Nonsolomamma

roccaforti

elastigirl giovedì sera, sotto una pioggia torrenziale, è andata a una riunione con moltissime mamme, qualche papà e un signore con la barba.
“sono il dirigente scolastico e questa grande sala con un bancone per il self service sarà il posto in cui i vostri bambini pranzeranno, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, perché questa è sempre stata e sempre sarà una scuola elementare pubblica a tempo pieno”, ha detto il signore con la barba.
“adesso vi spiegherò qual è la nostra idea di scuola e spero vi piacerà:
– vogliamo una scuola educativa, dove ogni momento è un’occasione di crescita. la scuola non è solo un servizio, non è un parcheggio, non è un albergo.
– vogliamo una scuola comunità, fatta di insegnanti,  bambini e genitori, impegnati insieme nel raggiungimento del successo formativo.
– vogliamo una scuola accogliente e aperta, in cui le diversità si trasfomino in un’esperienza positiva nell’ambito del processo educativo.
– vogliamo una scuola formativa che introduca a quell’esperienza di libertà che nasce dall’incontro con la cultura”.
la prossima settimana lo hobbit grande sarà iscritto a questa scuola elementare.

elastigirl venerdì sera, sotto una pioggia torrenziale, è andata in val d’aosta a presentare l’elasti-libro. ha scoperto che in un piccolo paese di 4.000 abitanti all’inizio della valle c’è una biblioteca che ha oltre 3.000 iscritti e presta 52.000 libri l’anno.
ha scoperto che in una sala di questa biblioteca ogni venerdì sera si riuniscono moltissime persone, soprattutto donne, ma anche qualche uomo.
vanno lì, spesso con il freddo, a volte con la neve, sempre con il buio.
vanno lì per ascoltare il racconto di un libro, una storia, una lezione.
vanno lì per discutere, parlare, confrontarsi, crescere e scambiare idee, per ridere e pensare.
si chiamano per nome, come un gruppo di amici.
si ritrovano, partecipi e consapevoli, in una biblioteca, come in una roccaforte della società civile.

58 pensieri riguardo “roccaforti

  1. vivo a roma, ma non sono romana. prima di iscrivere i miei figli a scuola (adesso hanno 6 e 7 anni) ho trascorso un anno di vita facendo colloqui ed esaminado POF, ho parlato con direttrici inglesi che non nascondevano il loro disappunto per il mio accento italiano, con segretarie francesi e presidi tedeschi. Alla fine abbiamo optato per una borghesissima scuola privata italiana e la notte mi sveglio con gli incubi di vederli diventare laziali, fascisti e coglioni.
    Il bello è che tutte le mie amiche sono insoddisfatte della scuola dei figli…

  2. brava elasti…ormai hai fatto l’italia in lungo e in largo, nn ti resta che venire in veneto! (tanto io ti ho già conosciuta a milano)
    sembra un bel posto la scuola che hai scelto x il piccolo, speriamo che resista all’imbarbarimento!

  3. penso alla preside della mia scuola mentre pronuncia quelle eloquenti frasi che fanno parte integrante del nostro POF. non conosco uno in sala insegnanti che ci creda veramente.

  4. come vorrei iscrivere la mia nana in questa scuola cara Elasti! invece mi barcameno cercando di navigare il sistema scolastico inglese, ed e’ tutta in salita… qui e’ pay (moltissimo, per lescuole private) or pray (spesso in modo molto ipocrita, per agguantare la fantomatica lettera di un prete che garantisca l’entrata in una scuola cattolica).

    non voglio neanche sapere cosa direbbe Mr Wonder…

  5. dimenticavo, post precedente.. sto parlando di Londra! A proposito, quando vieni qui a presentare il tuo libro? io ho convertito tutte le mie amiche alla lettura!

