stamane. ore 7,30.
a colazione, mentre hiroshi, l'ospite giapponese, dormiva. beato lui.
"da ozzi non mi chiamo più hobbit piccolo e non fazzo più palte di questa famiglia"
"ah, e come ti chiami?"
"mi chiamo lolenzo, sono flatello del mio amico stefano. siamo i viganò e viviamo a casa viganò"
"stefano il tuo compagno di asilo?"
"sì. da ozzi sono suo flatello e vado a vivele con la sua mamma, il suo papà e suo flatello michele"
"allora bisogna avvertirli"
"sì. telefoniamo. ah! devi dile che ho cambiato anche i nonni: ola i miei nonni sono il nonno zulio e la nonna elena viganò"
"e come mai vuoi cambiare famiglia?"
"pelché i viganò mi piazzono molto"
"non stai bene qui con noi?"
"sì che sto bene, ma vollei vivele con i viganò"
"be', io sarei molto triste se tu cambiassi famiglia…"
"zi possiamo semple vedele… magali in posto… di tutti… come una chiesa. ecco! zi possiamo incontlale in chiesa!"
"come? tu vivi a casa di stefano, noi a casa nostra e quando vogliamo incontrarci andiamo in chiesa?"
"sì"
"mister i, cosa abbiamo fatto di male per meritare tutto questo?"
"non saprei. probabilmente nella vita passata eravamo due persone orrende".
Ho cresciuto mio figlio di 9 anni da sola e pagherei perché lui e suo padre passassero del tempo di qualità (o anche solo del tempo insieme). I figli, sia maschi che femmine, hanno bisogno di entrambe le figure per identificarsi e per affrancarsi dalla famiglia.
Comprendo bene i sentimenti di dea Kali; io sono stata lasciata incinta, ciononostante ho sempre fatto il possibile e l'impossibile perché nostro figlio e suo padre non si perdessero di vista.
Essere madri sole è un compito pieno di ambivalenze, luci ed ombre, e sensi di inadeguatezza, anche se personalmente sono una madre serena e felice.
Non è facile essere madre e padre, lavorare 10 ore al giorno, occuparsi della casa, sgridare e consolare, essere materne e rassicuranti, ma al tempo stesso incentivare l'autonomia.
Madre natura, nella sua infinita saggezza ha previsto una madre ed un padre perché avessero ruoli complementari, perché si completassero a vicenda.
Ma se tu sei quella che deve coccolare dopo un incubo, fare la torta, insegnare a nuotare o ad andare in bicicletta, saper essere dura e forte, senza mai perdere il tuo lato femminile, ogni tanto ci sta, sentirsi a pezzi.
Ora vi lascio, che ci aspettano due tiri col pallone sotto casa.
Barbara
mammamia….
scusate, ma… è di un bimbetto che si sta parlando!!!!
tutte ste paranoie per una cosa che è praticamente comune (in quasi tutti i commenti ci sono riferimenti a un fatto simile accaduto nell'infanzia e anche a me è successo…), mi sembrano un pochino esagerate.
orsù, mamme schoccate!!!! non disperate: tanto passa anche questa
buona vita
mammababa
@Barbara del commento 51: un abbraccio forte e tutta la mia comprensione. Il figlio di una mamma così sarà sicuramente un bambino amato e sereno.
LadeaKalì
mi permetto di dissentire con Barbara del commento 51 su un'unica cosa: madre natura ha solo previsto che un bambino sia il frutto dell'incontro di due soggetti di sesso opposto… il resto ce l'ha messo la "civiltà" che più passa il tempo e meno civile è…
una volta i bambini erano figli dell'intero villaggio e avevano genitori, nonni e zii in abbondanza…
ogni essere umano ha bisogno di figure adulte di riferimento e non è necessario siano sempre e per forza i genitori…
per il resto sono d'accordo con molti commenti a questo post (fantastico e divertentissimo come sempre): ad esempio con l'anonimo del commento 32… ma più di tutti con mammababa del commento 52! quante menate: cerchiamo di vivere più semplicemente ciò che È SEMPLICE!
