Mister I lavora. Lavora quando è a Londra e quando è a Milano. Lavora tutti i giorni della settimana, dalle 8 del mattino fino a sera. Si interrompe soltanto quando decide di andare in piscina (sì, ha ricominciato con la vigoressia acquatica) e quando qualcuno lo richiama ad altri doveri (domestici, genitoriali o ludici).
Nell’immaginario familiare, per la più parte del tempo lui incarna una creatura mitologica dalle forme straordinarie: per un terzo uomo con occhiali, per un terzo sedia, per un terzo tavolo e computer.
Ultimamente però il ridotto spettro delle sue attività diurne – lavoro, Sudoku, piscina, varie ed eventuali – si è ampliato. Gli capita di trascorrere interi pomeriggi a fare orecchiette, a produrre dolci baresi di Natale o di Pasqua con particolare accanimento sulla glassa (“le murt’ del gilepp’! Com’ capper’ si fa a ottenere la consistenza giusta?”), a sperimentare centinaia di versioni diverse di focaccia (“Non possiamo ingozzarci di focaccia in continuazione!” “Meh, la dose minima della ricetta è due ruote” “Non puoi dimezzare le dosi?” “Manco per sogno”), di pasta all’assassina (“Basta! Sono spaghetti praticamente fritti!” “Embè? Che problema c’è?”) e, ultimamente, di taralli (“Mo’ te lo dico: finché non mi vengono a piccion’, non mi fermo”).
Deve avere a che fare con l’età.
Domenica, dopo avere preparato un chilo di taralli (troppo duri o troppo molli), due ruote di focaccia, un barattolo di pomodori secchi sott’olio (“ce bell'”) e mezzo chilo di orecchiette (“La perfezione!”), ha detto che, in vecchiaia, vorrebbe avere un orto. “Perché il giardino così, solo per bellezza, mi innervosice, ma l’orto con tutte le cosine tue mi darebbe una soddisfazione assurda…”.
Ho comprato un giovane magrolino intellettuale con i ricci pazzi che sognava la rivoluzione. A distanza di 30 anni ho un workaholic ossessivo compulsivo senza più ricci che sogna l’orto urbano. Quello che si dice un upgrade.
le tue cronache ( nonché’ croniche) famigliari competono con “potacci e sbrodeghezzi “ !!!
mi permetto un 🤗 Roberta
Capisco Mister I. Non per il troppo lavoro,ma per l’orto, finché non è molto grande. Altrimenti diventa un impegno enorme. A me rilassa quel piccolo che ho e mi distrae dal lavoro.