ha una trentina d’anni, giapponese, pesa non più di 40 chili.
porta una candida mascherina, che si toglie solo per bere.
porta immacolati guanti di seta che si toglie solo per mettersi la crema idratante.
tra lei e il sedile ha messo un asciugamano.
di fronte, sul tavolino, ha una sveglia, una bottiglia di acqua portata da casa, un flacone di acqua termale spray, una crema idratante, un barattolo di pastiglie multicolori.
passa dodici ore in silenzio guardando fisso davanti a sé. non dorme, non legge, non ascolta musica, non vede un film. non mangia, non va in bagno.
ogni tanto beve, esclusivamente dalla sua bottiglia, e si spruzza, sul viso coperto dalla mascherina, acqua di vichy. con cadenza regolare si spalma la crema sulle mani. ha dita filiformi e inquiete.
ogni tanto prende una pastiglia.
è la vicina di posto di elastigirl sul volo tokyo-londra.
dopo le prime due ore di fredda osservazione antropologica e dopo le successive tre ore di sincera curiosità per il diverso, elastigirl ha iniziato a odiare il fenomeno che aveva di fianco.
invece di guardare l’igienista anoressica ossessiva con spirito fraterno e compassionevole, elastigirl, in versione miss intolleranza 2007, ha concentrato contro di lei tutta l’insofferenza verso l’eterno volo in classe inferno. la malcapitata vicina si è rapidamente trasformata nel catalizzatore dell’elasti-aggressività verso l’enigmatico popolo nipponico.
elastigirl, esasperata e in preda a sentimenti bassissimi, ha provato a rovesciare il pollo con verdure sui guanti bianchi, a rubare l’acqua termale, a buttare per terra le pillole colorate, a manomettere la sveglia e a nascondere la maledetta crema idratante.
per fortuna elastigirl è piuttosto goffa e i suoi sadici tentativi sono tutti miseramente falliti.
la tizia è arrivata a destinazione sana e salva ed è ora pronta ad affrontare, armata di mascherina e guanti bianchi, la contaminata europa.
DEVI ESSERE UNA PERSONA MOLTO ELASTICA!!HIHIHI
mica son tutti così, però, i nip
mia zia, pianista giapponese 43enne (ha sposato uno zio divorziato), si sfonda di pastasciutta ed è disordinatissima.
Spero che incontri un camionista napoletano alcolizzato che ha appena forato.
Che soggetto da romanzo…
oh mamma, povera donna… 😦
ma non aveva anche uno psichiatra portatile in borsa? 😛
E se ti dicessi che io ho una collega affetta dalle medesime psicosi della tua vicina di volo?? Che la mattina arriva in ufficio con 2 cappotti (uno, dotato di cappuccio, lo mette sull’autobus per evitare qualunque contatto della sua persona con i sedili, l’altro, quello buono, lo indossa prima di arrivare in ufficio), si porta dietro 2 paia di scarpe (stivali per il viaggio in autobus e decolléte per l’ufficio) nel cassetto della sua scrivania c’è una quantità incredibile di tovagliette imbevute, creme detergenti per le mani, nonché un set di prodotti pulenti per l’ufficio che non ho nemmeno io nel mio bagno di casa. Ogni giorno, appena arriva, spalanca tutte le finestre della sua stanza e del corridoio e inizia a disinfettare la sua scrivania e la sua sedia (siccome è rivestita di stoffa ha comprato un prodotto apposito per i tessuti) poi igienizza l’aria con uno spray antiodore e ripete l’azione ogni ora, riaprendo le finestre per rinnovare l’aria. Sottolineo che noi viviamo nella città più fredda d’italia dopo potenza e aosta. Puoi immaginare al mattino che arietta gradevole che c’è d’inverno..
Quando ho letto il tuo post, ho immaginato lei su un volo transoceanico.. Sono rabbrividita.
Bentornata!!!!
M.A.
