quando le vedi la prima volta, schierate tutte insieme una accanto all’altra, un po’ minacciose un po’ indifese, un po’ in vetrina un po’ sul palco, un po’ emozionate un po’ stropicciate, ti sembrano esseri umani ordinari, come quelli che incontri per la strada, nei negozi, al cinema, come te, come tutti gli altri, nothing to write home about, come direbbe janet, la moglie inglese e slavata di mister incredible, senza dubbio mirabile esemplare di mediocrità anglosassone.
ci sono la brunetta bassina con un forte accento ciociaro, la bionda giunonica e algida a cui affideresti i tuoi segreti e i tuoi risparmi, la morbida signora fresca di permanente con gli occhi che ridono e una maglietta rosa con la scritta in oro i am so sweet, la provocante pin up che sbatte le lunghe ciglia e si chiede in preda al panico se questo è veramente il lavoro che il destino ha in serbo per lei, la decana che è sempre stata lì e ci sarà sempre, con un’età indefinibile tra i 55 e i 90 anni.
sono le maestre di prima elementare di tuo figlio il primo giorno di scuola: le insegnanti di inglese, italiano, matematica, religione e sostegno. un rassicurante concentrato di apparente normalità.
"sai mamma, concetta è nata a new york, in america, poi da piccola si è trasferita a londra, in inghilterra. è venuta in italia a settembre ma non parla italiano, solo inglese. e poi non riesce a dire le cose senza cantare"
"ma chi? concetta? veramente avevo capito che fosse di sant’elia fiume rapido…"
"no, no, new york-londra. la concetta".
conversando nel tragitto casa-scuola, scuola-casa scopri che la maestra bionda ha otto figli, tutti maschi, e che vive, more uxorio, con miss so sweet che invece non ha bambini ma molti cani.
"e stanno tutti nella stessa casa? le due maestre, gli otto figli e i cani?"
"certo, perché? che male c’è? fa allegria, no?"
il formoso scricciolo dalle lunghe ciglia dal lunedì al venerdì racconta parabole, il sabato insegna rugby agli adolescenti.
"mi sembra strano, nano…"
"veramente! ce lo ha detto lei"
"e la maestra di sostegno?"
"ma quale?"
"la signora anziana che segue ernesto…"
"ah, quella? quella è la nonna di ernesto… altro che maestra".
prima
germana
Con tante maestre ci sono tante storie da scoprire e i tragitti casa-scuola-casa si fanno interessanti!
Buona giornata Elasti!
Cherry
…concentrato di varia umanità, bello essere spiazzati, sono contenta che i fantasmi siano un po’ volati via,
ciao, bellezza
Chissa se Mariastella approverebbe questa promiscuità nelle attività delle maestre di tuo figlio.
Forse la gravidanza al di fuori dei dettami di Madre Chiesa l’ha addolcita e non le licenzierà tutte nei suoi intenti di istituire una scuola veramente meritocratica.
Ti leggo sempre e ti ammiro. Scrivi benissimo! Altro che giornalista finanziaria, dovrebbero darti uno spazio sul corriere.it al posto di quella sciroccata americana che fa la mamma a Roma.
Take care,
Eugenia
Ciao sto leggendo il tuo libro che mi ha regalato Eleonora nostra amica comune e mi sto divertendo moltissimo! Anche io ho due mostrini di 15 mesi e 5 anni e un lavoro impegnativo. Per fortuna però ho un compagno molto presente ma ciò nonostante ho la faccia che sembra uno straccio appena strizzato…ma il terzo è maschio o femmina?!
