lo sapevo, non ci dovevo venire. questa sera no. è uno schifo. due ore, dico due ore a fare tappezzeria. inizio ad odiare questo posto, questa gente, questo ballo di merda. e pensare che quando sono arrivata qui ero di ottimo umore.
devo inventarmi qualcosa altrimenti mi abbatto definitivamente.
oh! non l’avevo visto. alto come un watusso, sensuale come che guevara, balla da dio. devo dare un senso a questa serata da derelitta.
lo sguardo! ora gli lancio uno sguardo di fuoco. com’è lo sguardo di fuoco? uno sguardo grondante passione. ma mi vede? ma ci vede?
gira vorticosamente, avvinghiato a quella scopa di una ballerina e non si accorge delle fiamme che arrivano dalla mia sedia. idiota. o forse sono io che perdo colpi. ecco, perdo colpi. lancio sguardi trombini e lui non mi vede nemmeno. me ne vado. un’ultima sigaretta e me ne vado. ‘fanculo al tango.
cosa le racconto io a questa adesso? non è una ballerina. è un legno. ma possibile che questa sera non ce ne sia una rilassata? non una che si lasci andare? non una che sorrida? non una che rida alle mie irresistibili battute? una serata così mi deprime per una settimana. ma perché è così ingrugnita questa? forse puzzo? guarda che non mi voglio fidanzare con te, non voglio nemmeno essere tuo amico. voglio solo che ci godiamo questo tango. ma dopo basta, eh? altrimenti mi viene la rabbia e la tristezza e poi vado a casa ed entro nella fase ‘interrogativi esistenziali’… e mi monta l’ansia e non dormo più. tutto per colpa di quattro tizie con il broncio, rigide come pali. basta. me ne vado…
carina quella là seduta… va beh. è tardi. ormai ho deciso che vado.
lei aspira l’ultima boccata della sua sigaretta e chiude gli occhi.
quando li riapre, per terra, di fronte, c’è un paio di scarpe nere, numero 47. "vuoi ballare?", chiede lui esitante.
lei sorride, poi ride e spegne la sigaretta.
sono l’elasti-amica kappa e il suo fidanzato P. si sono conosciuti così, in una milonga. adesso vanno sott’acqua con le bombole, hanno una casa piccola con un giardino grande e a volte ballano il tango, come allora. lui la invita e lei ride, per dire sì.
Grande come sempre Elasti!!
:* Bacione!
Mi chiedo se sia meglio leggerti come ultima cosa prima di andare a dormire.. o come prima appena sveglia… vabbè poverò entrambe. Che tenerezza i tuoi amici. baci.. ‘notte.
Carini!!! Un bel pensiero prima di andare a letto, ci voleva! NOTTE…
Lisa
e tu niente tango, Elasti? così poi magari ti richiamano in tv come mamma-blogger-giornalista-tanguera … 🙂
un abbraccio assonato,
la ex collega B.
buona sera Clà! 8) ..un giorno mi farai vedere lo sguardo trombino che io non lo so fare è? ah quanto ho da imparare ancora…
il destino sa ballare il tango… questa storia piacerebbe a Paolo Conte, magari ci scriverebbe anche una canzone, condita con un po’ di nebbia ma senza dimenticare il sole e il mare 🙂
plch raffreddata e romantica
A volte sono i colori, a volte la musica, l’amore è sempre bellissimo. Ancora di più raccontato da te!
scusate l’ignoranza, ma la milonga è una scuola di ballo o una balera?
eli
sembra quasi primavera con tutto l’amore che circola in questo blog!
47??
ps elasti-generosa, tanti auguri anche ai tuoi amici! N.
il tango!
ho smesso troppo presto, ho preferito il karate…
eppure lì c’era la vera magia…
belle le storie a lieto fine…
adoro il tango, ma non ho mai avuto il tempo pre andare a imparare. E pensare che avrei anche il cavaliere. Prometto di fare progressi!
ARTU’
Cara elstigirl,
c he bella storia che hai raccontato, tenera e dolce. Ho conosciuto una coppia di medici (un lui e una lei in questo caso) che dopo una conoscenza molto simile a quella di K e P, vivono felicemente da anni. Non sono le stesse persone per evidenti limiti di età, ma vanno sott’acqua assieme e vivono una splendida vita di coppia.
