Nonsolomamma

poteva andare peggio

non mi manca sapere come ha chiuso la borsa di tokyo la mattina e nemmeno come ha aperto wall street il pomeriggio. non mi mancano la pausa pranzo, i buoni pasto, i litigi su chi ruba all’alba il buongiorno di gramellini. non mi mancano i pettegolezzi, le riunioni nel bagno delle donne, il boccione dell’acqua che finisce subito. non mi mancano le conference call, i comunicati stampa, i risultati societari, le riunioni in cui si parla di target e di strategic plan. non mi mancano il tempo pieno, il mio computer e le sue 27 password, la mia sedia che, ora che ci faccio caso, è molto più comoda di quella su cui sono seduta in questo momento. non mi manca nemmeno lo shopping perché a dire il vero non sono mai stata una professionista dell’acquisto compulsivo, o dei saldi, o tantomeno degli outlet. non mi manca il tempio del benessere in cui mi facevo umiliare a peso d’oro tra le 13 e le 14, nell’eterna lotta al gluteo rilassato. non mi mancano le corse, la paura di sbagliare, l’illusione di essere al centro del mondo. non mi mancano nemmeno i buffet e i gadget aziendali.
mi manca l’interazione quotidiana con degli adulti. mi manca l’appartenenza a un gruppo che non sia familiare. mi manca un ruolo diverso da quello di mamma. mi mancano gli interlocutori. mi manca la mia bicicletta. mi manca il delirio dell’indispensabilità, anche se nessuno è indispensabile, da nessuna parte. mi manca il lavoro che ho sempre sognato e mai trovato. mi manca il multitasking. mi manca quella che ero in una foto al mare di qualche anno fa. mi manca una fuga di 48 ore con mister incredible. mi manca l’idea di libertà ancor più che la libertà stessa. mi mancano il cinema e una notte di sonno ininterrotto. mi mancano le mie amiche senza figli. mi mancano il tempo, il lusso di un bagno con la schiuma e tutto quello che davo per scontato e che non ricordo più.
a quaranta giorni dalla nascita del microbbit poteva andare molto peggio di così.

104 pensieri riguardo “poteva andare peggio

  1. Già, mancano un po’ a tutte le mamme queste cose… ma poi qualcuna torna, e si va avanti! Un abbraccio e coraggio! Serena
    p.s.: hai ancora tempo per la lettura?

  2. tante delle cose che ti mancano le ritroverai tra poco, ma dimentica assolutamente la foto al mare di qualche anno fa, anche perché le foto sono le peggiori testimoni di quello che non è mai stato.

  3. 40 giorni…dai, il puerperio è finito! Da adesso è tutto in discesa…più o meno!
    Comunque ti capisco…come ti capisco…meravigliosa la dimensione familiare ma, senza una dimensione anche personale, io mi sento soffocare!
    Un abbraccio da donna a donna, bypassando la mamma.
    Lucia

  4.  qualcuno direbbe: hai voluto la bicicletta?! pedala!
    Io però ti capisco, eccome se ti capisco……
    quando non avevo un lavoro "vero" volevo a tutti i costi averne uno, poi l’ho avuto e l’ho lasciato proprio perchè era troppo troppo vero (leggi full time, co.co.pro. più svantaggi che vantaggi). Anche a me manca l’appartenenza ad un gruppo e la possibilità di dare una risposta chiara quando ti chiedono: tu che cosa fai?  non poter dare una risposta diretta (la commessa, la segretaria, etc etc) e vedere le facce confuse quando spiego di cosa mi occupo (o meglio occupavo visto che dall’estate in poi non si è più mosso niente) mi fa sentire un pò una casalinga disperata
    però ci sono dei vantaggi… per esempio adesso faccio i letti, carico la lavatrice e vado in palestra, insieme a una marea di simpatici pensionati!!!

    p.s. per la fuga romantica con MrIncredible in effetti è ancora un pò
    presto, ma vedrai che ci sarà, ti sei dimenticata la fuga nipponica?!

