Nonsolomamma

c’è un posto

a milano c’è un posto piccolo con i muri colorati e le finestre affacciate su un giardino.
in quel posto, su una porta, hanno appeso una poesia, che inizia così:
piango fin che mi pare e piango più che posso.
piango perché non so parlare.
e a un certo punto dice:
piango perché ho caldo, perchè ho freddo,
perchè sto bene, ma non voglio darvi la soddisfazione.
e poi
piango perché per ora è la cosa che so fare meglio.
piango perché così creo un gran bel putiferio.
piango perché anche voi alla mia età piangevate.
non ricordo più perché ho iniziato a piangere…

piangere però non fa male, non si muore di pianto,
anzi se non piangessi morirei…
non è dante ma ti fa tirare un bel sospiro di sollievo, almeno fino al prossimo pianto.
in quel posto c’è una infermiera con i ricci e i capelli rossi che prende per mano te e in braccio il tuo bambino, che ti sorride e ti rassicura, che ti dice che va benissimo così e se ti sembra che non sia vero puoi tornare da lei tutte le volte che vuoi e lei te lo ripeterà all’infinito.
in quel posto ti insegnano ad allattare tuo figlio, a massaggiarlo, ti insegnano la consapevolezza e la fiducia e allontanano quell’essere tremebondo e imperfetto che incontri allo specchio ogni mattina.
lì c’è anche un pediatra che ti spiega perché sono utili le vaccinazioni e compila una cartella in cui c’è la vita del tuo bambino da zero a tre anni.
c’è un posto avvolgente e ospitale in cui sentirsi accuditi, un posto che funziona bene e accoglie tutti, un posto bello, aperto e gratuito.
si chiama consultorio pediatrico.
tra poco non ci sarà più. costa troppo. sarà mangiato da un "centro socio-sanitario integrato". e se ne sentirà la mancanza.

100 risposte a "c’è un posto"

  1. Ragazze, non c'è da meravigliarsi di tutti questi tagli: soldi non ce ne sono abbastanza e non ce ne sono abbastanza perchè l'evasione fiscale è alle stelle, mentre la pressione fiscale, su chi non può scampare le tasse, sta portando al collasso.  E' inutile fare paragoni con l'Olanda o altri paesi del nord Europa, dove pagare le tasse è una questione di orgoglio e di onore: lì gli evasori sono considerati dei paria, qui degli eroi, nel senso che la gente li ammira e appena può li emula. Nel Nord Europa ci sono servizi, ma attenzione il tenore di vita è estremamente più basso che da noi: per esempio i pasticcini entrano nelle case solo la domenica e sempre contati (scusate l'esempio sciocco). Non c'è spreco, non c'è lusso, in nessuna famiglia c'è un cellulare per  figlio, tutti vanno prevalentemente a piedi, in bici o con i mezzi, per tutta la famiglia c'è un'unica auto, spesso scassatella, i bambini hanno due paia di scarpe a testa, fino a quando non cambia il numero, e per merenda mangiano una mela. Hanno anche pochi giocattoli (che mediamente tengono perfettamente) poche matite colorate poco di tutto. La gente fin dall'infanzia si accontenta, contribuisce economicamente, attraverso le tasse, all'andamento della nazione e la nazione ricambia con i servizi, con le ostetriche che vanno a casa. Non parlo per sentito dire, ovviamente.

  2. La poesia è molto bella e confortante e secondo me anche molto vera!Avere un posto accogliente e con persone competenti dove andare con un pargolo dopo l'uscita dall'ospedale è veramente un toccasana.Questi servizi dovrebbero aumentare e migliorare, sicuramente non chiudere.Mi piace il tuo modo di scrivere e non sopporto chi per esprimere un parere diverso tira fuori tutta l'acidità possibile..Ciaogae

