ultimamente a elastigirl capita, non sempre ma nemmeno di rado, di guardare con un po’ di invidia mister incredible che ogni settimana parte. perché anche a lei piacerebbe avere qualche notte alla settimana di sonno ininterrotto, una casetta lontana dove rifugiarsi, una vita parallela in cui non si gioca a memory e non si cambiano pannolini, anche a lei piacerebbe sentirsi una sola e non una-più-tre ed essere responsabile solo di se stessa, anche soltanto per un giorno alla settimana.
pertanto ieri sera, accartocciata nel letto dello hobbit piccolo che non ha più paura di tutto ma di qualcosa ancora sì, mentre lui canticchiava la canzone del cowboy piero (capolavoro, almeno nella personale interpretazione hobbit, da rendere obbligatorio in tutte le scuole di infanzia) a mo’ di ninna nanna, lei si è immaginata al posto di mister incredible, pendolare tra milano e londra, perfetto conoscitore delle istruzioni delle hostess sugli aerei, in grado di servire ai passeggeri bevande e salatini meglio dello steward più navigato.
e mentre lo hobbit piccolo passava da piero al monologo mimato di biancaneve e i sette nani, elastigirl è giunta alla conclusione che non potrebbe mai scambiare la propria vita con quella di mister incredible perché:
1. non reggerebbe la sveglia alle 3 del mattino tutti i lunedì per prendere il volo più low cost da bergamo
2. sarebbe schiacciata da un senso di colpa cosmico che finirebbe per ucciderla o per renderla pesante come uranio
3. dilapiderebbe le sue sostanze da orla kiely per compensare la lontananza degli affetti
4. metterebbe radici ovunque, suo malgrado, perché senza radici non riesce a stare, e ogni partenza, in andata o in ritorno, sarebbe sempre e comunque uno strazio
5. morirebbe di nostalgia, per gli hobbit, per memory, per i pannolini lavabili a fiorelloni e persino per marìotereso, l’amico immaginario nel muro della cucina
6. si chiederebbe tutti i giorni più volte al giorno ‘perché?’.
forte di questi sei punti, elastigirl, più serena e consapevole, è sgusciata fuori dal letto hobbit, strisciando verso la sua camera, è stata prontamente redarguita da uno straziante "dove vai mamma? non mi lassale!" e si è riaccartocciata al fianco del nano sudato.
nella seduta odierna di meditazione e rattrappimento serali, elastigirl si interrogherà sul perché gli uomini (nella fattispecie mister incredible) non sono annichiliti, come lo sono le donne (nella fattispecie elastigirl), da almeno uno dei suddetti sei punti.
IViva viva viva la commentatora 47! Mi piace l'idea del ridimensionamento collettivo.Certo se je la fai, perchè non sempre le circostanze lo permettono – questo va detto: ho amiche che hanno uomini superattenti e disponibili, ma che se lasciassero l'impiego in questione, non sarebbero facilmente riciclabili altrove, questo poi per i precari dell'università è ancora più vero.Cioè ecco, anche perchè la stima in queste faccende è una questione secondaria: non è che se Incredibol decidesse di lasciare londra qui sarebbe per certo st'orchestrona di tappeti rossi.