Ciao Ilaria
Ilaria meglio non mettere il dito nella piaga con certe domande 😉
ILARIA: è vero come dice l’anonimo 6 dopo di te che è meglio non mettere il dito nella piaga, ehm. ma ormai ho metabolizzato il mio destino: il microbbit è un altro maschio
Sembrano esseri umani normali, "come noi", fino a quando al primo colloquio genitori/scuola non te le trovi schierate tutte davanti… loro su sedie normali protette dai banchi e tu che cerchi di far bastare al tuo posteriore un bel po’ fuori misura una seggiolina taglia bambini di prima elementare… allora cerchi di fare la simpatica con frasette di circostanza tipo "mi sembra di essere tornata a scuola"… e loro, dopo un breve e gelido sorriso passano a dirti peste e corna del tuo marmocchio che dopo 3 anni di materna ancora non è scolarizzato e che hanno dovuto sbattere fuori perchè non ha voluto prestare la gomma x cancellare al compagno… e te ne vai con le lacrime agli occhi e la sensazione di avere sbagliato tutto e il desiderio di voler ricominciare tutto daccapo e una montagna di sensi di colpa e di "se non avessi…"
E’ passato qualche anno, ma se mi capita di incontrare le maestre dei miei figli ancora ho la tentazione di cambiare marciapiede x non incontrarle… con qualche eccezione, of course…
scusa elasti! certi traumi sono difficili da dimenticare!
Mi sbaglio o i tuoi post hanno cambiato orario?
baci
Ro
Cara Ro del commento #8,
sono d’accordo con te che a volte le maestre possono essere pessime, io alle elementari ho avuto tre insegnanti tremende, brianzolissime e un po’ cattivelle.
Per noi bambini sono state penose ma sopportabili, invece hanno creato molte paturnie alle nostre povere madri, alle quali venivamo sempre dipinti come piccoli mostri.
Dopo questo preambolo, potrai forse capire perchè, un decennio più tardi, quando sotto il letto del figlio ancora minorenne di una delle tre i carabinieri hanno trovato una quantità importante di droghe sintetiche e una forte somma di denaro ci sia stata più di una madre che ha provato un sadico senso di rivincita…
😉
Sara
Che bello, pero’.. almeno te le racconta un po’ di cose.
A Lenticchia sembra sempre che sia in amnesia. non si ricorda mai una cippa, se gliela chiedi.
Bisogna solo aspettare che si decida lei…
😉
Ma io so ottimista!
Dico, come pol’essere una che ci ha tutti quei cani? Solo che simpatica.
Tutti i bimbi sò un pò bombaroli: il mio Pippo mi infioretta un monte di cose, tipo bicchieri che volavano, mamma tu vedessi avevano li aaliii
)
(SPERO sia infiorettata, altrimenti significa che al nido si tiran dietro la roba, sti monelli
Te intanto fagli ascoltar De André, secondo me gli piace " Il Bombarolo"
😛
Mimì
Tutti i bimbi sò un pò bombaroli: il mio Pippo mi infioretta un monte di cose, tipo bicchieri che volavano, mamma tu vedessi avevano li aaliii
)
(SPERO sia infiorettata, altrimenti significa che al nido si tiran dietro la roba, sti monelli
Te intanto fagli ascoltar De André, secondo me gli piace " Il Bombarolo"
😛
Mimì
Tutti i bimbi sò un pò bombaroli: il mio Pippo mi infioretta un monte di cose, tipo bicchieri che volavano, mamma tu vedessi avevano li aaliii
)
(SPERO sia infiorettata, altrimenti significa che al nido si tiran dietro la roba, sti monelli
Te intanto fagli ascoltar De André, secondo me gli piace " Il Bombarolo"
😛
Mimì
Mmmm. Forse é un De André troppo triste, mi dicono qui in ufficio.
Ché poi l’hobbit é già seienne, un’abbia a capir male…
Lascia stà per ora vai !
Mimì
La Gelmini e’ incinta?!?! Oh signur!
Saro’ cattiva (quello che sta facendo alla scuola pubblica italiana e’ troppo grave): le auguro una marea di nausee, un piccolo (o piccola) strillante e pieno di coliche, nessun posto disponibile alla materna e una maestra prevalente capra, cosi’ il pargolo per cinque anni non apprende una cippa.
