in redazione, un afoso mercoledì pomeriggio:
– io l’ho tenuto in mano un ramarro. hanno un carattere di merda
– ho il piede molto largo
– avete già chiamato il bar? io voglio un ghiacciolo gusto chinotto
– io sui giornali italiani non trovo nulla da leggere. quindi non li leggo
– sei pur sempre un giornalista
– me ne frego
– hello! but who are you?
– guarda che non puoi chiedere al telefono a uno sconosciuto in inglese ‘who are you?’ è come se dicessi ‘pronto, chi cazzo sei?’
– va be’, ho sbagliato, ma non fatemelo pesare se no poi mi umiliate, you humiliate me, e vi sogno la notte
– la verità è che in inglese puoi dire un po’ quello che ti pare, basta che ci metti ‘please’ vicino. puoi pure dire ‘chi cazzo sei, please?’ e sembri pure educato
– detesto prendermi cura dei miei capelli
– ora mi stampo l’orario della settimana, mi leggo il report di morgan stanley sugli immobili e telefono all’idraulico
– mannaggia li mortacci
– oh, il 13 luglio si sciopera
– chick si può tradurre con ‘gnocca’?
– chick letteralmente è ‘pollastrella’
– com’è il ristorante vietnamita?
– perché mai una maggiore propensione al rischio dovrebbe far salire l’euro?
– hanno prezzato il bond wind
– qui dentro fa un caldo porco.
molto divertente, ma come fai a ricordare tutte le conversazioni, giri armata di registratore come ci insegnano recentemente?
già, come patrizia! no, prendo appunti… che poi non sono altro che i vecchi zii del registratore di patrizia
sarebbe stato interessante approfondire la storia del ramarro. se magari ci riesci, informa pure noi.
Ho comprato il libro perchè era in saldo (!) ma poi l’ho trovato divertente! Scusa il fuoritema Elasti, ma di regole internet non ci capisco un cavolfiore!
Rocky Balboa
eli, ma in confidenza…. dimmi una cosa, ma i nostri commenti li leggi sempre tutti? baci
Fanno il ghiacciolo al chinotto?!
Dove? Dove?
Baol
Le tue scene da un open space mi fanno sempre morir dal ridere.
A proposito, ancora non ti ho fatto gli auguri!!!!
Un abbraccio
Lydia
TOP TEN!!!!
E mo’ leggo…
Closethedoor délogghée
A qualcuno fa effetto il caldo anche nell’open space del severo quotidiano…
grnde elasti!
ho preso il tuo libro in biblio, mi linci o mi perdoni?
negli open space succede sempre di tutto.. e le conversazioni sono delle più sensazionali.. noi incominciavamo a parlare del pranzo alle 10.00 del mattino fino a che non ci arrivava… decidendo se prendere anche sushi o il kebab.. il cibo era la nostra prima fonte di discussione.. forse perchè avevamo una signorina incinta con una pancia “così” che ovviamente doveva esaudire i suoi bisogni e quelli del piccolo matteo.. elasti… sono sempre contenta di leggerti…
francie81
Quindi il baby-elasti che sta navigando nelle acque tranquille della tua pancia… come ninna nanna avrà le voci dell’open space…
Urge una terapia musicale sostitutiva! 😉
p.s. sono felice per la tua nuova gravidanza! ^___^
ehm… mi fai felicitare del mio open space riservato: molto aperto ma parecchio mio!
itinera
Molto meglio le chiacchiere da open che il silenzio e i musi lunghi dell’ufficio dove sono io! 😦
Ciao!
Eporediese non loggata
che manicomio!
io sono sola soletta in ufficio… e i colleghi mi mancano proprio… compresi i discorsi senza senso di un open space!
Elena
Bhe, il mondo è bello perchè è VARIO, no?
un ghiacciolo al chinotto? no non ci siamo. mai consigliato un liuk?
