Nonsolomamma

perché no

ultimamente a elastigirl capita, non sempre ma nemmeno di rado, di guardare con un po’ di invidia mister incredible che ogni settimana parte. perché anche a lei piacerebbe avere qualche notte alla settimana di sonno ininterrotto, una casetta lontana dove rifugiarsi, una vita parallela in cui non si gioca a memory e non si cambiano pannolini, anche a lei piacerebbe sentirsi una sola e non una-più-tre ed essere responsabile solo di se stessa, anche soltanto per un giorno alla settimana.
pertanto ieri sera, accartocciata nel letto dello hobbit piccolo che non ha più paura di tutto ma di qualcosa ancora sì, mentre lui canticchiava la canzone del cowboy piero (capolavoro, almeno nella personale interpretazione hobbit, da rendere obbligatorio in tutte le scuole di infanzia) a mo’ di ninna nanna, lei si è immaginata al posto di mister incredible, pendolare tra milano e londra, perfetto conoscitore delle istruzioni delle hostess sugli aerei, in grado di servire ai passeggeri bevande e salatini meglio dello steward più navigato.
e mentre lo hobbit piccolo passava da piero al monologo mimato di biancaneve e i sette nani, elastigirl è giunta alla conclusione che non potrebbe mai scambiare la propria vita con quella di mister incredible perché:
1. non reggerebbe la sveglia alle 3 del mattino tutti i lunedì per prendere il volo più low cost da bergamo
2. sarebbe schiacciata da un senso di colpa cosmico che finirebbe per ucciderla o per renderla pesante come uranio
3. dilapiderebbe le sue sostanze da orla kiely per compensare la lontananza degli affetti
4. metterebbe radici ovunque, suo malgrado, perché senza radici non riesce a stare, e ogni partenza, in andata o in ritorno, sarebbe sempre e comunque uno strazio
5. morirebbe di nostalgia, per gli hobbit, per memory, per i pannolini lavabili a fiorelloni e persino per marìotereso, l’amico immaginario nel muro della cucina
6. si chiederebbe tutti i giorni più volte al giorno ‘perché?’.
forte di questi sei punti, elastigirl, più serena e consapevole, è sgusciata fuori dal letto hobbit, strisciando verso la sua camera, è stata prontamente redarguita da uno straziante "dove vai mamma? non mi lassale!" e si è riaccartocciata al fianco del nano sudato.
nella seduta odierna di meditazione e rattrappimento serali, elastigirl si interrogherà sul perché gli uomini (nella fattispecie mister incredible) non sono annichiliti, come lo sono le donne (nella fattispecie elastigirl), da almeno uno dei suddetti sei punti.

94 pensieri riguardo “perché no

  1. forse perchè loro hanno il dono di vedere sempre le cose dall'altra parte!sono loro i martiri che si sacrificano per la famiglia!anche io sono afflitta da costanti sensi di colpa  e quella  è una dote che ho sempre invidiato a mio marito.quando, nel lontano 1984 , 16 giorni dopo la nascita di nostro figlio, mentre ero reduce da un cesareo e da 15 giorni di ospedale per complicazioni varie,al primo sabato a casa mi sentii dire:"vado a pescare, ho veramente bisogno di rilassarmi un po'"con affetto e simpatiaMarzia

  2. è risaputo che agli uomini il "senso di colpa" viene asportato poco dopo la nascita.In quanto alle radici:"i veri uomini non hanno radici". Lo cantava anche De Gregori ieri sera 😉

  3. Perchè sono sceme e condizionate fin da piccole ad essere gli angeli della famiglia e del focolare! Va bene il senso di responsabilità, ma non la schiavitù.

