Nonsolomamma

perché non lo faccio più spesso?

“che dici? posso?”, ha chiesto elastigirl a mister incredible stamane in spiaggia, guardando il mare.
“prova…”
“che faccio? glielo dico?”
“glielo dico io. ora stanno giocando. tu vai!”
e lei si è tuffata, sola, come non succedeva da tempo.

certo che è bellissimo. nuotare, verso il largo, in silenzio. negli occhi il mare e nelle orecchie il rumore del mio respiro. è bellissimo sentirsi soli, liberi e leggeri. sotto sabbia e  scogli, sopra cielo, intorno acqua. e la spiaggia è lontana. lontani i secchielli e le palette, lontano giovannino il bestemmiatore che insegna agli hobbit a dire fanGulo, lontana mater dolorosa che è tornata con il suo carico di male di vivere da raccontare sul bagnasciuga, lontani tutti.
perché non lo faccio più spesso? perché non mi concedo ogni tanto questo oblio salato? senza contare che fa bene alla circolazione, e rassoda, e tonifica, e tempra corpo e anima. e poi sono più contenta. e se sono contenta io sono contenti anche gli hobbit…
ma cosa sono queste urla?

mentre elastigirl si concedeva il lusso di una nuotata in solitudine, due nani, a riva, urlavano al mare la loro disperazione, incuranti delle rassicurazioni di padre, nonni e amici, incuranti degli sguardi sgomenti dei bagnanti
“pensavamo fossi morta annegata. non ti allontanare mai più senza di noi!”, ha intimato lo hobbit grande tra i singhiozzi.

avevo dimenticato perché non lo faccio più spesso.

45 pensieri riguardo “perché non lo faccio più spesso?

  1. Purtroppo non si arriva mai ad una via di mezzo. Ora pare non possano fare a meno di te.

    Tra qualche anno, quando saranno indipendenti, farai fatica ad estirpargli qualsiasi parola di bocca su come va la loro vita, cosa fanno durante il giorno, quali sono i loro sogni….diventeranno una sorta di roccaforte armata inespugnabile sul quale ponte levatoio del fossato vi saranno cartelloni enormi con i simboli di “divieto d’accesso” a mamma e papà…e sarà triste anche quello.
    Vi sono pro e contro in tutte le cose…

    •Estel•

  2. dai, era la prima volta e si sono spaventati. ma tu continua pure, a poco a poco si abitueranno e diventerà normale per loro vedere la loro mamma farsi un giretto a nuoto e poi tornare da loro.

  3. ma dici che sia l’estate, lo stare vicini, sempre insieme? mi faccio delle domande. il topo piccolo, il mio, fatica a dormire, si sveglia a metà notte disperato, ma davvero disperato, che noi non sappiamo come fare… però non farti prendere troppo dal senso di colpa…tu nuota da sola, che con l’acqua nelle orecchie se vai un po’ più lontano non li senti neanche più! 🙂 siete sempre carini, vocetta

  4. Fallo lo stesso e metti un po’ di puntini su qualche I. Il nano ne beneficerà di sicuro, è bene imparare a combattere le ansie poco motivate (disse quello che si dovette far arrivare Estivill dall’Italia per capire come far dormire il figlio…)

  5. Io avevo smesso di baciare i ragazzi sulla porta di casa, quando l’ho rifatto, la mia bionda sorellina di nove anni è uscita pestandolo con il flauto e strepitando “dissennatore”, c’è sempre un motivo se smetti di fare qulacosa…

  6. Invece fallo ogni giorno, anche più volte!!! E saluta gli hobbit urlanti da lontano… si abitueranno 😀

    JACOPO

  7. poveri piccoli.
    tremendo che paura si può avere, quando si è piccoli.
    ma certamente tra pochissimo gli hobbit saranno sufficientemente meno piccoli perché tu possa permetterti di farlo più spesso.
    ciao, elasti.