  3. Mia figlia ha cominciato a due mesi a piangere solo per vedere che succedeva, più o meno quando si è resa conto che se piangeva veniva coccolata e consolata subito… così ora la faccio piangere un poco, specie quando sembra uno zombie ma non vuole dormire.Comunque ho partorito in Toscana e trascorso lì i primi mesi, per avere almeno il sostegno di mia madre, e tra ostetriche dell'ospedale e pediatra son stata seguita e incoraggiata. Ora che me ne son tornata in provicnia di Milano, il pediatra riceve solo su appuntamento e il consultorio pediatrico c'è solo il mercoledì mattina. Parlo in entrambi i casi di paesi, solo che quello in Toscana è pieno di vecchi e disoccupati, qui invece la popolazione è piuttosto giovane e di lavoro ce n'è…

  4. So che qualcuno mi odierà (me lo sento) Ma i miei non piangevano quasi mai, e han incominciato a sorridere già a due mesi.Forse quando erano nel limbo han visto che ci pensava già Sara…

  5. accidenti che peccato!!!d'altronde se ti consola qui dove vivo io a migliaia di kilometri lontano da Milano in un altro continente….qui si partoriscono i figli e dopo 24 ore si lascia l'ospedale e ti viene insegnato tutto in poche ore….come allattarli….come lavarli….come cambiarli….poi ti regalano un bel libretto dove e' tutto spiegato….dormire….mangiare….quando svezzarli e vacinarli……ora io ne ho 4, ma con il primo, mi sentivo inesperta e dopo 24 ore di assistenza avevo ancora domande….il mio dottore mi diede una lista biografica di libri per mamme con infanti e da li' imparai cio' che avevo da imparare…..forse un libro costa meno e lo puoi consultare 24/7……V

  6. la poesia è di Alessandro Volta, un pediatra che l'ha scritta proprio allo scopo di aiutare le mamme. E' un esperto in allattamento e l'autore del libro Nascere genitori. A settembre uscirà il suo libro sul rapporto papà-figli. Ha 50 anni e tre figli maschi (!) proprio come Elasti. Si chiamano Popo, Dede, Titì (questi sono soprannomi) e hanno rispettivamente 22, 20 e 18 anni. Lui è simpatico, allegro, vitale, sensibile e in più emiliano, il che non guasta per via soprattutto dell'accento. Dimenticavo: ha lavorato molto in terapia intensiva neonatale, ma poi per scelta ha deciso di tarsferirsi in una struttura di neonati fisiologici, di cui oggi è il responsabilelaura d 

  7. 58 ma bisognerebbe anche che tutte le italiane leggessero, e questa è veramente un'utopia! Ma non vedi che c'è chi si augura che qualcuno le faccia un corso di primo soccorso (e se nessuno lo fa è colpa di berlusconi) ma non le viene neanche in mente di acquistare una rivista per mamme e bambini, dove un numero sì e uno no, con la consulenza dei più grossi pediatri, ti spiegano per filo e per segno come gestire le emergenze

  8. Leggere, istruirsi e responsabilizzarsi è importante, che non avere un atteggiamento "infantile" e chiedere di essere seguiti e accuditi come dei bambini.MA ! la lettura conferisce conoscenza e non sapere!Il sapere si aquisisce con l'esperienza e la trasmissione della stessa da persona a persona.Una neomamma alle prime armi ha bisogno ANCHE di essere seguita da qualcuno di esperto (nonne, zie mamme a loro volta, amiche mamme, strutture se ci sono, ecc…)Il primo genito viene in genere chiamato il figlio della "paura" perché il genitore teme di sbagliare, ed è eccessivamente apprensivo, con i successivi le cose accadono diversamente, grazie all'esperienza acquisita!Se i libri risolvessero tutto, non ci sarebbe bisogno di molte figure professionali, anzi, ora poi con internet dove molte risposte si trovano online, ancora meno, ma non è così!