    Sonia

  4. Io credo siano annichiliti da una sessantina di altri punti, altro che sei, tsé.Riguardanti sei milioni di altre cose, che spaziano dalla carriera al calcetto alla pesca. Tutto qui.Senza nulla togliere all'attaccamento puro, privo di tanti annichilimenti (almeno lì no eh ecchecaxxo) che hanno per i loro affetti.Mica male, neh, che dici?Mimì-menomale-che-l'ho-fatto-maschio  😉

  5. Di preciso non lo so perchè è così, ma è indubbiamente così: l'ho sperimentato sulla mia pelle e ho ascoltato innumerevoli analoghe considerazioni delle mie amiche sul tema. Per quanto mi riguarda, forse ho anche difficoltà a delegare, se non costretta con la pistola alla tempia, la cura della mia bambina, che già mi pare di trascurare tanto perchè vado al lavoro tutto il giorno. Mi è capitato anche di desiderare di avere una scusa lavorativa per starmene un paio di giorni lontana da casa, ma poi mi sono resa conto che non me li godrei, per gli stessi motivi elencati da Elasti. Forse è anche una questione di abitudine, sicuramente è un imprinting culturale, uno dei tanti che ci facilitano la vita.Elena

  6. No, non ci credo…scommetti che non provi perchè poi non riesci più a smettere ???p.s. la risposta giusta è la n.3

  7. perchè non si sentono annichiliti?Perchè sono uomini.Perchè dopo una settimana di duro lavoro (il loro) sentono di avere il diritto allo svago del fine settimana e se lo prendono senza battere ciglio.Dopo una settimana di altrettanto lavoro (ma non così duro perchè è il nostro) noi mamme vinciamo il diritto di smazzarci durante il we rispettivamente: 1 – la spesa settimanale                               2- le 4 lavatrici settimanali con annessi e connessi                              3- la montagna di panni da stirare che si sono accumulati.                              4 – ……Il tutto ovviamente con la costante presenza dei figli……ma io sono fatta male perchè se lui facesse almeno in parte qualche cosa io mi sentirei in colpa per non aver adempiuto ai miei doveri di moglie-madre-donna.Ma cos'è l'educazione che abbiamo ricevuto che ci frega? O è la biologia?

  8. Primo è l'istinto materno, da quando diventi mamma, i figli sono nella tua testa e nel tuo cuore 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.  L'istinto paterno non esiste. Secondo è quella che si chiama: divisione dei compiti. L'hanno inventata gli economisti, che, come sai, sono uomini. E' così dalla preistoria, gli uomini a caccia di dinosauri e le donne con la prole (e la casa, la spesa, il lavoro…….). Io però non vorrei essere uomo, assolutamente.

  9. Utente anonimo nr. 10, ma saranno tanto fatti loro, no? io potrei elencarti altri 600 punti perché a lume di naso e senza conoscerli nenche un grammo capisco benissimo perché non lo farei. Ma ci rendiamo conto cosa vuol dire andare a vivere all'estero con tre bambini piccoli, riobò.Elasti, è la prolatina e l'abitudine. Quando con i figli già più grandini dei duoi 2 e 3 ho ricominicato a star fuori una notte ogni tanto per lavoro, sognadnomi il bagno non condiviso e la notte di sonno, mi svegliavo di continuo con le stesse angosce tue.Poi una sana discussione sui miei sensi di colpa col capo che mi ha chiesto: ma perché mai ti devi sentire in colpa? (ottima domanda) e un altro paio di pernottamenti extra moenia mi hanno dimostrato che si potrebbe, ma che ci vogliono i tempi adatti.E poi la partenza alle 3 tutte le settimane? Ma io mi sparo altroché.Mammamsterdam (che sul vivere all'estero e la fatica che si fa ha imparato un paio di cose nel frattempo)

  10. Intanto io, per sollevare di un micron l'annichilimento posso ringraziarti per aver sollevato il velo della mia ignoranza su Orla Kiely!!!Velo che purtroppo provvedero' subito a riabbassare, in primis per i prezzi e in secundis perchè temo proprio che la mia giunonica struttura con altezza da corazziere mal si intonerebbe con questi abitini deliziosi…sigh.Comunque la tengo presente come premio per la prossima dieta :)Riguardo alla tua domanda…sono d'accordo sulla teoria dell'"altro punto di vista"…Un abbraccioEmanuela

