Nonsolomamma

nebbia sulla città di A

stamattina nella città di A è nuvoloso, c’è moltissima nebbia, fa freddo e l’umidità è al 97%.
mister incredible è a chicago.
elastigirl e gli hobbit prendono l’autobus numero 32, guidato da una ragazza bionda che sbadiglia a ogni fermata. qui il servizio di autobus è gestito dagli studenti universitari. Il 32 fa solo sei corse al giorno ma è gratis e se hai la fortuna di salirci, all’interno c’è una rete wireless con cui si può navigare su internet.
ieri lo hobbit grande ha perso il suo secondo dentino e stanotte una fata, versione americana del topo, ha prelevato la minuscola reliquia da sotto il cuscino e ha lasciato due sorprese, una per ogni hobbit perché, essendo lei americana, un po’ stordita ma molto generosa, nel timore di fare il regalo al bambino sbagliato, ha preferito abbondare.
lo hobbit piccolo, semisdraiato sul sedile del 32, tiene stretto
il piccolo trattore rosso, trovato stamane tra le lenzuola, porta guanti verdi da cui non si separa mai e parla con marìotereso, l’amico immaginario.
lo hobbit grande è infagottato nel suo giubbotto, gli occhi spalancati nel vuoto e la lingua che tormenta il nuovo buco tra i denti. apre e chiude il contenitore del pranzo per l’asilo.
"cosa ci hai preparato, mamma?"
"focaccia, formaggio, carote e yogurt"
"le carote mi fanno schifo"
"le puoi sempre scambiare con la gelatina alla menta di duc, il bambino cinese"
l’asilo degli hobbit, la reggio preschool, è una casetta bianca di legno, su due piani. davanti, a destra e a sinistra c’è il bosco, dietro l’enorme giardino in cui giocano i bambini.
il cielo è grigio e lo hobbit piccolo oggi ha gli occhi particolarmente grandi e tondi e una massa di ricci spettinati che gli cascano sulla fronte, perché ha saltato la rasatura bimestrale. sono le 8,30.
"è una giornata tiepida e piacevole. stiamo fuori in giardino bambini!", grida la maestra rachel, piedi scalzi e berretto da neve in testa.
lo hobbit grande si spoglia e corre dal suo amico jody, giamaicano che non sembra dare segni di squilibrio.
il papà di sienna chiede a elastigirl come si dice i love you mummy in italiano perché deve dirlo a sua moglie quando torna a casa.
tim, il bambino che di solito vive dietro la tenda, è sdraiato sul prato bagnato, a  occhi chiusi, gambe e braccia spalancate.
"la mamma va", dice elastigirl.
lo hobbit grande è lontano, abbracciato a jody.
lo hobbit piccolo fa sì con la testa e ciao con la mano, lo sguardo serio, il trattore in tasca.
elastigirl vorrebbe che rachel lo abbracciasse un po’ ma qui non si fa, qui sono dei duri.
lui rimane così, i ricci al vento, i piccoli guanti che salutano, gli occhi bui come tunnel, mentre elastigirl si allontana, tira su con il naso e ripete come un mantra "staranno-bene-staranno-bene-staranno-bene".
vicino alla reggio preschool, attraversati i binari della ferrovia, c’è un’altra casetta nel bosco. sembra una baita di montagna ma è colorata di blu. dentro ci sono dei tavolini, un bar, l’accesso a internet, due vecchietti con lunghe barbe bianche e la tuta da ginnastica che giocano a scacchi, ragazzi che studiano e mangiano uova fritte e salsiccia, signore che prendono il tè ed elastigirl che lavora, aspettando che gli hobbit escano dall’asilo.

48 pensieri riguardo “nebbia sulla città di A

  1. Elasti cara,
    non ti preoccupare, i bambini hanno risorse inaspettate!
    Però che bello! Il bosco, il verde, anche l’acqua e la nebbia! Vorrei essere lì per abbracciarti e farti sentire meno sola!
    Angela C.

  2. oddio…staranno bene, lo scopriremo solo vivendo! no, scherzo, think positive! essendo nani hanno risorse inesauribili

  3. accidenti e io che salutavo mariotereso ogni mattina, nella tua cucina.
    ma magari i marioteresi si teletrasportano, quindi meglio essere gentili.

  4. se Mariotereso è con loro, nulla può accadergli…vi adoro e questo è quanto.

    Pat non loggata perchè non si ricorda più la password di splinder

  5. se non lo abbraccia lei, lo abbraccerai tu mille volte quando te lo riporti a casa…
    poi senti, vuoi mettere ha un trattore nuovo fiammante, sono queste le gioie della loro vita
    Un abbraccio
    Romì

  6. Per come la vedo io siete in una favola 🙂 !

    Asilo con bosco attorno e bambini sui prati e non sull’asfalto ^_^.