Ieri avevo voglia di un liuk ma tutti prendevano il caffè e mi sare sentita un’aliena tra i colleghi.
il tuo blog é bellissimo! troppo divertente! 😀
anche da me open space e riconosco il delizioso pot pourri di ‘tuttounpò’….. peccato che il 15 luglio ci mettano in liquidazione….
tristess.
lasave
.. non occorre registratore, spesso in ufficio le frasi vengono ripetute: cose dette, trite e ritrite che ti penetrano e non ti abbandonano più. Chissà se dopo che le scrivi ti passano via dalla mente??? sarebbe bene saperlo… meriterebbe farlo subito… i blog stariperebbero!
ciao BUONA GIORNATA! anche con il caldo porco… no aria condizionata, ahiaiaiahhiaiaiahiiiii
quoto 14#!
sono avvocato collaboratore in uno studio legale dove a malapena ci si dà il buongiorno; non si festeggiano compleanni né ricorrenze; non esiste alcuna pausa caffè davanti alla macchinetta.
Una tristezza!!!
Non mi resta che leggere le chiacchiere amene di altri open space!!
giulia
oddio! se rido!!!! ahahahhahaha fantastici!!!!!!
Certo che si spazia su qualsiasi argomento! 😉
Trooppoooooo meglio un open space così che trovarsi da sola col panino e col proprio blog (e menomale c’é il BLog…).
Siine felice Elasti del tuo open space, ha i suoi lati buoni, almeno non vi abbrutite sul lardo di colonnata….
Mimì
COMMENTO 5: i commenti, in confidenza, li leggo tutti quanti con maniacale puntiglio e grande interesse. ma eli starebbe per ELastI? perché altrimenti non me lo spiego
ARTU’
per n° 14 – eporediese non loggata
Ma che accidente di posto hai trovato ? Magari ti pagano bene per la triste noia di tante giornate di lavoro.
Hai provato a lasciare in giro (in ufficio s’intende) i libro di elastigirl ? magari qualcuno lo legge e si domanda come rallegrare la giornata feriale.
In bocca al lupo !!
artù
ma gnocca e pollastrella potrebbero equivalersi!
life
vivo da 6 anni in un open space di scienziati…
vi assicuro che dopo un po’ una diventa misantropa!
effetti benefici dell’open space, che io preferisco di gran lunga a qualsiasi altro tipo di ufficio! anche se ognuno dice la sua e certe volte non sai se piangere o ridere e altre volte si discute per la voce o la radio troppo alta e l’aria condizionata troppo fredda o la finestra aperta sul vialone rumoroso. insomma un vero occhio su come è fatto il mondo! ciaoooo
Per n. 11. Anche noi parliamo sempre di cibo!!!!! E a mano a mano che si arriva al venerdì, le conversazioni sono sempre più triviali ed oscene….. He he he!
Londongirl
Artù carissimo! Il lavoro mi piace, non é strapagato, diciamo il giusto!
Se portassi il libro di Elasti in ufficio…mi distrarrei (come, d’altro canto, già faccio con il blog!).
Con simpatia
Eporediese (sempre) non loggata
ho lavorato per due anni in un opena space e credimi ero sicura di essere entrata abusivamente a “camera caffè”…tutti davanti alla macchinetta automatica a dire sensati spropositi! sei esilarante e bravissima. spero di poterti incontrare a firenze se mai presenterai il tuo libro qui!
il ristorante vietnamita è molto buono, comunque.
paradigma degli open space
Condivido e comprendo appieno, ahimè, il dramma del piede molto largo.
Aggiornaci sul ristorante vietnamita, mi raccomando!
anche nel piccolo open-space dove lavoro io prevale il silenzio e regnano i musi lunghi, purtroppo, è straniamento e tristezza eppure per il lavoro che faccio dovrebbero regnare allegria e creatività. ma tutto dipende dal capo, per il quale gli scambi non sono costruttivi.uff
e.