Scusate lo sfogo. Lo dedico a tutte le maestre delle elementari, le quali, come quelle della mia fatina, fanno i salti mortali con l’aria fritta (neanche i fiche secchi abbiamo) per rendere la scuola un luogo piacevole e istruttivo.
Paola
a proposito di figli maschi una vicina di casa che ne ha due di 15 e 18 anni mi ha raccontato che quest’estate ha mandato quello di 15 sul terrazzo comune a ritirare i panni e quando è tornato le ha detto: c’erano anche delle mutande da donna ma non sapevo di chi fossero e quindi le ho lasciate lì…..che dobbiamo fare….l’Ilaria di prima che ha fatto la domanda infelice
La mia esperienza alle elementari di mia figlia? la maestra di italiano e quella di matematica che non si sopportavano, non partecipavano alle stesse gite, non erano mai d’accordo e i consigli di classe diventavano scenario delle loro dispute….meno male che ora è alle medie, dove non sai che faccia hanno gli insegnanti fino al primo consiglio!!! da troppo a troppo poco….! e gli aneddoti ("nanetti" li chiamava mia figlia) erano esilaranti.
F.
Potrei anche partecipare della cattiveria di Paola, se fosse la Gelmini a fare questi danni, ma con ogni evidenza la Gelmini NON SA di che cosa parla quando parla di scuola & università.
Dai Elasti, almeno le cose te le raccontano senza tirargliele fuori con le tenaglie o con i trucchi professionali di zauberei.
Buona cova,
Mammamsterdam
per raccontare racconta, peccato che racconti i prodotti della sua fantasia scatenata e non i fatti…
Per il commento 15: è già tanto che non abbia chiesto "che terrazzo?"
Ma è una compagnia splendida! Altroché!
da una settimana qui e’ arrivato il terzo maschietto!!! ma per ora è ancora inconsapevole di esserlo, quindi…
Comunque, Elasti, sai di non essere sola: ogni volta che dico di avere tra maschi (anche in ospedale quando ho partorito…) alcune mi compativano, altre citavano esempi innumerevoli di mamme di 3 maschi felici e trattate come regine… mah… intanto corro a dormire che ieri notte abbiamo fatto le 3… cominciamo bene!
o signur…!
Mi auguro (per lei) che gli OTTO figli maschi della maestra bionda, siano solo una parabola!
Paola del commento 14: questa volta mi hai fatto ridere ancora più di elasti! Da noi la materna è solo un effetto ottico che appare all’orizzonte nei momenti di maggior sconforto. I nostri bambini, se siamo fortunati, li inseriamo all’asilo quando è già ora di mandarli alle elementari!
Elasti, tuo figlio ha una fantasia incredibile. Gli si prospetta una carriera da romanziere di successo!
Anche a me ha fatto ridere Paola del commento 14.
Ma tu pensi che la Gelmini manderebbe i suoi figli alla scuola pubblica? Quelli dell’ex ministro Moratti se non erro studiavano all’estero.
E se anche dovessero essere dei piccoli diavoli, tanto ci sarebbe una governante a tempo pieno a sorbirseli!
Con tutti i soldi che diamo alla ns. classe politica, loro non ne hanno di problemi, se vogliono se lo comprano l’asilo nido.
Vedi che invece proprio l’idea della nursery in Parlamento potrebbe essere un segnale: per le ministre ci si attiva subito, per le operaie che lavorano 8 ore e che lasciano i figli con parenti improponibili, e’ fantascienza ! Ci sarebbe da ricamarci come sindacalisti………..