  5. Su su coraggio!!!
    Te lo dice una che è impelagata in due lavori part time che messi insieme fanno molto più e molto peggio di un full time e che non vorrebbe altro che una casa e una lavatrice da stendere
    E’ proprio vero che noi donne siamo incontentabili

    Per consolarti, se vuoi stare a metà tra gli indici di borsa e una fuga romantica puoi consolarti con il Puma Index: theindex.puma.com

    Take a Look!

  6. ….mi manca l’idea di libertà ancor più che la libertà stessa…
    questa è la cosa che mi manca di più. quando mi è capitato di poter lasciare a casa marito e due hobbit, non ho poi fatto tutte quelle cose che desideravo ardentemente di fare da anni (tipo pizza con amiche o cinema in solitudine-beatitudine).
    ma per niente al mondo, tornerei indietro!
    un abbraccio
    alessia

  7.  non ho mai lasciato orma del mio passaggio qui, ma ti seguo da quando, per caso su uno scaffale di una edicola in attesa del mio treno, ho trovato il tuo libro… e mi ci sono trovata (anche se nel nostro "noi" la barese sono io!)
    …però adesso mi hai strappato le parole di bocca, o dalla tastiera… vedi tu. solo la conclusione sarebbe diversa: tu sei a quaranta giorni dalla nascita del microbbit, io sono a meno quaranta giorni al parto della cocozza… ma quello che mi manca è lo stesso….sottolineando "tutto quello che davo per scontato e non ricordo più"…

    grazie

    (con il tuo permesso, ti citerò e riciterò, nel mio blog, ma anche per telefono…)

    MammOta 

  8. cara Elasti almeno tu sei a quota 3 e quindi probabilmente qs è l’ultimo congedo che farai…tu pensa che io ne ho fatto solo uno e che forse ne dovro’ fare almeno un altro visto che vorrei almeno un secondo hobbit…ti volevo dire che ammiro il tuo coraggio e la forza che dimostri in tutte le circostanze che ti capitano.  Vedrai che tra qualche mese tutto ritornerà come prima e ti mancherà stare a casa con il tuo piccolo ed essere solo una mamma…auguri Elasti di donne come te il ns triste mondo ne ha bisogno…. 
    fra76

  9. Ciao Elasti,
    tieni duro.
    Sai cosa mi disse il mio supervisore di psicoterapia quando andai da lei a novembre piangendo perchè dalla nausea (ero incinta di 2 mesi del mio secondo bimbo) non potevo più lavorare nel mio studio, frequentare la specializzazione in reparto, uscre il venerdì sera per le mie cene romantiche con mio marito, nemmeno uscire con le amiche per bere un caffè o andare in piscina…insomma…niente di niente a parte mandare giù i succhi gastrici distesa sul divano?
    Mi disse " A volte nella vita ci sono periodi così, in cui sei in attesa, devi prenderli per quello che sono e non sentire che stai perdendo tempo. La vita non è sempre quello che ci aspettiamo, non è certo il Nirvana. Sicuramente stai male e ti senti depressa, improvvisamnete non hai più nulla di quello che avevi prima. Ma cerca di pensare che per quanto lungo poi questo periodo passa e avrai fatto tutto per un bene maggiore, avrai il tuo bambino. Pensa chi è costretto a letto e soffre e ha nausea per una malattia incurabile e alla fine del tunnel non vede la luce.
    Quindi prendila come una fase naturale della tua esistenza"
    E così ho fatto. La nausea è durata molto di più del previsto e in reparto non ci posso tornare perchè è un ambiente a rischio per chi è in gravidanza. Ma cerco di prendere il meglio da questo periodo lo stesso.
    So che poi quando nascerà a giugno avrò un altro periodo in questo stato.
    Ma avrò anche i miei figli ed è quello che voglio.
    Quindi tieni duro cara Elasti, ci saranno tempi migliori in cui potrai lavorare e andare in palestra e avrai i tuoi tre meravigliosi hobbit con cui dialogare e divertirti. Vedrai che passa in fretta. Bacioni.           
                                 
    Mary

    Ps: anche se il microbbit è piccolo però se fossi in te almeno per un’oretta lo lascerei alla baby sitter e andrei a farmi un giretto…magari a farmi un massaggio o dalla parrucchiera…Credimi aiuta anche questo.

