Nonsolomamma

instabilità settimanale

domenica sera elastigirl e mister incredible hanno lasciato gli hobbit con nonna J, al castello artù, il suo fidanzato, anzi, sposo.
"va be’, noi torniamo a milano", hanno detto con la voce che tremava.
"va be’, noi andiamo a vedere pippi calze lunghe", hanno detto gli hobbit senza nemmeno fare ciao con la mano.
lunedì elastigirl e mister incredible hanno visto un film sdraiati sul divano con le gambe intrecciate, in una pace aliena e avvolgente e hanno pensato che non è male, ogni tanto, tornare padroni del proprio tempo e del proprio amore.
martedì è venuto il temporale all’alba ed elastigirl ha pensato allo hobbit piccolo che dice "io non ho paula di niente. solo del tempolale" e ha immaginato il castello di artù spazzato via dal nubifragio ma poi ha scoperto che lassù c’era il sole e si è tranquillizzata. la sera elastigirl ha lasciato a casa mister incredible, è uscita con le amiche, ha incontrato donne single, emancipate e invincibili ed è stata assalita dal dubbio che la vita avrebbe potuto essere diversa, con la biancheria intima di pizzo e il mondo in mano.
mercoledì è andata ad un ristorante milanese, con vecchi amici e mister incredible che ha detto "ci manca solo che mi facciano mangiare la polenta a luglio" e, per precauzione, si è infilato in tasca due taralli. lei è stata felice di scoprire che milano non è solo l’aria condizionata della redazione e le magnolie di wisteria, ma anche luci, aperitivi, musica e milanesi gaudenti che passeggiano.
giovedì mister incredible è partito per londra con la scusa di un improbabile convegno di economisti marxisti. è chiaro tuttavia che è andato a passare il weekend in uno di quelle tristissime località balneari inglesi, insieme a janet, la sua moglie britannica, slavata e bevitrice di birra. elastigirl però, dopo queste vorticose mondanità, è troppo stanca per vigilare e ha trascorso una serata da bradipo a guardare le first ladies al G8 in tivvù, mangiando yogurt greco con il 2% di grassi perché il frigorifero, quando gli hobbit sono assenti, è un deserto di miseria e sconforto. in preda a nostalgia lacerante per gli hobbit, ha telefonato al castello di artù. "posso salutare i nani?", ha chiesto con voce flebile e lagnosa. "no, stanno guardando pippi calzelunghe", le è stato risposto.
lei allora ha deciso di ascoltare il rumore della sua pancia ma dopo un po’ ha rischiato di addormentarsi.
sarà il microbbit che la abita, sarà la vertiginosa solitudine, sarà la stanchezza, ma elastigirl senza nani è l’instabilità fatta a donna e spera solo che il weekend con gli hobbit le restituisca la trebisonda perduta.

43 pensieri riguardo “instabilità settimanale

  1. Cara Elasti, anch’io una settimana lontana dalla mia nana, sono stata da cani e quella ingrata mi salutava veloce al telefono dicendomi “cia’, cia’” e io non sono neppure uscita con le amiche single e invincibili, perchè per una volta che ero sola, nessuna poteva, sigh!!! Ti capisco ;-)))
    Lucia
    P.s.
    Prima, spero.

  2. come ti capisco.. come ti capisco. E’ tre settimane che sono lontano dalla mia picoola Sofi. E al telefono no fa che dirmi che al mare sta facendo bagni, mangiando gelati insieme a sabbia. Ed io sono qui, in terra rumena a sperare che i giorni che mancano al ritorno in Italia fuggano via nel piu’ breve tempo possibile….

  3. Ciao Elasti, io credo che ogni tanto una settimana lontana dalla prole sia necessaria e salutare sia per noi che per la prole; e poi il momento in cui ci rivedono e ci corrono incontro abbracciandoci è impagabile!
    P.S.: sono nuovo del tuo blog e immagino che la storia di Mr. Incredibile con la fantomatica Janet inglese sia uno scherzo… ti prego dimmi di sì, sono un romanticone!

  4. Non è colpa degli hobbit – mi pare sia grandissima colpa dei Marxisti.
    Che poi bianca la janet, bianche le scogliere di Dover un giorno mister incredibòl volendo offrirle che so il braccio, se confonne e ti torna con un livido della madonna.

    Io comunque dico. Abbasta Marxismo incredibòl! Fai una cosa un po’ meno Internazionale! vai a dei bei convegnucci nostrani! Una bella giornata di studi su Labriola a Cinisello Balsamo? Eh?