  11. A parte che secondo me i punti interrogativi del primo commento sono di Mister I., che si chiede come mai adesso tu te ne venga fuori pubblicamente a sconfessarlo così, io penso che proprio è genetica: gli uomini sono proprio così e non ci possiamo fare nulla. Da convinta femminista, della serie "bisogna solo educarli", adesso che ho due figli masculi, proprio mi sto convincendo che è tutta fatica sprecata: alzo le braccia al cielo e vado a stirare!Un bacio Elasti, coraggio: sei la regina della casa, non sei contenta???

  12. da mamma felice di esserlo io penso che sulla maternità ci sia una nebbia pesante da dissipare…che l'istinto materno sia un mito che sprofonda molte donne nella depressione più nera facendole sentire non adeguate…non c'è nessun ormone che possa generare da un giorno all'altro un legame che si crea innanzitutto scegliendo responsabilmente di diventare genitori, poi con la presenza, l'impegno costante e il sacrificio (parola tabù nel mondo di oggi). L' istinto materno e quello paterno si creano nella relazione quotidiana con i figli….poi ovviamente ognuno lo vive diversamente ed è vero che gli uomini in generale si sentono meno in colpa. Però vi assicuro che conosco famiglie in cui l'istinto di accudimento sembra solo paterno, famiglie in cui la mamma deve accollarsi tutto per sentirsi a posto con la coscienza e famiglie in cui i genitori fanno a gara per scansarsela. E anche famiglie equilibrate, per fortuna!m.

  13. e chi lo dice che non ne siano annichiliti? Noi donne? E noi cosa ne sappiamo veramente? Siamo talmente brave a capire tutto che gli leggiamo nel pensiero? Che il nostro modo di intendere le cose, la vita, le emozioni e come esprimerle e' l'unico valido e visto che loro per forza di cose ne hanno un altro sono per definizione in errore? Forse annichiliti lo sono davvero, ma se si lasciassero andare cosa succederebbe? Mai pensato che forse servono entrambi i ruoli ed entrambi i modi di accollarseli?Come madre di maschi mi provoca una rabbia tremenda questo costante dare addosso agli uomini in quanto tali, perche' sono colpevoli per definizione, a priori. Se qualcuno critica una donna che quello che fa' in quanto tale e' uno sciovinista sessista maiale e chi piu' ne ha piu' ne metta. Invece insultare gli uomini sulla base dello loro genere non e' soltanto accettabile, e' addirittura politically correct.

  14. Ciao Elasti, in questo periodo ti leggo tanto xchè riesci ad esprimere al meglio il mio stato d'animo.Anche io, mamma trentenne di 2 nani maschi, mi sono posta spesso interrogativi simili e sono arrivata alle tue stesse conclusioni. Non so xchè gli uomini non riescono mai a mettersi nei panni di noi donne, mentre noi facciamo di tutto x comprenderli, concedendo loro spazi di riposo che noi neanche ci sogneremmo e non coinvolgendoli nei lavori di casa.Ultimamente sto cercando in tutti i modi di abituare il marito al cambio pannolini lavabili. Risultato? Ieri sono uscita x 1 ora ed ho ritrovato il pannolino x terra, in bagno, pieno di cacca. Lui mi fa "è un compito da donna", ma lo dice serio, non scherzando… Cosa si può fare? Abbozzare o incavolarsi? Il + delle volte io, sanguigna, reagisco, ma capisco che è tutto fiato sprecato, maschio e maschilista è e rimarrà…In ogni modo, non credo sia del tutto vero che i maschi nascano così e basta, conta tantissimo l'educazione, soprattutto delle madri. Mia suocera era una maschilista peggio di un uomo ed i risultati sono questi..Dal canto mio sto lavorando sodo xchè i miei nani siano maschi accettabili…

