Nonsolomamma

un post per giovanna

questo è un post per giovanna, del commento 64 al post precedente. per giovanna che dice: "sono a volte triste e depressa e non riesco a fare tutto quello che vorrei, e allora elasti mi sembra un esempio irraggiungibile, che non soffre mai, che riesce a fare tutto con ironia, che riesce a dormire, a scherzare, a vivere". è un post per chi pensa che ci sia qualcuno per cui la vita sia in discesa, sempre e comunque. per chi pensa che l'elasti-vita sia un fumetto e che l'elasti-mondo sia truman show.
questo è un post per dirsi, per dirci, che siamo tutte, o quasi, sulla stessa barca, che l'ironia a volte è l'unica arma che ci rimane, che piangere si può, ma non in pubblico, che ognuna di noi, nessuna esclusa, perde qualche pezzo, giorno dopo giorno.

lui aveva annunciato: "questa settimana non parto, anzi no, parto solo per 24 ore. vado e torno. non te ne accorgerai nemmeno". e lei si era rilassata, come le capita sempre quando lui c'è: viene colta da una sorta di narcolessia, una generalizzata decontrazione, un improvviso incoercibile desiderio di mollare gli ormeggi e lasciarsi andare. "andrò a londra domani sera e tornerò mercoledì", aveva spiegato. lei non aveva dormito, aveva la tosse, il raffreddore, la nausea, la febbre, i brutti pensieri e l'ansia. non era andata a lavorare, vincendo senso di colpa e del dovere in una botta sola, ed era rimasta a letto, a dormire, mentre lui lavorava nell'altra stanza e vegliava su di lei.
alle 6 del pomeriggio la casa era piena di hobbit, lei era in pigiama, ancora ubriaca di sonno e influenza, lui si mise la giacca, le scarpe e si avviò verso la porta. "allora vado. ci vediamo domani", comunicò girando la chiave nella toppa.
e lei fu colta dal panico. perché non poteva restare lì con quei tre bambini. perché non avrebbe saputo badare a se stessa figuriamoci ai suoi figli. perché quello che solitamente era routine la paralizzò e la annichilì. le mancò il respiro. "la vita è troppo difficile per me", disse. "se vuoi posso partire domani e tornare giovedì", propose lui. "non si può. giovedì mattina vado a lavorare all'alba e se tu non ci sei a chi lascio i piccoli alle sei, quando esco?".
lui uscì. lei pensò: "non ce la farò mai". lo hobbit piccolo disse: "mamma, mi viene da gomitale. mi polti una bazinella?", il microbbit fece la cacca, lo hobbit grande si ricordò che non aveva fatto gli esercizi di aritmetica. lei voleva urlare, singhiozzare, accartocciarsi e farsi minuscola, nascondersi e diventare invisibile, arrendersi, scusarsi e scappare via.
inspirò, espirò e chiamò nonna J, la sua mamma, perché quando hai la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo ci sono due sole persone che possono aiutarti: la mamma o lo psichiatra di cui è purtroppo sprovvista. nonna J non rispondeva o forse lei aveva sbagliato numero e intanto qualcuno non doveva più vomitare ma aveva molta fame, qualcun altro aveva infilato la testa nella lavatrice e un altro ancora non voleva fare i compiti.
la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo furono ricacciate piano piano in qualche anfratto del pozzo nero, durante la preparazione della cena.
elastigirl quella sera scrisse un post sul desiderio di una pensioncina a sesto san giovanni e andò a dormire, sull'orlo del precipizio, senza dirlo a nessuno.

ciao giovanna.
elasti, l'esempio irraggiungibile.

199 pensieri riguardo “un post per giovanna

  1. sei proprio un mito, mi fai ridere, mi fai piangere, mi fai pensare a quando ancora avevo la mia mamma e ogni tanto andavo da lei, mi sdraiavo sul divano e tiravo fuori tutto quello che non andava, poi lei diceva " ti faccio un te?" e tutto tornava più  bello
    buonanotte
    deborah

  2. Questo post serviva anche a me, non solo a Giovanna.
    Grazie…allora non siamo sole in questo mondo a volte difficile.
    un bacio Annina

  3. Fantastica Elasti, credo che tutte le mamme, chi più chi meno, vivano momenti di panico dove si sentono tristi, inette… Come dici tu la forza sta proprio nel sapersi tirare su, reagire lottare e farlo col sorriso.
    Grazie per averci regalato questo tuo momento.
    MammaAlessia

  4. Se vuoi ti lascio il numero delle mie psy… ma per momenti come questi ti consiglio la bionda… che è dolce e gentile… la mora è quella degli scossoni (ehm, ad essere sincera, dei calci nel sedere)…

  5. Cara Elasti, la lacrima è scesa anche a me nel passaggio in cui dici che hai chiamato la tua mamma perché quando si ha bisogno alla fine è lei che si chiama. E' vero.