  9. 61, naturalmente non hai capito cosa ha scritto la 60. In mancanza di rapporto umano preferisci rimanere come un baccalà davanti all'emergenza perchè non sai come intervenire oppure scegli di acquisire comunque qualche competenza? IN MANCANZA DI RAPPORTO UMANO, nessuno ha mai scritto che un manuale sia meglio di un'ostetrica o di un pediatra o di un tutor…ma piuttosto di niente meglio piuttosto

  10. le riviste? Ancora ancora un libro ma le riviste?possono essere un passatempo, toglierti qualcche curiosità, ma proprio niente di più…gae

  11. cara elasti, quando ho letto la notizia ho provato una sorta di malinconia, oltre che di rabbia. con il primo bimbo frequentavo il consultorio di via fiamma tutte le settimane e il personale gentilissimo mi ha tenuto per mano fino all'ultima vaccinazione. "guardavano" il bimbo, ma erano anche molto attenti a me.Domani farò il mio ingresso con la nuova arrivata e non so cosa trovero'.Mi chiedo se tutte insieme possiamo fare qualcosa. tu sei un po' piu'"famosa " di me, io nel mio piccolo sono disponibile per petizioni, raccolta firme o altro.si puo' fare?

    Mary

  12. ma in fondo quello che conta è il SERVIZIO offerto alle mamme,forse il "Centro socio-sanitario integrato" come lo dice il nome stesso, integra diversi servizi in un unico edificio, quindi ottimizza i costi di gestione dell'immobile, ma non toglie nulla al servizio offerto all'assistito.Un pò come andare al centro commerciale dove trovi mille negozi, oppure muoverti per la città alla ricerca dei negozi di cui hai bisogno.Se ti serve una camicetta, sei altrettanto ben servita in entrambi i posti, ma il successo dei centri commerciali è la riduzione dei costi, e un ottimizzazione per il servizio al consumatore. (anche se io preferisco il negozio integrato nel quartiere, ma stanno sparendo lasciando posto a luoghi di happy hour, e per fare shopping si deve prendere l'auto e avviarsi a un shopping center).

  13. Io ero partita a leggere riviste per donne incinte e mamme, ma le ho abbandonate presto. Anche quelle che sembrano più serie, ti danno qualche pillola informativa ma cedono spesso alla tentazione del "caso" e talvolta del terrorismo. Ho scritto una lettera alla direzione di una rivista dopo un articolo a mio avviso molto discutibile sui i rischi del taglio cesareo. Nessuna informazione su vantaggi&svantaggi per esempio del parto spontaneo, indotto… per dare un minimo di obiettività alla cosa. Senza parlare dell'assordante silenzio sull'analgesia epidurale. Stessa cosa per l'allattamento: scrivono dappertutto che al seno è meglio però mai visto un articolo sui problemi dell'allattamento,  e invece moltissima pubblicità di latte artificiale. E via così.Certo, mi ero documentata su come si allatta al seno sui libri. Ma quando ti mettono tuo figlio neonato in braccio, hai paura di tenerlo male, non sai se avrai latte e non è detto che te ne venga abbastanza da saziarlo, non solo i primi giorni ma anche le prime settimane. Non c'è libro che tenga, specie se hai avuto un parto difficile e non ti muovi dal letto. Nel mio caso posso solo ringraziare le puericultrici che sono state competenti e pazienti, sennò sarei passata direttamente al biberon.

  14. @68: purtroppo il rischio di questi nuovi super centri è che proprio il servizio offerto alle mamme possa peggiorare.L'idea è rendere questi nuovi centri super efficienti e vaccinare tantissimi bambini  rischiando un pò l'effetto catena di montaggio e spersonalizzazione, ma le mamme che hanno frequentato i consultori sanno bene che il/la pediatra prima visita il neonato e che in ogni caso sono luoghi aperti all'ascolto dei problemi delle neomamme.Spero in ogni caso di sbagliarmi, e anche non avendone più bisogno (sono madre di due figli maschi e non credo di farne un terzo), auguro a tutte le neomamme di trovare in questi centri il sostegno che ho trovato io nei consultori. Infatti dopo la nascita del primo ero spaventata  e inesperta, mentre il secondo, che sarebbe dovuto essere più semplice piangeva, piangeva e piangeva sempre, tanto che nel  leggere la poesia mi sono commossa perchè mi ha riportato alla mente quel periodo estremamente bello (mi era subito scattato l'innamoramento folle di cui parla Elasti col terzo) ma estremamente difficile dovuto al pianto del piccolo e all'isolamento sociale della condizione di neomamma che ho superato grazie alle puericultrici, ostetriche, psicologhe e a tutte le neomamme del consultorio.Vivi

