“Ci sono due persone che vivono a Cayo Iguana per 15 giorni consecutivi al mese. Quando i turisti se ne vanno loro escono in mare a pescare fino a sera. Dicono che quando il sole tramonta e contemporaneamente la luna sorge è meraviglioso”
“Ci vivrei anche io lì 15 giorni”
“Cla, non ti ci vedo proprio”
“Tu dopo tre giorni imploreresti di portarti indietro: non hai la stoffa dell’asceta”
“La mamma andrebbe fuori di testa già la prima sera”
“Dite così per bullizzarmi.”
Il terzo giorno a Trinidad eravamo pronti per nuove esperienze. Così siamo andati da Gaviota, l’agenzia militare che si occupa di turismo a Cuba: “Potreste andare a Cayo Iguana in catamarano e fare snorkeling nella barriera corallina”.
Al porto ci hanno portati con un camion sovietico. Alla partenza eravamo in 40.
Prima di salpare un militare ci ha impartito secche e limpide istruzioni di condotta. Mister I gongolava perché i militari cubani, dice, saprebbero gestire l’universo.
Alla barriera corallina avevamo 40 minuti e maschere e boccaglio a disposizione. Mister I è istantaneamente scomparso alla vista perché lui, quando ci sono esperienze metafisiche, deve viversele in solitaria. Qualcuno millantava di avere visto aragoste e mostri marini. Io ho visto pesci colorati e una creatura a forma di missile. “Pesce trombetta” ha sentenziato il grande.
L’isola corrisponde all’idea platonica di paradiso tropicale, però con le iguane. Sono ovunque, piccole, medie e grandi. Si siedono sulle sedie dove si mangia, si aggirano incuranti tra i nostri piedi, padrone del posto. “Coccodè” ripeteva una bimba alla sua mamma che cercava di spiegarle che no, non erano galline.
Con il grande e Sneddu, quando ancora turisti e iguane stavano pranzando, siamo andati a esplorare l’isola che si gira a piedi in una ventina di minuti. Loro, avendo testosterone in eccesso, raggiunto il punto più lontano dalla pazza folla, hanno fatto la lotta come le iguane, nell’acqua più azzurra e più calda mai vista.
Io ho fatto verticali e mi si sono tappate entrambe le orecchie.
Mister I ha dovuto ammettere che quel mare in Puglia non si trova. Però sull’isola non ha fatto il bagno, forse per non dare troppa soddisfazione a tanta bellezza.
“Era proprio quello che volevo dal primo giorno, raga” ha detto Sneddu.