  5. con i tuoi post rido sempre di cuore! mi sono proprio immaginata Mr. I. coi taralli in tasca! e che buoni!!! ne sto divorando proprio un sacchetto in questi gg portati dalla mia collega barese direttamente dal posto!!
    cmq, bello scoprire che la città offre anche relax, vero? goditela!

  6. incredibile vero come non appena ti scrolli di dosso la prole ti senti libera e leggera e dopo appena ventiquattrore invece ti chiedi cosa ci fai al mondo????
    Mah!
    Mammaditre

  7. Io vivo sola con mio figlio settenne e quando non c’e’ mi capita di mettermi in modalita’ attesa (sono separata da due anni e mezzo e a w.e. alternati va dal papa’) e mi abbrutisco in casa senza quasi concludere niente….non sempre pero’, diciamo che ormai sono piuttosto allenata 🙂 Pero’ comprendo perfettamente la strana sensazione che si prova rimanendo da sole per un tempo superiore alle 24 ore e quindi senza nessuno da accudire. Ogni tanto ci si puo’ concedere anche un attimo di smarrimento, dai, che poi passa !
    Serena
    P.S. zauberei, mi fai sempre morire dalle risate…

  8. Ma non è che Janet, la moglie inglese semi-alcolizzata (e probabilmente dall’igiene approssimatica) di Mr. I, lavora al The Guardian 😀 😀 😀 ?

    Coraggio dai, come spesso cito (forse troppo ?!? Temo sia una domanda retorica la mia -_- 😀 ) una madre lo è per sempre e senza i suoi figli si sente persa 🙂 !
    Se poi aggiungi la tempesta ormonale da gravidanza conclamata e il fatto che sei stata ben tre gg col marito..
    …ebbè, ce n’è a sufficenza per una profonda sensazione d’instabilità 😀 !

    Ma ce la farai 😉 !

  9. Ti sei risposta da sola al quesito sorto con ALTERNATIVE POSSIBILI:
    “elastigirl senza nani è l’instabilità fatta a donna ”
    Buon W/E !
    HappyGaia

  10. post estremamente toccanti, tutti. l’unica cosa, però che mi viene da cogliere in alcuni commenti è questo:
    …una donna che diventa mamma, diventa così dipendete dai figli? non sono loro da accudire, ma sono le mamme che senza non sanno dove stare…
    e quando questi figli poi crescono ?

    …..boh…è una cosa abbastanza triste…
    nic

  11. Nic @18: permettimi la scortesia, per la quale mi scuso a priori:

    Ma se fosse una cosa realmente triste, o meglio se tua mamma l’avesse pensata come te, questo commento ce lo saremmo risparmiato 😉 !

    Non è triste, è la natura, è la vita… E’ quanto di meglio una donna possa desiderare (ovviamente la mia è una visione da uomo ma non ho mai visto mia moglie così felice da quando ha avuto il primo figlio)…

  12. nessuna scortesia, anzi…
    aprpezzo il commento e sono aperta alle discussioni. le mie sono considerazioni pratiche, che partono da una non mamma che come spesso mi dicono: “non può capire…”. ok, accetto di non poter capire perchè non ho provato, ma chiediamoci anche a volte se allora questa super felicità debba essere negata a chi magari non sceglie di non averne di figli ma non può…
    neghiamo questa assoluta e indescrivibile felicità a chi non può ?
    e non esistono anche davvero mamme che “dipendono” dai figli…non ne conoscente ? io ho visto genitori legare a se i figli per paura di rimianere soli…
    la felità c’è assolutamente, ma di aspetti ce ne sono davvero molti.
    nic

  13. Nic, in questi termini il discorso ha tutt’altro significato e comprendo anche meglio il tuo precedente post.

    Ma approfondendo si aprirebbe un fronte che implica etica e personali visioni di argomenti talmente opinabili che non se ne uscirebbe fra un secolo 🙂 !

    In ogni caso non credo tu non possa capire. O meglio, non puoi capire tu come non lo posso io (non sono mammo 😀 !).
    Forse sia io che te abbiamo una visione pragmatica per quanto culturale della cosa mancandoci l’esperienza diretta (che alla fine è quella che fa la differenza in ogni cosa 😉 !)

