Nonsolomamma

il fu marìotereso

lo hobbit piccolo aveva un amico.
pare si chiamasse marìotereso, con l’accento tonico sulla i, vivesse nel muro della cucina, accanto al tavolo, fosse un po’ taciturno e amasse le olive.
marìotereso stava lì e non si muoveva, poveretto. aspettava lo hobbit piccolo che, all’ora di colazione, di merenda e di cena, gli si avvicinava e conversava.

"ekkomi, mahìotehezo. sono hivato" (= eccomi marìotereso, sono arrivato finalmente), ha annunciato stamane lo hobbit guardando il bianco del muro.
"…", taceva marìotereso.
"ke fatika, pehò, amiko" (= coltivare il nostro rapporto mi costa una gran fatica, sappilo. purtuttavia mi rendo conto del dono prezioso dell’amicizia e non mi sottraggo a questo quotidiano appuntamento teco)
"…", assentiva il muro.
"ài manzato oìve ozzi? io fatto pazel babbapapà, zokato dum dum gande e fatto patzo" (= hai mangiato la tua razione giornaliera di olive, dove per olive intendo olive, uvette, uva e caramelle gommose? io ho fatto il puzzle di barbapà 40 volte nelle ultime 24 ore, ho giocato con il camion grande e ho fatto il pazzo)
"…"
"babè. vuoi sentihe mie hime?" (= va beh, potrei colmare questo tuo silenzio recitando per te qualcuna delle mie poesie. le invento io, modestamente)
"…"
"z’eha una vonta… kakka-kakka, pipì-pipì, putza-putza. ekko fatto" (= c’era una volta… cacca-cacca, pipì-pipì, puzza-puzza. ho terminato. l’hai gradita? è un mio cavallo di battaglia e riscuote sempre un certo successo tra parenti e amici)
"…"
"mahìotehezo… capizzi lo ke diko?" (= amico mio, ho la netta impressione che ci sia un muro di incomunicabilità tra noi…)
"…"
"sai, mahìotehezo… tu fozze non capizzi me pekké io sono mòtto pastizzòne con le pahole" (= sai, marìotereso. devo farti una confessione perché tra amici l’onestà e la sincerità sono importanti. non è colpa tua se non mi capisci, marìotereso e nemmeno del fatto che vivi dentro questo muro bianco e chissà che vita difficile e tremendamente noiosa conduci. tu non mi capisci perché io non ho una grande dimestichezza con la lingua italiana, perché io, nonostante sia alle soglie dei tre anni, sono molto pasticcione con le parole. devi avere pazienza e fare un piccolo sforzo ma sono certo che questa mia, ehm, caratteristica non ostacolerà la nostra preziosa relazione amicale)
"…"
"mahìotehezo? mahìotehezo? mahìotehezo!!! mannazza!"
tunf tunf tunf
"nano! piantala di dare i calci al muro!!!!"
"ma mamma! quetto non capizze me…" (= ma mamma! questo idiota non mi capisce!)

da stamattina lo hobbit piccolo non ha più un amico immaginario.

57 pensieri riguardo “il fu marìotereso

  1. Scusa me lo presteresti mica una mezz’oretta il tuo nano piccolo?

    Magari con due paroline delle sue fa tacere Enza Cosci!

    Ok me ne vo saltellando altrove, per ora… solo per ora!

    Torno sempre… peggio della peperonata!

    ^_^

    (NO… non è che Enza sia rimasta dopo la prima infanzia… son io che non sono mai uscita da quella fase :-P)

  2. ma la mamma di MarioTereso cosa aveva bevuto prima di scegliere il nome del figlio?

    i discepoli che stanno tappando tutti gli spazi nei muri perche’ non esca mariotereso

  3. anch’io avevo un amico immaginario. Ma era un semplice fantasmino ispirato a Casper. Mariotereso che vive dentro il muro mi ricorda un libro per bambini che ho letto nella biblioteca di Cavalese. Era piuttosto inquietante, ma purtroppo non ricordo chi l’ha scritto. Trattava di una casa che lasciava percepire ai suoi abitanti delle misteriose presenze nei muri. Non è che questo libro è stato letto al nano piccolo? Magari da nonna J?

  4. Praticamente come la mia Parrucchia.
    Malgrado io perorassi la sua causa per non farle chiudere la porta in faccia (gli adulti, ciechi, non la vedevano…) e per farle avere la sua dose di dolci e cioccolatini.
    Ingrata!

    itinera

  5. Elasti, non essere precipitosa eh. Sono rapporti conflittuali ma possono essere duraturi.
    Io ci avevo uno che si chiamava Franco. E’ venuto anche con me in prima elementare. Poi mi sa che alla mensa si dileguò . ma dovevo avere sette anni:)

  6. Io ci ho messo 40 anni per liberarmi dell’amica immaginaria. Precoce, tuo figlio.

    (È un post fantastico, come tutti in realtà dove trascendi la quotidianità e ne fai logos – va bene, puoi usarla per il risvolto di copertina del prossimo libro).