  15. Cosa si potrebbe fare per aiutare le mamme italiane? non c'è aiuto, legge o mentalità che le sostenga. Si parla di crescita zero, ma non si fa niente per impedire alle donne con figli di andare spesso oltre le proprie forze. In più in un momento in cui spesso i nonni latitano: ma chi li sostituisce in questa società?Credo che il problema sia veramente serio e lo stia diventando sempre di più. Elasti, il tuo blog è molto letto, sei seguita sui giornali… non dico di scendere in politica direttamente (a parte che 5 milioni di votanti ce li avresti di sicuro), ma forse, con l'aiuto di tutte le mamme che ti seguono, si potrebbe fare qualcosa di più di un post. E non è una critica. Una vera proposta di un sistema dove fare figli sia possibile in questo paese. E' una riflessione seria. Hai una grande potenza mediatica e, soprattutto, tocchi temi che accomunano tantissime lettrici. Forse queste sensazioni di fatica, paura, ma anche di divertimento che condividiamo potrebbero essere la piattaforma per far avverare dei desideri. Il disagio c'è, è tangibile. Ma perché stiamo zitte? Forse per le nostre figlie/i potrebbe essere più facileJulia

  16. Vorrei dire alcune cose – visto che il post ha preso una piega seria.I libri possono essere un gran sostegno psicologico, possono dare l'impresisone di offrire delle conoscenze, e in genere hanno una loro utilità per le persone che in verità non ne avrebbero bisogno. Quando nelle famiglie ci sono problemi non è un libro a raddrizzarli. Alle volte, spesso gli psicologi evolutivi e i pediatri si confrontano con genitori che fanno delle cose controproducenti per se e per i bambini e dicono: c'è scritto qui!La solitudine a cui è sottoposta la genitorialità in Italia è grave e paradossale. Rimanda a un tempo beato in cui che bello c'era la famiglia c'erano i nonni! E i bambini non dimentichiamo, schiattavano come mosche. La morte dei bambini era un fatto tanto normale della vita, la loro sofferenza era il costo della lotta per la sopravvivenza. Siccome questa cultura è cambiata, in Italia come negli altri paesi occidentali, sarebbe il caso che le istituzioni fossero adeguate al grado di progresso che vogliono vantare. Ma noi vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca: lo smalto dei paesi evoluti, i costi dei paesi arretrati.

  17. Ciao Elasti, ciao a tutte/iintervengo nuovamente dopo aver letto il post 72 di Zauberei. Il problema posto è proprio quello di cambiare la mentalità che permea il nostro paese: quando ti nasce un figlio sei sola, a parte fortunate eccezioni, e te la devi sbrigare da sola. A maggior ragione se, come è capitato a me, ci sono dei grossi problemi di salute del bambino, non sempre le figure di riferimento (medici & affini) sanno essere tali, e spesso né alla nascita, né dopo…Soluzioni? Io posso portare solo la mia esperienza: qui a Torino, in parecchie circoscrizioni, o anche a livello cittadino, operano delle associazioni che organizzano degli incontri in cui si parla e ci si confronta su "tutto quanto fa spettacolo!" nell'avere bambini, anche con l'aiuto di esperti; ma la cosa più bella è il parlare con altri genitori e rendersi conto che non sei l'unica madre che pensa di essere un fallimento cosmico se non segue alla lettera le "istruzioni" per l'allattamento al seno, o se ha dei dubbi su come gestire le crisi di gelosia all'arrivo del fratello/sorella, o come comportarsi quando si deve passare dalle elementari alle medie, capire quando è il momento di regalare il telefonino (al 12° compleanno, come abbiamo fatto noi, o in terza elementare, come alcune compagne di Kittyflora?), ecc. ecc.Quindi concordo con chi afferma che il rapporto personale sia migliore di quanto possa essere la lettura di libri, poi, da persona che ama la lettura e che lavora tutto il giorno con i libri, posso dire che purtroppo in Italia si legge pochissimo, in generale, ma è altrettanto vero che non tutti i libri che si trovano in giro siano validi…Floralye

