Ieri sono stata a Padova in giornata, per lavoro. All’andata, sul treno, davanti al bagno della carrozza 7 c’era la coda. “Speriamo di sbrigarci perché io devo scendere a Vicenza e tra poco arriviamo” ha detto un ragazzo biondo in attesa. Il treno era in ritardo di oltre un’ora e a Vicenza mancava parecchio, forse il tempo di fare pipì altre due volte. L’ho rassicurato. Aveva gli occhi blu, mi ha sorriso e mi ha detto che era di Busto Arsizio. La porta era sempre chiusa e la fila non si muoveva. “Credo che proverò nel bagno della carrozza 6” ho annunciato avviandomi. “Mi sa che vengo anche io” ha detto il ragazzo. Ci siamo avventurati insieme nel corridoio, abbiamo attraversato il passaggio tra i due vagoni (che si chiama “intercomunicante” e mi mette sempre un po’ di ansia da quando sono piccola) e lui mi ha raccontato che stava andando a trovare la sua fidanzata a Vicenza.
Anche davanti al bagno della carrozza 6 c’era la coda. “Come vi siete conosciuti?” ho chiesto perché, di base, sono curiosa come una scimmia e, dopo aver superato insieme il buco nero dell’intercomunicante, mi sentivo autorizzata a una maggiore confidenza. “Facendo sport”. La coda alla carrozza 6 non avanzava. Ma nel frattempo avevo saputo che entrambi praticano ginnastica artistica ed erano stati ai mondiali in Turchia.
“Forse dovremmo spingerci fino al bagno della carrozza 5” ho suggerito. E così abbiamo fatto, con successo.
Per tornare indietro ci siamo aspettati e, nel ripercorrere a ritroso le carrozze, lui, con fare casuale, mi ha informato che era campione mondiale.
Ma a quel punto aveva raggiunto il suo posto e io ho proseguito senza accorgermi di averlo perso. Non ci siamo nemmeno salutati.
Appena seduta ho cercato i campionati mondiali di ginnastica artistica in Turchia. E md effettivamente lui, Riccardo Maino, atleta di Busto Arsizio con i capelli biondi, gli occhi blu e la sindrome di Down, li aveva vinti. A volte, alla ricerca del bagno su un treno, si fanno incontri sorprendenti.
Padova è una città magnifica. Nelle due ore libere che avevo a disposizione, ho bevuto il caffè Pedrocchi con la menta e ne avrei bevuti altri sette, ho mangiato un tramezzino con il cavolo capuccio e ho visto tre piazze, un’università, due mercati e una chiesa. Tornerò con calma.
Nel viaggio verso Milano purtroppo non ho incontrato nessun campione mondiale con cui intrattenermi.
Domani all’alba comincio un’avventura nuova alla radio. Metterò una maglietta a righe perché le righe danno allegria e una direzione, fondamentali per ogni inizio.
Buon inizio Elasti!
Gli incontri in treno sono sempre il la’ per un idea, una storia o semplicemente la scoperta di quanto sia varia e spesso imprevedibile l’umanità. Certamente è necessario avere una disponibilità all’ascolto e alla scoperta, cosa che a te non manca. In bocca al lupo per la nuova esperienza in RADIO.
Gli incontri in treno sono sempre il la’ per un idea, una storia o semplicemente la scoperta di quanto sia varia e spesso imprevedibile l’umanità. Certamente è necessario avere una disponibilità all’ascolto e alla scoperta, cosa che a te non manca. In bocca al lupo per la nuova esperienza in RADIO.
ma che piacere cara Claudia che tu sia venuta nella mia città. Se ricapiterà posso darti dritte su luoghi da visitare e cibi da assaggiare, da buona golosa.un abbraccio
Adoro viaggiare in treno con i miei figli.