Nonsolomamma

weekend fuoriporta ovvero gli hobbit al castello

la mamma di elastigirl, detta anche nonna j, è una signora piuttosto fortunata.
la mamma di elastigirl ha un fidanzato che si chiama artù e vive in un castello in piemonte.
ogni tanto artù, che è un vero gentiluomo, invita elastigirl, mister incredible e gli hobbit nel castello.
questo weekend la famiglia è in gita al castello di artù.
partono in macchina, 4 più la nonna j.
l’automobile, totalmente sottodimensionata rispetto alle esigenze familiari, è a rischio esplosione.
elastigirl sta dietro, schiacciata tra i nani. 
il nano piccolo piange disperato.
“avrà freddocaldonauseainfluenzacaccafame” ipotizza la nonna j.
“sta benissimo. il suo problema è che preferisce il trasporto su rotaia” spiega elastigirl.
“mamma ti insegno delle nuove canzoni in inglese” dice lo hobbit grande.
“fantastico, insegnamele che poi le cantiamo insieme”
“jingle bells jingle bells jingle alleuei, ederfan ederfan ederderfan!”
“bella nano ma non è nuova e soprattutto non è natale”
“va bene un’altra: uanpoteto-ciupoteto-tripoteto-forpoteto-faivpoteto-six…”
“questa sì che è una canzone! bravo nano. belle parole”
“grazie mamma. ne sai una tu?”
“certo… sebben che siamo donne paura non abbiamo… abbiam delle belle buone lingue e ben ci difendia-a-amo”
“per piacere! cosa gli stai cantando???” interviene mister incredible.
“sebben che siamo donne. sto solo cercando di fare di mio figlio una buona femminista”.
dopo quasi due ore arrivano al castello. è quasi ora di cena.
vengono accolti da artù e dalla signora d.
lo hobbit si accoccola in cucina, ai piedi della signora d che sta preparando ragù-polenta-arrosto-purée-torta-macedonia (nei castelli si mangia così).
“come stai nano? come va la scuola materna?” chiede l’incauta signora d.
“oh d non me ne parlare. a scuola le maestre mi picchiano sempre” dice con lo sguardo spento della piccola vittima di sistematici abusi.
“perché ti picchiano?”
“perché vogliono che io mangi topi e serpenti. io dico ‘no grazie maestre’ e loro mi danno mazzate… meno male che adesso sono qui con te, al sicuro nel castello di artù, cara d”
 

22 risposte a "weekend fuoriporta ovvero gli hobbit al castello"

  1. Anch’io ho insegnato alla mia pupa le canzoni delle lavoratrici, che soddisfazione quando le intona all’asilo con le amichette…
    Insegnagli anche Son la mondina,son la sfruttata e a mr.Incredible verra’ un colpo 🙂

    Baci e spirito di sorellanza,
    Eus

  2. Uh, non me ne parlare: anche a me all’asilo davano sempre topi e serpenti da mangiare…così crescendo mi sono anche abituata a buttare giù i rospi! ;D Dì al tuo nano grande che ha la mia massima comprensione (e continua imperterrito a stare sulla vetta della mia top10 degli uomini più interessanti di cui ho sentito parlare negli ultimi 20 anni…)

  3. nella mia auto quando sono coi nani mi obbligano a mettere su le canzoni dello zecchino, ma mica quelle moderne,eh le mie!!!
    ti rendi conto??
    è una figata cantarle a squaciagola con loro!!

    a proposito eri sul lago Maggiore? li è pieno di castelli!
    😉
    ciao baci ai nani!

  4. queste maestre…io venivo obbligata a restare seduta per ore davanti al piatto pieno di topi e serpenti…come lo capisco il tuo nano…per fortuna lui ha un castello dove salvarsi…io sono passata alla mensa universitaria…l’unico salto di qualità che hanno fatto sta nelle dimensioni dei topi…

  5. FRANCI65: la radio? stai scherzando? non avrei imparato la fantastica hit “uanpotetociupoteto….”

    GAIA: purtroppo quando andiamo al castello, entriamo in ansia da prestazione e in paranoia da “stiamorompendolepalle”, quindi ci spupazziamo i nani in esclusiva e non permettiamo a nessuno di aiutarci.

    EUS: ci ho provato a cantare “son la mondina son la sfruttata” in macchina, ma ho rischiato che mister incredible attivasse l’espulsione del sedile e mi sono zittita alla prima strofa.
    il mio vero problema è che a casa mia ci sono troppi maschi. ma giuro che mi sto impegnando molto.
    bacibaci

    RIMUGINO: ridi ridi. vedrai quando un nano toccherà a te…

    VIOLACCIOCCA: che ti devo dire, io davanti a un napoletano non resisto…

    ARMIG: la dirò al nano questa cosa dei 10 uomini. magari se hai pazienza te lo potre rispedire tra una ventina d’anni

    UNACHICCA: io da piccola cono cresciuta con elle che mi cantava canzoni femministe e di lotta operaia. quindi per me “sebben che siamo donne” è un po’ lo zecchino d’oro…
    non eravamo sul lago maggiore.
    ciao

    CINAS: il serpente lo hai mangiato anche tu alla materna?

    MTAEGO: ma le mazzate? c’erano anche quelle oltre a topi e serpenti? quelle mi turbano anche di più…

    OPPERBACCO: io prima o poi spero che qui arrivi qualcuno che mi dica “cara elasti, chiamami che ti spiego tutto”, per il momento non è successo, ma io continuo a sperare

    CAROZIGGY: già. ogni tanto con terrore gli chiedo: “ma mangi meglio ha casa o a scuola?”… pe ora ha sempre dato la risposta giusta.

    LATERRA: mai dire cose di cui potresti pentirti…

    SENSE: ehm, comunque è tutto meglio di quanto non sembri…

    VARCALASOGLIA: ben arrivato qui! se il nano sia o meno un grande non so, so per certo che richiede un enorme spirito di adattamento… 😉

  6. ahimè anche artù è entrato in ansia di prestazione e per stupire il nano si è esibito nella “capriola del pilota che si lancia sull’aereo”- mossa da lui ovviamente inventata- compiendo sul prato una
    rovesciata in cui tutto il corpo poggia esclusivamente sulla spalla sinistra.
    Artù ha suscitato la reazione ammirata di mr Incredible che per mettersi in pari ha insegnato a uno dei cani a giocare a pallone nel ruolo di terzino
    questa sera nonna j. prepara la boule dell’acqua calda per cercare di lenire i dolori alla spalla di artù che si è comunque divertito come un ragazzino.

  7. ANONIMA: ohhh povero artù! fagli un pat pat sulla spalla sana

    TJ: mi concentrerei un po’ di più sul femminismo, per a ruffianeria c’è semore tempo

    BOSSCARLO: ecco, saputo questo credo che lo ritirerò dalla refezione

  8. non ricordo di aver preso mazzate…ma c’erano i castighi…pallossissimi e e faticosi…tipo mettiti in un angolo, guarda il muro e tieni le braccia sulla testa…alla fine mi formicolavano da morire…ma mazzate, no, non ricordo…

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