  18. Cara Zauberei, del costo dei paesi arretrati potremmo farne sempre più a meno. e magari anche di pensare che introdurre una vera politica familiare sia roba da "smalto". in fondo non si chiede molto: aiuti alle famiglie, e alle donne in particolare. attenzione all'infanzia e al benessere sociale, non solo materiale. In un paese cattolico fondato sulla famiglia sarebbe forse il minimo sindacale. Quello che mi/vi chiedo è: possiamo fare qualcosa oltre che constatare lo stato di fatto, magari con qualche lamento, e oltre a riderci un po' su, com'è sano fare?Julia

  19. Mi sono permessa di condividere il tuo post, con la fonte naturalmente, con gli amici di Facebook perchè il tuo sconforto è il mio sconforto ed è lo sconforto di tanti. Francesca

  20. No ti prego noooooo!!Se non cerano loro, l'ostetrica che mi ha seguito, la pediatra, il corso massaggio e svezzamento io sarei impazzita!!!Avrò telefonato almeno 1000 volte i primi giorni a casa dall'ospedale!!No ti prego!Facciamo una petizione!scriviamo al giornale!Lachan

  21. Fare una petizione, scrivere al giornale: sono inizi. sono certa che molte la firmeranno, anche se non abitano a Milano e non hanno mai visto qual posto.Julia

  22. Come avrei voluto un posto così trent'anni fa,quand'ero una mamma senza fiducia in se stessa!come invidio chi oggi ha questo punto di riferimento e come spero che ci ripensino prima di chiuderlo!Soprattutto,come vorrei che ci fosse dappertutto , per tutte le mamme, per tutti i bambini.

  23. Leggo sempre e non commento mai, ma questa volta non potevo astenermi. Anche a Bologna c'è un posto simile, e quando è nata la mia prima bimba l'ho conosciuto quasi per caso, e mi ci sono affezionata molto!! Mi ha aiutato veramente molto, in un momento difficilissimo, e anche a Bologna sembrava dovessere chiudere da un momento all'altro, ci facevano firmare ogni volta per poter dimostrare il numero di accessi, e l'effettiva utilità sociale, beh forse a qualcosa è servito perchè dopo tre anni, quando è nato il mio secondo bimbo, era ancora in piedi, e ho trovato gli stessi occhi smarriti delle mamme che arrivano, e gli stessi sospiri di sollievo delle mamme che escono dopo qualche ora in compagnia di ostetriche e altre mamme.Questi luoghi sono assolutamente da sostenere!!!!!!Nadia

  24. "Piangere per non fa male, non si muore di pianto,anzi se non piangessi morirei."Lo sapete il latte di donna, ricco di zuccheri,  è programmato per non essere molto saziante così da dover essere erogato frequentemente, in modo tale che i cuccioli d'uomo non vengano "dimenticati" in giro dalla madre? La stessa cosa vale per altri animali, come cavalli, pecore, mucche. Altri mammiferi, come ad esempio i topi, i conigli e le volpi, producono un latte più ricco di grassi. Deve essere sufficiente a saziarli e tenerli buoni il tempo necessario alla madre per procurarsi il cibo. Se piangessero troppo mentre lei è fuori dalla tana diventerebbero facile preda di animali più grossi.Certo che la natura lavora proprio per benino.Ma noi ci siamo dimenticati di quando vivevamo nelle caverne..eh, eh.Ciao Cristina