non sono mamma e lo sarò solo tra un bel po' di tempo, però leggendo questo blog e certi commenti sto cominciando veramente a sentirmi oppressa dall'idea di avere "perenni sensi di colpa".farò di tutto per non averli cavolo, altrimenti diventare madre mi farà diventare psicopatica!qualche madre risponda: non li avete tutte vero? (la maggioranza dei commenti mi fa pensare il contrario).teresa
Mamma mia quanto pesano i condizionamenti culturali e non…io che vado a ballare e sono sempre stata ABITUATA ad andarci, ho fatto cose per me normalissime tipo allattare il Galletto di un mese, tempesctarmi di brillantini ed uscire DA SOLA lasciando il marito a casa col neonato e un bel bibe di latte tirato :-)Non ho provato alcun senso di colpa, per me era normale così, ero tranquilla perchè Gallets era col suo papone e non ci vedevo nulla di strano, ma davvero, non era un posa da "voglio fare la splendida", mi sentivo tranquilla ad uscire e uscivo, tutto qui, non mi sembrava di togliere o negare nulla al mio bambino.Ma mi rendevo conto che invece intorno ero percepita un po' come una pazza o una mamma degenere…e lvengo percepita così tuttora, che vado a ballare (beh, ballare è una parola grossa.. 🙂 ), cmq esco sempre una volta a settimana almeno, con un figlio quattrenne e alla 37 settimana di gravidanza.L'abitudine è veramente potente!!Pur desiderosa di allevare un bambino che sappia fare anche i "mestieri" di casa, infatti, spesso non mi rendo conto di fare le cose AUTOMATICAMENTE, perchè è sempre stato così, perchè le stesse cose le facevano sotto i miei occhi mia madre o mia nonna…due sere fa, mentre io, il Gallets e il Kovachembre eravamo spaparanzati sul divano, chi a leggere, chi a giocare a Gormiti, il Gallets ha esclamato: "MAMMA ho fame! VAI A CUCINARE"…io sono rimasta un po' così….in effetti lo faccio quasi sempre io, e lui ha già acquisito il concetto che SPETTI A ME farlo :-(Dovrò un po' rivedere la routine dell'ora di cena, mi sa… 😉
Intanto grazie per aver suggerito orla kiely, che ho subito sbirciato su internet…io consiglio la lettura del libro "ma la donna no". numeri alla mano, l'Italia è uno dei paesi più arretrati sulle politiche familiari. In alcuni paesi europei, il congedo di paternità è OBBLIGATORIO. dunque, sì, la biologia c'entra molto (credo), ma anche l'idea dell'introduzione FORZATA di sane abitudini di parità potrebbe aiutare nei prossimi 1000 anni a far cambiare un po' le cose.Io sono pendolare e non riesco proprio a godermi la lontananza dai miei bimbi e neanche da mio marito, ma tant'è… (chissà mio marito cosa scriverebbe al proposito).detto questo, in una fase e in un lavoro precedente, lavorando spesso fuori Italia, ma in un lavoro molto meno impegnativo anche se di maggiore rappresentanza, ho combinato un bel casino!!! per un periodo mi sono assolutamente sentita "un uomo", nel bene e nel male (ovviamente banalizzo, so che non tutti gli uomini sono uguali e che non vedono l'ora di tradire le lor mogli), e devo dire che non me la sono passata affatto male. poi però tutto è tornato nei ranghi, è tornata la nostalgia e quant'altro. Forse è proprio genetica…per Close the door: nella mia Università, corso di laurea in beni culturali, le donne saranno pure il 99,9 per cento dei frequentanti, ma i tre ordinari delle tre discipline principali (storia dell'arte) sono uomini…utente volutamente anonimo (troppe confessioni)
tocchi un tasto dolente: mio marito mi ha appena comunicato la sofferta decisione di "dover" partire di nuovo per cinque giorni oltreoceano per lavoro. Se ti capisco, eccome se ti capisco…Non è part time come il tuo, ma manca spesso.Potrei e dovrei partire a volte anch'io per lavoro, ma non lo faccio e quelle poche volte che l'ho fatto ho pensato che era meglio se non fossi partita. Perchè? Bo', almeno tu sei riuscita a darti una risposta per sei motivi, io non ne ho trovato neanche uno finora.Eppure ho un carattere molto "maschile", non sono una mamma chioccia o ansiosa, ho un lavoro di responsabilità, autonomo, ho spazi miei e solo miei che mi prendo mollando i pupi al consorte senza sensi di colpa, ho un marito che collabora in casa e con i figli quando c'è (e che mi manda sms nostalgici quando non c'è!)…Morale: lui parte per un viaggio di lavoro che sembra più una vacanza, potevo andarci io e gli ho appena detto di no, e resterò qui a mandare avanti baracca e burattini, con grande sforzo e fatica, anche lamentandomi un po' lo ammetto, e invidiandolo.Più che chiedermi perchè lui/loro (gli uomini) lo fanno, mi chiedo perchè non lo faccio/facciamo anche noi donne.Datemi risposte che non siano scritte nella storia o nella genetica, pleaseCarol
Obiettivamente, dopo la nascita del terzo figli, anche io mi domanderei molto seriamente perchè mio marito si volatilizzi tutti i lunedì mattina.E forse mi risponderei che o cambia vita o cambia moglie. O, più probabilmente, non arriverei mai a fare tre figli con un uomo capace di mollarmi tutti i lunedì mattina a casa da sola ogni santa settimana.Last but nont least, poichè le scelte in una coppia si fanno in due, mi direi onestamente che forse le mie settimane con i bambini vanno un sacco bene anche a me.