  14. @nic. io prima di avere mio figlio ( che ha tre anni e mezzo) ero felice, felice della mia vita a due, oggi sono felice… ho amici che non possono avere figli la loro vita è felice anche senza… io le vedo come due felicità diverse… non è facile spiegare… è un pò come due mondi diversi…
    io ora sono dipendente da mio figlio, è due settimane che non lo vedo e dovrò attenderne altre due prima di rivederlo, penso che più che dipendenza è abitudine… comunque ti posso dire (e qui le altre mamme mi tacceranno di mamma degenere) che nonostante senta forte la sua mancanza, quando mi ritrovo a cenare tranquilla a guardare la tv con mio marito soli soletti e a dormire tutta la notte filata, sono felice…

  15. Interessante lo spunto di Nic e Max: penso che stare veramente dietro ai figli, specie se non si hanno aiuti, comporti un tale stravolgimento delle persone “normali”, una serie di rinunce ai propri desideri, tale che se poi loro vengono a mancare la vita così fatta è priva di senso.
    Quando crescono piano piano ci riappropriamo di noi stessi, delle nostre passioni, sperando di averle potute sviluppare prima di diventare genitori, e tutto può rientrare nel non-patologico, come avviene penso nel 99% dei casi. Poi ci sono anche le madri che rovinano i figli, ma spero che siano non più di quell’1%.
    Infine: lo so che non è una strada agevole, ma ci sono donne che non possono avere figli e che sono mamme complete e felici di bambini adottivi.

  16. @ Nic: evviva evviva! finalmente qualcuno che si pone le stesse domande che mi pongo anche io, quelle che fanno strabuzzare gli occhi alle mamme.

    su, non prendetevela: noi non-mamme cerchiamo solo di capire qualcosa che forse è impossibile capire senza l’esperienza diretta. a me sinceramente ora come ora fa paura pensare di riporre tutta la mia felicità in un ipotetico figlio, poi può darsi che quando mai avrò il mio pargoletto tra le mani mi verrà facile come bere un bicchiere d’acqua.

    comunque quoto anche chi ha detto che più che dipendenza è abitudine…credo che in parte possa essere davvero così.

  17. Niente di male a porsi domande e cercare di capire.
    Non mi sento di dire che piu’ che dipendenza sia abitudine, io sento un legame viscerale che non e’ un luogo comune, e’ che e’ proprio cosi’…e riflettendoci forse e’ piu’ simile a una dipendenza. E’ una cosa che anche se sei una mamma non asfissiante e sostenitrice convinta del metodo educativo “aiutami a fare da solo”, la senti lo stesso. Pero’ non c’e’ mica solo l’amore per i figli, ovvio che ci sono altre cose nella vita, solo che loro sono i primi in classifica rispetto a tutto il resto e quando sono lontani lasciano uno spazio vuoto non indifferente.
    E quando crescono ? Non saprei, immagino crescano i genitori con loro e il rapporto di dipendenza reciproca si plasmi di conseguenza, ma credo che anche in questo caso bisognera’ passarci per poterlo sapere.
    Serena

    PS: Elasti, ti frequento virtualmente da tanto, ho letto l’elastilibro appena uscito a settembre dell’anno scorso, sempre in silenzio….insomma in questi giorni i tuoi post mi hanno proprio smosso qualcosa !

  18. ma sono l’unica mamma ad essere d’accordo con nic?
    anche a me l’interdipendenza mamma-figlio sembra triste dalla parte materna. ancor piu’ quando i bimbi crescono e ci mollano, come e’ giusto che sia.

    credo pero’ che sia un momento inevitabile quello che ci fa sentire perse ed inutili quando stiamo per piu di 24 ore senza prole da accudire.
    probabilmente e’ un vincolo messo da miss mother nature per garantire ai pupi tutte le attenzioni materne, almeno finquando non diventano indipendenti.
    che puo’ voler dire in alcuni casi a 12 e in altri a 40 anni… ma questa e’ un’altra storia.

  19. secondo me sentire la mancanza di un figlio perché assente per una vacanza non equivale a dipendenza né abitudine… È AMORE. Qualcosa che ogni mamma conserva nel cuore e nell’anima.