  10. stai uscendo dal tunnel, anche se per ora non ti sembra tanto!
    passati i famosi 40 giorni, gli ormoni tornano in sede.
    e te starai piu’ serena. magari le notti insonni, ancora per un pochino, ma poi passano anche quelle, non ricordi?

    baci
    Gaia

  11.  E’ per questa sensazione che hai cominciato a scrivere questo blog, se non ricordo male… So che non è facile, ma sposo appieno le parole del supervisore di Mary (#16). Immagino che sia faticoso e in certi momenti anche un po’ frustrante, ma decisamente ne vale la pena!
    Un grande abbraccio solidale.

  12. Già come ti capisco…i nostri figli hanno 6 giorni di differenza e i famosi 40 giorni stanno per "scadere" anche a me. Non mi posso lamentare per la notte anche se come te interrotta dalla poppata (a parte qualche raro caso che mi fa la tirata 24 – 6) ma la mancanza di quello che hai detto in effetti c’è l’unica cosa che non mi manca è il lavoro eheheeh

    dai dai non so tu ma … almeno per me … fra 2 mesi si torna al lavoro

  13. CIAO Elasti,

    CORAGGIO … per me i primi 40 giorni sono stati abbastanza belli, dato che era il periodo delle vacanze estive, avevo sempre parenti a casa o eravamo noi in vacanza, i 2 grandi non avevano scuola e orari da rispettare …
    Poi, il rinizio della scuola … è stato una mazzata ! Le poppate con l’orologio davanti, sveglia la piccola altrimenti tra poppata (E NO mia piccina non più di mezz’ora !!!), il cambio pannolino, un rassettamento minimo generale … non ce la fai ad andare a prenderli all’uscita di scuola …
    Io ho cominciato ad avere il mio BABY BLUES piano piano da settembre a Natale …

    Mi sono ripetuta mille volte che AVEVO FATTO IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA oppure HAI AVUTO LA BICICLETTA ? E MO’ PEDALA !!! (come hanno già citato prima di me)
    MA CHE BISOGNO AVEVO DI FARNE ANCORA UNO, NE AVEVO GIA’ 2, DI NUOVO UN EQUILIBRIO DA RITROVARE …

    E poi come per MAGIA tutto questo passa (a chi prima a chi dopo) e quando come stamattina mi ritrovo in cucina a fare colazione coi 3 marmocchi tutti intorno a me … (anche se per ritrovarci tutti belli pronti per andare a scuola, asilo e ufficio …. mi sono dovuta alzare alle 5.30 …) …
    allora penso che IL PASSO NON ERA POI PIÙ LUNGO DELLA GAMBA e che MI PIACE ANDARE IN BICICLETTA E QUINDI PEDALOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !

    Allora TIENI DURO e offriti un’oretta a settimana un PARRUCCHIERE o UN MASSAGGIO … vedrai che ti fa un gran bene e ti aiuta moltissimo in questo periodo in cui ti senti inevitabilmente più fragile  !!! 

    Un saluto da
    Valentina da Ginevra (2 maschi e 1 femmina)
    :-))

  14. Capisco che vuoi dire, cmq anche cominciare a realizzare la più piccola di queste cose può darti una bella sensazione …quando c’è Mr.I. nel fine settimana, prenditi un paio d’ore e fai un bel bagno bollente con tanta schiuma, ti metti la crema… insomma fai tutte le cose che fate voi donne… vedrai come ti senti dopo 🙂

  15. Grazie per le tue righe di oggi, donna meravigliosa. C’è un pò di ciascuna di noi, di quello che siamo state, che siamo o che saremo. E che non sempre abbiamo il coraggio di dire. Ciao!