Direi che la risposta a Elasti è che i mariti riescono a non essere annichiliti grazie al loro magnifico equilibrio, che li aiuta a sostenere non solo tutto il epso che sostiene una donna, ma anche… il peso della moglie che se ne lamenta! Maritospiazzato
Non credo sia solo una differenza di genere. e poi l'abitudine fa molto.Io per esempio sarei annichilita a fare la tua vita prima della terza maternità: non vederli dalle 8 alle 19. Eppure anche in questa differenza tra me e te, tra due mamme, nulla c'entra il sicuro amore che ognuna di noi prova per i figli. Semplicemente siamo diverse.Anita
Ho anche io un marito che lavora all'estero per 4 giorni alla settimana,quindi sono riflessioni che ho fatto anche io…Alcuni uomini, il mio sicuramente, probabilmente anche Mr I., sono talmente gratificati e realizzati dal proprio lavoro da superare almeno in parte la nostalgia, i sensi di colpa, la stanchezza fisica dei viaggi.Quando ci sono, sono collaborativi e ti sollevono da tanti compiti (io per esempio nel weekend non cucino mai) ma durante l'assenza il mio è totalmente concentrato sulla sua attività. Diciamo che avendo capito questo e avendo un suo grande aiuto quando è presente possiamo dire di aver raggiunto un nostro equilibrio(mi rendo conto che per l'esterno siamo folli)Per rispondere alla domanda del n.52: i sensi di colpa ci sono ogni tanto, diciamo che per far girare tutto (figli, lavoro, casa, ecc.) ci vuole un pò di capacità organizzativa e un pò di leggerezza nel non volere la perfezione.
quante parole quando alla fine la risposta è cortissima(nella fattispecie)perchè lui è uno stronzo, e tu no
il papà del mio piccolo vive in un'altra città e torna il finesettimana. io lavoro da quando aveva tre mesi ( a dire il vero anche da prima) e se per lavoro devo andare via lo lascio da solo anche due giorni (al nonno, alla tata, al suo papà se c'è). Il senso di colpa c'era un po' all'inizio, però a me il mio lavoro piace proprio tanto, mi riempie la testa e questo allontana il senso di colpa. non so se riuscirei ad uscire per andare a ballare, ma questo è perchè essenzialmente non so ballare. non so neppure quanto pesino le biologie e i discorsi di genere, ma ho l'impressione che e a volte siano anche comodi. ciò posto senza immaginare uno scambio di ruoli totali potresti anche tu prenderti una sera, una mattina un pomeriggio di altro che non siano i bambini, come una sorta di esercizio mentale magari, anche se non te la godrai da subito, potrebbe farti piacere tornare a casa e vedere che ce l'hanno fatta senza di te per un pochino. e comunque un abbraccio solidale lo stesso. sei la consolazione delle mie serate quando, addormentato il pupo, mi scopro la stessa energia di uno spinacio lesso e non riesco a fare nessuna delle cose intelligenti che vagheggio di fare, a parte dormire.m.