  20. si sta bene senza figli tornare coppia è esaltante, perchè sai che sono poco più in là e sai che stanno bene
    Stai bene quando ti corrono incontro urlando:”Mamma sei tornata” come se tu fossi andata in cina e sei solo andata prendere la posta.
    Ma si sta bene anche quando cominciano a giocare con gli altri bimbi e ti urlano dalla bici :”mamma sono con K.!” e corrono dall’altra parte del parco e poi col fiato corto tornando a casa ti raccontano :”sai mi ha regalato una cosa per cui saremo amici per sempre”(età del figlio 4 anni) e pensi: “cominci a volare fuori dal nido bene le ali si riforzano e tu sei un uomo migliore.”
    So che i miei figli mi mancheranno quando se ne andranno di casa, spero di avere la fortuna di avere ancora mio marito al mio fianco con cui godermi il tepore del’autunno senza ansie di nipoti e senza voler soffocare i miei figli con frasi:”Ma tu non passi mai”. Mio padre diceva sempre:”I figli sono frecce al nostro arco fatte epr esser scoccate” e lo condivido a pieno.
    Io che sono mamma fino all’ultima cellula

  21. I tuoi figli non sono figli tuoi.
    I tuoi figli non sono figli tuoi,
    sono i figli e le figlie della vita stessa.
    Tu li metti al mondo,
    ma non li crei.
    Sono vicino a te,
    ma non sono cosa tua.
    Puoi dar loro tutto il tuo amore,
    ma non le tue idee.
    Tu puoi dare dimora al loro corpo,
    ma non alla loro anima,
    perché la loro anima abita
    nella casa dell’avvenire
    dove a te non è dato entrare
    neppure con il sogno.
    Puoi cercare di somigliare a loro,
    ma non volere che essi assomiglino a te,
    perché la loro vita non ritorna
    indietro e non si ferma a ieri.
    Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

    Kahlil Gibran

  22. ARTU’

    Sai elastigirl, avere i nani qui ci fa molto piacere e nonna J. tocca il cielo con un dito.
    Lo credo proprio che ti manchino, ma a noi due mancano 52 settimane all’anno.
    E’ davvero un piacere giocare con loro, sono già grandicelli e pieni di iniziative. Blasco e Ettore ridono anche loro, quando giocano a pallone, finchè il pallone dura, perchè i denti canini sono davvero perforanti.
    Mangiano come lupi cresciutelli e poi non cadono addormentati se non vedono un episodio di Pippi.

    Stai tranquilla domani li vedrai.

    abbracci

    artù

  23. Er dibbattito!
    Anche io voglio dire una cosa su Nic e Max:
    – quando è nato mio figlio non ho mai visto MIO MARITO così felice.
    Tanto per chiarì.
    Però non prendete troppo sul serio questo post di elasti, non la totalizzate. Nè lei con questo post nè chi commenta con i commenti che vengono lasciati. La blogosfera ha questo: si scrive una parte di se, e chi legge pensa che sia l’unica. QUi scrive l’elasti mamma, ma il suo blog si chiama nonsolomamma – fateci caso. Ci ha tante cose quel non solo, come i padri non sono solo padri, che ognuno di noi ha magari in misure diverse, magari in sentimenti diversi e con diverse tranquillità. Detto questo, credo che la maturità per uomini e donne sia anche approdare a delle dipendenze elastiche – diciamo così. Passato il momento della ricerca di autonomia, si approda in un’altra dimensione – asfittica solo se esagerata ma se no, non c’è niente di male.
    Io sono quasi più allergica alla retorica dell’indipendenza – la trovo un tantino adolescenziale.

  24. la dipendenza dai figli esiste eccome!! però solitamente passa con il passare del tempo e la crescita dei bambini. Più grandi diventano i figli più si torna ad essere autonome ed indipendenti.
    E’ una dipendenza bellissima e coinvolgente, quella che ci lega ai figli…e mi spiace dirlo, ma chi non ha figli non può capire.
    Ho sempre pensato che la realizzazione personale fosse impirtantissima per una donna (e lo penso ancora, amandondo il mio lavoro), ma la vera gioia è quella di crescere un figlio

  25. Ma allora questa sera non hai il ritorno di mister I che solitamente ti impedisce di scriver il venerdi sera…. dai aspettiamo nuovo postarello!!
    beffy2
    ps mamma super dipendente e disorientata già dopo mezza giornata senza bimbe … ma mi ricordo che all’inizio della storia lo ero anche senza questo mio futuro marito…. col tempo anche queste emozioni immense di mamma si stabilizzeranno come quella di compagna di vita?

  26. ma secondo me la vera dipendenza dai figli non ce l’hai quando ti mancano, ma quando ti lasci tiranneggiare da loro. per me è stato fondamentale vedere come si comportano le mie amiche francesi o belga, amano moltissimo i loro figli, ma non esiste che accontentino ogni loro capriccio come fanno tante, troppe italiane, per timore di sentirsi guardare storto!

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