  6. Beh, trovare una scuola così…al giorno d’oggi c’è da andare col lanternino…una biblioteca come quella in Valle d’Aosta…anche più difficile…non sei solo una mamma, sei anche una che scopre tesori nascosti 😉

    Un abbraccio alla elasti famiglia
    Baol

  7. Sto guardando PresaDiretta, di Riccardo Iacona, che parla di tagli alla pubblica istruzione e sprechi terribili per scuole costruite e mai aperte per colpa di un certificato, scuole pubbliche in affitto in case private con aule senza finestre, precari in ogni settore della scuola pubblica. L’evasione scolastica è tra le più elevate del mondo!
    E’ D E L I R A N T E !
    Noi italiani pensiamo di essere una potenza mondiale e non investiamo nella formazione. Siamo come i ragazzini brasiliani che giocano un calcio eccellente nelle favelas. Se non li porti via, non diventano Ronaldo. Ecco. Noi abbiamo qualche eccellenza, siamo conosciuti nel mondo per poche cose. Ma siamo piccoli Ronaldo nelle favelas!
    In Svezia, nel quartiere più disagiato di Stoccolma, è stata costruita la scuola migliore con i professori migliori del Paese. Una scuola di stranieri che traggono da altri stranieri quell’esperienza formativa che in Italia non si avrà mai. In Italia se tuo figlio è in una classe di stranieri, spesso succede che non arrivi in fondo al programma scolastico, perché i coetanei stranieri ancora non parlano italiano e gli insegnanti sono chiaramente costretti a seguire anche loro! E oggi ci sono le “compresenze” tra insegnanti… figuriamoci domani, con il “maestro unico”… chi rimane indietro, sarà lasciato indietro.
    Io credo e voglio credere che possa migliorare. Iacona ha fatto vedere una scuola elementare pubblica di Bologna, davvero commovente. Ma che sta in piedi con dei fondi trovati per miracolo!
    PresaDiretta è come Report: mi fa venire il mal di pancia! Dalla rabbia!

  8. la mia bimba è in una scuola pubblica , le frasi del pof sono sempre quelle, gli insegnanti non ci credono, ma alla fine si adeguano e il risultato non è poi tanto male. Il fatto è che la categoria degli insegnanti manca in molti casi di autostima, tende a sottovalutarsi. Ma i presidi fanno da contraltare…
    L’unica cosa che vorrei che le maestre facessero è curare l’italiano anche nell’ora di matematica, o di arte, o tecnologia,perchè anche se la bimba è una maga nei concetti logici o nel calcolo o in musica non correggere la parola “tabbbellline” mi sembra …impertinente.

  9. …non so se hai avuto il tempo di guardare rai tre questa sera. C’era PRESA DIRETTA. Il tema era LA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA. Dire “sconfortante” è davvero un eufemismo. Mi sento malissimo: il mio primogenito, proprio come il tuo, a settembre inizierà la scuola primaria. In Italia dove, in luogo di investire nell’istruzione, nella ricerca e nella cultura, le tagliano.
    Che vergogna.
    Lucia (Trieste, ex allieva di nonno A.)

  10. Delle volte sono scoraggiata perchè è difficile, ma spero di diventare insegnante un giorno proprio perchè sogno una scuola migliore, mi accontenterei anche di essere bibliotecaria e la mia roccaforte la vorrei esattamente così 😀
    Grazie per questi due esempi belli ed incoraggianti.

  11. la scuola materna di mio figlio, con orgoglio comunica di fare, con i bambini, il progetto “buona alimentazione”. in che consisterà?

    settembre 2008, prima riunione. una delle prime cose che ci hanno detto è stata di portare una scatola di biscotti per bambino, da dargli a metà mattinata. per farci capire meglio ci hanno detto “come questi!” e ci hanno mostrato una confezione del mulino bianco.
    natale 2008. “si invitano i genitori dei bambini a riportare una scatola di biscotti, li abbiamo finiti.”
    altre 20 confezioni di biscotti del mulino bianco. mulino bianco ringrazia. ecco.

    per non farsi mancare nulla, la scuola presenta con altrettanto orgoglio il progetto “musica”.
    in che consisterà il progetto musica? troppo breve per saperlo. vengo a sapere che è già finito. era iniziato i primi di dicembre scorso.

    buona giornata, N.