Comunque per tornare al post: Elasti ho capito bene o nella squadra di maestre ce ne sono due che vivono more uxorio? E non hanno paura di farsi licenziare solo per quello, coi tempi che corrono? ;-(
ahahah la nonna di ernesto… che ridere! troppo forte!
bhè ma….. le insegnanti dovranno pur far imparare qualcosa ai loro alunni, trasmettere l’amore per la conoscenza, per la lettura, non è un Ministro che determina il buon rendimento delle insegnanti, sono loro che devono cambiare modelli e criteri, responsabilizzarsi e capire che sono l’unico veicolo che un bambino ha per imparare con passione…
io la critica del commento 14 non la capisco, proprio per niente.
@ Ilmaredentrome:
Se vuoi ti faccio parlare con una mia amica maestra ! 😉
Per carita’, uno deve sempre trovare dentro di se’ la motivazione per fare un determinato mestiere, ma penso che se vedi che il tuo mestiere, che magari hai scelto per passione, non solo non e’ molto considerato socialmente ma hai sopra delle persone che chiaramente non sanno e non vogliono sapere nulla di quello che fai (potrei moltiplicare gli esempi per cui la Gelmini ha passato il cancelletto sugli ultimi 20 anni di esperienze scolastiche, e’ evidente che parla di quello che ha fatto lei come alunna, non di quello che si fa da 20 anni a questa parte), gli basta accusarti di non fare nulla, senza mai spendere una sola parola su quello che hai fatto di buono (non può non esserci), e contemporaneamente tagliarti le risorse
… credo che sia normale provare un po’ di astio e demotivazione.
A proposito di nursery in Parlamento (#27). Dalla testimonianza diretta di un’amica che lavora al ministero dell’Ambiente: tante promesse di nidi negli uffici e al ministero effettivamente ne fanno uno. Al piano nobile, sapete con quanti bambini? Due, il figlio del ministro Prestigiacomo e quello della sua segretaria. Per carita’, che non si mischini con i bimbi della plebe!
Fermate il momdo, voglio scendere!
paola (quella che non sopporta la Gelmini) (ma che adora Elasti e tutte voi)
Cara Close the door,
anche io ho amiche, anzi di più, parenti mestre e professoresse.
il malcontento c’è ma è più generato dai fondi che non si hanno a disposizione.
Chi sceglie la strada dell’insegnamento deve sapere che è una "missione", sopratutto per le maestre delle elementari, perchè ci sono piccole menti da alimentare, da far crescere e riempire di nozioni.
Se non lo si fa con passione trasmettendo qualcosa, è tempo perso.
L’operato degli insegnanti ha un riscontro oggettivo al di sopra di tutto : gli alunni, che imparano, che hanno voglia di conoscere, che corrono a casa a fare i compiti con convinzione.
E’ come piantare sei semi di un fiore ed aspettare che nascano e germoglino e diano vita.
Gli insegnanti hanno una missione, basta demogogie politiche, basta strumentazioni, basta polemiche.
Bisogna insegnare, delle materie, trasmettere cultura, ce n’è davvero bisogno in quest’Italia così bistrattata!
io ho una mamma maestra della "vecchia scuola" – in tutti i sensi – che è andata in pensione proprio quest’anno e quindi la riforma Gelmini l’ha vissuta solo di striscio, ma dice che questa scuola non la riconosce più. e si sente ancora male di nostalgia quando ripensa a tutti i bambini a cui ha avuto la fortuna di insegnare, e a tutti quelli che non avrà più perchè il suo percorso è finito. di passione ed entusiasmo ne ha sempre avuto a bizzeffe, anche a quasi sessant’anni.
io invece ho cominciato da un mese a fare la prof., alle scuole superiori. è un cammino in super salita per tanti motivi, soprattutto oggi, tutti mi danno della pazza per volerci provare eccetera. ma mi piace da morire.
detto questo, evviva la fantasia hobbit, mi fa sempre sorridere!