Le storie di conoscenze che poi sbocciano in amori forti e duraturi sono le più strane ed imprevedibili, ma sempre belle da sentirsi raccontare.
E’ chiaro poi che non è tutto oro quello che luce, esistono degli amori che finiscono e in genere male; e rimangono solo odi reciproci e un senso di fallimento nel programma di vita che uno si è fatto.
Ma la vita è così e se non si vuole irruvidirsi l’animo bisogna imbattersi in una nonna J e così il proprio carattere da ruvido diventa morbido come il culetto di un bambino.
Ciao elastigirl.
atrù
ARTU’
Nella commozione di questo post ho scritto qualcosa senza prima leggere cosa hanno scritto gli altri e quindi mi dichiaro ignorante, come il n° 8 perchè non ho assolutamente idea di cosa sia una milonga.
Perchè non ce lo spieghi in una prossima puntata ?
Ci conto.
Grazie
artù
elasti anche io penso che dovresti farti insegnare il tango…così poi vai dalla Negri con le sneakers a ballare il tango!
sempre grande!
gran ballo il Tango !!!! purtroppo per me solo da vedere visto la mia negazione !!!!
Ma è proprio un mondo da favola quello di Wisteria Lane !!!
Altro che casalinghe disperate….
Secondo libro = racconti brevi ?
Già lo vedo in vetrina…. 😀
JACOPO
🙂
…che bello! Ti seguo da tempo e ballo tango, proprio come i tuoi amici. Se può essere d’aiuto ai tuoi lettori, la milonga è sia il posto dove si balla tango (una sorta di sinonimo di balera) sia un genere specifico di tango, ma questa è un’altra storia. Tra l’altro ci sono un po’ di giornaliste che lo ballano anche a MIlano (io sono tra queste). Si vede che su di noi fa presa. Prima o poi potresti provare.
Grazie della tua compagnia mattutina e un saluto a Viola.
raff
che meraviglia! io ho rischiato la separazione con mio marito ad un corso di tango ;-)) a litigare perchè uno tira di qua, l’altra non segue di là, ecc…
ogni volta che sento quella musica mi viene una voglia e una rabbia insieme!
bella storia! k e p sono molto fortunati! scusa, ma devo fare i complimenti ad Artù che con il suo “il proprio carattere da ruvido diventa morbido come il culetto di un bambino” mi ha fatto ridere di cuore! anch’io nell’Artù fan club! e… auguri in ritardo a Mr I.! un mito sempre!
Un bellissimo scorcio di favola moderna!
🙂
per un attimo ho pensato ti fossi data al tango..
e comunque domenica devi darci dimostrazione di uno sguardo trombino.. ;o)
Depressione ai massimi storici e umore sotto i piedi, ma dopo aver letto questa storia, mentre il piccolo canta dietro la canzone di heidi, mi sento meglio!!
Comunque che guevara era sensuale come una tazza del cesso…
UGUCCIONE DI BARD
Sulla milonga come sulla sensualità del ” Che ” non so nulla, ma penso che la milonga ci venga illustrata da qualcuno che, come elastigirl, ne sa qualcosa; del resto riguardo alla sensualità del ” che ” mi aspetto che il n° 8 – anonimo ci racconti se questo suo sapere proviene da conoscenza diretta o dall’Enciclopedia Britannica.
Grazie e cari saluti
uguccione
E’ nei posti meno probabili e nelle serate più noiose che spesso capitano i miracoli.
e io che pensavo fosse l’incontro di Artù e nonna J. Dai Artù, raccontaci anche tu come vi siete conosciuti!!
Pure io voglio qualcuno che mi inviti a ballare il tango 😦
Elasti Clà! hai visto ZIACASSIE? dovrebbero andare a leggerlo pure quelle mummie ibernate il suo post. mah, magari pensano di piacere tanto… ah se leggessero tutti i commenti che sono stati fatti su di loro..!!!