sante parole!!!!ciao a tutti voimamma 4 2
scusa elasti, ammesso e non concesso che quello che scrivi qui sia vero, anche tu lavori e hai scritto che lo fai perche' non potresti economicamente di non farlo–quindi si presume che sia lo stesso per tuo marito. Che poi vi piacciano i vostri rispettivi lavori meglio…e tu non ti senti in colpa quando lasci i tuoi figli con la balia asciutta Valentina per 10 ore al giorno? Oppure c'e' differenza perche' lui e' un uomo (e quindi in torto by default) e tu ionvece una donna?Tra l'altro concordo col 57 mi chiedo spesso anch'io come facciano i mariti a sopportarci…
confesso che mi sono trovata ad invidiare non solo mio marito, che è pendolare non come Mister Wonder ma capita spesso che parta da lun a ven, ma anche le conoscenti mamme lavoratrici (lavoro molto saltuariamente).Infatti quando mi sento dire da mio marito che farebbe cambio con me (ma non l'ha mai fatto…) oppure dalle mamme che mi invidiano perchè vedo mio figlio crescere, rispondo che è sì tanto bello ma che ogni tanto non vorrei vederlo minuto x minuto e che l'asilo mi ha ridato sanità mentale. Eppure quando come questa settimana lavoro tutti i giorni e vedo il Puffo la sera, che fa il dispettoso e lì x lì fa il ritroso e non vuole che mi avvicini ma poco dopo mi dice "Abblaccio mamma!!" mi si stringe il cuore, mi sento dilaniata, nonchè str….a e mamma degenere.Gli uomini, o x lo meno il mio, hanno altri bisogni e purtroppo spesso non capiscono i nostri, ho deciso di "accontentarmi" che abbia le mie stesse priorità: la felicità di nostro figlio e nostra.Ilaria
Elasti, forse non sarebbe il momento che pensaste a un "breve" trasferimento a Londra, tutti insieme? Perchè no???
Tranquilla Elasti…tu sai bene che la mia vita è un senso di colpa di 32 anni.Lo zio scemo sloggato
a me i commenti come quello #16 mi fanno ricominciare a sperare nel mondo (il "a me mi" è voluto, per enfatizzare la cosa!)commentatore # 16, palèsati, che da oggi mi sentirò meno sola perchè nemmeno io capisco perchè agli uomini si debba dare addosso sempre e comunque. boh.e dì la verità Elasti, a te ogni tanto piace scatenare maretta 😉
adoro orla kierly!
Post intelligente, commenti intelligenti.Mi è piaciuto in particolare il 48, quello di Badji, che condivido, anche se poi di fronte ai fatti (ora ho due bambine piccole) mi rendo conto di mandare quotidianamente a quel paese le mie aspirazioni e realizzazioni personali.
prima di tutto: EstvillPerché non siamo schiacciati non lo so (io sono schiacciato dal rimorso quando lo lascio 2 notti di fila dai nonni, quali che siano),Mr Inc non è schiacciato perchè ci sei tu.Tu che hai ben presenti tutti i 6 punti.
Prenditi questi giorni, tutto per te. Goditelo!!!! Non c'è bisogno di svegliarsi alle 3.mammanonbasta
mah…se lo scopri poi mi svekli il segreto??? :DD
credo sia davvero banalmente colpa della genetica, retaggio primordiale di una specie che è pur sempre 'animale', in cui compito dell'uomo era procacciare cibo e in cui la donna era preposta ad occuparsi del focolare e della cucciolata, in fondo è stato così per millenni in quasi tutte le culture. Le lotte per la parità non ci affrancano (il 'per fortuna o purtroppo' sta nell'opinione del singolo) da questo istinto materno che è insito in più o meno tutte le mamme. Nei padri, generalmente, è molto meno presente.Ma la sensazione di leggerezza mentale, la serenità di dover pensare solo a te, che sicuramente ritroverai non appena i pupi saranno un po' più grandi, magari in vacanza con i boyscout o in gita scolastica, è davvero impagabile. Il più è non abituarcisi troppo, chè 'l'istinto' tanto non passa mai..Med
bè, pare sia una delle poche che ha sposato uno che non riuscirebbe a star lontano dalla famiglia nemmeno una notte, e men che meno alzarsi alle tre.In effetti credo che ai pargoli faccia proprio bene stare ogni tanto soli col babbo, anche a giornate intere (e nottate), e fa bene anche ai babbi.e Mr I. se la cava bene, mi ricordo un post su un viaggio in aereo verso la puglia dassolo con gli hobbit…
