Nonsolomamma

nel guscio

stamane, sempre nel tragitto casa-scuola che altro non è che un momento di autocoscienza, di confessioni, riflessioni e inquietanti squarci sulla prima elementare.
"sai, mamma, franco, il mio compagno di banco, si scaccola e poi appiccica le sue caccole sotto il mio tavolo", ha detto lo hobbit grande mentre camminava guardandosi le scarpe.
"e tu digli che se non la smette prima o poi tu appiccichi lui sotto il tavolo", ha risposto elastigirl che da quando frequenta tutti questi maschi talvolta inciampa in un becero, bellicoso, diseducativo e gratuito bullismo.
"ci penserò. per adesso, per lo schifo, sto seduto al mio banco tutto rannicchiato, come un pulcino dentro il guscio", ha risposto lo hobbit, accartocciandosi su se stesso, in una struggente rappresentazione della metafora aviaria.

62 pensieri riguardo “nel guscio

  1. Ahahah mi fa ricordare lo schifo delle gomme appiccicate sotto i banchi! Avevo il terrore di mettere per sbaglio una mano sotto il banco e di rimanere impiastricciato con quello schifo 😀

  2. l'altro giorno – complice un corso di aggiornamento serale sui metodi di copiatura tenutole dal figlio (diciassettenne) di Mafalda – la 'povna, mentre distribuiva la (difficile) verifica, ha controllato meticolosamente il sotto banco di tutti i Bufali. Bigliettini per copiare non ce n'erano, ma lei crede, onestamente, che questa entusiasmante esperienza non la ripeterà mai più…

  3. Poverino, che tenerezza! Ma le maestre non si accorgono di nulla? Nemmeno della posizione da pulcino? Comunque è incredibile che associazioni arrivano a fare i bambini!

  4. ma quale becero bullismo! è giusto che i bambini si difendano da soli, senza l'intervento di mamma o papà. brava elasti!

    io sono tornata più di una volta con la faccia graffiata dalla mia compagna L, ma nessuno dei miei genitori si è mai sognato di andare dalla maestra per difendermi, né, tantomeno, dalla famiglia di L minacciando ritorsioni!boh, si vede che da piccola mi piaceva "il rumore dei nemici", come a mourinho:))azzurra

  5. Cara Elasti,ho una bimba di quasi 9 mesi e qualche tempo fa gironzolando in libreria ho visto e acquistato il tuo libro. L'ho lasciato nel cassetto per un bel pò di tempo, poi in concomitanza con la disperazione dei primi dentini, un giorno l'ho preso e mi sono detta "Vediamo com'è". L'ho finito il giorno dopo, strappando la lettura ai pochi momenti di relativa quiete.Volevo farti i complimenti perchè lo trovo scritto in maniera divertente e autoironica, anche se so bene le sofferenze celate dietro ogni fare densa di umorismo che hai usato.Incredibile poi, come bambini diversi, famiglie diversi, genitori diversi…e i problemi sono sempre gli stessi!Mi hai fatto sorridere e non solo una volta…per quasto ti dico GRAZIE!Grazia

  6. Ho lo stesso problema peccato che il banco si chiami scrivania, il compagno collega e gli anni 37 e non  7,  per il resto la  situazione è identica!Ginny

  7. Se non vengono fermati in tempo questi bimbi diventano adolescenti che diventano ragazzi che diventano studenti universitari e continuano a farlo. A me è successo. Non riuscivo a rannicchiarmi, viste le mie dimensioni e quelle dell'aula, ma cercavo di autoconvincermi di essere invisibile e di non vedere alcunchè a mia volta.Dal momento che me lo ricordo, non deve aver funzionato molto bene…sigh.

  8. Il dubbio su cosa dire al figliolo è di quelli CENTRALI nell'impostazione dell'educazione. (scrivo ma ho l'impressione di palesare un pensiero di tanti e quindi è un po' inutile però faccio chiarezza a me stesso)Perchè da una parte vorresti un figlio educato e non violento, non prepotente, persino gentile e attento ai bisogni altrui; quindi gli insegni a non rispondere a violenza con violenza, ma a fare riferimento all'autorità più alta (maestra, polizia, stato) che impartirà certamente una giustizia equilibrata.Dall'altra ti stanchi di vederlo tornare piangente, pizzicato, schiaffeggiato, di vederlo in un angolo perchè il bulletto di turno ha sentenziato che lui non gioca  e allora gli suggerisci di rispondere pan per focaccia.Dove sta il problema? che a  forza di rispondere  ci  prenda gusto e passi dalla parte del bullo.A quattordici anni, con la tecnica del porgi l'altra guancia, ho "redento" un bullo. Ma a quattordici anni. E con il vantaggio di aver passato una infanzia senza prepotenti. Al mio futuro figlio maggiore giusto settimana scorsa ho suggerito di dare calci anche ad un bambino più piccolo che lo stava riempiendo di sberle che lui prendeva perchè ben educato: e che venissero a dirmi qualcosa i genitori-bestia della peste!!