Ma che luogo di perdizione ste’ balere tanghère, ci mandi un’amica dabbene e ner giro de du caschè te torna incinta:)
Che bello…. stamattina ho comprato il libro che adesso giace soddisfatto sopra al mio lettone in attesa di essere iniziato. Ma un dubbio mi rode: leggo prima il libro o finisco di leggermi i quasi due anni di arretrato di blog che ancora mi mancano? 😉
l’unico tango che posso permettermi è il tango, tangis, tetigi, tactum, tangere.
il classico ha rovinato generazioni.
chiaradavinci sloggata
mannaggia, un piede 47 per ballare il tango non è impegnativo????
🙂
scusa l’ignoranza… cos’e’ la milonga? 😦
Anch’io per un attimo ho pensato ti fossi data al tango 🙂 Ma mi sa che, per quanto elasti tu possa essere, forse sarebbe troppo anche per te, in questo momento! Forse 😉
Chiaradavinci #34: mi hai fatto venire in mente che riesco ancora a coniugare gìgnomai, eghenòmen, eghenézen, ghégona, géghenemai. Ogni tanto mi torna in mente, come i primi sette versi dell’iliade, che non abbiamo mai dovuto studiare a memoria, ma mi sono rimasti scolpiti dentro, per qualche inspiegabile ragione. Sì, il classico ti rovina :-)))
no vabbè, ma qua adesso ci si emoziona ogni giorno!!!
Voglio una poesia sulla cacca 🙂
se sono elasti amici non possono che essere carini!
buona serata, elasti!
elasti come bella, come sei brava, come sei intelligente, come sei elegante, come sei splendia, sei la numero uno, sei troppo avanti, sei la migliore, questo post è fighissimo, come tutti i tuoi post del resto, questo blog è il migliore del mondo, la tua famiglia è la migliore del mondo, ho comperato 100 copie dei tuoi libri e andrò in piazza a distribuirle e a parlare bene di te.
…. galline, va bene così?
buona serata
ma ditemi, c’è un nuovo sport che si chiama “vado in giro per blog a scrivere commenti acidi”? mica per niente, solo per curiosità perché mi deve essere sfuggito
pri (che prima o poi si loggherà -se si dice così)
eh no caro Pri (che prima o poi si loghherà.).. non è uno sport.. è una puntina d’invidia che quando prende…. prende. ;-))
ARTU’
Cara Elgat (spero di non aver sbagliato la sigla).
Credo che ti sia resa conto che sono disposto a parlare di tutto e di non avere remore a mettere in piazza fatti, pensieri
, eventi che mi riguardano; il mio primo incontro con nonna J non riguarda solo me ma anche nonna J.
Mi sembrerebbe molto irriguardoso nei suoi confronti se facessi quanto tu mi chiedi, perchè, vedi, lei (nonna J) è una simpatica orsetta molto gelosa dei fatti, ei pensieri che la riguardano da vicino.
Cari saluti
artù
povero #40… io leggo, mi diverto tanto e non commento mai, ma per il povero #40 un pensierino ci voleva. Eh, si…povero #40….
Emanuela.
Io ho una mia teoria (con riscontro pratico) sui corsi in cui si imparano balli di coppia:
– se ci vai con il tuo fidanzato/marito litighi di brutto e la coppia scoppia. Tu non fai che dirgli quanto è legnoso, che non ti sa prendere e non ti sa far girare e non ti sa portare. Di lì a poco vi lasciate o smettete di frequentare il corso.
– se invece ci vai da sola e ti ritrovi a ballare con uno conosciuto lì che magari non ti dispiace neanche, forse lui sarà anche un po’ duretto però vuoi mettere il frisson? Di lì a poco tutti e due imparate a ballare meglio e magari uscite a cena.
Mi sembra evidente che il ballo di coppia è come il sesso: se non ci si conosce è bello scoprirsi anche nei difetti. Se invece si sta insieme da tanto è importante che ognuno sappia recitare bene la sua parte. Altrimenti che mal di testa!
Dolce.
Ho sorriso, a lungo.
no, cavolo, non fare così. che mi si inumidiscono gli occhi e perdo l’aplomb da cinica.
@ pri: no, lo sport è liberiamo i conigli dalle gabbie, qualcuno avrà l’audacia di lasciare commenti acidi e imbecilli, ma nessuno mai avrà il coraggio di firmarsi.
sara
che belli!
“sguardi trombini” mi ha fatta piegare in due dalle risate!!!!!!!! aggiungerò questo aggettivo al mio lessico 😀