    Io ho voluto fare sempre l'indipendente, ho voluto sbrigarmela da sola, andare a vivere per conto mio appena ventenne e ho messo fra me e loro 1000 chilometri perché io – mi sono sempre detta – me la so cavare.

    In questi giorni invece mi sento tanto stanca, sfiduciata e incapace di trovare soluzioni. Ma non riesco a chiamare mia madre e dirle che mi sento così perché so che la farei solo preoccupare e allora faccio la parte di quella che-tutto-va-bene. Forse è orgoglio, forse è desiderio di proteggere chi mi vuole bene. Una cosa è certa però, da soli non ce la si fa sempre.

    Caroline

  6. la dolce fatica dell’essere…
    il segreto sta nel vedere i lati positivi e accantonare quelli negativi
    stasera, stremata, mentre cercavo di far finire mio figlio con i suoi preparativi ante-nanna, con un mal di schiena atroce, mentre lui chiacchierava incessantemente, ho abbassato la testa e ho pensato… non ce la faccio… poi mi sono imposta di ascoltare la voce del mio bambino, e di guardarlo in faccia, e non ho potuto fare a meno di sorridergli, e non ho più pensato alla fatica, ma a quello che avevo davanti
    amore, amore e ancora amore
    tutto passa, con l’amore
    tvb

  7. mi hai commossa!!!… e ti ho sempre pensata forte e coraggiosa, perché sai ridere e scrivere cose ironiche anche nei momenti più cupi e difficili, quando senti di non potercela fare! un abbraccio a te e alle mamme qui presenti che sono eroine di questo mondo!

  8. … sono dura (di comprendonio), ma perché non si può piangere in pubblico?
    Forse il pubblico non capirebbe, forse sarebbe un mostrare la gola scoperta ad un azzannatore, forse "non sta bene", forse… insomma, non ho proprio capito questa cosa. scusate.
    … mi hai fatto venire voglia di chiamare la mia mamma, e lo farei, se non fossero le 23.00 passate.
    cara elasti, spero solo che il sonno, quella notte, abbia avuto una specie di effetto "catartico". quando ero ragazzina e qualcosa andava storto, e ci andava così tanto da ridurmi alle lacrime, mi rintanavo in un angolino del mio letto, mi rannicchiavo sotto le lenzuola (mi pare quasi di rivederne i disegni ed i colori) e aspettavo, fiduciosa, il sonno. sapevo che, al mattino, mi sarei svegliata libera da quell'angoscia che mi stava opprimendo.
    un bacio, a te ed a tutte le "amazzoni"-lettrici di questo blog,
    Ari

  9. ecco. diciamocelo forte. diciamolo senza vergogna. fare la mamma, a volte ti sfinisce. ti sfinisce al punto che la tua testa sembra spegnersi, si avvicina paurosamente a un buco nero, vuoto freddo e rabbioso.
     e ti domandi ogni volta per che miracolo ne sei venuta fuori…
    ma ti sfinisce anche di gioia, di baci, di amore sterminato. di un amore così grande che non capisci di che razza di materiale sia fatto un cuore di mamma per contenere così tanto amore.
    io ho trovato pace quando ho capito che al mio cucciolo "bastavo" com'ero. imperfetta ma tutta sua…
    un abbraccio a tutte
    la chioccioletta

  10. Grazie! Io lo so che sei umana come noi, traspare in ogni tuo intervento.Umana ma strardinaria nel raccontare le storie 
    Io aspetto con ansia il primo romanzo ,sono sicura che sarai la Kinsella italiana!

  11. Cara elasti, è vero, quant'è importante l'ironia.
    Mi ha salvato la vita più volte, mi ha trascinata su tenendomi stretti stretti il braccio e la mano, che erano quasi spappolati, (perché l'ironia quanto ti piglia stringe forte), però ne è valsa la pena.

    Un caro abbraccio per tutti quei momenti lì.