  16. Stavolta non posso non commentare. Il mio ultimo post parla della stessa cosa… e io sono due anni che lavoro da casa come freelance, anche avere un motivo per mettere dei tacchi al mattino sarebbe cosa buona e giusta, nonché parlare con adulti childfree… Ecco, ci sto provando a rientrare full time, ma con una polpetta di 17 mesi e abitando a Roma, mica facile.

  17. Ciao Elasti, ti seguo da un pò ma è la prima volta che commento…
    Ti capisco, eccome se ti capisco, e la mia piccola ha dieci mesi…dici che sono messa peggio:)?  Io ho proprio cambiato vita radicalmente, per una serie di motivi.. Non mi manca il lavoro, o almeno il mio precedente lavoro, ma tutto il resto sì, e mi manca anche "il lavoro che ho sempre sognato e mai trovato"… Forza carissima, sono sicura che le cose miglioreranno e allora rimpiangerai i momenti a tu per tu con il tuo piccolino:)
    Un abbraccio, Marilena.

  18. lavoro come ricercatrice in un’università italiana, tommso aveva forse un mese e mezzo quando mi sono fiondata al lavoro con lui, organizzandomi lo studio con box, cuscini, coperte, giocattoli, fasciatoio pieghevole e tutto l’occorrente per il cambio. 😉

    anche oggi, dopo una settimana in casa con lui ché aveva la tonsillite, l’ho lasciato al nido con un sospiro di sollievo dichiarando che no, non sono proprio fatta per fare la mamma a tempo pieno.

    ed è indubbiamente vero, a 40 giorni dalla nascita del microbbit poteva andare molto peggio.

    🙂
    lulu

     

  19. A me manca la terra sotto i piedi. Sono in attesa che nasca il terzo, è questione di giorni e il naufragar non mi è dolce in questo mar.
    Sto cercando una valentinadiolabenedica e non salta fuori una benedica con cui mi trovo. Mi sveglio la notte, penso in continuazione che dovevo stare dove l’acqua è bassa.
    Dovrò iniziare a pensare che la luce in fondo al tunnel c’è. Mi aggrappo a questo pensiero e tu mi aiuti a farmi sentire più umana. Le cose condivise già diventano meno drammatiche.
    Un abbraccio forte forte

  20. Ciao. I tuoi suoceri mi avevano parlato di te e sono venuta a surfare sul tuo blog in una pausa di lavoro.
    Complimenti per il tuo stile letterario e per la capacità di usare la scrittura per lasciare che i problemi escano fuori da te.
    Buona giornata e un saluto a tuo marito
    Roberta B.

  21. Leggendoti sono tornata indietro di 15 mesi.. era nato il mio 2 bimbo e, prigioniera della casa e della routine familiare, mi venivano le lacrime a pensare a quella che ero stata….. oggi che ho ripreso il lavoro, tutto è diverso, sono quasi tornata al peso pre figli (grazie a delle magiche cassettine della dummies con le quali faccio ginnastica a casa), riesco a far funzionare i miei neuroni nonostante i risvegli "a scacchiera" di tutte le sante notti… ho iniziato a lavorare ad un progetto che aiuti le madri, sto iniziando il mio blog…. insomma… là nel futuro ti aspetta una vita migliore. Un abbraccio e complimenti per il tuo libro, sono una elastilettrice. Monica.