  7. Da questo dialogo con il muro-amico si evince molta maturità relazionale di tuo figlio (giuro non è una presa per i fondelli) cioè racconta al suo amico la propria giornata volendolo rendere partecipe, si preoccupa per lui, se abbia mangiato o meno e sopratutto riconosce di sbagliare…è un grande sul serio!
    Complimenti!

  8. Il mio si chiamava GianMario..poi scoprii che un ragazzo che abitava nella via parallela alla mia si chiamava cosi’ e fu il mio primo (segreto) amore. Ohibo’, se me lo ricordo forse non ero cosi’ piccola quando avevo un amico immaginario!

  9. Che bello cominciare la giornata con i tuoi racconti…
    Li stavo “tramettendo” ad una mia collega che ha due piccolette spettacolose.

    (Che rimanga tra noi… oggi stesso le compero il tuo libro… sshhhhhs)

    Ottima giornata a tutti/e!
    Kaishe

  10. no beh, non si lascia un amico come mariotereso solo per una piccola incomprensione!!!
    dì pure allo hobbit piccolo che non sono d’accordo… tantopiù che ESIGO un video o una registrazione di queste conversazioni. sono sicura che mi tirerebberò sù nei momenti bui!
    un bacio a tutti e soprattutto al povero muro.
    Michela

  11. Immaginario sì, ma il pratico hobbit vorrebbe almeno che l’amico parlasse da solo, non ha voglia di fare la fatica di fare i dialoghi per tutti e due! (come immagino tocchi fare di solito con gli amici immaginari).
    Pochi giorni fa il mio secondogenito – 8 anni – mi ha comunicato di avere un “nuovo” amico immaginario – non sapevo che ne avesse mai avuti – che dorme con lui (ah, Estivill, dannazione!)

  12. Che tenerezza sentire il ‘dialogo’ del piccolo hobbit! E’ così premuroso… un pò mi dispiace che si sia troncata così bruscamente quest’amicizia 😉
    Io a quell’età avevo come amici immaginari i due ‘pilastri’ del mio lettino, con i quali dialogavo amabilmente tutte le sere prima di addormentarmi… non c’è limite alla fantasia…

  13. ma quanto e’ fantastico lo hobbit piccolo??? me lo strapazzerei di baci.

    grazie per questo favoloso spiraglio nel suo mondo…

    londongirl

  14. divertente…ma come hai reagito la prima volta che lo hobbit piccolo ha cominciato a parlare al muro??? Chissà se anche il mio piccolo mostro mi regalerà momenti così….brrr

  15. e pensare che anche a me ,alla soglia dei 40 anni, spesso mi capita di parlare con il muro : un muro con cui ci dormo pure, ci litigo e AMO …solo che il mio muro si chiama Lele … buona giornata
    Adri

  16. ecco claudia, sono veramente meravigliata dalle sue capacità relazionali, anche introspettive!
    credo che le traduzioni scritte in piccolo che leggiamo noi, le faccia anche a lui che impara.. molto in fretta, anche! N.

  17. NON HO PIù ALCUN DUBBIO, MARìOTERESO è STATA UNA CONFERMA, IL TUO HOBBIT MINUSCOLO è UN BAMBINO CRISTALLO.SEI PROPRIO PRIVILEGIATA.UN BACIO
    FREEPENELOPE

  18. verso gli 8 – 9 anni avevo un animaletto immaginario – una scimmietta. Solo che un giorno mia mamma mi ha beccato mentre la stavo facendo scendere dalla mia testa per metterla sulla poltrona e mi ha preso per pazza … e così la mia scimmietta è sparita

  19. Squalo aveva un amico immaginario ma l’ha fatto fuori durante un regolamento di conti :))) !!!

    Marìotereso è spettacolare, io insisterei per salvarlo e appurare la natura dell’entità !
    Certo che già dal nome traspare una certa inquietante ambiguità :))) !

  20. Quasi quasi mi vien da dirti: “beata te!” io ho convissuto con la figlia piccola e la sua amica immaginaria per un po’ di mesi, e tutto, (sali/scendi dall’auto, entra/esci di casa, per esempio), andava fatto con i tempi per far passare due bambine!;-)

    Ciao, R

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