vai…la casa è quello che hai, che sei. molto semplice. casa è dove tutto è. silvia mogliedaunavita

  20. ciao claudia, mio marito, quasi ex, vuole andare all’estero. non sa dove. purchè si tratti di andare via. magari vi ritrovate. è un bel casino per quelli che non riconoscono le radici, (direi soprattutto per quelli che gli si sono  messi vicino) e le cercano a quarant’anni una volta mariti e padri.
    così, per dire.

  21. Cara elasti, qui è una puglia woman che ti parla.
    Sono salita su anch’io molte volte per lavoro ma poi son sempre ritornata giù pur tra mille difficoltà. alle 8 di mattina il cielo grigio, la nebbia, il traffico…no non era per me.
    I paesaggi primaverili delle Murge, il mare profumato, i pescatori, il sole che anche d’inverno non t’abbandona,la focaccia,l’affetto e la quasi abitudinaria sfacciataggine e impiccionaggine dei vicini, il folklore, l’arte,le tradizioni…non ci si può rinunciare, è casa!
    il paradiso non esiste da nessuna parte, questo si sa:le scuole saranno fatiscenti ma di maestri buoni ce ne sono,il lavoro è scarso ma la vita costa un po’ meno…e non si è soli. Non lo saresti.
    Pensaci un po’.
    Con affetto, da Ruvo di Puglia.

  22. Interessante il post e molto interssanti i commenti.

    Mi prendono sia il tema della fuga, che quello dell’anima libera che sia sente a casa ovunque vada.

    Ma mi colpisce al cuore la tua frase Elasti, ”dove il welfare familiare è una realtà avvolgente e tiepida”, insomma mia cara, avevo visto giusto, avevi una gran voglia di famiglia.

    Scusa se mi faccio troppo i fatti tuoi, ma non ti sentiresti più ‘in famiglia’ con MI, ovunque sia? Londra è circondata da meravigliose campagne, e ci puoi crescere i figli benissimo senza iniziarli alla vita da hooligans o snob col farfallino.
    Non ti devo rammentare io che gli hobbit, quelli originali, nascono in una piccola contea inglese vero?

    Mi ricordo l’attimo in cui capii che qualsiasi cosa fosse successa non me ne sarebbe importato niente, a patto che noi, lui ed io, e i nostri figli, fossimo rimasti insieme, con amore. Era una mattina di sole, maggio, la nostra prima piccola aveva 4 mesi e io sorseggiavo un thè dopo l’ennesima notte insonne passata ad allattare la gnoma vorace, aspettando che il mio biondo tornasse dal turno di notte.
    Bevevo il thè e guardavo la mimosa fiorita del giardino che si vede dalla finestra della nostra cucina, e capivo, per la prima volta, che quella era la felicità. Stare insieme, noi, una tazza di thè e una mattina di sole.
    Retorica? Neanche per sogno. E’ proprio così, ora come allora, 11 anni dopo e con 2 figli in più.

    Così ti ridico: nella tua inquietudine logistica, non ti sovviene che avresti bisogno più del marito che della suocera? Più di lui, di voi, che del sole e del mare? Ovunque sia?
    Che vuol dire poi che Londra non è un posto per tirar su dei figli? I figli si ‘tirano su’ in casa, conta molto di più quello che gli trasmetti tu di quello che annusano fuori. E Londra è uno di quei posti che offre tutto ed il contrario di tutto. Basta scegliere cosa si vuole.

    Parli di problemi economici: non sono d’accordo, ho vissuto 2 anni e mezzo in Inghilterra con la sola entrata di una borsa di dottorato italiana, hai presente quanto era 14 anni fa? E’ tutta questione di scelte e di pretese.
    Mi sento più in lina con Anita (com 73), il problema non è economico, non vivi in una bidonville senza pane da dare ai figli.

    Il problema in cui ti rigiri è quello di mettere in fila ed in ordine le tue priorità: per te
    – è più importante il tuo lavoro o vivere insieme a MI, ovunque basta sia con lui e il lavoro lo ricostruisci là dove vivi con lui, come puoi, ma chi se ne importa basta stare con lui?
    – è più importante vivere in un ambiente che reputi, ecologicamente e socialmente, più adatto ‘a crescere figli’ o vivere insieme a MI, ovunque basta sia con lui e i figli si adattano?

    Scelte, forti, catastrofiche, nel senso antico del termine, che nella vita ahimé si impongono e ti pestano sui calli dei piedi senza poterle scansare, che puoi fare e secondo me devi fare per darvi un futuro come famiglia.

    Ultima cosa: queste scelte, così grandi e importanti, ognuno le fa per la propria vita. Per la tua le puoi fare solo tu.

    Un’occhiata di incoraggiamento

    Anna tri-mamma

  23.  Ogni volta che sto bene in un posto lo sceglierei come casa, la verità è che tra un lavoro più facile via di qui e restare e un po’ e soffrire, stiamo cercando disperatamente lavoro qui, anzi stiamo cercando di costruire lavoro e possibilità in questa terra che più bella non c’è per farla crescere e per renderla migliore.
    Ti auguro in tutti i modi di riuscire a trovare i lavori che vuoi e magari di venire in Puglia anche tu 🙂

  24. il punto è: saresti disposta, in cambio del bel clima, dell’aiuto della famiglia e del mare vicino , a lasciare il tuo lavoro di giornalista finanziaria ? 
    purtroppo il problema del mio Sud è questo. 
    naturalmente, se decidi di sì vi aspettiamo a braccia aperte

  25. Ma Anna tri–mamma (e tutte le latre che si spendono a consolare e incoraggiare) non avete ancor anotato che la signora Elasti non e’ mai contenta? Che c’e’ sempre qualcosa che dovrebbe essere/andare in maniera diversa?
    Quando aveva due bambini ne voleva un terzo, appena e’ nato gia’ si sentiva soffocare senza il lavoro, il lavoro non lo lascerebbe mai solo perche’ se no muore di fame e comunque il lavoro che ha sempre sognato non ce l’ha mai avuto, sarebbe meglio vivere in Scozia, no magari in una baita (dove la mucca per latte dello yogurt, pero’, al mattino la munga un’altra). A Londra no, che schifo, mica ci si possono portare i bambini (neanche andasse a vivere negli slums).
    Personalmente se fossi Mr. Incredible, farei il pendolare anche io–perche’ sette giorni su sette 24 ore su 24 con una lagna simile non credo che reggerei psicologicamente.