  15. elasti, ciao.le varie teorie sociologiche hanno le loro basi, si.però tante volte sono una via di fuga. almeno per me.penso sia meglio non spostare troppo l'attenzione sull'universo ma ricondurla a se stesse. certo è più faticoso. magari anche più vero però.ehm, non so se mi sono spiegata..un caro saluton

  16. Ciao Elasti, una domanda dall'altra parte: tuo marito ha iniziato il pendolariato con Londra prima o dopo averti conosciuto? Se dopo, prima o dopo aver avuto figli?GrazieBarbapapà, che cambia i pannolini

  17. Condivido i sei punti,Elasti, magia di sintesi e analisi su modello matematico.Eppure sabato, senza alcuna remora, sono partita per Roma con le mie sorelle, pervasa da un'eccitazione da gita di terza media, lasciando per una volta il nano col suo legittimo genitore. E' stata un'esperienza senza pari per i seguenti motivi:1- l'eccezionalità dell'evento2- la vertigine di ritrovarmi senza alcuna responsabilità se non verso me stessa (poca, quindi)3- perchè ero a Roma, e non in un qualsiasi altro posto4- perchè la sensazione di avere delegato, in modo irrevocabile e pieno, la cura del nano, mi ha colmata di autostima.Credimi, se lo facessi ogni lunedì mattina non varrebbe un millesimo di quello che è stato.

  18. Laddove si parla di differenze tra genere maschile e genere femminile mi sento chiamato in causa.La verità è che voi donne vi fate troppe paranoie, pensate pensate sempre e avete un atteggiamento compulsivo nei confronti dello shopping. Noi uomini  invece siamo dotati di funzione stand by e non riusciamo a fare due cose insieme (ad esempio ascoltare un bimbo che canta e pensare ad altro).Il papà di quella Bassa 

  19. mah, siamo tutti fatti diversi. io pur essendo femmina sarei annichilita dal concetto di averci un figlio, o sentirmi blindata in qualche luogo preciso, non poter prendere e andarmene se mi pare il caso.tu invece senti diversamente.non e' il genere, e' la personalita'.

  20. e' vero, soprattutto per i punti n°2  e 5°!!!ma forse esiste un modo di guarire, magari gli uomini ci potrebbero insegnare???P.S. per consolarci pensa quante belle e divertenti cose dei nostri figli loro si perdono…

  21. la 'povna pensa che il perché tu già lo sappia e l'abbia scritto: perché, puramente e semplicemente, sono uomini, per definizione e biologia.che ci vogliamo fare?!

  22. elasti, non c'entra niente con il post odierno, ma ieri in biblioteca ho preso in prestito "Pollyanna" che non ho mai letto, ma ti rendi conto che cosa me fai fa'?Complimenti per tutto!

  23. E tu pensa, cara Elasti, che stiamo tirando su 5 esemplari maschi (rispettivamente 3 tu e 2 io) . Ti posso dire che è biologia e un pò usi e costumi. Un tempo ho desirato molto essere nata maschio, ma ora no…mi basterebbe sapermela godere ogni tanto proprio come sanno fare loro, che sono in grado di tornare bambini per una partita di calcio, godendone veramente. In fondo li invidio.Kira The Cat

  24. secondo me non si annichiliscono gli uomini che sanno che ci sono donne che dolcemente e spontaneamente si annichiliscono anche per loro, fà parte delle sane divisioni di ruolo nelle coppie … conosco invece papà che si annichiliscono proprio parecchio per compensare la macanza di annichilimento delle mamme … fà anche questo parte della divisione dei ruoli, anche se, essendo mamma questo mi fà un effetto un pò più strano perchè non riesco ad immaginare di non annichilirmi io di mio…. chiaro no? ; )))