Certo che e’ una missione, per quello io vedo delle insegnanti entusiaste del loro lavoro e dei loro ragazzi, ridere fra colleghe sul fatto che quando si presentano come "professoresse" vengono generalmente guardate come se fossero delle delinquenti 😉
Vedo la parola "maestre" e mi si gela il sangue nelle vene. Noi (io e mio figlio Andrea) in prima elementare ne avevamo cinque: ciascuna di esse corrispondeva a un quadernone e ogni quadernone aveva una copertina diversa. Mi ero fatta degli schemi e li avevo appesi al frigorifero: il giallo italiano, il verde inglese, il blu scienze, c’era perfino un rosso (avviamento all’informatica). Timidamente, durante la prima riunione chiesi se per caso era anche contemplato un "avviamento alla lettura" visto che ogni volta che compariva un titolo di un cartone animato Andrea mi urlava di correre, correre forte prima che sfumasse. Insomma, che imparasse a leggere era ormai diventato irrinunciabile, visto il consistente numero di titoli che non riuscivo ad acchiappare. La risposa mi zittì per il resto dlel’incontro: "Signora (tono di regale condiscendenza nei confronti di una madre idiota) ci sembra che lei abbia un po’ troppe aspettative". Così per mesi e mesi oltre a rincorrere i titoli, sono stata io in prima persona a gestire i 5 quaderni e il miliardo di schede fotocopiate, perchè Andrea non sapendo leggere aveva continuamente bisogno di assistenza. Poi siamo giunti ai pensierini. Il primo ad Andrea l’ho dettato io, perchè lui non aveva assolutamente tempo per pensare. Ho preso "quasi suffi". Rivedo ancora mio figlio con gli occhi fiammeggianti giurarmi che mai e poi mai avrebbe voluto ancora essere aiutato da me. "Te non sei capace, mi hai fatto prendere il più brutto voto di tutti". Il giorno dopo, sempre più umile sono andate dalla maestra d’italiano per chiedere PERCHE’. Perchè sì, il pensierino non era soddisfacente. La prego, ho implorato, mi tiri almeno alla sufficienza piena, non può creare questa frattura irreparabile tra me e mio figlio. Niente da fare. Faccio la giornalista, le ho confessato: verrò licenziata quando il mio editore scorpirà che ho preso quasi suffi in pensierino. Irremovibile sul voto, con perfida dolcezza mi ha sussurrato: "Si vede allora che quando ha dettato quel pensierino era proprio stanca". Dopodiché mi ha congedato.
35 che aneddoto meraviglioso, però adesso sei obbligata a scriverci il pensierino fatale
insistete tutti
"Chi sceglie la strada dell’insegnamento deve sapere che è una "missione", sopratutto per le maestre delle elementari, perchè ci sono piccole menti da alimentare, da far crescere e riempire di nozioni.
Se non lo si fa con passione trasmettendo qualcosa, è tempo perso.
L’operato degli insegnanti ha un riscontro oggettivo al di sopra di tutto : gli alunni, che imparano, che hanno voglia di conoscere, che corrono a casa a fare i compiti con convinzione.
E’ come piantare sei semi di un fiore ed aspettare che nascano e germoglino e diano vita.
Gli insegnanti hanno una missione, basta demogogie politiche, basta strumentazioni, basta polemiche.
Bisogna insegnare, delle materie, trasmettere cultura, ce n’è davvero bisogno in quest’Italia così bistrattata!"
Sono anni che, etichettando come MISSIONE una professione tanto importante, che me per è la vita, si chiede alle maestre: professionalità-cultura-competenza- e SILEN ZIO di fronte alle non professionalità, all’incompetenza dei vari ministri dell’istruzione e delle varie riforme scritte da gente che non è mai stata in classe almeno una settimana a contatto con le pianticelle (maestre o giardiniere?).
Siamo professioniste stufe di pagare di tasca nostra anche i gessi per la lavagna!