la mia quasi ottenne mi ha scritto (circa un'ora fa) un biglietto con le seguenti parole (errori d'ortografia inclusi): "se fosi grande me ne sarei già andata via da questa casa, quindi facciamo finta che non ci sono e non ci sono domande! è!"… l'ultima "è" non l'ho capita, credo volesse essere un'esclamazione… l'ho ignorata finché non mi ha interpellato lei…
@39 ti ammiro dea kali`. Sono piu’ o meno nella tua stessa sitiuazione, da poco tempo, e nonostante soffra terribilmente, per la serenita’ dei bambini promuovo il rapporto con il padre che pure non e’ particolarmente presente e attento. Nonostante il dolore lo accolgo in casa, all’occorrenza lo giustifico e parlo sempre bene di lui. Eppure ti assicuro che lui non mi riserva la stessa cortesia. Credo che non bisognerebbe mai giudicare le storie altrui senza conoscerle a dovere ma forse dietro lo sfogo di quel papa’ c’é una storia altrettanto difficile. Deakali’ leggendo il tuo post mi sono sentita meno sola. Post66
Io sono separata e ho due ragazzi di 13 e 15 anni, maschi. Sinceramente, pur non parlando mai male del padre, e invitando i miei figli a non giudicarlo per come si comporta, mi sono anche chiesta, ultimamente, se sia giusto dare l'idea che un bravo papà se ne vada di casa, non ottemperi ai suoi doveri di visita, non voglia più mantenere i figli nonostante sia ricco… ecco, devo crescere due futuri padri con la convinzione che il loro genitore sia un modello da prendere ad esempio? che volere bene ai figli significhi bidonarli, non rispondere al cellulare fuori orario, non dargli nemmeno 5 euro per un gelato, non permettere loro di dormire a casa sua? Inventare scuse per le vacanze? non vederli per 10 gironi pur vivendo nello stesso piccolo centro? Che dite, non è un controsenso?
franci
cara Franci del commento 56, in un certo senso hai ragione, ma secondo me il tuo agire è correttissimo, ricorda che i tuoi figli sono persone in grado di giudicare e sapranno, alla lunga, cosa significa essere buoni padri, ma soprattutto cosa vuol dire avere un'ottima madre!
non contano le parole, ma i fatti! e il comportamento del loro padre parla da solo… loro sanno!
un abbraccio!
….spero che Elasti non ci sbatta fuori dal suo salotto per invadenza , ma immagino si capisca che è un argomento che sta molto a cuore ad alcune di noi.
@55: hai ragione, ogni storia è a sè. Tutti possono fornire le proprie opinioni, ma nessuno dovrebbe permettersi di giudicare, soprattutto su argomenti tanto delicati.
@ 56: il "bravo papà" non ha bisogno dell'avallo della mamma. Il papà assente a 360° non è certamente un papà modello, ma i tuoi figli, ormai grandi, non hanno bisogno che glielo dica tu. Se ne saranno accorti da un pezzo, poveri loro. Per fortuna che hanno una madre come te…
In bocca al lupo a entrambe
LadeaKalì
è uno degli aspetti più interessanti di questo blog, il fatto di scatenare spesso discussioni su temi non proprio irrilevanti. lo trovo un grande pregio
ula
Commento 36: brava! Shakespeare insegna come finisce male per una figlia se non si osa contrastare il volere del padre. Una cosa mi sento di aggiungere (scusanmi Elasti se uso questo spazio): un lavoro non deve mandare in depressione: progettare un cambio di lavoro e conservare tutte le energie per quel fine.Mir
Mi scuso per il "ping pong", sono il babbo del commento #12: lascio ancora alcuni pensieri.
Non intendo offendere la sensibilità di alcuno ne' men che meno ho mai inteso sminuire la persona della "dea kalì" però vi sono molte situazioni diverse sotto il sole e credo sia doveroso rappresentarle senza falsi pudori. Ho posto una riflessione ad una parte di un commento nel tentativo di estrapolare la vicenda dalla persona: è evidente che non ho avuto successo 🙂
Ad ogni modo essere genitori non è facile, essere genitori separati è anche peggio ed essere genitori separati con valori di riferimento opposti aggiunge l'incubo alla difficoltà.