  12. Un consiglio, Elasti, la scuola, bella o brutta, se tuo figlio trova un feeling con insegnanti e compagni, sarà fantastica . . . tante volte, tante promesse non sono mantenute, ma non importa! Non preoccuparti più di tanto, hanno dietro una bella famiglia che saprà integrare le mancanze!
    Il “circolo di lettura” della Vallée, mi ricorda un libro letto ultimamente: “La società letteraria di Guernsey”, che mi è piaciuto molto! 😉
    Salutoni! E baci ai tuoi bimbi! R

  13. Avrei inziato il commento con la trasmissione di ieri sera su Raitre ma vedo che ne hanno già parlato. Bellissimo il racconto della biblioteca, piacerebbe anche a me trovare un ambiente simile a Milano, forse c’è e non lo conosco. Ma la biblioteca è reale, le parole del preside sono ancora solo un discorso, per cui incrociamo le dita.

  14. quel dirigente scolastico sembra uscito da una campagna elettorale. Credo fermamente che la scuola debba educare ma sopratutto formare. Deve necessariamente fornire cultura, aiutare i bambini ad apprendere e capire ogni materia. Ci devono essere insegnanti con la voglia e l’entusiasmo di insegnare! Basta parlare di scuola pubblica o scuola privata, tagli o integrazione ci vogliono sopratutto persone aperte, intelligenti, senza paraocchi o stupidi preconcetti ma che, con umilta’, si impegnano all’insegnamento come risorsa per un futuro e sopratutto persone migliori!!

  15. Per #16: un paesino come quello del racconto di Stephen King esiste vicino in Piemonte a pochi km da dove e’ andata Elasti l’altra sera.
    Pont St Martin e’ un gioiellino in cui danno molto spazio ad attivita’ culturali e ricreative.
    Sono contentissima di leggere che ci sono roccaforti come la scuola elementare pubblica e a tempo pieno in cui andra’ lo hobbit grande.

  16. io non seguo più da un pò le scuole, mio fratello è già grande.
    ma faccio ripetizioni di inglese a due ragazzi (boy e girl) che sarà vero che le loro (diverse) prof non spiegano o non sarà vero, ma con me la ragazza è passata dal 4 all’8, il ragzzo dal 2 al 6, ma abbiamo appena iniziato…
    Se devo giudicare da quello che sento da loro, la scuola è allo sbaraglio…

  17. Cara Elasti,
    io ho avuto fortuna: la mia fatina fa gia’ la prima (modulo) e si e’ salvata dal disastro Gelmini per un soffio. Pero’ io sono andata a tutte le manifestazioni d’autunno, perche’ il tentativo di disintegrare la scuola pubblica mi sembrava e mi sembra grave, spudorato e pericolosissimo. Praticamente tutte le mamme di qui (paesino del Lazio) non sono venute alle riunioni che avevo organizzato, figuriamoci alle manifestazioni. Adesso sono prese dal panico e le strozzerei (pero’ mi sono trattenuta e ieri sera ho passato due ore a cercare di spiegare a un gruppetto di loro in che cosa consistono dal punto di vista didattico le 24, le 27, le 30 e le 40 ore che i moduli di iscrizione propongono per le prime elementari).
    Se puoi e se nella tua scuola non l’hanno ancora tagliato, iscrivi l’hobbit al tempo pieno (40 ore): avra’ due insegnanti invece di una prevalente piu’ 2 o 3 altri che fanno da riempitivi. E io trovo che la la scuola pubblica sia un’ottima scelta. Le maestre della scuola della mia fatina fanno i salti mortali con i pochi mezzi a disposizione, ma sono brave e non so come, veramente non lo so, riescono ancora ad insegnare con passione. Almeno fino a oggi.
    Mi sono studiata un po’ la nuova legge e i suoi regolamenti, se qualche mamma vuole qualche informazione, sono a disposizione.
    Resistete, grandi elastigirls!
    l’Arosio
    PS Non e’ un post politico: non e’ una questione di destra e sinistra, ma una questione tra noi e loro. Un Paese democratico l’istruzione la migliora, non la taglia. Il nostro non e’ un Paese democratico. Punto.

  18. Certo non basta la volontà e il credere o meno alle parole dei dirigenti ma ci vuole anche un po’ più di attenzione e vigilanza da parte di noi genitori. Per esempio, quella di barrare tutti soltanto l’opzione 40 ore del modulo di iscrizione mi sembra già qualcosa di concreto (e che rimane nero su bianco…). ciao!