  25. purtroppo non tutti i consultori (e parlo di Milano) sono belli e accoglienti.Ricordo quello dove mi toccava portare i bambini a fare le vaccinazioni, con il pediatra che ascoltava distrattamente, leggendo il giornale aperto sulla scrivania da dove si alzava solo per fare la punturina.e mi raccomando, guai a contraddirlo, che ti faceva sentire una madre snaturata.Mi chiedo perchè le lettrici sfegatate si offendano quando si è realisti e ci si accorge di quanto Elasti ricami sul suo vissuto.E' il bello della sua scrittura, saper ammantare tutto di poesia e colori.Ma per favore, non confondete la realtà con un blog

  26. quell'essere tremebondo e imperfetto che incontri allo specchio ogni mattina….mi dà sollievo leggere che non sono la sola a pensarla così…

  27. Che sogno un posto così. Io avevo trovato in ospedale persone così speciali che mi hanno seguito per un pò. Sai cosa ti dico? Che manca un’attenzione tenera e dolce alle mamme, anche se hanno grande esperienza, se sono al quinto figlio, una parola di conforto, un ambiente che ti faccia sentire ben accolta è un regalo stupendo! Noi mamme dovremmo unirci di più e non guardarci con spirito competitivo l’un l’altra.
    Peccato che tutte le cose belle prima o poi finiscono. Ma Milano è grande, girato l’angolo troverai un consultorio simile…

  28. 82A me non sembra che Elasti ricami qui su tutti i consultori – anche io ne ho conosciuti di pestilenziali. Mi sembra che scriva bene e affettuosamente di un posto che funziona bene. Io per dire ho una esperienza da favola nell'ospedale dove ho partorito.Non riesce di scrivere così con sentimenti diversi – io credo.

  29. E' chiaro che da una politica che rende la sanita' pubblica una sanita' povera, la scuola pubblica una scuola povera, ecc. non ci si poteva aspettare altro.un abbraccio grande a te e alla tua splendida famigliakati ~ ivrea

  30. commento 33: io sto a gratosoglio (sai dov'è?), ma il mio consultorio assomiglia molto a quello di elasti; c'è pure la poesia sulla porta…certo, non saranno tutti così ma sono utilissimi comunque.

  31. Posso dire una cosa? Leggendo certi commenti anonimi (tipo il 9 o il 33) , mi viene continuamente in mente una mia collega di lavoro. E' una bravissima persona, e avrebbe teoricamente tutto: un marito, una bella figlia, ecc., ma è un mix pauroso di insicurezza, egocentrismo, e di sentirsi in credito col mondo. Mi telefona spesso dicendo "velocissima perché sto per finire i soldi", le propongo "Ti richiamo io", ok e poi mi tiene 20-30 min al cellulare per lamentarsi (finché le ho detto "scusa ma sto per finire i soldi io"). Mette in imbarazzo i superiori domandando, davanti ad ospiti stranieri, se è invitata anche lei a pranzo, con l'aria "tanto lo so che mi trattate male". Quando l'ho presentata a mio marito per prima cosa gli ha raccontato di quando ha subito mobbing sul lavoro. Quando sono rimasta incinta,  ci teneva molto a raccontarmi di quanto ha sofferto e che soprattutto "dei medici non ci si può fidare". E' uno strazio, ma è impossibile farle capire che si rovina la vita da sola. Adesso è in crisi perché il marito l'ha piantata per un'altra, e io da un lato penso che non lo meriti, ma d'altra parte, se è sempre così, l'avrei piantata pure io. Il mio modello di vita è un'altra collega che con due figli va a fare jogging e di fronte ai tagli della scuola fa un concorso per diventare preside, mi ha incoraggiata durante la gravidanza  e poi mi ha confidato ridendo che durante il travaglio si è messa a picchiare suo marito! Il quale però la adora, io credo anche perché riesce ad essere leggera e "pensare positivo".Ecco, secondo me Elasti è più simile a questa persona qui. Da molti dettagli si capisce benissimo che nemmeno per lei è tutto facile, ma mi sembra che si imponga una certa levità d'animo. Scambiare questo per disonestà intellettuale, o prendere le commentatrici che apprezzano questo per delle "femmine boccalone" vuole dire, secondo me, non aver capito niente della vita.(Augh! Il Grande Capo ha parlato. Scusate la lunghezza)