  25. chiedo scusa per il post lungo … non leggetelo se non vi va ma il tema e` tosto e le parole mi scappano dalle ditain primis una rivelazione: sono un uomoora il restonon posso rispondere per mr. incredible perche` non sono lui ma mi sento di porre l'attenzione sul fatto che "uomini" e "donne" sono due temini che indicano ne' piu` ne' meno la specializzazione biologica di due esseri che, assieme, contribuiscono alla nascita di un figlio: quel che segue (evoluzione post-nascita del genitore) prescinde dal genere ed e` patrimonio dell'individuo, con la sua sensibilita`, inclinazione, cultura, ecc…..per quanto riguarda i 6 punti di Elasti devo dire che non condivido il punto 3 (ma solo in quanto non ci ho visto abiti da uomo) e non sono gay :Dmi dispiace vedere quanti commenti "di parte" ci siano su questo tema (ed ho veramente apprezzato gli altri) perche` i comportamenti di cui parliamo derivano tutti dall'educazione che deriva, a sua volta, dalle tradizioni ed anche dalle paure a cui siamo stati sottoposti da bimbi: evolversi e staccarsene e` molto difficile, pero` negare tale difficolta` buttandone la colpa addosso a qualcun altro e` immaturooh, lo fanno anche molti uomini, eh? non e` che l'immaturita` sia attribuibile solamente a pochi … pero` non aiutacredete che avere a casa dei figli ed una moglie (che magari non lavora) e doversene andare via per lavoro non crei nostalgia? sensi di colpa per il fatto di lasciarli da soli? tristezza perche` si sa bene che ci si perdono momenti irripetibili? pero` e` considerato un nostro doverenon nego che molti non ci pensino (e ne conosco!) ma e` vero pure che molte donne non ci pensano (e ne conosco pure qui!) … nel mio lavoro saremo al 40% donne 60% uomini e le donne sono in aumentopoi quando ritorni a casa trovi un mondo a cui non appartieni piu` e che ti riconosce una dignita` simile a quella del cane, ovvero hai dei doveri e ricevi un po' d'affetto ma non hai titolo di intrometterti nelle decisioni "di famiglia" perche` "non ci sei mai"ci si gioca tutto da giovani: se hai la sfortuna di scegliere un lavoro sbagliato poi sei fatto! e non e` nemmeno possibile cambiare perche` il mercato del lavoro e` quel che e` e non ti puoi permettere di anteporre le tue esigenze a quelle della famiglia … cosi` la forbice si allarga e tu sei sempre piu` distaccato, come un orso bianco sull'iceberg che se ne vail resto e` in mano alla fortuna: qualcuno si fa un'altra famiglia altrove, qualche altro no, e c'e` pure chi un bel giorno tornando a casa trova che la chiave non entra piu` nella serratura e dentro c'e` un altro tizio che ha preso il suo posto (lasciandogli, peraltro, tutti gli obblighi economici di prima piu` una piccola percentuale come sovrappiu`)oppure non trovi il tizio in mutande ma vedi che quando parli i figli guardano la mamma per capire come debbono risponderti, se possono ascoltarti o se debbono ridere di tecerto, ad essere presenti tutti i giorni e tutto il giorno e` piu` facile venir riconosciuti ma se non si puo`? se uno a caso deve portare a casa il necessario per vivere e quello sei tu?e` facile buttare la croce sull' "altro" ma non risolve nulla … e, in fondo in fondo, non e` poi nemmeno cosi` tanto giustoscusate la visione criticaun babbo

  26. nota: l'indicazione 40-60% nel mio post precedente vale solo come indicazione statistica, tanto per definire la composizione dell'ambiente, e non come rafforzativo di una tesi piuttosto che di un'altra :)un babbo

  27. massima solidarietà commento 32, hai assolutamente ragione: quello che fa la differenza sono le persone non il genere a cui appartengono. Lamentarsi a volte è l'unico modo di scaricarsi un po' ma è bene ricordarsi che ci si è scelti reciprocamente come genitori dei propri figli.m.

