Le panisses sono tonde come le tigelle ma a base di farina di ceci, come la farinata. E fritte, pertanto deliziose. Anche gli chichis sono fritti e deliziosi, ma sono come bomboloni, però lunghi come bisce, ricoperti di zucchero. Sneddu e io li abbiamo scoperti ieri in un posto che si chiama L’Estaque che sembra un villaggio di pescatori ma è ancora Marsiglia. A L’Estaque c’à anche un piccolo locale che si chiama Caravane Café ed è una cooperativa, dove ieri sera ho presentato il libro sui maschi. È straniante e struggente far parte di una comunità militante per qualche ora soltanto e poi salutare tutti e sparire. È esaltante e insieme frustrante discutere di maschi e di femminismo in una lingua che non è la tua, senza trovare le parole precise per dire le cose.
Sneddu e io prima di anadare a mmangiare panisses a L’Estaque, siamo andati a visitare la Cité Radieuse di Le Corbusier e ci siamo lasciati inghiottire da inquietanti corridoi e dal fascino di un progetto visionario. Poi il vento ci ha portato via, via da un terrazzo da cui si vedeva lo stadio, via da una spiaggia gelida e da un mare imbizzarrito.
Stamattina abbiamo deciso che i maestrale era troppo per noi, così abbiamo preso un treno alla ricerca di aria ferma. Aix en Provence è graziosa. Graziosa nelle sue fontane, nelle sue piazze, nell’eleganza stucchevole dei suoi negozi, nella gentilezza affettata del cameriere (“Cla, è molto intenso tutto questo”). I francesi sono molto bravi nel ricoprire di grazia il loro mondo, anche dove manca di sostanza. I francesi si vendono benissimo. Ad Aix en Provence ci è mancato lo splendore sgualcito di Marsiglia che non ostenta bellezza ma ti obbliga a scovarla, grattando la superficie.
Friche la Belle de Mai è una ex manifattura tabacchi, centro di aggregazione, spazio pubblico, dove si fanno cose, tutte molto fricchettone. «Qui la gente viene a drogarsi, Cla» «Ma no! Ci sono i bambini che giocano, non vedi?» «Appunto».