Nonsolomamma

succede a torino

può succedere di andare un venerdì alla fiera del libro di torino sotto un diluvio torrenziale senza ombrello. e trovarsi in mezzo a bambini smarriti e adolescenti che mangiano hot dog e chiedersi ‘cosa ci faccio io qui, fradicia di pioggia, in questa bolgia infernale?’.
può succedere di perdere la strada e confondersi tra gli stand e avere un momento di sconforto e solitudine e domandarsi se non era meglio restare a casa con gli hobbit che in questo periodo il mondo fuori è troppo difficile e rumoroso.
può succedere di incrociare uno sguardo amico. ‘ciao, sei elasti? io sono M, speravo di incontrarti qui. vieni con me che ti mostro la strada’, ti dice sorridendo, avvolgente e sicura come una sorella grande. e allora può succedere di lasciarsi un po’ andare e accorgersi che questo posto è un inferno, ma è un inferno di libri e ha anche un suo fascino.
può succedere di distrarsi e di accorgersi che è tardi e di dovere correre a un enorme stand con uno grande schermo e un piccolo palco e tante seggioline.
può capitare che una signorina ti dica ‘adesso tocca a noi. accomodati vicino al microfono, parleremo di genitorialità’.
e tu in quel momento vorresti essere solo figlia, al massimo nipote e la genitorialità è una parola aliena e ostile.
può succedere di essere al tavolo dei relatori, tra uno scrittore che ha scoperto che fare il papà è un mestiere splendido, cambiare i pannolini è gratificante e che la fatica sta solo in una miniera, e una tata che consiglia di fare capriole sul prato, di stare a tempo pieno con i propri figli mettendo da parte la divorante ansia della carriera e di educarsi alla felicità.
può succedere di essere assaliti dal dubbio di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato e di non avere assolutamente nulla da dire.
può succedere che alla fine ti alzi, con un po’ di vertigini, e ti si avvicini un poliziotto e ti chieda ‘è lei elasti?’ e tu sei sempre più convinta che quella mattina avresti fatto meglio a stare a letto a casa tua e ti domandi cosa hai fatto di male perché un poliziotto con la divisa e la pistola cerchi proprio te, tra tutta quella gente e balbetti ‘sì, sono proprio io’.
‘piacere, sono un’elasti-lettrice e sono felice ed emozionata di incontrarti qui. sono venuta apposta a cercarti. ho due bambine e una vita incasinata, proprio come la tua’, ti dice sorridendo. e tu la abbracci, incredula.
può succedere che la vita ti travolga e ti stupisca, a torino, sotto la pioggia, in mezzo a una bolgia infernale.

49 risposte a "succede a torino"

  1. Si sa che il salone del libro di torino, specie al sabato e alla domenica, è un posto da evitare come la peste! 😛
    me lo ricordo quando lo inaugurarono 22 anni fa (son già vecchietta…) era proprio bello. adesso, invece, è inavvicinabile, già dalle code alle biglietterie…

  2. però bello quando la vita fa queste belle sorprese assolutamente inaspettate… w le elasti lettrici, tutte quante! 🙂 vocetta

  3. Capita a tutti di sentirsi ogni tanto la persona sbagliata nel posto sbagliato al momento sbagliato.. ma per noi , tuoi affezionati lettori, ormai hai un posticino speciale nel nostro cuore!! Con simpatia

  4. cara elasti, io non ancora, ma credo ci siano sparse per il mondo, molte elasti mamme come te… E quasi, attendo con ansia di unirmi a voi!

  5. Il paradiso è una biblioteca fornitissima, l’inferno è non poter leggere… Per cui concordo quello di venerdì assomigliava parecchio ad un inferno.

    Con buona pace di Virginia Wolfe.

    Però… è stato troppo bello uscire e trovare che aveva smesso di piovere.

    Prossima volta mi organizzo meglio.
    Ehhh… le ultime parole famose.