  22. Cara Elasti,

    io sono sicuramente molto meno elastica di te, da tutti i punti di vista, non ultimo l’elasti…cità della pelle, avendo compiuto a novembre gli odiosi 61 anni! Mi manca ormai anche un po’ di elqasti…cità mentale (colpa dell’età vetusta probabimente) e da quando sono in pensione (dal 2006, ma mi sembra un’eternità) mi mancano tutte le cose che mancano a te, soprattutto il confronto con i miei simili, che non siano il figliogrande o il marito! E manco ho un microhobbit di ricompensa! Ho, per la verità, un microhobbitnipote in provincia di brescia, ma io vivo a Roma, e quindi….. lo vedo 3-4 volte l’anno! 😦
    Comunque vedrai che quando finirà il periodo di maternità, tornando al lavoro, ti riapproprierai di tutto (positivo e nagativo) e ricomincerai a sbuffare come un mantice, ma sarai comunque soddisfatta dell’essere moglie, madre, casalinga  e lavoratrice.
    Un abbraccio stretto

    Cristina di Roma

  23. Elasti…
    a commento di questo post si può solo dire GRAZIE.
    Perché nella vita di tutti ci vorrebbe qualcuno che riuscisse a scrivere, con le parole perfette per dirlo, come si sente. Nella mia vita di prossima mamma, questo qualcuno sei molto spesso tu, e non posso che dirti GRAZIE ancora una volta per tradurre in parola scritta quello che provo e non sono capace di esprimere verbalmente.

    Baci dalla Duchessa

  24. cara elasti, come ti capisco. e’ normale però sappi che dopo i 40 giorni la salita è un pò meno dura e, giorno per giorno, le  cose gireranno in maniera più fluida. certo, 3 figli che dipendono da te non sono una passeggiata. cerca di uscire a prendere una boccata d’aria, anche solo 5 minuti servono. sti ormoni! non c’è nulla al mondo di più prezioso dell’amore dei tuoi figli. al lavoro si è tutti indispensabili ma facilmente sostituibili. un bacio. manu

  25. Mia figlia (due gravidanze in 2 anni) diceva sempre: "mi sento una straniera in casa: frequento per 10 ore almeno solo persone che non parlano la mia lingua!". Però adesso ha ripreso il lavoro e….CORRE, CORRE, CORRE!!!!
    Elena

  26. Si, poteva andare peggio…La prima volta lavoravo in nero, si in nero, con laurea e master e molto altro e non ho avuto nemmeno un soldo extra, a casa pochi giorni prima del parto e arrivederci. Ora sogno il secondo figlio e lavoro quasi al top ma con co.co.pro annuali e mi hanno già "avvertita" che in caso di maternità rimanderanno il rinnovo del prossimo contratto solo al rientro super full-time, infatti le mie colleghe sono rientrate a 5 e sottolineo 5 giorni dal parto, e con questo ho detto tutto……

  27. purtroppo non si è mai completi, manca sempre qualcosa!
    io dal canto mio, leggendo le tue parole, le parole di una donna dal grande istinto materno, confermo la mia idea di non volere figli! Non sopporterei la mancanza della mia libertà!
    magari sbaglio, magari quando me ne accorgerò sarà troppo tardi, ma a leggerti, l’idea di me con un figlio…mi soffoca!

  28. elasti, tieni duro, è la vita di noi mamme.
    quando aspettavo il mio primo bimbo, vuoi per le maggiori ansie, vuoi per il lavoro a rischio e la distanza da casa, ho smesso di lavorare molto presto. avevo la casa che era uno specchio e mi annoiavo a morte. adesso che sono costretta a lavorare fino alla fine e dovrò riprendere prestissimo darei chissà cosa per una giornata a casa.
    un abbraccio
    Mary

  29. Io suggerirei di organizzare un team di supporto a cui lasciare i bambini (almeno i due più grandi) per una giornata e staccare un po’ la spina con Mr. Incredibile. Andate a pranzo fuori, al cinema, a spasso.. magari aiuta.

    Ila

  30. Questo post è un capolavoro. Questo è l’unico post che mi ha fatto veramente piangere. Oh come ti capisco ! Sono le sensazioni che ho provato in entrambe le maternità. Ora sto uscendo dal tunnel. La minore ha quasi un anno, ho ripreso a lavorare da qualche mese, con le sei ore dell’allattamento, dormo di notte, ho dei momenti di piccola autonomia anche in casa (un bagno, una telefonata alle amiche) , mi sto riappropiando poco a poco di un pò della mia vita. Coraggio, il tempo non lo puoi fermare.

