Nonsolomamma

la simpa e l’eroe stressato

Mister I è a Roma per un paio di settimane. È la sua prima trasferta lavorativa dopo un insolito periodo stanziale in cui aveva garantito la disciplina domestica, assicurando, a sua immagine e somiglianza, puntualità e rigore. Dalla sua partenza qui regna un certo lassismo.
Ci siamo trasformati rapidamente in una casa delle libertà autogestita, dai costumi rilassati e dalla moralità incerta.
Da lunedì a oggi ho preparato la cena solo una volta e mezza, trascurando la prole e il focolare per motivi lavorativi, yogici e ludici. Al posto mio a tavola sono transitati amici, fidanzate, conoscenze occasionali. In casa, a qualsiasi ora, c’è qualcuno che dorme, che si allena, che gioca alla Playstation e qualche estraneo che non si sa da dove sia spuntato ma bivacca perfettamente a proprio agio.
In verità a me tutto questo non crea particolari problemi. Tanto ero chioccia quando gli hobbit erano bambini, tanto mi sento deresponsabilizzata ora che non lo sono più.
E se Mister I mantiene una ritualità accudente e premurosa, io ho derive indipendentiste che sfiorano l’anarchia.
Ieri sera sono rientrata alle 9 da una lezione di yoga, Sneddu, irraggiungibile al cellulare, era in un non meglio precisato “fuori” insieme a un amico dall’identità indefinita, il grande giaceva sudato su un tappetino circondato da pesi e manuali di Psicologia del lavoro, il medio, in pigiama, appena sveglio, preparava biscotti. “Avete cenato?” “Qualcuno sì, qualcuno no” ha risposto quest’ultimo sbattendo vigorosamente la frusta in una ciotola.
“Senti, ma voi, in questi giorni che non c’è papà, vi sentite trascurati? Non amati abbastanza? Soli?”
“No. Stiamo alla grande, nel chill”
“Eh, lo vedo. Forse troppo nel chill”
“Ti dirò di più, mamma. Se dovessimo rimanere nella giungla per una settimana in tenda in balia di noi stessi, io, tra te e papà, vorrei avere te con noi. Ci divertiremmo molto di più e ce ne staremmo belli tranquilli e sereni. Lui è troppo stressato per una tenda nella giungla”. Stavo già gongolando quando il medio ha esitato: “In realtà…”. “Cosa?” “In realtà avremmo più probabilità di sopravvivere con papà perché si darebbe molto più da fare per procurarci il cibo… e poi… se qualcuno dovesse sacrificarsi per il bene comune, lui non avrebbe alcuna esitazione”. “Mentre io, invece?” Lui ha ripreso a sbattere vigorosamente la frusta nella ciotola. I biscotti erano ottimi.

Un pensiero riguardo “la simpa e l’eroe stressato

  1. Hai risposto che in realtà grazie al tuo “lavoro” tu sai perfettamente che nella giungla sarebbero capaci di sopravvivere da soli, vero?
    Buona giornata 🙂

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