  9. …ma attaccare le proprie caccole sotto il banco di lui, no? oppure sulla sua bella faccina?…oppure avvisare la maestrina?Tenero hobbit…tutta la mia solidarietà…però resisti…

  10. Le caccole sono un problema sociale. E, se provocato, è giusto intervenire con moderata violenza. Giusto per mettere in chiaro i ruoli…Papà Alto (cintura quasi nera di judo)

  11. Allora propongo la seguente successione di eventi.La vittima del commento nove – destrutturi in fattori primi il trentasettenne untore  di caccole, perchè platone avrà anche ragione, ma ce so i fazzoletti.Dopo averlo scomposto lo attacchi alla scrivania sotto.Dopo ci faccia una fotoDopo la postiDopo elasti la scarica e la da allo Hobbit grandeDopo lo Hobbit grande fa vedere cosa lo aspetta al compagno di banco.

  12. ieri sera ho visto il film Changeling e quello che la mamma dice al suo figlio mi é piaciuto troppo:

    Non colpire mai per primo,ma colpisci sempre per ultimo!beffy2ps forse per le caccole basta dirlo alla maestra…

  13. Lo Hobbit Grande è tenerissimo! La metafora aviaria è fantastica!Zauberei, la tua proposta è la migliore! Perché a 37 anni è inaccettabile attaccare caccole in giro e non aver ancora scoperto l'uso del fazzoletto.Non condivido ne il ricorso all'adulto (perché il bambino non impara a difendersi da solo ma resta dipendente da un adulto a vita… un domani sarà il capo o chissà chi) e non condivido l'uso della violenza perché genera altra violenza!Anni fa un tale di nome Gandhi ha riavuto la sua India senza fare guerre, un altro di nome Sadat ha avuto indietro il Sinai smettendo di fare la guerra.Invece c'è un arte ben più difficile che è l'autorevolezza, e il sapersi far rispettare, è molto più difficile, e va modulata a seconda di chi hai davanti, ma funziona e molto bene.Pure io da piccola ho incontrato la bulla di turno, pretendeva di farsi pagare (allora 100 £) per entrare in un fantomatico Club fondato da lei (avevamo 8 anni) e dove lei decideva chi poteva giocare o meno e a cosa. Era una mafiosa in erba! Ebbene tutta la classe si sottomise a questo pizzo, tranne la sottoscritta per principio, è stata una lotta mica da ridere… solo anni e anni dopo, seppi che i poveri bambini sottomessi vedevano in me la loro paladina, mentre io mi sentivo un pò isolata, perché nessuna delle vittime si è schierata con me.

  14. Mi hai fatto venir ein mente che una volta in chiesa (da piccola) ho visto un bambino staccare da sotto il banco (dove ci si appoggia quandfo ci si inginocchia) Una cicca masticata, di quelle rosa, e se l'è messa in bocca e la sua mamma nonsi è accorta di nulla…Che schifo!!Però, pure io avrei fatto la spia eh!

  15. ma anche tutti i banchi di scuole fino alla maturità, sotto erano tappezzati di cicche oramai diventate cemento (si potrebbe proporre questa soluzione a Obama per la falla del Golfo del Mexico).Però non mi è mai venuto in mente che oltre all cicche ci fossero le caccole….. che kifooooo!!!