    PS, son quasi sempre simpatiche quelle il cui nome comincia per M. vero?
    (Non rispondere :-P)

    Sono di parte? Giusto un poco! ^_^

    Un friccichino!

  6. ciao
    io sono la mamma che ti ha salutata dopo il tuo smarrimento da “oddio-adesso-questa-poliziotta-cosa-vuole-da-me???” e vorrei dirti che, contrariamente a quanto affermato dallo scrittore uomo, io concordo con te che anche essere mamma è faticosissimo, non semplifichiamo dicendo che il solo vero lavoro è andare in miniera (!), e che i tuo dubbi, la tua ironia, riscaldano il cuore di noi mamme sempre in bilico fra tante vite possibili!
    p.s.: sia per me che per le mie bimbe è stato bellissimo conoscerti !!!
    baci da una quadrimamma-non-per-caso

  7. Ciao Elasti e ciao a tutti.
    Menomale che esistete.Ieri mattina il mio pc di casa ha dato segni di non farcela più, si blocca ad ogni pié sospinto.Io ho quasi pianto, ti rendi conto?
    Mi sarebbe piaciuto venire a Torino.Molto probabilmente mi avrebbe anche fatto bene, tanto é qui, ora, che mi sento sbagliata nel posto sbagliato.
    Ah, dimenticavo: la scena del poliziotto mi ha fatto ridere stamani di buon ora.Vedi che quando dico menomale che esistete c’ho ragione?

  8. Ciao Elasti e ciao a tutti.
    Menomale che esistete.Ieri mattina il mio pc di casa ha dato segni di non farcela più, si blocca ad ogni pié sospinto.Io ho quasi pianto, ti rendi conto?
    Mi sarebbe piaciuto venire a Torino.Molto probabilmente mi avrebbe anche fatto bene, tanto é qui, ora, che mi sento sbagliata nel posto sbagliato.
    Ah, dimenticavo: la scena del poliziotto mi ha fatto ridere stamani di buon ora.Vedi che quando dico menomale che esistete c’ho ragione?

  9. Cara Elasti, la fiera del libro è una bolgia infernale!

    Tu non eri assolutamente la persona sbagliata nel posto sbagliato. Eri l’unica a parlare della vita reale: senza fronzoli, immagini poetiche e battute ad effetto!

  10. ciao.
    io sono l’altra mamma che è venuta a salutarti a torino, quella che “sono un po’ te, ma nel futuro”.
    mi ha fatto piacere conoscerti. sei come speravo che fossi.
    si vedeva che eri spaesata e questo è ciò che mi è piaciuto di più.
    a chi dà ricette senza titubanze, bisogna credere solo così e così.
    ti faccio gli auguri per tutto ciò che verrà.
    in attesa di incontrarti ancora, chissà…

    marta

  11. Vedo che non ti sei ancora abituata a questi eventi… forse sei senza speranza, non ti ci abituerai mai…ma, secondo me, è anche per questo che piaci a tutti….con le tue paure, insicurezze e le tue reazioni umane…sei vera..ogni volta che racconti di aver partecipato a qualche evento mi torna in mente la feltrinelli a Milano… che bello è stato incontrarti.

  12. ARTU’

    cara elasty,
    sono andato alla Fiera con nonna J nel pomeriggio di sabato, ma non nel primo pomeriggio, e la gente aveva cominciato ad andarsene.
    Devo confessarti che in una Fiera come quella, piena di gente io entro in panico (davvero), mentre mia moglie si trova a sue agio.
    Abbiamo visitato alcuni stand alla ricerca di qualche amico meno frenetico: siamo passati anche dal tuo editore, e abbiamo identificato il tuo libro con facilità. Era esposto bene, era visibile e consultabile. C’era anche un vecchietto che si è rivolto a noi dicendo ” compratelo perchè è proprio bello”. Nonna J ha detto esibendo un sorriso radioso ” lo so, l’ha scritto mia figlia “, e ce ne siamo andati lasciando il vecchietto che ci spiegava la nostra fortuna. Io sono stato zitto e mi sono preso un merito che non mi spettava.
    Abbiamo poi assistito ad un paio di presentazioni nella sala gialla, dove abbiamo trovato alcuni amici, alcuni lavorativi altri no. Abbiamo chiaccherato a più non posso, poi siamo partiti e siamo rientrati al castello un po’ tardi.