Le mie due figlie sono ormai grandicelle e "possono decidere" in deroga ai pur scarni diritti di visita al padre stabiliti dal giudice. Non dormono da me ormai da più di un anno e, contemporaneamente, l'aggressività della madre nei miei confronti si è molto ridotta. Non credo siano coincidenze.
Nel momento in cui la madre elimina il padre dalla vita dei figli fa loro un danno che temo sia irreversibile e lo dico per esperienza: la nonna fece un tanto nei confronti del nonno e l'eco si è riversato pure su noi nipoti. Mi lascia una sensazione di rammarico l'esser riuscito a rivalutare la figura del nonno (emarginato, non assente) solamente pochi anni prima che venisse a mancare, Non ho la forza d'animo necessaria per immaginare a come possa essere il provare la stessa sensazione nei confronti di un genitore.
Ma per ritornare all'argomento del post, mia madre mi ha più volte narrato di quando al primo anno di asilo espressi il desiderio di cambiare mamma e prendere quella di un mio amico 🙂
Qualche tempo fa, a 70 anni da quell'evento e dopo aver elaborato il trauma, la mia genitrice ha rilevato che se fosse riuscita a riconoscere subito le buone ragioni di quella mia frase ne avrebbe tratto giovamento anche per se stessa.
La mia conclusione è questa: i segnali che ci arrivano sono neutri, ne buoni ne cattivi. Se riusciamo a coglierli va bene altrimenti va bene uguale perchè comunque il mondo non ci nasconde nulla e continua a dirci in faccia sia quello che ci piace che quello che non sopporttiamo.
Però far soffrire i bimbi continua ad apparirmi come l'origine di tutti i mali e trovo vi sia un'ironia atroce quando questa sofferenza deriva dal tentativo dei genitori di affermare se stessi. Esprimo qui questo pensiero perchè mi pare che qui vi siano persone capaci di capirlo. Pure se disturba. 🙂
un babbo
ho letto post molto interessanti, su madri che tirano su sole i propri figli perchè separate, divorziate e con ex mariti non certo premurosi o attenti.
è successo anche a me…
ormai mio figlio ha15 anni.
la mia esperienza: due regole d'oro che ho seguito, consigliata da una bravissima psicologa, da quando mio figlio aveva 3 anni, periodo in cui mi sono divisa:
A) non parlare male del genitore assente finchè son piccoli, perchè i bimbi devono comunque crearsi un modello maschile e sapere che il padre vuole loro bene, che li ha voluti, che comunque è un affetto basilare (poi lontani dagli sguardi dei bambini fare le proprie lotte perchè ogni tanto li tengano, contribuiscano in tempo e denaro…). Farglielo frequentare, far vedere anche i nonni, mantenere contatti e sue radici con la famiglia del padre. Naturalmente si sta parlando di padri "quasi a posto" non di delinquenti o violenti.
dopo una certa età (l'adolescenza) smettere di parare i colpi, lasciare che si facciano una loro idea sul genitore latitante. e non difenderlo ma dire, se necessario, la verità.
altrimenti si rischia quelo che già altri hanno scritto. crescere ragazzi il cui modello paterno è quello: assente, poco caloroso, stitico nel dare e nel passare tempo con i propri figli…
non vorrei che mio figlio diventasse quel tipo di genitore!
ma naturalmente tutti facciamo errori e a volte scappano le parole grosse. a volte si litiga di fronte al figlio. a volte le regole saltano. capita spesso, capita a tutti.
e allora…perdoniamoci e riproviamo da capo.
tirare su figli non è una passeggiata ma molto spesso, anche nelle nostre condizioni, si possono ottenere buoni risultati.
bacioni
chiara
Cara Franci #56 e quelle che hanno seguito.
E' proprio li il dilemma. Aiutare i nostri figli a convivere col padre che hanno. A rispettarlo pur con i suoi limiti. Ad insegnargli che ci sono padri migliori, ma è quello che gli è toccato in sorte.
E ad educarli alla doverosa libertà di scelta, per cui possono anche affrancarsi dal passato e diventare migliori di chi li ha generati.