  8. come ti capisco!!!! la mia piccola Ale vive “incollata” alla mamma, lei gioca scherza ride si allontana, ma se sono io ad allontanarmi un attimo entra in “crisi”. Una volta è riuscita a piangere perchè giocavo a racchettine con mio marito ad un metro di distanza da lei. Per fortuna poi crescono!!! 😀

  9. Ma quali poveri piccoli. Povera Elasti!
    Fallo più spesso e si abitueranno. Se non lo fai mai è ovvio che quando ti vedono in acqua pensano che sia perché stai annegando.
    Anna

  10. .. al momento che elastigirl si è allontanata un pò, nuotando alla ricerca di un pò di pace, Mr. Incredible si ritrova la sua tranquillità invasa da due hobbit urlanti.. Ora è il momento delle decisioni importanti: riacquistare la tranquillità e tornare a leggere il suo quotidiano sportivo preferito comodamente seduto sulla sua sdraio, o lasciare alla sua adorata elastigirl questo momento di pace?

    *Mr. Incredible pensa*
    Il suo sguardo va prima verso il mare dove nella calma piatta elatigirl nuota beatamente, poi si gira verso i due piccoli hobbit urlanti che gli girano intorno..

    “Hey piccoli..”tuona con voce imperiosa “avete visto elastigirl per caso?”. I due piccoli improvvisamente cessano ogni tipo di attività e si guardano dubbiosi.
    “mmm, credo che si sia avventurata in mare” continua Mr. Incredible “.. guardate è là, si sta allontanando! e credo che sia in difficolta. Oh nooo! non starà mica annegando?”.
    i due piccoli puntano in contemporanea lo sguardo verso il mare ed instintivamente iniziano a correre ed urlare in direzione di elastigirl.
    “Ahhh! finalmente” Ora Mr. Incredible può tornare alla sua attività.. beh! poi in fondo la mamma è sempre la mamma ed inoltre i figli l’adorano..

  11. Forse sono stati spiazzati dal fatto che non glielo avevi annunciato tu, ma l’hanno scoperto vendendoti. Io credo che l’importante sia parlarci, a mente fredda, in un momento un pò tranquillo (tipo la sera prima di coricarsi? la mia piccina è molto recettiva in quella fase, quando sopraggiunge la spossatezza, ma non vale ogni sera…). Spiegagli che loro ancora non possono farlo, perchè sono piccoli, ma quando saranno grandi, anche a loro piacerà nuotare al largo, come fai tu ogni tanto, E magari ti accompagneranno! Per ora vai tu in avanscoperta, e gli racconti le meraviglie che vedi… E poi, spiegagli che capisci bene come possano avere paura a vederti là, che sembri così lontana, che è normale, ma che tu stai benissimo, e sei solo ‘a qualche bracciata’ più in là, e quando vuoi puoi girarti e tornare indietro. E quando sei tornata, sottolinea che l’hai fatto, esattamente come avevi promesso: la mamma và a fare una nuotatina, ma poi torna da voi! E’ una bella ‘lezione di vita’ che rafforza la loro fiducia verso te e verso sè stessi. Se invece rinunci adesso, è come se confermassi implicitamente che avevano ragione ad avere paura 😉

  12. L’ho sempre pensato e sempre lo penserò, a prescindere da come la pensano gli altri: il cordone ombelicale resta integro anche dopo la nascita, solo che alcune persone lo ammettono, altre si illudono che non sia così…. e, del resto, è naturale che sia così…

  13. sono tornata dal salento poche ore fa. un po’ un viaggio della speranza in auto ma e è valsa la pena. chissà tu dov’eri. forse verso torre dell’orso per trovare sabbia. io ero vicino castro…incastrata tra i mare e gli scogli…

  14. Ancora non lo capiscono, ma poi lo capiranno, e tu avrai insegnato loro che tutti gli esseri umani, mamme comprese, hanno diritto al rispetto della propria individualità e libertà.

    E poi si evita l’effetto Medea… 😉

    Buoni bagni! (anch’io quando c’è il babbo o una nonna in vista approfitto)

  15. …mmmh, mi sono goduta un po’ di momenti del genere anche io al mare un paio di settimane fa, ma io madre degenere non mi sentivo in colpa per niente.
    Se il nano per ora è idrorepellente, che impari a nuotare se vuol seguir la mamma!!Dove arrivavo io gli urli non si sentivano:-))
    Wayta