Maestra
#35, posso assicurarti che ci sono sedicenti giornalisti che in pensierino prenderebbero anche un "non suffi", con tanto di matita rossa.
spero davvero non sia il tuo caso
e poi ha ragione la #37, basta con questa storia della "missione", vi siete sbagliati quelli sono i preti e le suore mica le maestre, che poracce devono fare i conti anche con chi si lamenta perchè deve gestire (!) i quadernoni del proprio pargolo e non lo ritiene giusto (!) voi che lavoro fate? impiegate? pasticcere? avvocati? vi piacerebbe che da domani qualcuno etichettando il vostro lavoro come "una missione" vi dimezzasse lo stipendio?
ecco, quando si parla di missione, si tende a dare per scontate molte cose.
se posso inserire una nota triste, quando crollò la scuola a gravina di puglia tutti furono sconvolti della morte dei trenta bambini e ci fu un funerale ‘corale’. poi, dopo qualche settimana, "famiglia cristiana" pubblico’ la lettera di una maestra, che notava con molta amarezza che nessuno si era mai ricordato di nominare le maestre morte insieme ai bambini, e che avevano tenuto duro fino all’ultimo facendoli pregare e cantare.
credo che ogni lavoro sia dedizione e passione e senso del dovere:-)
gli insegnanti a mio modesto parere hanno una responsabilità in più
"plasmano" giovanissimi cervelli
tutte noi credo abbiamo amiche o parenti insegnanti e tutte noi sappiamo quali insegnanti apprezzare e quali definire "furbette/i"
quali privilegi e vantaggi abbiano rispetto ad altri impieghi etc.
ho sentitoo anche che gli insegnanti di scuola privata hanno uno stipendio del 30% inferiore a quelli della scuola pubblica…
meditiamo,meditiamo
alla scuola priata dove è andato mio figlio alla materna, le maestre prendono 700 euro al mese. vedete un po’ voi, molto meno di una badante
Julia
"…la decana che è sempre stata lì e ci sarà sempre, con un’età indefinibile tra i 55 e i 90 anni…"
E’ la descrizione PERFETTA della mia prof di italiano!!
Ciao e salutami anche gli hobbit e Mr. Incredibile,
Marcello-Ivrea
qualcuno in 20 anni cambia, soprattutto io, lui un po’ meno (però ho esagerato, non è il peggiore). ha voluto i figli (tardi) per poi accorgersi che non c’era più la libertà di prima. beate quelle che fanno bambini con uomini attenti, generosi, maturi e responsabili (…). Chi invece sbaglia cosa fa? mi aiuterebbe un’opinione un po’ meno severa e con maggior empatia. e’ capitato solo a me?
Io sono una maestra di scuola elementare (nn primaria come vorrebbe mariastar),,,che dire??? Ultimamente mi sento più povera: meno risorse, meno confronto, meno leggerezza da donare ai piccoli…tutto è più greve, pesante, legato ai fondi disponibili….resta (e nn è poco) l’amore x il proprio lavoro, l’amore x i bambini (sono dei grandi), la sensazione che se ti adegui è come se avessi mollato (quello MAI!!)..quindi si va avanti con al speranza che (dopo tanti sfaceli)……arrivino momenti migliori!! Se li meritano i nostri figli…ma anche noi maestre!!!!
tutti noi ci sentiamo più poveri con meno risorse e molta meno leggerezza da donare ai piccoli e tutti ma proprio tutti ci auguriamo che arrivino tempi migliori e non solo in Italia!!
cara 38, sono l’utente ex 35 (forse ora 46). Tu hai scritto: "Posso assicurarti che ci sono sedicenti giornalisti che in pensierino prenderebbero "non suffi" …spero davvero non sia il tuo caso". La tua non deve essere una speranza, ma una certezza: per quanto sedicente giornalista, io non ho mai preso il non suffi, tant’è che come ho raccontato sono sempre arrivata al "Quasi suffi". Colgo l’occasione per complimentarmi con te per il tuo spiccato sense of humor