Ma sapersi non amati è dura, per cui, pur senza fingere, bisogna mediare anche col fatto che esistono amori imperfetti.
Soleenuvole #54, è vero che ci sono altre figure maschili che possono fare da riferimento, ma i nonni (se ci sono) gli zii, gli amici in generale alla sera tornano a casa loro, invece un figlio ha comunque bisogno di un padre. Ed è proprio quando non c'è che si capisce quanto manca.
Barbara
che lo hobbitt picoclo fosse un po' un ingrato lo aveva già dimostrato tempo addietro: infondo tu non sei " quéla"?
sono l'unica qui ad avere l'esperienza contraria, cioe' una mamma che per scherzo ti dice "guarda che tu non sei mica mia figlia, ti hanno scambiata in ospedale?" eppure questo scherzo non era associato ad una madre poco amorevole, anzi… (giusto un po' ansiosa. ) per cui vorrei dire che sono d'accordo sul non dare troppo peso a certe "sparate" dei propri figli
massima solidarieta' ai genitori single, sono d'accordo con chi dice che una cosa è parlare male, un'altra cosa è parare i colpi quando i figli sono gia' grandicelli, si perde di credibilità e temo faccia piu' danni che altro, ma questo vale anche per altre figure come insegnanti ecc.
immaginavo che dietro lo sfogo del papa’ ci fosse un vissuto non proprio dei migliori…e mi ritrovo molto con i pensieri espressi nei post 62 e 63 perché trovo giusto che ad una certa eta’ i figli debbano valutare i limiti dei genitori e prenderne le distanze. Non puo` passare come esempio un padre che se ne va’ di punto in bianco. Mi sono piaciute molto le vostre riflessioni in questi giorni in cui mi faccio tante domande su come agire al meglio. Anche se in cuor mio spero ancora che il mio lui ci ripensi. Post66
@60 purtroppo sono codardae con un mutuo sulle spalle non ho il coraggio di rinunciare a un lavoro con un buon stipendio per qualcosa con uno stipendio molto più basso ma che mi piace. Soprattutto perchè il tasso del mutuo è direttamente collegato al lavoro… cambio lavoro il tasso del mutuo raddoppia almeno…
EILà?? SIETE PER CASO ALLA MANIFESTAZIONE DEI PRECARI?
CON TANTO DI HOBBIT E HIROSHI AL SEGUITO?
VOI MANIFESTATE PER QUALSIASI COSA CONTRO BELLUCCONI..
Rum
Ho letto tutti i post… è giusto quello, è sbagliato quell'altro…
Io non so cosa sia giusto o meno. So solo che in molte famiglie divise, si fa a gara a chi butta più fango sull'altro coniuge.
Ci sono persone che usano i loro figli contro il proprio padre/madre.
Ci sono persone che dimenticano che quelli sono innocenti esserini che non meritano tanto.
Cmq, chi di noi non ha mai detto ai propri genitori "Devono avermi scambiato nella culla???" Io sempre.. i miei forse ridevano, forse soffrivano, ma mi lasciavano dire e fare. Non ci vedo nulla di strano. Sarà la necessità da parte dei figli di sentirsi un pò più liberi o indipendenti… sarà l'inizio di quel balzo famoso che tutti noi dobbiamo fare????
Quando penso alla nana (23 mesi oggi) con un ragazzo, o a studiare all'estero, o a trattarmi male… o a vivere lontano, mi sento male. Ma sono solo idee. Spero, mi auguro, che dopo tutto sia sempre felice… e magari mi voglia sempre bene..
Leggo sempre ma non commento mai… stavolta rompo il silenzio!