  26.  Elasti…è bello leggerti, i tuoi post sono simpatici spaccati di vita quotidiana. Mi dispiace che questo ti esponga a critiche francamente antipatiche e utili forse solo a chi le scrive.
    Ma perchè qualcuno sente il bisogno di fare psicoanalisi on-line?
    Ti prego continua a scrivere.
    Saluti da Laura, che vive molto vicina a Nonna Giofannajad 

  27. #90
    Quando avrai una famiglia sulle spalle con 3 figli, abiterai a Milano, un lavoro che ti piace ma non ti soddisfa pienamente, e soprattutto sarai una DONNA con tutte le implicazioni psicologiche che tale cosa implica allora forse, e dico forse, potrai capire qualcosa di quello che la mia mitica Elasti riesce a trasmetterci. Nessuna piu’ di lei sa ironizzare sulla sua vita, e ci rende partecipi della sua fantastica famiglia.
    Ale bimamma

  28. alla signora Ale bimamma

    dal #90: gentile signora, per sua informazione ho una familgia sulle spalle inclusi i figli anche io, un lavoro che mi piace ma non mi soddisfa pienamente anche se (ahime’…) vivo molto molto lontano da Milano, e sono anche guarda un po’, una donna.
    Ma di certe "implicazioni psicologiche" che a detta delle DONNE DOC sarebbero il marchio di fabbrica dell’articolo genuino, ne ho sempre fatto volentieri a meno.
    Infine, quello che capisco io, o meno io, non la riguarda, tantopiu’ che vedo il suo senso dell’ironia e’ piuttosto a senso unico.

     P.S. Con delle fans cosi sfegatate, signora Elasti, io comincerei ad aver paura dello stalking.

  29. Come ti capisco Elasti,anche io penso spesso di cambiare città, invece eccomi qui nella grigia e inquinata Milano (oggi c’è il sole, ma il’inquinamento del Lambro rappresenta purtoppo lo stato del nostro ambiente).
    A volte penso di trasferirmi in Germania (il mio compagno è tedesco) dove tutto è a misura di bambino, o almeno così narra la leggenda; oppure vorrei vivere in un posto di mare, così i bambini respirerebbero lo iodio tutto l’anno; o ancora a volte penso di trasferire tutta la famiglia in Toscana dove il mio Mister Incredibile tedesco lavora metà settimana.
    Ma quando incontro le amiche, quando porto il bambino grande a teatro  o alle mostre(certo l’aria pulita sarebbe meglio di uno spettacolo teatrale), quando incontro le infinite realtà milanesi e inoltre mi ricordo del mio lavoro a tempo indeterminato in un periodo come questo di crisi penso che tutto sommato Milano non è così male e che se verrà veramente il momento di trasferirmi lo farò, per ora mi limito a provare delle "inquietudini logistiche".
    Ciao
    Vivi

  30. Quanta ma quanta vita
    Quante ma quante vite
    Noi donne quarantenni 
    sempre proiettate in avanti
    sempre inquiete
    sempre a rincorrere un altro da, un diverso, un di più
    quanta vita
    quanta inquietudine
    quanto ci migliora 
    quanto fa male

    Manuela 
     

  31. Elasti,
    è di Bari che stai parlando! Senza offesa, non è proprio una città a misura d’uomo, tanto meno a misura di bambino! Fatti un giro sugli autobus o nel traffico e prova un po’ a chiedere che cos’è la Fibronit (magari già lo sai)! L’aria non è esattamente un balsamo e credo che di costa balneabile ce ne sia davvero poca. E poi è una grande città, non c’è traccia di campagna e uccellini cinguettanti.
    Altra cosa (davvero altra!) sarebbe il Salento, eheh…
    Buona fortuna!
    Maria

  32. Cara elastigirl,
    che leggo sempre, anche se non commento mai.
    Io mi sono fatta sedurre dalla Puglia (Lecce non Bari), terra d’origine di mio marito e ci sono venuta a vivere. Il clima stupendo, il mare che adoro, la vita a misura d’uomo e di bambino… Questi i vantaggi. L’impossibilità per una redattrice di trovare un lavoro che non sia da freelance lo svantaggio peggiore. Perché freelance è stato bello, finché era una mia scelta, ma adesso che vorrei tornare indietro ogni tanto mi sento un tantino isolata.

    Apprendista mamma

  33. E’ stato veramente sorprendente leggere un  messaggio così carino sul mio capoluogo di provincia. Non succede spesso di sentir parlar bene delle città meridionali. Ho conosciuto amici di amici di Milano che non hanno mai varcato la soglia del meridione perchè hanna paura della MAFIA, come se noi fossimo tutti dei delinquenti o delle vititme dei delinquenti. La mia terra è piena di contraddizioni e di ingiustizie. Non si lavora se non hai una raccomandazione oppure figlio "d’arte", anche se spesso sono emeriti imbecilli e vincono fantastici concorsi, però tra i commenti non ho letto neanche uno di meridionali pronti a lasciare la propria terra per andarsene al nord se non per lavoro. Ci sarà un motivo.

    Maddalena

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