Elasti, ma come fai a concentrarti e a produrre qualcosa che abbia un senso?
Tra un mese trasferiranno anche me in un openspace con più di cinquanta persone, e questa prospettiva mi terrorizza, visto che il mio è un lavoro intellettuale che esige concentrazione: dovrò dotarmi di tappi per le orecchie?
Un abbraccio a te e a quello/a che sguazza nella tua pancia.
Fusi
certo che con tutte le cose tremende degli ultimi giorni fate proprio dei discorsi profondi..
ele
Leggo solo ora che è in arrivo un terzo hobbit.
Congratulazioni e coraggio, senza invidia 😉
Leela
…la fantasia al potere!
a pranzo con colleghi e capi per il comple della mia capa, porto il baby hobbit e mi rituffo nel folklore dell’ufficio per un paio di ore:
– ma davvero esiste lo stufato d’asino?
– io preferisco il digestivo dopo pasto che non il vino durante;
– io preferisco tutti e due;
– vorrei una macchina a idrogeno, oppure una che vola;
– uh come andrei al mare con questa bella giornata!
– stasera vado a ballare, che c’è la sagra in paese!
– vegetariano significa che non mangio né carne né pesce, quante volte lo devo ripetere??
– guarda che una bella bistecca ti farebbe solo che bene!
– il baby hobbit assomiglia sia a te che al papà!
– gli occhi sono tuoi;
– gli occhi sono del papà.
– se mai dovessimo fallire, falliremo con un sorriso e un brindisi!
non so, ogni tanto uscire dal limbo dei mesi di maternità pare essere piuttosto divertente!
mi aggiungo a quelli che ” GHIACCIOLO AL CHINOTTOOOO???”
io non l’ho mai trovato nè provato un ghiacciolo al chinotto…e lo farei volentieri!
Lilli
Io trvo molto utile la faccenda di please anche dopo un insulto camionistico – e applicheròllo quanto prima.
Che nostalgia…. o forse no!
A volte mi manca l’ufficio, a volte no… Ora che sto facendo i primi sei mesi di facoltativa, poi altri due, poi altri sei… e che tornerò in ufficio forse a settembre 2010… mi manca… o forse no!
Una gnoma ballerina di due anni
Due nani pigolanti di quasi cinque mesi (DUE!!) sei+sei di maternità al 30% + due mesi della gnoma… al rientro sarò campionessa mondiale di cambio estremo di pannolo… la mia unica professioanlità residua…
Complimenti carissima ti seguo sul blog da tempo e con gioia e rido di cuore, tu ci rappresenti benissimo. Il libro me l’hanno regalato, contribuisco indirettamente all’elasti-bilancio famigliare.
Tris-mamma a sorpresa
Scema che non sono altro! Non avevo letto il titolo. Pensavo che a un delirio dato da ormoni vittoriosi sui neuroni… Sai : il caldo, la pancia abitata… Chiedo venia. Felice che i tuoi neuroni siano ancora tutti splendidamente al loro posto.
Aspetta. Te lo riscrivo in italiano. Sembrava un messaggio dello hobbit piccolo…
Allora, intendevo dire:
Scema che non sono altro! Non avevo letto il titolo DEL POST. Pensavo a frasi in libertà dovute alla vittoria degli ormoni impazziti sui neuroni. Sai : il caldo, la pancia abitata… Chiedo venia. Felice che i tuoi neuroni siano ancora tutti splendidamente al loro posto.
VA MEGLIO ORA? Mmmmmm. Mica tanto.
l’articolo di gnocca chick e pollastrella l’ho letto, ma non mi ricordo dove…comunque sarà senz’altro uscito dalla tua redazione, dubito che in una settimana ci siano più articoli sull’argomento….vabbè che in italia ormai è come parlare del calcio, però…
elediriva
mannaggia li mortacci l’ho appena detto io… (che c’hai un romano, in redazione??)