Non credo che gli uomini non siano tristi, avviliti. spaesati (vedi 32#): alcuni di loro sono rovinati dall'educazione, come alcune donne, e altri vivono felicemente ignorando i basilari doveri familiari, esattamente come alcune donne!Io e lui abbiamo 30 anni, un bimbo di 2 e condividiamo più compiti possibili: vuol dire che, a seconda di orari e stanchezza, lui stira lava cucina e io lavo l'auto pulisco il garage e taglio l'erba e viceversa!Ogni famiglia ha il suo equilibrio da cercare ogni giorno, ti affidi a una routine per non crollare ma cambiare il più possibile è salutare.Quindi si ha tutto il diritto di sentirsi inadeguata e annichilita, sia che si faccia la mamma casalinga sia che si faccia la mamma lavoratrice, per poi però sentirsi meglio e pensare che non faresti mai a cambio con nessuno.Laura da Fano
Mi verrebbe da rispondeti scherzosamente (ma non tanto): perché loro, gli uomini, "spargono il seme" e noi, di questo seme, invece, siamo chiamate da sempre a prendercene cura :-)Eh, la difficile "arte" di equilibrare libertà ed affetti.PS sei sempre fortissima anche PERCHE ti poni sempre a voce alta, un sacco di domande che molti non osano nemmeno pensare…
Ma se a MrI viene il magonino quando vi sta lontani e vi sente per telefono.Sono moglie di un marito part time che come il tuo si mostra duro e forte e che combatte l'annichilimento pensando : io lo faccio anche per loro.e in fondo è probabilmente vero.Non credo che a Mr.I non gli sia mai venuta voglia di urlare al suo collega stacanovista:"tu non hai capito un c…o della vita io voglio la mia famiglia"(ovviamente in bareste stresso mentre sgranocchia cime di rapa vestito da Jedi )comunque anche io p rovo invidia e tanta a volte ma poi rinsevisco e mi rendo conto che io il suo posto non lo prenderei mai
Perchè il maschio procura il cibo. E questa attività spesso li porta lontani da casa.Non sono geneticamente predisposti alla nostalgia di casa.Non sanno cosa si perdono però.
commento 32, è sempre bello avere un confronto dall'altra parte della barricata. E' utile.Ma come scrivi tu non tutti sono come te, che provi nostalgia ad andare via la mattina per il lavoro.Elasti, io ti capisco, eccome. però tu almeno tre giorni alla settimana, se non ho capito male e scusa se mi sbaglio, hai un marito full time, interscambiabile con te. Pensa a chi ha un marito stacanovista instancabile che fa fatica a regalarci tutti i giorni, sabato compreso, una pausa di serenità, per cui un punto di riferimento non potrà mai diventare, anzi.Insomma, è dura senza un marito, ma sarebbe dura comunque. Molto spesso il loro valore unico è il lavoro. se tale si può definire.
quoto il commento #47, ridimensionare le esigenze (anche di carriera, anche di ambizioni) è necessario se si vuole "far funzionare la squadra". I miei genitori lo hanno fatto con me e le mie 3 sorelle, io e mio marito stimao cercando di farlo con i nostri 4 figli. La presenza quotidiana, attiva e costante di mio padre (capisco solo ora che era una presenza frutto di ridimensionamento lavorativo e di reddito) è stata fondamentale per la mia crescita e lo vedo ogni giorno di più confrontandomi con amiche e amici cresciuti con padri a presenza intermittente. Credo che i figli risentano molto di eccessive deleghe ed eccessive lontananze dei genitori, anche nel lungo periodo.amarilli
e io ti vorrei chiedere: perchè siamo quelle del 'tutto o niente' su alcuni precisi argomenti?Perchè non mediare o chiedere che l'altro medi di più a seconda di decisioni condivise (e si spera che la creazione di una famiglia e il suo aumentare di numero lo sia), tipo far si che tu riesca a prenderti del tempo per te, che lui magari chieda delle ferie (o qualunque cosa ci assomigli a seconda della modalità del suo lavoro) che tu abbia anche tempo di fare le cose che 'si devono', per carità, ma in maniera meno concitata, meno stancante, meno 'wonder'?Certo che probabilissimamente la vita di Mr I non sia nemmeno ipotizzabile per te e che qyuindi questa sia quella più consona, ma santa pace (lo dico anche a me stessa e si vede, no?) vogliamo definire un simpatico tono di grigio perla tra 'sto bianco e 'sto nero?Baci et abbracci.