  31. ti invidio, elasti. Mio figlio aveva 20 giorni e già me lo trascinavo dietro  per le redazioni: ero (sono) una free lance  e per poter mandare avanti la baracca (due bambini e un mutuo) ma, soprattutto, per mettermi al riparo dal rischio di perdere quello che avevo costruito e, quindi, di trovarmi all’improvviso senza lavoro, cioè senza reddito, dovevo tenermi ben strette le collaborazioni. Niente congedi maternità per le free lance, in Italia va così. Ricordo un pomeriggio a Milano: pioveva e io allattavo il bambino in auto. Il direttore, uno dei tanti, il più importante, il meno tenero, mi aspettava nell’edifico enorme che si stagliava nel grigio, a pochi passi da me. "Mangia, bambino, mangia in fretta", pregavo muta, con l’ansia che mi chiudeva la gola. La poppata sembrava infinita, io sudavo – piccole gocce ghiacciate – "Muoviti, bambino, che se  il direttore si spazientisce e non mi aspetta più, addio commissionamenti, cioè addio stipendio per il mese prossimo."  Dovetti staccarlo, povera pulcetta ignara, basta latte, bambino, ci vediamo tra un po’. Poi lo agganciai al suo seggiolino concavo, lasciandolo in custodia alla sorellina di otto anni, una piccola donna saggia su cui potevo contare davvero.  <<Torno in fretta, Valentina, scusami>>. <<Tranquilla mamma, gli leggo una storia. Se vomita faccio con questo bavaglino>>. Ricacciando le lacrime mi avviai verso la redazione, cercando in me un sorriso professionale e quel mix di sicurezza, efficienza, massima disponibilità, irrinunciabile per indurre i direttori a fidarsi e, quindi, ad assegnare i pezzi.  

  32. ciao elasti, ma tu sei non-solo-mamma  è ovvio che ti manchino tutte quelle cose, ed è ovvio che un giorno le riavrai, anche se magari sotto mentite spoglie

    Anna

  33. tocca a me, tocca a me! 
    allora, a me mancano i film comedy-romantici-ridanciani con la mia amica Fede, dopo una bella birretta fredda al localaccio accanto al cinema – ora probabilmente saremmo andate a vedere ‘tra le nuvole’, ‘baciami ancora’ o più probabilmente ‘che fine hanno fatto i morgan?’. mi mancano i miei tacchi. mi manca la gara culinaria il sabato sera a casa dei miei amicissimi Laura&Ben – loro cucinavano delle cose meravigliose e noi ci strafogavamo ingollando vino senza ritegno. mi mancano le mie passeggiate solitarie e clandestine sul lungolago con una sigaretta ogni tanto, così per sentire quel leggero stordimento da tabacco nell’aria frizzantina. mi mancano i mezzi pomeriggi sul balcone stravaccata al sole. mi manca il multitasking – ah no, quello lo hai già scritto tu mannaggia, però manca anche a me. mi manca poter uscire quando ne ho voglia, senza dover calcolare tempi per pappe, riposini e medicine.
    ma anche a me, onestamente, poteva andare molto peggio.
    stammi bene!
    a.

  34.  elasti…quanto mi sento vicina a te in questo momento! non mi sono mai identificata in un post come in questo…
    V. di Bari ( mamma di un nano di 41 giorni)

  35. è vero, me le ricordo benissimo anche io le sensazioni che hai magistralmente descritto…però sai che ti dico?ora che la mia Giulia è cresciuta ed ho recuperato il lavoro, il cinema, lo shopping, la mancanza dei momenti con lei poppante è molto più forte…in fondo i primi mesi di vita di un pupo sono impegnativi, ma passano in un lampo, e non li riavrai mai più…vuoi mettere quelle ciccine tenere e quei sorrisi sdentati, e quando ti ricapitano?e quanto durano? invece avrai tutta la vita per il lavoro, per lo shopping, per il cinema….

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