  12. grazie. ma questo non è un post solo per giovanna. e' anche per me, che voglio fare tutto da sola, che mamma non la chiamo perchè lei è impegnata. intanto il magone cresce. io mi sento una fallita. ti leggo e cerco di andare avanti. taniamammagiovanni di due anni

  13. io non me lo so immaginare come potrebbe essere fare la mamma senza l'aiuto del mio socio marito. ora. però ci devo essere riuscita. anche noi per un periodo siamo stati lontani e non era un periodo facile, perchè avevamo appena scoperto che la prematurità della nostra prima avrebbe avuto delle conseguenze. ora per fortuna è tutto  risolto.ma sono passati quasi quattordici anni. Ecco, io insieme all'ironia metterei la capacità di dimenticare. che però a pensarci è l'opposto, rispetto allo scrivere un blog che poi rimane, come un diario. Ah, le mamme bisogna godersele, son d'accordo. io la mia, non lo posso fare, di andare a casa sua a riprendere fiato. lei è vecchina e smemorina, e sta da me, e vie di fuga non ne ho più, nè spalle su  cui piangere, nè orecchi ad ascoltare. ma me la spasso uguale.

  14. Quando pensi di essere arrivata,di aver capito,di aver provato tutto e di poter dire ai tuoi figli cosa significa stare a questo mondo,ecco che succede l’imprevisto,qualcosa che mai avresti pensato,che ti sconvolge e ti disorienta,ti cambia le carte in tavola e ti mina nel profondo la tua vita e quella dei tuoi due bimbi. Arriva un altro fratellino,ma la gioia di una notizia fa subito spazio all’ansia di un’altra,molto piu’ brutta. C’e’ un problema! Il mio angelo nasce e comincia il suo calvario. Noi siamo con lui,lo amiamo piu’ di ogni altra cosa al mondo e stiamo imparando con lui che non ci si puo’ arrendere,che si puo’ lottare per una vita migliore. La fatica e’ tanta e le mamme lo sanno bene,ma abbiamo una forza per i nostri cuccioli che e’ commovente. Tutte in modo diverso!

  15. Su una cosa non sono d'accordo nel tuo post, si deve piangere anche in pubblico; troppo siamo stati condizionati nel tenerci i sentimenti, sopratutto quelli tristi dentro di noi, liberiamoli tutti invece, siamo più veri. Non che chi tiene dentro sia falso, ma manifestarsi in tutto noi stessi ci renderà più liberi e vedere che anche gli altri hanno i nostri casini, ci renderà meno soli e sarà questa una grande conquista per l'era moderna.
    Un abbraccio a tutti gli incasinati/e.

    Eclipses

  16. Fare la mamma è il lavoro più faticoso che esista, in tutti i sensi. E lo è sempre, anche quando i figli sono cresciuti e il carico fisico diminuisce un po'. Un'amica mi diceva un tempo: "figli piccoli, problemi piccoli". E' vero, i miei figli sono grandi, ma i pensieri e le preoccupazioni esistono sempre, anzi sono pure ingigantiti. A volte si riesce ad affrontarli con il sorriso sulle labbra, a volte no. A volte abbiamo bisogno di una spalla per versare qualche lacrima, a volte la offriamo noi stesse. La vita è così. Ma è consolante sapere che non si è soli, condividere i propri pensieri è già un aiuto.
    Ciao,
    Antonella

  17. cara elasti, care lettrici del blog,
    anche io, come tutte voi, ogni giorno faccio del mio meglio  per cercare di essere all'altezza dei mille doveri di mamma, moglie e lavoratrice … se mi chiamano dall'ufficio mentre sono a casa per una "c.call veloce veloce " (rigorosamente fuori orario di lavoro) e di sottofondo si sente il mio pargolo di due anni che ripete a raffica le sue prime frasette quasi mi sento in colpa verso i colleghi, verso la mia capa e mi dico che professionalmente sono destinata ad essere vista come quella che sì magari è pure bravina ma ha un bimbo piccolo e una nuova nanetta in arrivo e che quindi non è mai sul pezzo …
    se sono in ufficio mi sento inadeguata rispetto al mio ruolo di mamma e quando mio figlio si dispera perchè qualche sera io e il suo papà ci concediamo qualche momento tutto per noi e lui resta dai nonni mi chiedo se ho fatto una cavolata a tornare ubbidientemente in ufficio al termine della maternità obbligatoria , se forse così gli ho creato delle insicurezze ..
    e a volte mi sento così stanca che vorrei soltanto dormire e risvegliarmi come lara croft,  con la soluzione per tutto.
    quando invece mi sento coraggiosa mi dico che in fondo va bene così, che sono fortunata e che in ogni caso faccio il massimo e … che mi merito pure un pò di comprensione da parte del resto del mondo echecavolo!