E' da circa 19 mesi che cerco di capire perchè…ottimo compagno e ottimo padre, presenza costante e lui-beato- ha più tempo libero di me, un lavoro che gli piace e quindi meno stressato al rientro, adora nostra figlia, mi aiuta, mi sprona, mi capisce….(seh e che è un ufo?) però…le uniche volte che riesco ad andare in piscina -badate che la contrattazione sarebbe semplice, del tipo che arriva e mi fa: "perchè non vai a nuotare che ti rilassi?" e io a titubare, inventarmi scuse come "no è troppo freddo oggi- non mi sento in forma- forse domani" per poi pentirmi amaramente all'ennesimo succo di frutta da asciugare dal pavimento- le uniche volte dicevo che ascolto il suo consiglio, bracciata dopo bracciata penso che: oddio-forse-altre-due-vasche-e-torno-a-casa, no la maschera ai capelli no che ci metto troppo, e subito dopo a darmi della scema perchè è lui che mi ha convinto ad andare in piscina, quindi che problema c'è? Per non parlare se arrivo a concedermi la sauna o l'idromassaggio compresi nell'abbonamento….rilassarsi??? Come????Tutto perchè quando arrivo a casa, dopo solo due ore di assenza, sospira esausto: "Oh meno male avevo bisogno di una sigaretta in terrazza o di andare in bagno o che ne so—-" AAAARggghghhh 2 ore 2 e già crolla???Poi a sera mentre rantolo nei letto in preda all'angoscia da senso di colpami dice tenero "Dovresti andare più spesso, ti fa bene e la piccola è tranquilla da gestire"….Dove sbagliamo?
elasti, tu e mr.I avrete ben "pattuito" come suddividere i compiti quando avete creato la vostra famiglia… oppure il menage si sarà in qualche modo assestato come lo vivete oggi… e tu che fai, vuoi ridiscutere quel patto iniziale perché vivi con frustrazione qualcosa che dal tuo punto di vista non va come dovrebbe???sto solo ironizzando: infatti mi sembra legittimo fermarsi e rimettere un po' le cose in discussione, soprattutto se vivi con tensione e intravvedi nel'altro una calma pacifica assolutamente inspiegabile.sara
Scusa Elasti, volevo salutarmi e firmareil commento 82, ho saltato questo passaggio involontariamente.
Virgy da Firenze
…e allora!!! Continuo a sbagliare, oggi sono dislessica. Ovvio che era Salutarti la parola giusta.CiaoVirgy
virgy da firenze, ma quanti succhi di frutta gli dai a 'sta creatura?! N.
quando leggo certe frasi fatte mi viene sempre in mente la storia della mia migliore amica. lei, che ha ventisei anni come me, sta con un uomo di quarantaquattro anni con una figlia di quindici a carico che vive con lui. è stato il Tribunale ad affidargliela. sì, perchè la mamma della ragazzina, quando lei aveva appena sei anni, è fuggita con un altro uomo senza dare più notizie di sè per un paio d'anni, lasciando la figlia come un pacco postale e senza nessuno dei sensi di colpa di cui voi parlate. in dieci anni le cose si sono un po' sistemate, ma lei vive dall'altra parte dell'Italia col nuovo marito (da cui non ha voluto figli, vivaddio) non vede la figlia da cinque anni e non le interessa vederla, quando sua figlia le propone un incontro lei ha sempre altro da fare, non può mai. ah, ogni tanto le scrive qualcosa su msn o facebook (!) ma anche le telefonate niente, se non è la figlia a farsi viva per prima passano mesi senza sentirsi. niente auguri di compleanno o Natale, figurarsi.in compenso, lui è un padre favoloso che adora la figlia e si butterebbe nel fuoco per lei, e l'ha cresciuta da solo per anni, con l'aiuto della nonna. e lei, poverina, continua a cercare una madre che non vuole saperne di lei e continua a volerle bene, nonostante tutto. a volte mi chiedo come ci riesca.sì, lo so che il 99% delle volte storie come questa sono a ruoli invertiti. ma esiste anche questo. anche la biologia, quindi, ogni tanto va in palla a quanto pare.