Da piccola, quando il comportamento di mio padre mi sembrava troppo severo, avevo l'abitudine di dirgli: "Me ne vado ad abitare con la nonna, così faccio quello che voglio". All'ennesima volta che mio padre sentì questa frase, in silenzio prese una borsa per la spesa, aprì il mio cassetto e cominciò a mettere dentro qualcosa. Poi mi guardò e mi disse: "Ecco le tue cose, puoi andartene!". Non l'ho più detto. (a scanso di equivoci: non m'è mai mancato nulla, sono stata voluta bene e trattata come una principessa, così come mia sorella, che ho cresciuto con l'idea di essere stata adottata, ma quella è un'altra storia)
Ho lasciato casa a 18 anni per l'università e poi ci sono tornata, non avendo lavoro. Due anni fa la fortuna di uno stage che si trasforma in lavoro, mi riporta fuori casa. Se prima mio padre, così come mia madre, mi spronavano a lavorare e ad andare via di casa per farmi la mia vita, ora la domanda più frequente é"Quando torni? Non puoi trovare lo stesso lavoro qua?" Ed abito a 90 Km da casa!
Questo lungo post per dire che da piccoli è un desiderio comune cambiare per "qualcosa di meglio", ma quando poi si realizza, beh ogni tanto il cuore si fa piccolo piccolo e la nostalgia si fa sentire!
Reynir – non ancora mamma, ma da 28 anni figlia –
Ma lo sai, Elasti, che la tua famiglia merita proprio di diventare una sit-com?
Sarebbe uno spasso! 🙂
Silvia
http://thegirlwiththesuitcase.blogspot.com/
AAhhhaah…Elasti, anche io ogni tanto facevo di queste sparate, proprio intorno ai 5-6 anni. Consolati, io a volte chiedevo di andare via con emeriti sconosciuti, magari con qualche signora gentile che mi aveva offerto un sorriso ed un vezzeggiativo!
Almeno i Viganò li conoscete e sono simpatici!
Comunque, il mio era solo un modo di attirare l'attenzione e capire se ai miei sarebbe dispiaciuto, lo ricordo perfettemnte. Quindi direi che avete risposto nella maniera migliore per tranquillizzarlo!
baci
Isa (giasel)
Ps: sì ma…Hiroshi dove è stato per 8 ore????diccelo!!
ma zauberei non commenta piu'?
e jasmine?
Meno male che jasmine e’ sparita portando via con se il rancore, la saccenza e il bigottismo che finivano col contagiare i toni dell’intero .
@74
meno male che sei rimasta tu che invece col tuo tono porti pace e amore vero?
e poi puoi dire tante cose di jasmin, ma che sia bigotta proprio no!
sinceramente 3/4 dei suoi commenti mi irritano ma se qui dentro viene portato del rancore credo sia responsabilità del singolo, ad ogni stimolo si può decidere come rispondere.
ma sopsrattutto, e qui viene fuori il mio pessimismo cosmico, non è che le sia successo qualcosa?
JJ
ps i viganò non saranno mica i famosi "scarpai" della stalingrado d'italia vero? no perchè non mi danno proprio proprio l'aria della gente ospitale…vabbè visto che è un cognome abbastanza diffuso dalle nostre parti magari sono di un altro ceppo o magari li ho giudicati male
Lorenzo una mattina ha deciso che da Andrea sarebbe stato più felice. Gli ho fatto il valigino e gli ho detto che dopo l'asilo poteva andare da Andrea. Sulla porta si è fermato e mi ha detto "ma se poi tu piangi sempre come facciamo? Aspetto e vado via quando sei diventata grande" . Poi ha spiegato a suo fratello che non ci si può proprio fidare di queste mamme: si scoraggiano per niente. Ancora oggi rido se ci penso. Io a 5 anni non avrei mai pensato di andare via: che lo facciano loro mi da' speranza sul fatto che prima dei 30 lo facciano per davvero.
Abbiamo tutte ragione e torto, nessuno vive la stessa storia di un altro e tutte soffriamo per le separazioni. Importa sapere che, fosse anche solo qui sopra, possiamo leggerci e sostenerci.
Grazie dello spazio Elasti. E degli spunti
Una mamma single, disorganizzata, stressata e sempre cion qualche ora che manca a fine giornata, con maxi famiglia allargata e che, non contenta dei suoi, all'occorrenza cura pure i figli dell'ex marito …
come ho avuto modo di dire in passato i commenti mi piacciono da morire e sono il sale di questo blog. anche e soprattutto quando prendono la loro strada, indipendente dal post. quindi grazie a tutte e tutti