Nonsolomamma

cose da fare

al parco, di fronte allo stagno delle papere.
lei ha un cappotto di cammello, la messa in piega, una sinistra fissità nello sguardo e un’altrettanto sinistra inquietudine nei movimenti.
loro sono due, un fratello e una sorella, tra i sei e gli otto anni, imbaccuccati nelle loro sciarpe. pallidi e sperduti come i bambini milanesi possono essere.
"basta così. adesso dobbiamo andare"
"ma mamma… siamo appena arrivati"
"non mi interessa. io a casa ho un sacco di cose da fare"
"se dovevamo starci così poco perché siamo venuti al parco allora?"
"perché anche il parco era una cosa da fare"
loro, evidentemente persuasi dalla ferrea logica della deontologia domenicale materna, tacciono.
lei si allontana con insofferente sussiego e li molla lì, davanti allo stagno, con le loro sciarpe a righe e i guanti coordinati.
loro esitano, si guardano. il bambino prende un sasso e lo lancia a una papera, la bambina fa spallucce e gli tende la mano.
e se ne vanno.

83 pensieri riguardo “cose da fare

  1. mai trascurare una visita al parco per le faccende domestiche… le faccende domestiche non scappano, la felicità dei nostri figli sì … che bruttura voler essere a tutti i costi in orario con la propri tabella di marcia, sai quante occasioni felici si manchino in questo modo, UN MONDO !! UNA VITA..

  2. Concordo pienamente su chi, nei commenti, comprende la madre.
    Probabilmente è vittima anche lei di un altro ingranaggio, come tante, noi mamme-mogli-lavoratrici, siamo over in tutti i nostri compiti.
    Aiutamo veramente le mamme, aiutiamoci tra noi.
    mammacri

  3. Ma che tristezza…non riuscirei mai ad essere così, nemmeno volendo. Casa mia è sempre un totale caos, i miei capelli…posso dire anch’io a carciofo? Insomma, meglio così…che quella depressione perenne, poveri cuccioli…

  4. Io ho il terrore di diventare così….. Quella mamma è ad uno stadio davvero preoccupante, per lei portare i bambini al parco è solo “una cosa da fare”. Non importa che i bambini si divertano, che il tempo passato lì sia poco. Lei lo ha fatto e può spuntare una cosa dalla lista…anche io tendo ad essere prigioniera delle cose da fare, non mi rilasso quasi mai e mi viene da fare sempre tutto di fretta…ma, almeno per ora, il tempo che dedico al mio bimbo cerco di renderlo più sereno e gioioso possibile.

  5. a me fa quasi più tristezza il tuo sguardo “critico” su questa madre, che non ll madre stessa.
    e non aggiungo altro.

    Maddalena

  6. quoto il commento nr. 25.
    A chi dà addosso a una madre senza nemmeno sapere perchè aveva lo sguardo fisso sull’acqua, dico “vergognatevi”.
    Daniela

  7. Eh, no, cara Elasti; troppo comodo sfilarsi così. Se voleva essere una fotografia, non c’era bisogno di sottolineare che aveva la messa in piega; già in questo particolare c’è il tuo modo – sottile e anche un po’ ipocrita – di voler trasmettere un messaggio a chi ti legge: “badate bene, non era una povera crista, aveva anche la messa in piega.
    Mica come me, che vado in giro coi capelli a carciofo però i miei figli li curo”. Non c’è bisogno che lo ammetti pubblicamente, ma quella non era affatto una fotografia.
    Daniela

  8. Nun ce prova’, non spostare il discorso e l’attenzione su di me. Non c’è livore da parte mia, così come non c’era giudizio da parte tua. Ti convince?
    Dico solo che non mi piace chi presenta una scena in modo evidentemente poco lusinghiero per la protagonista, la propone al suo affezionato pubblico con quell’aria di simil-compatimento e sottinteso “ma noi vere mamme non siamo così, vero? noi rinunciamo anche alla messa in piega per i nostri cuccioli.”
    Tengo a specificare che non sono mamma e non sto prendendo le difese di nessuna mamma, nè buona nè “cattiva”; ma detesto chi si sente migliore delle altre. E si propone come tale. E adesso lasciamo che l’elasti-popolo insorga a difenderti, povera creatura.
    Daniela

  9. P.S. dal tuo “non commento” precedente, si evince che sei bravissima a fare monologhi, ma sui “dialoghi” toppi alla grande.
    Daniela

  10. la fissità dello sguardo mi ha richiamato alla mente “Un’ora sola ti vorrei” di Alina Marazzi, una visione che consiglio a tutte le mamme, sopratutto a quelle che hanno incrociato Milano nella loro vita, come me.
    Silvia

  11. A questo punto ci terrei a precisare il mio commento #55 a scanso di equivoci.
    “implicitamente intenso” significa che appena letto il post l’ho interpretato esattamente come una fotografia, un quadro, della situazione di una famiglia che rispecchia alcune difficoltà tipiche della società di oggi, il tutto descritto con la solita maniera magistrale di elasti che dice molto di più delle “semplici” parole che scrive. Non mi è mai passato minimamente per la testa l’idea di un confronto, di un paragone o di un giudizio…
    Magari sono un “visionario” ma io ci ho letto questo cose
    🙂

  12. ma certo che il post era provocatorio! era la solita critica indiretta alla borghesia milanese, probabilmente quella mamma e quei bambini non esistono nemmeno.

