Nonsolomamma

inquietudini logistiche

quando elastigirl andò in scozia con gli hobbit e mister incredible, nelle impervie highlands si domandò come sarebbe stata la vita lì, parlando gaelico (che secondo qualcuno è uguale al dialetto di bitonto), mangiando salsicce e fagioli e flirtando con nerboruti signori in kilt che si dedicano nel tempo libero al lancio sportivo di rumine di pecora ripieno di frattaglie. lasciando quelle lande battute dal vento si disse che forse sarebbero stati felici in un posto così.
quando andò in alto adige nel maso di nonna ciofanna, donna solida, volitiva e piena di fascino, a capo di un esercito di figli, nipoti e avventori, elastigirl si fece sedurre da quella vita aspra, dalla stufa di maiolica, dallo yogurt, dallo speck e dalla tisana di melissa. e si disse che forse l’elastifamiglia avrebbe trovato la vera felicità sotto l’ala proterva e protettiva di nonna ciofanna.
quando passò cinque settimane nella città di A, in massachusetts, tra insegnanti di yoga, psicanalisti vegani, studenti che lavoravano a maglia e studentesse che si baciavano felici davanti all’ufficio postale, decise che quella minuscola cittadina tra i boschi, piena di scoiattoli e marxisti, era esattamente quello che stava cercando per i suoi figli, per suo marito e per se stessa.
quando è stata a bari l’ultima volta, tre giorni fa, si è chiesta perché no. perché non scegliere di vivere in un posto dove ci sono 18 gradi e gli abitanti dicono "fa un po’ freddino", dove quando il tempo è bello il cielo è azzurro sul serio, dove vedi il mare se ne hai voglia e anche se non ne hai, dove il welfare familiare è una realtà avvolgente e tiepida, dove tutto è più vicino, comodo, accogliente e vivace. dove le cose stanno cambiando, e non in peggio, dove la vita sarebbe più facile
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117 pensieri riguardo “inquietudini logistiche

  1. io a 20-25 anni volevo emigrare all’estero, poi le opportunità di lavoro sono arrivate qui e a 30 anni mi ha preso la fregola del posto fisso, cioè proprio quando ho conosciuto mio marito, che invece mi propone ancora di emigrare.
    in astratto mi piacerebbe, ma la verità è che me la faccio sotto all’idea di ricominciare tutto in un altro posto.

  2. Ho lasciato Milano, dopo esserci vissuta ventisei anni, per seguire il mio principe azzurro che era venuto a prendermi su un meraviglioso trattore blu. Ho buttato la carriera alle spalle e ho accettato di trasferirmi in un paesino di collina che più piccolo non si può, ben distante da ogni città degna di essere definita tale. A volte rimpiango le comodità di Milano, ma non mi sono mai e poi mai pentita. I miei due figli sono nati e cresciuti qui, liberi come il vento, e io mi sono trasformata in una contadinella e so tutto, o quasi, di orto, conigli e galline. Non mi importa di avere le unghie spezzate e di indossare maglioni sformati e con le toppe e di non potermi permettere di andare a teatro o in crociera. Vivo con quelli che amo e tanto mi basta.
    Antonella

    p.s. mio figlio è ingegnere informatico e ogni giorno macina chilometri per raggiungere la banca dove lavora, ma alla sera torna qui perché, dice lui, non vorrebbe essere altrove.

  3. Oddio lo stalking?
    Ahem… non è un poco eccessivo come termine?

    ops… non è che… oddio!

    Che hai?

    Niente. Forse mando troppi sms.

    Mi risulta che ultimamente ti sei moderata.

    Ti risulta male. Fidati, ne mando troppi.

    Ma lo sanno che devono solo scrivere 5 lettere?

    Dici BASTA?

    Esatto, mi risulta che a chi te lo fatto notare tu di sms non ne mandi più o sbaglio?

    Ti risulta bene, ma magari per alcuni vale la regola del: Se non ti rispondo la pianti!

    Guarda che siamo OT nel post, se passa Zaubarei te fa a tocchetti…

    Guarda che ha ragione lei… a farmi a tocchetti intendo.

    Scusa Elasti, ma il rischio di passare per stalker mi ha un filo preoccupato.

    Smettila di pensare al lavoro!

    Il lavoro? che caspita c’entra ora il… ah il filo! Contorta nel restare OT!
    Smettiamola va.

    Va bene.

  4. sai, tutti questi commenti, tutte queste critiche, tutto questo parlare male di Milano.
    io non condivido le generalizzazioni, tante volte guardandosi attorno si scoprono cose belle anche in una città fumosa e grigia come Milano, basta abbandonare i preconcetti e buttarsi alla conoscenza. che a voler ben vedere Milano è vicina alle Alpi, ai meravigliosi laghi lombardi.
    è certo che se si continua a guardare fuori dal proprio davanzale non si trova nulla.
    amo il mare, le località di mare, quelle lacustri, ovunque purchè ci sia acqua e paesaggi per stupirsi della meraviglia della natura.
    credo fermamente, lo dico con convinzione perchè anch’io come te ogni volta che viaggio trovo luoghi fantastici per vivere, non è il posto ma tutto quello che vive in te in quell’attimo, le aspettative, il tuo umore.

    va bhè, io adoro viaggiare di fantasia, e ti capisco eccome se ti capisco….