    Io ritengo che vi basterà automunirvi e che faccia tre giornate di sole per farvi decidere di restare lì per la vita 😉 !

    E poi vuoi mettere ? Con ‘sta fatina dei dentini a stelle e striscie così spandona chi li porta più via da lì i cuccioli 😉 ?

  7. Elasty, ti seguo ogni giorno, e seguo con passione il viaggio ad A. Sono convinta che sarà un’esperienza favolosa, che questi primi giorni sono solo di ambientamento, ed è normale….un abbraccione a tutti voi!

  8. come la conosco l’emozione che traspare dal tuo post! ma poi, un giorno, improvvisamente, sei felice e contenta e dici a te stessa: ma davvero mi sentivo così? e non ti sembra possibile.
    fidati, prima o poi quel giorno arriva! (magari il primo giorno di sole o il ritorno di mister I aiutano!)
    pri fresca emigrata

  9. Come sempre, mi fai sorridere ed emozionare e anche commuovere! Grazie per regalarci le tue descrizioni così vive e condividere con noi le tue sensazioni. E speriamo che spunti presto un raggio di sole… Un abbraccio!!! Lo

  10. che tenerezza… certo che stanno bene! e li abbraccerai di più quando tornerete a casa (se riuscute a prendere una delle 6 corse del 32…). siete carini, non farti venire freddo dentro, cara elasti, è una bella esperienza! vocetta

  11. anche a me ‘st’America mette un po’ di ansia. non per gli hobbitt, che staranno benone, ma per la mamma.
    uno legge “vado in America” e immagina il tramonto sulla baia di San Francisco, non la nebbia su nowhereland.
    coraggio!… i tuoi venticinque(mila) lettori sono con te.
    ciao MariaAngela

  12. si, elasti, staranno bene, non vorranno più tornare a casa, e anche tu ti ambienterai in breve tempo..
    se tu e tuo marito siete due supereroi anche i vostri nani qualcosa avranno ereditato..

    gli hobbit sopravviveranno, e saranno proprio loro a dare forza anche a te…

  13. sembrata in una favola…
    per me sara’ dura ritornare…
    godetevi ..il bosco,la nebbia,
    il prato…la tranquillilta’
    un abbraccio e tu elasti,non lavorare troppo, sei in ferie pure tu…
    ciao
    beffy1

  14. … l’immagine dell’hobbit piccolo con i ricci sulla fronte, lo sguardo serio e gli occhi enormi… non so, mi ha fatto venire una gran voglia di abbracciarlo…
    Sei una mamma dolcissima, Elasti… un abbraccio forte forte anche a te…

  15. grazie elasti.. tra un anno devo seguire con figli mio marito in giappone per 2 mesi.. e sono sicura che anche lui avra’ un convegno da qualche altra parte appena arrivati li (l’ha gia fatto in francia..) ma leggere dell’elasti-famiglia mi da coraggio..
    ps non ti preoccupare per i bambini: al nostro nido abbiamo mandato una bimba di taiwan in italia per 2 mesi e alla fine era entusista (e parlava italiano)!!

  16. sarà che ho la lacrima facile, ma mi hai fatto piangere…..
    il clima e il paesaggio assomiglia a casa mia, da me però manca il 32 gratis con la rete wireless (da me non c’è manco l’adsl)…
    allora ti dico… la prossima volta che per caso senti il bisogno di vivere nella natura fra la nebbia… vieni, ti ospito io almeno ci facciamo compagnia. c’è solo un problema, l’asilo più vicino è gestito dalle suore…

  17. Ti fanno lavorare?

    Ecco che abbiamo scoperto come mai il tuo capo era stato tanto contento di lasciarti andar in USA per cinque settimane, sapeva che qualcosina da fare anche in ferie te l’appioppava.

    Grane della postazione al centro dell’open space…

    Ok sto scrivendo fesserie, visto che non so a cosa ti riferivi scrivendo lavoro…

    Scrivo fesserie?
    Che novità, vero?

    ^_^

    Rabb-it
    che ha terminato la sessione canora per oggi.

    Che sto dicendo? oh giusto! è un po’ che non passo link da ste parti…

    http://latanadirabb-it.blogspot.com/2009/04/revival.html

    Vantaggi di lavorare in posti molto rumorosi!

  18. Staranno bene! Ne sono sicura!;-)

    E pensarti di là della strada (ferrata) a lavorare mentre aspetti che loro escano dall’asilo, mi fa tenerezza! Mi immagino che per la fine del tuo soggiorno, lì, in quel bar cammuffato da baita, sarai di casa, chissà che belle esperienze!
    Raccontaci che tipi sono questi americani di A.