  16. ARTU’

    Ca elastigirl,
    sono tornato oggi da mio viaggio con nonna J in Africa, e ho aperto il blog per vedere le novità, e per dirti che ho intenzione di fare un intervento un po’ lunghetto (penso due o tre puntate) dal titolo “viaggiare con nonna J. – un modo che deve essere appreso e praticato da giovani”. Il tuo pezzo HUA’ HUA’ ha iniziato ad introdurre il carattere di quella santa donna, dal cuore impavido e dal piacere della perfezione.
    Adesso sono stanco morto del viaggio di ritorno per cui penso cominciare domani, sempre che tu sia d’accordo (il blog in fondo è tuo).
    Ma ti voglio dire un’altra cosa: non immaginavo che tu potessi confondere Bagnasciuga con battigia; infatti la battigia è un pezzo di spiaggia dove arrivano le onde, mentre bagnasciuga non è altro che una parte dello scafo intoro alla linea di galleggiamento di un natante. La confusione di termini è avvenuta per un discorso di Mussolini che ha dichiarato che le coste italiane erano irte di mitragliatrici e se gli Alleati avessero tentato di sbarcare sarebbero rimasti cadaveri sul bagnasciuga.
    Almeno tu, che hai fatto i Glenans non fare queste confusioni.

    Ti abbraccio e a domani.

    artù

  17. ARTU’

    Prima di concentrarmi su quanto ti ho appena spiegato, volevo dirti che a Maputu (Mozambico) abbiamo casualmente incontrato un lettore assiduo di questo tuo blog. E’ una persona simpatica, piacevole che però non osa intervenire direttamente. Ho cercato di spiegare se scrivo io senza essere cacciato con infamia chiunque può intervenire; non so se sarò ascoltato.

    artù

  18. Io non lo faccio perché quando vado al mare sono sola. Gemadhar ha una specie di allergia a sabbia o salsedine, quando lo portiamo con noi non gioca con Pallina per non insabbiarsi, nuota solo al largo altrimenti tocca il fondo e si innervosisce, non usa gli asciugamani perché potrebbero contenere tracce infinitesime di sabbia, rimanendo in piedi a gocciolare finché non è completamente asciutto (e sembra un cappone, fradicio al vento con la pelle d’oca). Infine quando usciamo, deve lavarsi i piedi da ogni granello di sabbia e da quel momento Pallina è tutta a carico mio, altrimenti lui si sporca di nuovo. Andare al mare in tre è cosi faticoso che io e Pallina da sole è un’autentica passeggiata, anche con la macchina parcheggiata al sole. Per questo il bagno da sola non lo faccio da un paio d’anni.

  19. #28 artù, faccio il tifo per i tuoi resoconti. già mi hai intenerita e divertita con “le avventure deinani al castello”. non vedo l’ora di leggere “le vventure di artù e nonna j nel continente africano”!
    elasti, nuota tranquilla, ogni volta che riemergerai gli hobbit ti riempiranno di baci, e sarà un rituale bellissimo.

  20. ARTU’

    Visto che i mali tempi galoppano vediamo se raccontando un viaggio completo con nonna J.,ci rincuora un po’.
    Per viaggio con nonna J sin intende tutto un lavio mentale, di ricerca dei luoghi, del clima, degli abitanti e della loro civiltà,…., dei cibi, delle bevande, dell’arte, e chi più ne ha più ne metta. E’ infatti indubitabile che solo conoscendo bene e sistematicamente i luoghi che si vogliono visitare, rende possibile una buona organizzazione di quali posti interessano di più, dell’itinerario più confacente alle soste di qualche giorno in una città,
    paesino, lodge visti alcun dati di fatto come la faticosità di alcune tappe, la bellezza dei posti e non ultimi l’età dei viaggiatori. E’ un eufemismo l’età da tener sotto controllo è la mia perchè quella straodinaria donna h energie da vendere.
    Come si fa a fare tutto questo ? con lo studio su testi specializzati, come le guide ad es. del touring o altre di cui esiste un’ampia scelta.
    Siccome nelle coppie una persona lavora e l’altra non fa un cazzo, è stato deciso che io certi lavori non li faccio, non per cattiva volontà ma per mera incapacità. Io mi occupo di prendere i contatti con il tour operator che ci segue da tanti anni, di spiegare cosa vogliamo fare, di cosa vogliamo vedere, del percorso che pensiamo di fare, dell’assistenza di cui abbiamo bisogno dei mezzi di trasporto da utilizzare, e un altro numero quasi infinito di cose che giustifica il mio disinteressa per la parte intellettuale della programmazione.