  16. @ 12Io al mio grande insegno:1) a non menare per primo, a non menare per ottenere le cose, a non menare per avere ragione, a non menare per rabbia, ecc…2) quando, magari in gruppo, fanno gli scemini (esempio tipico: 2 maschietti che impediscono alla femminuccia di giocare con loro o la prendono in giro): lo spingo a riflettere su come si sentirebbe lui se fosse al posto della femminuccia. Questo di solito funziona per farlo smettere di fare il pirla3) ma su una cosa sono rigorosa: se qualcuno ti mena o ti fa una prepotenza per primo TU DEVI DIFENDERTI. Se non hai il coraggio di menare anche tu difenditi a parole, oppure non allontanati dal prepotente isolandolo dal gioco, ecc… ma difenditi e NON AVERE PAURA A FARLO PERCHE' E' GIUSTO DIFENDERSI DAI PREPOTENTI.Questo ultimo punto è in netto contrasto con quanto chiedono le maestre all'asilo (il mio grande è nei mezzani) che insegnano ai bambini a riferire a loro piuttosto che reagire alle provocazioni. Io viste le dinamiche che si creano (cioè che intanto che il mio va a riferire alla maestra nehagià prese 2 invece di una e che quando poi le maestre chiedono cosa è successo il prepotente provocatore mente dicendo "Ha iniziato lui") dopo un iniziale appoggio alle regole delle maestre, ora dò consigli opposti.Un conto è essere prepotenti, un conto è difendersi dai prepotenti.kalika

  17. Che bimbo zozzone e che hobbit dolce P.S: il mio nanetto biondo, 21 mesi, è già diventato un esperto "minatore di narici"….zozzone pure lui!Mammapazza

  18. POi uno (di circa 40 anni e non 7)che lavora al concessionario dove porto al macchina a  fare il talgiando  e controlli vari è sempre li che si scaccola, ma cosa avrà mai dentro a sto naso?In quasi 5 anni che vado li periodicamente, sempre la stessa scena risponde al telefono e si scaccola, prende una cosa e sis caccola parla con te e scamana sulla mano passandosela sotto all naso…Per fortuna risponde solo ai telefono e non è lui che si occupa col pubblico.Una volta però il tizio che mi doveva ridare le chiavi era impegnato e così ha dovuto farlo lui, io ho preso la mia chiave con aria schifata con due dita e quando mi ha dato la mano per salutarmi a costo di sembrare maleducata gliel'ho rifiutata, alzando la mia  a mo di saluto da lontano..E insomma, a tutto c'è un limite eh!

  19. # Azzurra del commento 6,
    mi associo, non so se per il fatto che credo sia giusto che i bambini comincino a cavarsela da soli, oppure per il riferimento a mourinho… ^_^ anzi per entrambi!!!!

  20. Sottoscrivo chi dice che insegnare a difendersi non è insegnare a essere bulli. La mia esperienza è quella di una bambina a cui – con le migliori intenzioni ben descritte da Gurzolo – è stato insegnato a non difendersi ma a riferire all'autorità. Col senno del poi mia madre si è detta pentita, perché da parte degli altri genitori non vedeva la stessa attenzione, ero diventata una 'vittima'. Poi se ti insegnano a non difenderti ma a far riferimento ad un'autorità, che succede se poi è l'autorità stessa che si comporta male?Quando ho insegnato inglese all'asilo avevo un paio di bambini che avevano preso la stessa china: se venivano da me piangendo a dirmi "Piero mi ha preso a calci", anziche' andare da Piero a sgridarlo, rispondevo loro "Difenditi!". Tempo un paio di settimane avevano imparato, ed è stata una cosa  di cui sono andata perfino fiera Perché se non siamo noi per primi a difendere noi stessi, nessuno lo farà al posto nostro.

  21. Brutto argomento. Mia figlia (3) ha preso la simpatica abitudine di mangiarsele. Davanti al mio grido d'orrore mi ha guardato serafica e mi fa "mamma, in terra la tata mi ha detto che non devo buttarle e non sempre ho un fazzolettino…". Detesto quando non mi viene una risposta sensata…

  22. UnaChicca, hai ragione anche tu! Ma quando un uomo ha sempre il dito nel naso, una ragione diversa dal muco c'è! Infatti nel naso (maschile) c'è del tessuto erogeno molto simile a quello che ha tra le gambe! Quindi prova un certo piacere a smanettarsi il naso, e spesso lo fanno inconsciamente. Se lo fa è segno che pensa troppo a "quello". Insomma ha un chiodo fisso! Il come mai abbia un chiodo fisso, è un altro capitolo.Riguardo al riferire alla maestra o un autorità superiore., ritengo sia un cattivo insegnamento. In parte perché i bambini che dicono "Maestra, Pippo mi ha fatto quello…" risultano antipatici. Inoltre insegna la delazione, ed è una cosa davvero brutta, poi non insegna a autodifendersi (nella vita non ci sarà sempre una maestra a difenderci nella vita). Perfino in un ambiente di veri delinquenti, la denuncia si ritorce contro chi denuncia, non parlo di diventare omertosi, ma di imparare a gestire le cose in base a chi hai davanti e come fare a farti rispettare. In merito, invito a leggere "Shantaram" bel libro di un autobiografia romanzata, dove il protagonista impara a difendersi e farsi rispettare senza essere violento, e soprattutto senza essere il primo a tirare a pugni. Poi ogni situazione va valutata, se un bambino per rispettare il suo compagno necessita di un pugno in faccia, vada per il pugno!Ho orrore per chi sputa e chi si scaccola impunemente…