    Ciao, R

  19. Sì, sì, staranno bene.
    Si godranno l’amico giamaicano, la gelatina di menta e tutto il resto.

    Non se ne ricorderanno granchè (perchè sono piccolini) ma farà parte della loro memoria mitica.

    E cosa c’è di meglio dei ricordi mitici?

    itinera

  20. elasti, è già qualche post che ci dici che lavori quando dovresti essere in ferie! raccontaci.. a che stai lavorando? buona giornata, N.

  21. sarà per colpa di questo metodo che gli studenti americani hanno una certa domestichezza con le armi (“sta solo imparando da solo quanto sia pericoloso maneggiarla… no Tim, non puntarla verso la piccola Marion, lo sai che è carica!”)?
    Portali via da lì. Piuttosto un asilo dove usano la divisa, il grembiule, dove le maestre si chiamano Frau Inge, e assomigliano a Tata Lucia – quella di sos tata.

  22. dai elasti….io a tre anni sono stata catapultata (e x ben 2 anni!) in un asilo belga pieno di bambini tremendi e futuri bevitori record di birra!
    anche se mi rincorrevano per tirarmi giù le mutande mi sono cmq divertita…le maestre suonavano il pianoforte , Stefanò mi piaceva e Cristine Carton (a me suonava così!) era la mia migliore amichetta….ho campato di rendita per anni con quella esperienza!!
    in effetti ora capisco perchè mia madre la trovavo spesso attaccata alle sbarre del giardino ad orari alternati…..ah! il clima a bruxelles era simile ad A. quindi ci sbattevano in giardino appena smetteva di diluviare. ho sperimentato malattie da freddo che un italiano nemmeno sa di poter avere!!
    stai su.baci

  23. Elsati…mi hai fatto venire una stretta al cuore quando hai descritto il tuo hobbit piccolo… Anche io mi sentirei così…figurati che a volte mi vengono le ansie anche dopo che l’ho lasciato al nido dove va da più di un anno e mezzo!!! E’ il momento del saluto che è toccante…in quel preciso istante tutte le tue debolezze e paure vengono fuori…ma poi, riprendi il controllo e ti dici: ma lui sa che torno presto a prenderlo. I tuoi bambini sono forti, proprio anche grazie a queste esperienze. Coraggio.

  24. Dio Reportàge a me la stretta a cuore m’è venuta quando ti sei descritta dentro alla casetta blu gomito a gomito coll’omaccioni caa salopette e le ova fritte.
    Situazione in cui mi sono trovata anche io quando in Canada il mitico dissertava la tesi di PhD assistito dalla sua solerte ex fidanzata – dieci lingue, prof ordinaria, taglia 40 occhio azzurrata – in sintesi una zoccola.
    Ma gli hobbit stanno benissimo li vedo.
    Mr Incredible, se mo quando torni non li porti a cena fuori in tutti i luoghi di peggiore perversione imperialista sai che te famo.

  25. zauberei: hai troppo ragione!!! se Mr I non si farà perdonare dopo essere letteralmente fuggito a chicago lo conceremo per le feste!!! tu elasti nel frattempo saccheggia tutti i negozi di A. faggiu

  26. un post bellissimo come sempre. sono una tua lettrice silenziosa ma ogni giorno mi collego per leggere quello che hai scritto. sei bravissima a descrivere le emozioni che si provano, davvero, commovente.
    Grazie anche per il tuo costante aggiornamento, la tua “disponibilità” e generosità.
    Stai su, state vivendo una cosa importante nonostante qualche inevitabile risvolto difficile.
    luis

  27. Avevo pensato che fosse diverso il tuo viaggio negli States, + roba alla Billy Wilder che Stephen King. A. a momenti sembra Twin Peaks…
    Se Mr Incredibile non si inventa qualcosa e risolleva le azioni, direi che ci avviamo verso la debacle.
    Auguri.
    A.

  28. elasti, gia’ che navighi guarda http://www.garnethill.com, sempre per pompare l’economia americana, poi comprati i racconti di Salinger “Nine stories” e vai subito a leggerti “Uncle Wiggily in Connecticut”, qui una bimba ha un amico immaginario Jimmy Jimmereeno, quando ai miei genitori hanno parlato di questa storia si sono sentiti meno angosciati ad avere una figlia con un amico immaginario (si chiamava Uen per la cronaca). Inoltre Jimmy Jimmereeno muore travolto da un auto, lo stesso destino di Uen, chissa’ cosa succedera’ a Mariotereso nel New England!

  29. Claudia,
    non dici nulla in difesa del marito….e’ parecchio sotto la lente da quando siete americani!!!!
    …comunque…tutto e’ nella norma, lui e’ li’ per lavorare…voi al seguito…nell’agio e…nel disagio che con un po’ di ambientamento senzaltro terminera’!!!
    Virginia

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