Non ho letto nessun tuo commento sui taxi xon le porte che si aprono da sole e sui taxisti che si incavolano se tenti di aprirle tu… era la cosa che mi aveva fatto più impressione in Giappone (a parte la mancanza dei nomi delle vie).
io uguccione nel mio castello di bard ho visto il resoconto del viaggio di ritorno di elastogirl da tokio a londra e sono assolutamente sbalordito. un viaggio così è spaventoso con compagni così così fanatici della pulizia. ai tempi della mia gioventù non si usavano orribili macchine volanti, rumorose e, tutto smmato insane. sempre ai miei tempi se tutta quella gente fosse stata compressa in una simile cubatura, il metallo si sarebbe sciolto dalla puzza, o meglio fetore totale al cui confronto il ciclo lettotettacacca è un profumo francese. Noi si viaggiava con cavalli carrozze, armigeri duchessine ecc. e si caminava cantando, si dormiva dove si poteva. si impiegavano sei giorni da torino a bard, ma si arrivava allegri, contenti con ricordi di viaggio raccontabili e no ma molto piùpiaevoli al ricordo di una anoressica un po’ fanatica. Bei tempi !!!!
capisco al tua reazione…e mi associo a opperbacco, magari le serve più di uno psicanalista…
Ma da dove arriva questa? Dal convento delle “Santissime grazie benedettine igieniste?”
Voglio fare una scommessa non verificabile: se l’avessi incontrata per strada in un giorno di sole, specialmente fra aprile e ottobre, probabilmente l’avresti vista armata di ombrellino parasole. Comunque, bentornata, anche se mi mancherà un po’ il diario di viaggio.
(ma ti eri fatta la doccia tu?)
(lo sai che tivibi)
BLISSETL: quando sono in aereo ho scoperto che la mia elasticità rimane nella pancia con i bagagli
ARGONAUTA2006: no, assolutamente no. non volevo dire questo. però la signorina incarnava l’esasperazione di un certo tipo di giapponese.
CINAS: avrei una marea di cose da chiedere alla zia giapponese, possibilmente mentre ci sfondiamo entrambe di pasta, felici e ingorde.
OPPERBACCO: anche io lo spero tanto. il problema è che la sua destinazione finale era londra e purtroppo lì i camionisti napoletani non sono comunissimi.
MEMY: a me ispirava solo violenza cieca
LATERRA: già povera donna. secondo me il suo psichiatra si è suicidato la settimana scorsa.
MARIANGELA: e tu non hai mai bassissimi istinti omicidi verso la tua collega?
VARCALASOGLIA: li ho notati i taxi con le porte automatiche ma non ci sono mai salita.
UGUCCIONE: caro, quelli sì che erano viaggi…
MATAEGO: magari le farebbe bene un fidanzato focoso e tollerante
SFIGATAACIDELLA: me lo sono chiesto anche io e non ho trovato risposta. o forse sì, viene dal giappone, e questo basta e avanza.
BOSTONIANO: grazie! anche a me mancherà il giappone. ma che ci vuoi fare, i nani sono pur sempre i nani. a proposito? e il tuo di nano, quando arriva? e di che sesso è? e lo fate nascere tra gli yankee?
BOSSCARLO: se non fosse che mi fai ridere saresti da sopprimere
Ciao, era da tanto che non passavo. Mi sono letta tutta la saga giapponese, e come sempre mi sono scompisciata dal ridere.
Siete eccezionali!
🙂
Bentornaataaa!!
Leggendo il diario di viaggio sembri pronta per un’abbuffata di nani…beh i tuoi nani..
Ecco ora capisco perche non ho mai visto un giapponese in Africa 🙂
Complimenti Elastigirl, la tua recensione del popolo nipponico e i suoi tic è eccezionale 🙂 si vede che sei una professionista.
Mi hai quasi fatto cambiare idea sulla siberia centrale, chissa se in futuro invece che andare a Disneyland con le mie piccole bagarospe magari ci facciamo un giretto in giappone….. no.. meglio di no….
Maurizio 🙂
IO avrei iniziato a tossirle addosso…anche se dopo il primo colpo di tosse sarei sprofondata per il senso di colpa: dopo tutto tutti noi abbiamo le nostre piccole manie…le sue sono solo più visibili!
poveraccia…
esistono delle malattie che uno non penserebbe mai esistessere..
La fobia delle cose pubbliche mah….

LARUGIADA: il verbo scompisciare mi lusinga!
IHATEMUFFINS: grazie. ora sono in versione “cosac’èdipiùbellodiunnano?”. speriamo che duri…
MAUBAUIS: sono giunta alla conclusione che se ci devi andare per altri motivi il giappone è una meta fantastica. se ci vai per turismo, o hai già visto tutto il resto o pensaci bene.
ARMIG: hai ragione, ma a tutto c’è un limite. effettivamente alla tosse non avevo pensato
BAMBOLINA33: già poveraccia. ma quando ce l’hai vicina 12 ore ti assicuro che ti innervosisce non poco. e tu che sei un lato b dovresti capirmi