  19. Dimmi che è vero. Dimmi che è ancora possibile. Dimmi che la prossima settimana, quando iscriverò la mia puffetta al primo anno di scuola elementare non troverò un disastro. Elasti, dammi qualche speranza….
    Pat

  20. Io ho avuto una maestra (unica) nel lontano ’72 che per 5 anni mi ha insegnato italiano, geografia, aritmetica, storia ma soprattutto l’educazione ed il rispetto.

    Ora ne hanno tre o quattro di “maestre/i” e sono, salvo eccezioni, incapaci di scrivere correttamente, di fare 2 conti, ignorano quante regioni abbia l’Italia ma soprattutto sono ineducati ed incivili (col mio Squalo stiamo diventando matti a “rimetterlo in riga” dei pessimi atteggiamenti che si porta dall’asilo, ove regna la regola “i bambini devono esprimersi” ovvero anche se si pestano a sangue e mandano a fanculo compagni, bidelle e maestre va bene così).

    Considerato che i bimbi generazione dopo generazione sono sempre più intelligenti e quindi non si può imputare a tare questa serie di mancanze, credo sarebbe il caso di domandarsi, molto pragmaticamente, se meglio la maestra/i unica/i, responsabile/i e capace/i stile ’72 o le/i 2/3 stile 2009 molto brave/i a corporarsi per diluire le responsabilità educative di ciascuna/o, ovvero pararsi semplicemente il didietro.

    I bambini sono piccoli, non sono stupidi.
    Ma tanti adulti non pensano alla loro educazione, pensano solo a salvare le loro ideologie dalla condanna che la storia recente, impietosamente, ha decretato come oggettivamente fallimentari.

    Un peccato….

  21. C’è qui a Bologna una scuola pubblica meravigliosa in collina, dove a ricreazione si esce e si gioca sui prati..me ne parlava entusiasta una mia amica e quando ho detto che meraviglia, ci andrà anche il mio, la risposta è stata: tra cinque anni non ci sarà più la scuola pubblica, dovrai mandarlo dalle suorine! Aiuto! eleonora

  22. In bocca al lupo allo hobbit grande e alla scuola medesima, la quale ha già il merito di avere delle ottime intenzioni, e ora c’è da sperare che riescano a reggerle le ottime intenzioni, e che volgarmente ci siano li quatrini per mantenerle. Perchè da quel che mi pare di capire, e nonostante tutte le cattiverie che si dicono, il corpo insegnante è spesso attaccato alla propria professione e ci tiene – è stato per altro uno dei migliori in Europa per molto tempo.
    Ma se non li pagano per lavorare, se tagliano i fondi, se tolgono gli insegnanti di sostengo e insomma…
    In bocca al lupo Elasti.

  23. bene!
    anche la mia va a una scuola pubblica, milanese, con un signore con la barba che fa il dirigente e che lotta per una scuola a tempo pieno, multiculturale, salda. La scuola è in mezzo a un parco, non mi risultano banconi self service quindi non sarà la stessa vostra, ma è bello sapere che siamo compatti a difendere una cosa a cui teniamo. In bocca al lupo, sosteniamoci a vicenda, giulia

  24. Per MaxHunter:
    Anch’io ho avuto una maestra unica nel lontano 1972. Facevo 4 ore di lezione frontale (lavorando sodo) per 6 giorni la settimana e il pomeriggio lo passavo con la nonna.
    Secondo te, un bambino di 6 anni di adesso è capace di starsene seduto tranquillo ed attento come facevamo noi? E’ vero, forse sono più intelligenti, ma sono molto più vivaci e molto meno maturi.
    I miei figli hanno fatto tempo pieno: 8 ore al giorno con maestre brave e competenti che li stimolano ad imparare in modi che noi ai ns. tempi non ci sognavamo neanche: col gioco, con l’utilizzo del computer, coi laboratori, con le uscite didattiche (quest’anno mostra di pittura, planetario, opera teatrale, tutto legato al programma scolastico dell’anno in corso). Gli insegnano un metodo di studio!
    Non è una questione di ideologia, il tempo pieno attuale è un modello scolastico che funziona davvero, credimi, e magari potessi trovare una scuola media per mio figlio che funzioni bene come le elementari che terminerà quest’anno. Quella frequentata da mia figlia grande è rimasta immutata da quando ci andavo io. Ti piacerebbe sicuramente.
    E’ vero che non tutte le scuole sono uguali, però ce sono tante che funzionano bene, e le vogliono affossare a favore delle scuole private: Non è vero che per l’anno prossimo il tempo pieno è salvaguardato, di fatto vengono tagliate tutte le ore di copresenza, che sono importantissime per recuperare i bambini che hanno qualche difficoltà e i tanti stranieri che ci sono nelle ns. scuole, e per fare laboratori in piccoli gruppi…