  32. Ma un centro socio sanitario integrato è una cosa bellissima!Ci sarà di tutto di più, oltre al consultorio, se avrai bisogno di un trasporto extraurbano per portare il microhobbit a fare un esame, o nonna J.(scusa se ho citato i tuoi parenti ma è per fare un esempio)Ci saranno bambini multicolor Elasti!!!E' meraviglioso non credi?

  33. @ Anonimo G. Concordo, ma per esperienza personale direttamente vissuta in prima persona, posso dirti che sicuramente sarà un centro all'avanguardia, perchè in Lombardia c'è una cura e un' attenzione particolare per queste robe qua.

  34. cara Cloose vorrei solo dire che è anche bizzarro che in questo blog si eserciti una censura così forte e spietata rispetto a qualsiasi critica: ecco vedi a me fanno più paura le mamme che all'insegna del buonismo augurano alla frangia critica la morte e l'estinzione della prole di chi viene  qui a scopo provocatorio. Credo anche che ogni tanto un po' di polemica tra lettrici possa offrire nuovo alimento a questo spazio. C'è qualcosa di anomalo in questo gridare come aquile quando qualcuno critica qualcosa, anche perchè certi strilli sono pesantissimi, contengono giudizi che lasciano davvero senza fiato. Ed è ancora più strano che quando  il coro di lodi ed elogi è assolutamente omogeneo, arrivi comunque qualche buonista militante a ricordare che sotto altri post qualcuno è stato acido o critico: non è questo un cercare la rissa? Chi davvero vuole ordine e armonia e considera non solo il franco dileggio ma anche la minima riflessione critica un attentato a esse,  non cederebbe alle provocazioni, le lascerebbe cadere perchè è questa l'unica strategia (ben nota) per farle morire.  Invece se appena la frangia dissacrante non interviene, almeno una madre approvante no-stop (scusa la definizone, ma è solo per farmi capire) imposta comunque la sua litania (quanta acidita! perchè non stanno a casa loro eccetera eccetera) nell'evidente speranza di attaccare nuovamente briga. Basta pensare alla faccenda del finto Artù (che invece era proprio lui) per capire il livello di intolleranza. Ma con tutto questo Elasti non ha nulla a che fare: lei è magica e io la leggo con gioia. (Scommetto che quest'ultima frase verrà ignorata totalmente). laura d 

  35. …mi sono dimenticata di aggiungere (e mi scuso davvero per la prolissità, giuro che non scriverò più nulla) che per anni ho visitato questo blog senza guardare i commenti degli altri lettori neanche per sbaglio e senza commentare mai, solo per gustarmi Elasti. Era bellissimo, mo' ricomincio a fare così. laura d 

  36. ELASTI FACCIAMO QUALCOSA? SAI SE CI SONO PETIZIONI O SIMILI PER IMPEDIRE QUESTO SCEMPIO?IO MI SONO COMMOSSA COME TE DAVANTI A QUELLA POESIA, SONO ARRIVATA LI' IN LACRIME PER IL MIO PRIMO FIGLIO E SONO STATA CONSOLATA, SICURA E FELICE PER IL SECONDO E HO FATTO QUATTRO CHIACCHIERE PIACEVOLI. VACCINAZIONI CON VISITA MEDICA ANNESSA (COSA CHE AL CENTRO INTEGRATO CI SOGNEREMO) E POI? LI CHIUDONO!KIRA THE CATPS. mi sta venendo il dubbio che abitiamo la stessa Wisteria…

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