  28. sono la stessa che ha scritto il commento 16 e vorrei ringraziare il babbo che ha scritto il coomento 32:sottoscrivo tutto quello che hai detto. Come moglie e mamma di figli maschi invece, vedo esattamente quello che dici tu. Mi rattrista che ancora molte donne non lo vedano. E mi sembra nel migliore dei casi da parte di molte superficialita' ed immaturita', nel peggiore malafede bella e buona.

  29. commento 32 sono pienamente d'accordo con te…ma che lavoro fai?dalle tue parole mi sembra quasi di riconoscere il lavoro di mio marito… a/v? 

  30. quello sguardo di cui parla il 32 quando i padri parlano e loro cercano di capire come comportarsi….è il vero motivo per cui noi mamme alla fine ci lamentiamo tanto, ma preferiamo la famiglia alla carriera!!Grande solidarietà ai padri!Mamma di 2 maschi

  31. Finalmente qualcuno che pone un'alternativa seria a questa chiacchiera dei generi che spiegano sempre tutto e il contrario di tutto. Una persona è ben oltre il suo genere di appartenenza.

  32. Mah elastiA me dei punti in questione schifa solo la sveglia alle tre – e so donna mamma. A riprova di ciò ho fatto un paio di concorsi con Pipik già nato che mi avrebbero dato il pendolarismo di cui sopra e l'idea mi entusiasmava – non li ho vinti – certo erano nazionali, certo prevedevano forse dei trasporti in treno, ma avrei dovuto dirmire fuori tutte le settimane.  Per dire la soluzione a doppia patria, il fatto di mettere le radici in un altrove con altre cose con cui essere amica per me è una gran molla. Mi piace molto: sono una colonizzatrice emotiva di luoghi.Io credo che la differenza di genere sia differenza di cose da fare per potenti condizionamenti e vincoli culturali che si trasformano per molti in reali diversità, ma col mutare della cultura la differenza non è nel cosa si fa, ma nello stile. Non è che le donne siano diverse per le cose che fanno, ma in realtà per il come. Il resto sono donne e uomini culturalmente indotti. Certo con i bambini diventa ancora più forte, ma insomma io credo che il gap è minore di quanto comunemente si ritenga.All'uopo consiglio atutti in specie al commentatore di sopra che rinviava alla biologia "il sesso del cervello" di Catherine Vidal neurologa che si occupa di studi di genere.

  33. Elasti, lo sapevo che eravamo anime gemelle: anche la passione per Orla Kiely ci unisce!!!!!baci da ex-Londongirl

  34. a parte il punto shopping n. 3, non credo che noi ometti siamo immuni dagli altri punti. Forse semplicemente ce ne rendiamo meno conto, o così diamo a vedere…

  35. mah. certe generalizzazioni sono semplicistiche. mio marito ha la pulsione alla fuga, ma poi ci sta male se non riesce a cambiare il pannolino a nostra figlia perche' gli pare di perdere un'occasione di stare con lei che poi non lo riconosce. e mi manda sms per dirmi che gli manchiamo…. gli uomini le provano certe cose eccome  , ma la maggioranza è educata a non esprimerle prima perché "e' da femminucce"; poi perche' imparano che le donne sono complicate e non si sa mai come reagiscano  ;-Dpoi è vero che viviamo nel paese più maschilista d'europa, come dimostrano le boutades berlusconiane, penso all'ultima sulla tolleranza zero verso i nuovi schiavisti albanesi "a meno che non ci portino belle ragazze"come dice la # 17 ci sono troppe mamme che perpetuano questo stato di cose. le mamme che ripetono che le donne sono tutte delle poco di buono (sto citando una mia conoscente). le mamme che al di là della lamentela politicamente corretta, poi non domandano mai al marito o ai figli maschi di partecipare alla cura della casa, perche' a sentirsi martiri ci si vuole più bene (altra citazione) anche a me è piaciuto moltissimo l'intervento del babbo # 32. però, se posso, se ci si prende la briga di parlare con queste poco di buono che piantano i mariti e domandano gli alimenti, si scoprirà che qualcuno di questi mariti non si è sognato di dare una mano nemmeno in pieno baby blues da puerperio. poi a qualcuna gli prende la rabbia e si vendica (altra citazione personale).