    Per Elasti:
    Le belle parole dette dal Preside sono state una realtà per i miei figli. Auguro al tuo hobbit di essere altrettanto fortunato… nonostante i tagli.
    E già che ci sono faccio un appello:
    Se qualcuno conosce una Scuola Media pubblica vicinanze Monza veramente buona me la segnali. Io l’iscrizione non l’ho ancora fatta.

  25. La mia bimba fara’ la prima a settembre . la iscrivo nell’unica scuola a tempo pieno della zona dove non so se la prenderanno perche’ hanno tante iscrizioni .
    Molti mi passeranno davanti in graduatoria per la residenza + vicina alla scuola e per mille altri motivi.
    Io la iscrivo al tempo pieno per bisogno , dato che lavoro e perche’ comunque ci credo nel progetto .
    Mi viene una rabbia pensando che molti di quelli che ci passano davanti sono figli di casalinghe che passano il loro tempo a fare il decupage e che dell’offerta formativa
    Non gliene frega nulla (testuali parole di una madre : basta che in quinta sappiano almeno leggere e scrivere)
    Fino a fine marzo vivro’ nel dubbio se me l’hanno presa o se devo supplicare una scuola privata che me la prendano ( alla modica cifra di 500 euro mensili)
    ciao

  26. elasti: io ci credo pure. ci credo nel fatto che giocare con loro mentre cerco d’insegnare qualcosa, anch’io ci credo quando dimentico tutto quello che sono e faccio un cartellone da mettere sulla porta e ci scrivo sopra il covo della IV classe, ci credo quando li sgrido perche’ mi fanno arrabbiare perche’ al posto di usare le loro testoline buffe si mettono a fare scemenze e a dire : maestra non ho capito (che ormai, ho imparato equivale al non ho voglia di pensarci maestra, fallo tu per me), anch’io ci credo. ma oggi alle 15 collegio docenti. e non voglio nemmeno pensarci. come mi trascinero’ fra tutti quelli che, non credono piu’.

    per la paura di diventare come loro, un giorno.

  27. Elasti non è che si può sapere qual è la scuola??? Farebbe bene un pò di pubblicità a una scuola che se lo merita in mezzo a tante che non sono all’altezza e soprattutto daresti qualche suggerimento a qualche mamma milanese confusa e insddisfatta…

  28. complimenti per il blog, mi piace molto come scrivi, mi piacerebbe avere un tuo commento al mio, parla di una storia molto particolare che sto vivendo proprio in questo periodo

    un saluto P.

  29. Avere un buon maestro è come vincere alla lotteria, e trovare dirigenti illuminati ancora più raro: tu sei stata fortunata!
    La mia settenne frequenta una pubblica Montessori, sì, quella dove “ibambinifannoquellocheglipare” e ovviamente non è vero, ma è un istituto comprensivo (fino alle medie), con tutti i guai gestionali che questo può comportare. Tornerei indietro per scegliere una piccola struttura, in cui forse i problemi si risolverebbero più in fretta e sarebbe facile realizzare progetti anche insieme a noi genitori. E parlando di educazione e rispetto, se non vengono insegnati in famiglia gli sforzi dei docenti (laddove ci sono) saranno vani!
    grazia

  30. Per mammaforever @ #34 (bel nick ;), Femmina un giorno e poi madre per sempre 😉 – F.De Andrè).

    Voglio precisare che non voglio generalizzare, in Italia, malgrado tutto, ci sono realtà dove gli educatori ci mettono addirittura del loro per mandare avanti un sistema carente (tanti altri invece sono solo arraffastipendio che ritengono l’insegnamento un sussidio di disoccupazione).
    Ed è altrettanto ovvio che senza basi educative in famiglia (@ #41) la scuola non può (e non deve) sopperire, ma di contro i genitori non dovrebbero essere nemmeno costretti a porre rimedio al menefreghismo e all’incoscienza di chi usa i bimbi loro affidati per usarli come bimbi-sandwich in mezzo a una strada (è successo anche questo) per personale tornaconto, invece di formarli.