    Il resoconto della nostra giornata torinese non sarebbe completo se non ti dicessi che prima della Fiera abbiamo prenzato alla grande con alcuni editori e alcuni amici.

    All’arrivo al castello eravamo – come si diceva un tempo – stanchi ma contenti.

    abbracci

    artù

  13. Mi è spiaciuto non venire, anche perché non mi potevo muovere da casa per via di influenza, agghiacciante, con ‘sto caldo…

    Mi sarebbe piaciuto fare due chiacchiere sui libri, e dire a chi dice che il lavoro in miniera è duro, se per caso l’ha provato.

    Facile aprire la bocca.

  14. accidentaccio… lo sapevo che c’eri MA dov’eri? eh sì che c’ero venerdì (e pure sabato e domenica)… e mi sono ritrovata anche fianco a fianco con tata lucia a consultare dei libri, probabilmente sabato ero alla stessa presentazione alla sala gialla con artù e nonna j… ma di te nessuna traccia… ho cercato nel programma ma non ho trovato niente 😦 sono proprio scarsa… comunque confermo: sabato e domenica è un inferno soprattutto per chi vuol provare ad accaparrarsi, letteralmente, quei “maledetti” green point!!
    8mirtilla8

  15. Quando c’è la voce fuori dal coro, Elasti arriva subito a commentare.
    Ma se mi dici che ti hanno invitata per la danza del ventre, allora ok.
    Aveva un senso.

    Buongiorno a te, cara MarraS

    Anonimo 33

  16. nooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! elastiiiiiiiiiiiiiiiiiiii non dirmi che sei stata a torino alla fiera del libro!!!!! accidentiiiiiiiiiii tu a torino finalmente e io adesso sono in cina!!!! tra l’altro riesco a leggerti solo adesso perché qui il governo ha bloccato alcuni siti, tra cui youtube, splinder e ora anche blogspot, e io ho scoperto solo da poco come entrare lo stesso… adesso saprò cosa fare nelle serate libere… ho un sacco di post da recuperare!

  17. Chissà perché, però, le anonime voci fuori dal coro spesso e volentieri non hanno mai il coraggio di mettere un nome, anche falso, ma di metterlo. Troppa fatica digitare due lettere in più?
    Beh, almeno ha avuto il suo quarto d’ora di gloria.

    Angy

  18. Cara Angy, se ti riferivi a me col tuo commento, sappi che se clicchi sulla casetta accanto al mio commento, non solo saprai il mio nome, ma verrai catapultata direttamente nel mio mondo, quindi non mi sembra proprio di peccare di mancanza di coraggio, tanto più che seguo elasti da una vita e non le ho certo mai fatto mancare mille complimenti!! non capisco proprio il perché del tuo commento…

  19. chiedo scusa chiedo scusa umilmente ad angy!!! ho letto solo ora i commenti precedenti e ho capito che non ti riferivi a me!!! mi sembrava strano… ancora scusa come al solito sono partita in quarta senza pensare, perdono!!!!

  20. Da brava torinese sarei dovuta essere li, ma ahimè, niente permessi.. 😦
    Peccato…Lo volevo anche io l’abbraccio… 😦

    Edhel

  21. Io c’ero, ero l’unico non genitore ma non potevo perdermi la possibilità di vedere finalmente dal vivo la tua emozione. Te la sei cavata alla grandissima, visto anche la concorrenza di Biondillo e il suo ego (molto simpatico, peraltro) e di un faro nella nebbia come Tata Lucia.

  22. “educarsi alla felicità”… potrebbe essere un buon inizio soprattutto quando ci si sente fuori luogo anche sotto la docci! 😉
    @ng.

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