  13. Babbo scappato con la segretaria con messa in piega. babbo assente, il cui unico contributo sono i soldi per il completino coordinato ai bambini. Mamma si tiene su con la messa in piega. Ci prova. La domenica porta i bimbi al parco. Ma oggi no, oggi non ce la fa, oggi scopre che oggi non ha tempo, oggi vuole stare spenta. E lo scopre al parco, perchè comunque ci ha provato. Può capitare no? A Milano. Con il freddo che ti punge dentro e fuori.
    Quella mamma siamo noi. Non sempre. Così come quella mamma non è sempre così. Solo ogni tanto.
    E’ il rischio di ogni fotografia, quello di assolutizzare il momento. Ma la fotografia, alle mamme che la scattano e a quelle che la guardano, ha anche una funzione catartica. Chi la scatta e chi la riconosce si dice ecco come a volte posso essere vista, ecco come mi può capitare di essere. ecco come non voglio essere. Ecco come.
    Per cui possiamo anche essere indulgenti con questa mamma fotografa nonsolomamma, vai.
    Un abbraccione a tutte le mamme, e un pat pat sulla capa a tutte le mamme single.
    Manuela

  14. tu invece che i figli tuoi li molli a tre baby sitter tra un articolo e un libro e ci stai mezz’ora la sera prima di estivillizzarli sei la mamma dei sogni eh?
    cammella…

  15. Non sono l’elastipopolo e non insorgo. Mi limito ad osservare che seguo Elasti quasi dall’inizio e mai mi ha dato l’impressione di ritenersi superiore ad altre mamme, come invece fanno molte altre blogmamme (io ho allattato fino a 18 anni e tu no, io cucino il cibo biologico coltivato con tanto amore dagli eremiti tibetani e tu no, io rinuncio a tutto per i miei 12 figli e tu invece ne hai solo due perché vuoi ancora divertirti… e via dicendo).
    A me, che tengo i capelli a carciofo molto più di Elasti, la messinpiega non ha proprio evocato nessuna rivalità. Piuttosto, mi ha improvvisamente evocato l’immagine di certe signore bene milanesi che si vedono rappresentate nel sindaco Moratti, ma probabilmente è solo una devianza mia.

  16. Quando leggo certi commenti mi chiedo perché chi apre e scrive un blog, per suo divertimento, debba rendere conto agli altri di ciò che pensa, o essere giudicato, di cosa scrive o come lo scrive. Già qualcun altro disse che nessuno qui viene obbligato a leggere o paga per farlo.
    Chi legge, lo fa perchè gli piace, si fa due risate, o perchè magari trova interessante o meno ciò che chi gestisce lo spazio, scrive.
    Anche chi scrive che certi post sono tristi, giudica. O sbaglio?

    Seguo questo blog da un anno e mezzo, e lo faccio perchè ci trovo sempre qualcosa di interessante. Anche se non sono della stessa opinione di chi scrive.

    Tsubasa

  17. Ecco… mi trovo d’accordo che comunque un giudizio lo esprimiamo sempre solo che, a parte Daniela mi sembra, chi ha scritto post in disaccordo con Elasti ha avuto il coraggio di firmare…
    E la fotografia è reale inutile tentare di negarlo, molto spesso siamo di corsa e passiamo con i cuccioli dieci minuti conditi da dai sbrigatevi che bisogna andare, dai che dobbiamo fare. Ci rimettiamo tutti quanti, non solo loro, noi mamme perchè poi pensiamo a cosa abbiamo perso dei nostri figli, i bimbi perchè SANNO cosa hanno perso della giornata con la mamma. E chi lascia i bimbi alla baby sitter non è una criminale perchè non tutte le mamme sono fortunate come me che possono lasciarli alle nonne mentre sono al lavoro.
    Ale

  18. Rileggendo mi sono resa conto che manca una parola:
    La frase d’inizio avrebbe dovuto essere

    Ecco… mi trovo d’accordo che comunque un giudizio lo esprimiamo sempre solo che, a parte Daniela mi sembra, chi ha scritto post in disaccordo con Elasti non ha avuto il coraggio di firmare…
    ecc ecc
    Ale

  19. Fammi capire Ale, frimarsi con un nome qualsiasi (Daniela, Ale) o non firmarsi cambia molto? Sono una degli anonimi sopra, mi firmo adesso, mi chiamo Beatrice.
    Ciao

  20. A parte il fatto che i troll trolleggiano ovunque (purtroppo), non ho notato nulla di così atroce nel post.
    E’ la descrizione (veritiera o inventata) di un momento al parco di una madre come tante, come troppe, dei nostri giorni.
    Non riusciamo a vivere i momenti migliori dei nostri figli perché siamo sommerse di impegni e di responsabilità.
    Messa in piega o meno (ma che c’entra?), rimane il fatto che la maggior parte delle mamme di oggi ha ben poco tempo da dedicare ai propri figli.
    E’ questa la vera tristezza. E la consapevolezza che andrà anche peggio, in futuro, non fa che accrescerla.

  21. Cara FireArrow, la tua buonafede è tangibile dal fatto che scrivi “messa in piega o meno (ma che c’entra)?” perchè è stato questo particolare, oltre ad aver specificato che la mamma “li lascia lì e si allontana con insofferente sussiego” a farmi intervenire. Nella messa in piega e nell’insofferente sussiego c’è il giudizio, c’è l’intenzione di far passare un messaggio. Non propriamente edificante per questa mamma. E da una mamma altrettanto indaffarata, mi sarei aspettata più comprensione.
    Detto questo, Elasti può scrivere ciò che vuole e come vuole, ci mancherebbe, ma che non spacciasse per “fotografia” ciò che viene presentato come un comportamento altamente riprovevole.
    Mi firmo Daniela perchè così mi chiamo, non ho blogg, non ho log, ho solo 2 occhi per leggere. Anche tra le righe.
    Ciao, Daniela

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