  23. certo che non si finisce mai di imaprare eh!ma da quali fonti estrai codeste nozioni Jasmin del numero 32, riguardo al tessuto erogeno del naso maschile…(solo quello maschile)?Le differenze tra i generi arrivano a livelli sempre piu' sorprendenti…inaspettati

  24. #4 la povnama perchè l'hai fatto?????copiare fa parte del gioco, così come bluffare a poker o tentare la fuga per i prigionieri di guerra (diritto per altro sancito dalla convenzione di ginevra).,insomma, lasciali in pace sti pori alunni!lucignola

  25. a proposito di caccole: quando andavo all'asilo io c'era una bambina che si metteva le dita nel naso di continuo. allora quando dovevamo fare il girotondo e puntualmente lei era di fianco a me, io non le davo mai la mano ma le tenevo il polso, tanto mi faceva schifo! oggi a quasi 37 anni me la ricordo come fosse ieri e ai miei due pupi di primo asilo lo ripeto sempre: non mettete le dita nel naso altrimenti nessuno verra a giocare o a fare il girotondo con voi.debs

  26. Occavolo, comincio a rendermi conto dai commenti a questo post che lo scaccolamento impunito è una vera piaga sociale!Bisognerà fare dei corsi nelle scuole, stampare degli adesivi da mettere nei bagni dove vanni i bimbi (sul genere: l'acqua si utilizza non si spreca, qui invece: qualcosa come: sii geloso delle tu' caccole non le mostrare al prossimo!)

  27. Questo post mi ha ricordato un'agghiacciante workshop tenutosi alla Bocconi qualche (molti) anno fa… Non mi ricordo l'argomento ma mi ricordo che c'era un panel, tutti seduti uno accanto all'altro davanti al pubblico.A un certo punto uno dei professori (mi sembra avesse una certa eta') senza battere ciglio ha estratto un caccolone dal naso e l'ha appiccicato sotto il tavolo… davanti a un centinaio di persone.Io ero in prima fila e mi son quasi fatta venire un colpo per lo sforzo di non ridere o non vomitare….

  28. Pranzo ad una gita organizzata dal parroco, inqualkchge santuario nonriciordopiù.Io ero piccina avevo si e no 9 o 10 anni ero la più giovane del gruppo.Una signora tra le più anziana davanti a me avrà avuto più o meno sugli ottantanni,  durante la prima portata, tira fuori dal naso la cosa più lunga e schifosa che abbia mai visto, poi come se nulla fosse se l'è appallottolata sul dito e ha nascosto la mano sotto il tavolo…Ho tirato un sospiro di sollievo temevo la tirasse…Ma volevo dire alla Povna del commento numero 4, ma non ti stanchi mai di parlare sempre in terza persona? Vorrei sapere cosa ne pensa Jasmine, la psicologa del gruppo!Teresa!

  29. #46 Teresa, mi hai fatto ridere!!! Sei troppo forte! hai fatto una giusta osservazione! Pure io mi sono fatta la stessa domanda: perché povna (strano nick) scrive in terza persona? Che non voglia identificarsi con ciò che dice? parlare in terza persona porta a un certo palese distacco, come se parlasse di un altra persona e non lei. Che voglia assumersi un "ruolo"? mah?… non penso sia schizzofrenica (il disturbo della personalità) ma penso sia solo un atteggiamento per cercare una certa originalità, forse distaccandosi le riesce più facile raccontare cose che la toccano troppo da vicino?A parte tutto, occorre seriamente educare i bambini a non scaccolarsi in pubblico, così come non si sputa! L'uso del fazzoletto è d'obbligo! Il muco del naso contiene germi e batteri altrettando infettivi quando qualsiasi secrezione corporea!E' alla base una questione di IGIENE!Poi diventa anche una questione di educazione nei confronti degli altri.Il professore della Bocconi fa VERAMENTA schifo! Io gli avrei detto "si vergogni!"E' proprio vero che la qualità di una persona di vede dal dettaglio! Questo professore, sarà anche insegnante alla Bocconi (università prestiggiosa) vestirà abiti firmati, pagato milioni di euro, ma è un becero!

Scrivi una risposta a theprincessissy Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.