"dai, stringiti! non vedi che sto per cadere?"
"ma io non ci sto!"
"se ti siedi per bene ci stai comodissimo, se invece ti metti a stella marina ci butti giù tutti…"
"la volete smettele voi due??? gualdate che azzendo la luze"
"no!!!! bisogna stare al buio. guai a chi accende"
"queste sono le idee brillanti della mamma: tutti al buio sul lettone a sgomitare"
"guarda che poi sei contento pure tu"
"mi scappa la pipì!"
"anche a me!"
"certo che stare con voi è un vero piacere"
"meglio prima che durante, no?"
"al peggio non c’è mai limite. andate a fare pipì e poi iniziamo"
"azzendo la luze pelché ho paula ad andale in bagno"
"e va bene…"
"non ce la faremo mai…"
"mammaaaa! mi scappa la cacca!"
"appunto. al peggio non c’è limite"
…
"eccoci qui. tutti pronti? in posizione? possiamo spegnere la luce? siete comodi?"
"sì"
"alzi un po’ lo schermo che non vedo?"
"è come al zinema"
"lo hobbit piccolo sì che ha capito tutto"
"ora però zitti che comincia"
"shhht"
…
l’elasti-famiglia nel weekend è andata al castello di artù, il marito di nonna J. ha piovuto quasi sempre. sabato sera in assetto cinematografico (in quattro a sgomitare su un letto a barca a una piazza e mezzo, al buio, in religioso silenzio davanti a un computer portatile) hanno visto avatar mentre fuori infuriava la tempesta.
"un film zeniale", esclamava lo hobbit piccolo in continuazione.
"mo’ mondiale", commentava ripetutamente mister incredible con un marcato accento barese.
"io voglio essere il capo dei na’vi, anzi no, il drago, anzi, jack sully, anzi…", diceva lo hobbit grande.
"io sono un po’ neytiri e un po’ grace, però più neytiri", dichiarava elastigirl che ha il privilegio di potere essere quaranta personaggi femminili contemporaneamente senza il rischio di litigare con nessun concorrente.
nel frattempo, nella stanza accanto, il microbbit, nel suo lettino, invece di dormire, si allenava in solitudine con eroica tenacia. Quando jack e neytiri si sono baciati ha lanciato un urlo di tronfo, rompendo la magia di una fantastica scena romantica (del resto è prerogativa dei maschi l’incapacità di tacere durante le scene romantiche e/o di sesso). è riuscito, per la prima volta in vita sua, a girarsi a pancia in giù. come una frittata.
Il colmo è che tanto prima o poi vedranno o sentiranno cose che certe domande le tireranno fuori lo stesso, anche senza vedere mai bambi o il re leone… ed allora forse era meglio se venivano fuori davanti ad un cartone animato, ma solo forse, che mica lo so su cosa baso questa mia personalissima convinzione.Probabilmente sbagliata.
Et voilà,mi de-anonimizzo anche io :)(son quella anonima che si firmava sempre, o quasi, Rosa)Io posso dire che mi rifiuto di vedere Bambi ancora adesso :DViva le visioni collettive sul lettone, secondo me evitano ogni trauma :)Kisses,Rosa
Beh, per restare in tema gastronomico… io usavo l'espressione: "Si è girata/o come un involtino", quando i miei pargoli hanno compiuto prodezze analoghe…Non ho/abbiamo visto "Avatar" quindi non posso esprimere opinioni: nella nostra esperienza altri film sono stati fonte di inquietudine e/o paura: i miei fanciulli, quando erano più piccoli, hanno visto "Bambi" e "Re Leone", e sono arrivate tante domande sul tema della morte e affini, ma erano spaventati anche (all'inizio) dalla strega Salamandra di Melevisione…Crescendo sono ovviamente arrivate le richieste di spiegazione delle notizie, spesso orride, che ci vengono propinate quotidianamente dai telegiornali…Come giustamente sottolineato dal commento n.50, anche le favole "classiche" sono altrettanto traumatizzanti, ed è vero che i bambini imparano a distinguere la realtà e la fantasia, però trovo sia molto importanti aiutarli con la nostra presenza a fare questo fondamentale passaggio.Floralye
nel mio personalissimo parere, è che ogni bambino ha una sua soggettiva sensibilità. Ma per ogni bambino la perdita della mamma, o del papà rappresenta uno spauracchio interiore, legato all'abbandono.La fiabe quelle "vere" e non edulcorate sono paurose, piene di mostri, di streghe cattive, di orfani che se la devono vedere da soli. E tutto ciò è fondamentale per lo sviluppo del bambino che reclama spesso le storie che rappresentano le sue paure più grosse.I bambini le chiedono e richiedono all'infinito e sempre raccontate allo stesso modo, e se sbagli qualche dettaglio ti correggono pure.Il bambino vede il simbolo che contengono e sono davvero funzionali alla sua crescita e al superamento della paura specifica che vive in quel periodo della sua vita.Poi ogni cosa va dosata a seconda del bambino e della sua sensibilità.Mio nipotino aveva paura dell'orco (quello "ucci ucci sento odore di bambinucci" e che si mangiava i bambini) ma me la chiedeva sempre dicendo però di "non fare l'orco" (io facevo l'orco con la voce) ma era la parte che gli piaceva di più e la chiedeva sempre!Non è sadismo, evidentemente toccava qualche corda dentro di lui che doveva superare.Quindi sono dell'idea che raccontare le favole anche le più "crudeli" vada fatto e incoraggiato. Un cartone animato è diverso, in effetti, non permette la modulazione che si può fare nel raccontare una storia a un bambino sintonizzandosi con la sua sensibilità. Ma se un bambino dovesse essere troppo colpito da una scena di un film o un cartone, è giusto che l'adulto (genitore, zio, babysitter) si soffermi e presti le dovute attenzione e ascolto alla paura del bambino. Senza drammi.
Abbiamo cominciato coi dvd qualche mese fa, primo La carica dei 101 tutto ok; secondo Nemo…ci abbiamo messo 10 gironi per spiegare la scena dello squalo!
… io arrivo qui e rido
graziechiedo l'amicizia su feisbuk al microbbit che mi fa tornare in mente quando il mio piccolo scuro dormiva, appena toccato il letto, dietro la mia schiena, mentre il televisore urlava senza sostaahem… microbbit da microbo? da micro bit?Non mi fare cercare per tutto il blog la genesi ..sono troppo pigra e stanca, abbi pietà ;)Lara
LARA: microbbit da micro-hobbit
Troppo simpatica!!
🙂
Mi avete fatto scompisciare dalle risate.
Anche io dovrei aggiungere i discorsi con la nana nello zaino da trekking!
Alla prossima
http://iviaggidimaya.wordpress.com/