    Dopo che tutto ciò è stato fatto, si arriva ad una bozza scritta dal tour operator, con la descrizione del percorso, dei mezzi da usare, dalla scelta degli alberghi, e infi ne del prezzo.
    Dopo tre o quattro giorni da quando tal documento è in mia mano, e dopo verlo letto, approvato, dico a nonna J; senti cara domani vengo a Milano perchè ho la bozza del viaggio e così ne parliamo e vediamo se c’è qualcosa da cambiare, anche se non credo perchè mi sembra che sia eccezionale ! E’ UN ERRORE CHE FACCIO DA ANNI !!!!!
    Il risultato è che invece di tornare il giorno dopo nel mio castelluccio per una serie di cene già programmata, vado dal tour operator, dove la ragazza che era la mia controparte nella programmazione fatta, mi dice “la stavo giusto aspettando, perchè bisognerà cambiare tutto”. Non il paese – dico io – tentando miseramente un’affermazione di potere inesistente.
    E così si comincia a rifare tutto, e inspiegabilmente ci si accorge che tutto appare più semplice, più rilassante, e magari salta fuori, non che costi meno, ma a parità di spesa, si fa saltino fuori un paio di giorni in un sito meraviglioso.
    Tutto ciò si è svolto 4 o 5 mesi prima della partenza, e noi ci occupiamo di altre cose. Poi a un mese del giorno fatidico, come un ciclone improvviso, salta fuori cosa dobbiamo portarci dietro per essere sempre vestite in modo consono alle necessità (tutte, anche le più improbabili, come… e se in un lodge incontriamo la regina d’Inghilterra che accetta di mangiare al nostro tavolo, non puoi non avere una giacca confacente !), oppure ” e non voglio vederti con quei maglini che ti fanno sembrare un capomastro – perchè poi ce l’abbia con i capimastri non l’ho mai capito,
    ci saranno dietro delle turbe infantili.

    I giorni che precedono la partenza siamo tutti e due intrattabili: tutti a cercare cose come “le prese di corrente adattabili a quelle di là, la crema per le labbra che ci si porta dietro per andar sull’Everest anche se andiamo al mare, e via così.
    Anche l’aeroporto è un luogo di scontri; io divento ansioso e nonna J tenta di redimermi, come se alla mia età avessi delle chances di qualunque cambiamento positivo.

    Quando siamo sull’aereo e quello parte, allora ci guardiamo sorridendoci con affetto.

    E qui finisce il primo capitolo: il prossimo a domani.

    Cari saluti elastigirl, ma dimmi una cosa, faceva così anche con tutti i suoi figli, tipicamente tu. Sono curioso.

    artù

  21. Mia figlia, contagiata da mio marito, non vorrebbe che io faccia missioni di lavoro all’estero.
    Io tendo ad evitare quelle troppo lunghe, oltre una settimana. Tutte le altre le faccio lo stesso.
    Crudele? Forse. Ma è così, e basta.
    Tu nuota nuota nuota 😉
    Leela

  22. E’ successo anche a me. E’ solo l’effetto della prima volta, ma poi si abituano, e ti suggerisco lo scambio. In fondo, se una madre vuole sapere dov’è suo figlio, vale anche il contrario! E funziona!

    Grazia

  23. Beh, mi accodo con tutti gli altri: fallo ancora! E poi, soprattutto al più grande, lo puoi spiegare: questa è una vacanza anche per la mamma, bisogna pur concedergli 5 minuti al giorno per fare ciò che le piace… vedrai che se capisce il grande, il piccolo non dirà nulla…

  24. anch’io quest’estate ho cercato di sfuggire alla stretta vigilanza dei teneri pargoli e ho detto sottovoce al mio papà: gli dài uno sguardo, io vado a fare una nuotata
    dopo 5 bracciate mi giro indietro e il Grande Uomo (6 anni) mi stava inseguendo senza braccioli, tallonato dall’Ometto (4anni) con braccioli, mentre la Principessa (4anni) guardava allibita e spaventata verso l’infinito, con la lacrima pronta…
    sono tornata indietro, che dovevo fare?

  25. anche io e mia moglie subiamo sempre questi ricatti quando facciamo il bagno, rigorosamente a turno, ma non cambia niente.. ogni tanto abbiamo fatto prove di forza lasciandoli entrambi sulla spiaggia, ma poi siamo stati consgenati alla polizia chiamata da tutti gli astanti della spiaggia

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