  5. per questo motivo mi sono trasferita da milano a genova, scoprendo una città meravigliosa, persone accoglienti, una città dove vedi il mare se vuoi e anche se non vuoi. Inutile descrivere le cose belle che ti regala vivere in una città di mare tutti i giorni. Non cambia niente rispetto al lavoro, alla spesa quotidiana, agli impegni, ugualmente pesanti e spesso ripetitivi, alla cura dei figli se ne hai (io me ne sono andata senza figli ma ne avessi avuti non avrei avuto dubbi sul fatto di non poter vivere a milano). Ma in più hai  scorci magnifici di barche nell’acqua quando sei in auto in coda sulla sopraelevata, senti il profumo delle mimose davanti alla coop quando trascini i sacchetti e, se proprio rimane un pomeriggio da buttare, invece di andare all’Ikea (adoro gli ipermercati ma ho perso il vizio perché qui non ci sono) fai due passi sul lungomare, magari con un libro sotto il braccio. Banale ma mai più senza. E’ bello anche tornare ogni tanto a Milano, rigustare un po’ di frenesia e corri-corri (a genova non corre nessuno) ma poi tornare a genova. A volte ci vuole più coraggio per restare di quello necessario a osare.    

  6. Cara Elasti,
    è il tormento di tutti, credo, andare, tornare, cambiare… Condivido la citazione del commento n. 10: "È l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi." Concordo forse per perdonarmi la mia indecisione a cambiare nuovamente, dopo decine e decine di scelte, anche geografiche e forse a un certo punto si è stanchi. Però il sogno da forza e vita per continuare a scegliere la propria realtà!
    Un carissimo saluto da una lettrice di lunga data, che fin ora non aveva commentato.
    Foscarina

  7. uhmmm….ci sto pensando anch’io…lasciare l’intossicata pianura padana per tornare in peucetia……nonostante quello che Federico II ha detto dei miei compaesani (che strano effetto che mi fa scrivere compaesani) "gens bituntina bestia nata et asinina"….comunque hihihi….si si il bitontino è proprio uguale al gaelico 🙂
    Viva Elastigirl itinerante!!

  8. #90 93

    Allora come donna DOC o meno dovrebbe capire che dopo un parto un po’ di baby blues ce l’hanno tutte o forse dovrei dire solo le donne comuni ce l’hanno e forse Elasti riesce a descrivere come tante donne si sentono in certi periodi della loro vita mentre Lei si sente al di sopra. E con questo chiudo la polemica che mi sembra peraltro molto sterile.
    Poi le implicazioni psicologiche le capisce solo chi ha un po’ di sensibilita’.. e questo e’ quello che penso io.. mica e’ detto che essere donna comporti essere sensibili per forza.
    Ale bimamma

  9. Io abito in campagna…ma la campagna padana non conta mi sa.
    Vorrei scappare in Trentino (anche io ho una nonna Ciofanna ma si chiama nonna Lisa) e non vedere pioggia, buio e nebbia per 4 mesi filati e soprattutto vorrei stare in un posto dove riesci a distinguere la suddetta nebbia dallo smog.

  10.  leggo spesso il tuo blog ma non sono una mamma, magari un giorno, anche io…è la prima volta che commento perchè da poco + di un anno frequento un ragazzo splendido di salerno e per me , di milano, l’ipotesi è di raggiungerlo, lui ha attività commerciali proprie lì , io dipendente in un’azienda…per cui avrebbe senso solo il movimento inverso a quello che tutti fanno, dal sud al nord…mi frenano solo le paure di cosa fare una volta lì, a essere pragmatici oggi giorno non guasta…mah chi lo sa qual è la risposta giusta…magari leggendo i commenti , mi indirizzo un pò.
    auguri a te e alla tua fantastica famiglia, sei una mamma coraggiosa, ti ammiro

  11.  l’ipotesi di mollare milano per salerno sarebbe dettata dalla possibilità di stare finalmente vicina all’uomo che amo e lui altrettanto con me…purtroppo la situazione è questa, non ci sono grandi alternative e onestamente di rinunciare a lui solo perchè è di salerno, non mi riesce proprio…al momento ancora non c’è in programma nulla, ma si ventila l’ipotesi e una decisione prima o poi andrà presa. è facile anche per me dire che è una pazzia, ma davanti alla possibilità di un progetto di vita da costruire insieme a una persona che ami , si dice di no? solo perchè è una citta del sud?…non lo so, davvero cosa sarà meglio, il tempo mi aiuterà a definire meglio le cose. comunque grazie lo stesso…per ora resto ferma qua!

  12. il #90 si riconosceva subito come donna.
    Solo certe donne sanno sputare tanto veleno aggratis, aggrappandosi a motivi inconsistenti gonfiati ad arte…
    mi spiace lasciare il commento generalizzatore e sessista proprio oggi 🙂 ma il più cattivo degli uomini che ho conosciuto non era acido quanto la meno cattiva delle vipere viste in azione

    Layla, vipera in erba?

  13. Sono una torinese che si è trovata a vivere a Milano. E sto cercando di vederla da un nuovo punto di vista, che racconto nel mio blog, http://www.survivemilano.it, una guida per vivere bene a Milano. Nonostante Milano. Perché sto scoprendo che Milano è piena di sorprese, però bisogna trovarle! Chi conosce buoni posti, accessibili e di qualità, e vuole condividerli, li può segnalare sul blog.

    Grazie Elasti per i sorrisi e i pensieri che regali!

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