    Ma a parte episodi vari e scuole di pensiero diverse, credo che il sistema attuale, molto pragmaticamente, non funzioni perchè se un sistema funziona si vede dal “prodotto finito”.

    E visto il degrado del “prodotto finito” attuale (basta leggere la cronaca, spesso nera), onestamente credo che il sistema, così com’è, non funzioni.
    Non è ideologico, è tristemente oggettivo 😉 !

  31. Anch’io iscriverò mio figlio in una scuola pubblica con i sani principi illustrati dal signore con la barba. Non sono parole: la mia maggiore, in II, li sta sperimentando. MA: causa tagli alle scuole, nella sua le copresenze delle maestre del tempo pieno sono già abolite da quest’anno. Quindi niente uscita a teatro, niente uscita al museo, niente giornata alla cascina degli animali tanto decantata dalle maestre. Tutte attività presentate a inizio anno e TAGLIATE. Difficile la scuola di qualità senza risorse. Che tristezza…

  32. grazie!!!!!

    E’ solo un fiore
    ma te lo dono con amore
    Amore per l’amore
    senza nessuna pretesa
    Non si sente l’odore
    ma ha un dono raro
    non sfiorisce col tempo
    come le passioni umane
    è lo speccho senza vetro
    di un anima arresa
    un bacio come fiore
    per farsi ricordare.

    Buona vita Tony

  33. Cara Elasti, oggi il tuo commento mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Torno dalla riunione con la dirigente scolastica della scuola dove la mia nanetta piccola inizierà la prima elementare… 40 minuti di descrizione di come Maria Stella abbia disintegrato – “in 9 minuti netti” – quella che era il fiore all’occhiello della scuola primaria nella mia zona. Niente più compresenze, orari ridotti, quindi addio ai laboratori, ai progetti di giornalismo, manualità e creatività, al laboratorio musicale e teatrale, a quelli di artigianato e orticoltura…
    Credo che piangerò ancora per parecchio tempo…
    Raffa

  34. siiii
    tante belle parole….
    tante ne ho sentite anche quando ho iscritto mia figlia in una scuola elementare pubblica sperimentale nella mia zona, con il giardino, gli animali e la piscina…
    tutto stupendo, se non fosse che il dirigente era un fantoccio nullafacente, e le maestre sono cambiate alla velocità della luce, ogni anno, a due/tre alla volta, col risultato che ogni anno ‘sti poveri bambini cambiavano le maestre fondamentali. un trauma ogni volta, alla faccia della rassicurazione iniziale che sarebbero rimaste le stesse maestre per tutto il quinquennio.
    anche quella che lo aveva assicurato personalmente, ha preferito il posto in segreteria anzichè portarli in quinta. traditrice.
    ergo
    magari sarà veramente come vi hanno detto, te lo auguro davvero, ma temo che vada più a c.lo che altro, sai?

  35. mi sono tirata una zappata ai piedi. una randellata nei denti.

    al consiglio docenti, mentre facevamo le ultime rivisitazioni al menomato piano educativo (oh che beeeeeeeei paroloni). me la sono giocata per bene, la mia lingua.
    ho detto apertamente a tutti che e’ inutile stare a parlare di mediazione, restituzione ( giuro, nessuno vuole sapere che cavolate enormi sono queste…) e tutte le altre menate in -zione se noi per primi non ci crediamo. se noi per primi, non mettiamo da parte il nosto orgoglio, le nostre smanie di onnipotenza e non ci sediamo, magari con un buon caffe’ a discutere di cio’ che siamo. se non collaboriamo, se non spianiamo cio’ che di marcio s’e’ creato negli anni precedenti al mio arrivo, come cio’ che si e’ creato nei miei sei mesi di lavoro, non possiamo certo pretenderlo dai bambini.

    era da un po’ che volevo dirlo. mi sono beccata occhiatacce tra l’incredulo e il rinfacciarmi i miei 25 anni d’inesperienza. saro’ anche giovane, ma non fessa.

    domani, mi aspetta una durissima giornata, lo so.

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