  36. Quando ho deciso di mettere su famiglia perché avevo trovato la persona giusta, ho rinunciato a un lavoro che mi sarebbe piaciuto (e che avevo già fatto con successo) perché mi avrebbe costretta a orari che non sarebbero stati compatibili col crescere dei figli.Io e mio marito, per poter stare con i bambini il più possibile, ci alziamo tutti i santi giorni alle 5.30: lui comincia a lavorare alle 6 e io alle 7.45 dopo aver preparato e portato i figli.Mi piacerebbe fare questa vita se non avessi figli? Ma manco per idea, mi accascio dal sonno alle 9 di sera!Però la facciamo non perché ci sentiamo martiri dentro, ma perché il beneficio che ne traiamo tutti è molto più grande di tutto il resto.Penso che in una famiglia, poco poco che sia possibile, entrambi i genitori debbano eventualmente ridimensionare le proprie esigenze per far funzionare la squadra. Non riuscirei mai a stare con un uomo che non porta un contributo significativo alla gestione della mia famiglia. E non riuscirei a non portarlo io, quel contributo (parlo di contributo in opere, non in denaro).Detto questo, ognuno fissa la soglia di accettabilità del proprio menage e a questa si deve attenere. Altrimenti, avrebbe senso ridiscutere i termini dello stare insieme, no?

  37. Ciao! Io non ho figli e quindi potete anche passare ilmio commento per quella che non sa di cosa parla. Comunque…Volevo dire che io non credo che il problema stia nel fatto che gli uomini provino o no sensi di colpa o se il fatto partire sia qualcosa che fanno perchè credono di adempiere al loro ruolo o perchè sono costretti e non vorrebbero. Il punto è un altro.Il punto è che la donna non può scegliere e questo è sbagliato. Uno dei due deve rinunciare a certe cose per stare coi figli e questo qualcuno è la donna a priori. E' questo che non va bene.Il senso di colpa è qualcosa che andrebbe ridimensionato perchè i figli si fanno in due, vanno cresciuti in due ed entrambi i genitori hanno lo stesso diritto di sentirsi realizzati come persone. E lo so che può sembrare una bestemmia, ma io credo che la realizzazione personale sia qualcosa che vada oltre i figli e che è ugualmente importante.Quindi non credo che ci sia un ruolo buono o uno cattivo (partire e sentirsi in colpa, restare e sentirsi in gabbia) ma bisognerebbe che sia l'uomo che la donna abbiano le stesse possibilità di fare una o l'altra cosa, cioè di fare una scelta libera che tenga conto che prima che genitori siamo persone e non ci si può esaurire nella cura dei figli.E, per inciso, realizzarci anche al di fuori del nostro ruolo di mamme ci rende mamme migliori!Comunque è chiaro che se dopo il tuo ragionamento la conclusione è che vorresti essere proprio dove sei, allora sono proprio felice per te 🙂

  38. @ badji : è vero che chi rinuncia per la famiglia è la donna, però fai caso che gli uomini hanno anche loro un grande limite nelle scelte, e cioe' devono essere sicuri di portare a casa i soldi. ergo, corsi di laurea in filosofia storia dell'arte ecc., che pure a qualcuno piacerebbero molto, sono frequentati al 99,9 periodico % da donne, che contano più o meno consapevolmente sul fatto che prima o poi si sposeranno.

  39. rispondo brevemente alla signora del commento 37: mi spiace, ma credo che si tratti di due lavori diversi … a dirla tutta non so nemmeno cosa significhi la sigla "a/v" :Dun babbo

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