A volte mi trovo a pensare di fondare un movimento per la liberazione della donna dal triplo ruolo figli-lavoro-casa…pensando che non è giusto che tocchi tutto a noi…possibile che non può cambiare?…un attimo dopo mi scopro a studiare ricette nuove per farlo contento…Le contraddizioni della donna del 2000…in fondo care amiche…siamo la prima generazione ad avere vissuto questo cambiamento…e siamo anche le prime a viverne le contraddizioni…o sbaglio?
Personalmente voglio tutto. Voglio che il mio uomo stia con me, cresca A. con me, sia felice di dove sta e cosa fa. Spesso non è così semplice e semplicistico. Il mio uomo è un'altra persona e non è felice per le stesse cose per le quali sono felice io, anche se mi ama e abbiamo obiettivi comuni. Si raggiungono dei compromessi che in quanto tali fanno soffrire, ma se non ci fossero non esisteremmo noi come nucleo familiare. Meglio assecondare me e avere accanto un uomo infelice o assecondare lui e non essere felice io?Insomma non c'è soluzione: la vita di coppia è difficile ma tanto bella…
Scusa, ma da quando ho letto del cowboy Piero mi rimbomba in testa… "E il cavallo Arturo pian pian scavalca il muro e la sua chitarra ritrovò ohibo'!" e non sono nemmeno sicura che fosse proprio così!!!
🙂
Il cowboy piero? quello che il cattivo viene giù dal muro? un mito!Perché gli uomini sopravvivono? perché non ci pensano. Abbiamo un ego così sviluppato che non c'è perché da porsi. Mai. Mica per altro lo slogan dice per l'uomo che non deve chiedere. Mai. Solo che si sono dimenticati la particella riflessiva… meditate signore meditate..
@ monicabiondaio la sapevo così ;-)Là nella foresta laggiù nel bosco neroc'era un cowboy che si chiamava Pieroe la sua cavalla dormiva nella stallamentre lui beveva allegramente il tèma il cowboy Arturo pian pian scavalca il muro,e la sua cavalla gli rubò ohibòma l'Indiano bello col chiodo nel cervellola sua cavalla riportò. Ohibò
La verità è che siamo matte, martiri e incapaci di delegare alcunché perché pensiamo di essere solo noi in grado di organizzare tutto così bene che nessun altro potrebbe farlo al posto nostro. Elasti, non sei esente da questa sindrome, ma temo che alla fine non ci sarà data nessuna medaglia…O.
quoto il comento 82: è dura quando si compiacciono di cose che a noi sembrano ovvie, o ci dicono che è dura tutta una giornata da soli con loro….però l'unica soluzione è prendersi i nostri spazi perché non siamo solo mamme e solo se stanno da soli con i nani i papà si prendono le loro responsabilità…E poi se sono da soli gli vengono i colpi di genio per risolvere le situazioni, che se siamo noi alla portata è più comodo farlo fare a noi che siamo prese dal mito della "doppia eccellenza"E poi bisogna stare attente a non recriminare troppo che poi ci si logora e si diventa acide… e questo l'ho capito dopo tre anni di musi lunghi che rischiavano di compromettere tutto quindi l'unica è ogni tanto uscire, e pure partire (e non solo x lavoro) anche se loro ci mancano, ma credimi quella boccata d'aria ogni tanto ti fa capire quanto è bello quello che hai. Ma certo io non ce la farei a farlo sempre, e a me capita di partire, per lavoro o per svago un ventesimo delle volte che capita a lui…Però voi che avete i maschi educateli, se no le nostre bimbe soffrono come noiElasti sei fantastica ti consiglio a tutte le mie amiche e sei proprio tutte noimammadipapera