  18. E vogliamo parlare del fatto che anche nel sonno si continua a sognare di ritardi, appuntamenti mancati, bambini da vestire, inconvenienti dell'ultimo minuto, e un senso di continua costante inadeguatezza?…

    Mamma delle Fantastiche 4

  19. Il tuo post e’ commovente. Il tuo post dopo una nottata insonne con microbo incazzato nero e pioggia e nessuno a cui chiedere aiuto mi fa vedere la giornata che mi aspetta come una sfida che sono Felice di affrontare. Il tuo post mi fa capire che non sono la sola al mondo che nonostante Tutti gli aiuti che si possono avere la trova dura comunque, in tanti modi diversi. Quando si dice il post giusto al momento giusto. Pensa che avvocanzo dopo questo tuo sta pensando all’inseminazione artificiale x rimanere incinto…rots

  20. un abbraccio a giovanna, a elasti e a tutte le mamme che leggono!!!!!!
    xk le parole nn sempre bastano x esprimere la solidarietà
    chiara

  21. Sul fatto che tu fossi una supereroina molto umana non avevamo dubbi, per fortuna.Come Spiderman, e si sa, da un grande potere derivano grandi responsabilità!

  22. paura di non farcela…il mio secondo nome…mentre il primo è ce la posso fare…ce la posso fare …la sindrome di wonder woman credo che sia la malattia delle donne-mamme della nostra generazione…DEVONO fare tutto… e se non ci riescono… è colpa loro…mica del fatto che vogliono fare tre-quattro vite in contemporanea (sempre colpa loro)…una vita alla volta….e una bella risata…
    ps. il mio nano si sprofondato di cacca, ieri di gomito…
    buona giornata

     

  23. Quanto concordo… su tutta la linea.

    E aggiungo una cosina, se mi posso permettere. Non ci sono eroisimi in tutto questo, ci sono solo donne universalmente malate di ansia da prestazione atavica che probabilmente sta proprio nel dna.

    Sono in ospedale, ferma immobile a letto (al momento anche in isolamento causa malefico batterio resistente agli antibiotici), dal 25 agosto. Tre mesi fa il mio Alessandro pesava meno di un etto, oggi sono a 29 settimane di gravidanza, lui pesa più di un chilo, e contro ogni pronostico sta benissimo, e la mia pancia continua a crescere.
    Forse anche guardando il mio blog, e solo quello, sembra che questo percorso sia stato facile, perchè ogni giorno è riassunto in poche righe, spesso ironiche per sdrammatizzare la situazione, per offrire a me stessa in primis un minimo di valvola di sfogo. Ma il momento buio è sempre dietro l'angolo, ogni santissimo giorno.
    E io devo "solo" stare ferma a letto e lasciare che mi buchino, mi analizzino, mi imbottiscano di antibiotici e ci tirino avanti il più possibile Quindi la mia ansia da prestazione è puramente mentale. Poi c'è la paura che non va via mai, ma quella è un'altra storia.

    Un abbraccio a te Elasti, che sdrammatizzando la tua vita mi regali due minutini di leggerezza al giorno!

    TInkerbell

  24. l'altro giorno sentivo un intervista a Daria Bignardi che ha scritto "un karma pesante" e parlava proprio della differenza tra chi sa prendere la vita con leggerezza e chi meno e ha appunto il karma pesante -per me il karma è un pò diverso ma fa niente- Elena

  25. ciao,
    come tante altre leggo sempre e commento poco.
    Questo tuo post it mi ha commosso tantissimo, così come uno molto, molto vecchio in cui scrivevi "a volte capita" solo che per te era un sogno, per me è stata la realtà.
    Per fortuna però c'è sempre la mamma e soprattutto, visto che alle volte si evita di coinvolgerla per non farla soffrire, gli amici.
    Giovanna da questo post mi sembra che tu di potenziali amici ne abbia tanti, fatti aiutare, fatti cullare, coccolare, fidati: aiuta tanto.
    Un bacio grande a Giovanna e naturalmente ad Elasti e la sua allegra truppa
    BeeBee

  26. "la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo furono ricacciate piano piano in qualche anfratto del pozzo nero, durante la preparazione della cena".

    esattamente, esattamente proprio quello che è successo a me domenica scorsa.
    Coraggio, Giovanna. Siamo tutte così
    Elena

  27. Ti seguo da un po' e ho letto il tuo secondo libro, l'idea che mi sono fatta di te non è quella di un modello irraggiungibile, ma di un modello possibile.
    Nel senso che non ti ho mai percepito come una persona per cui la vita è sempre in discesa, piuttosto come una persona capace di trovare nell'ironia un modo per sopravvivere a quelle che sono le difficoltà di essere mamma, moglie e donna.
    Condivido infine l'idea che la mamma in certi  momenti davvero critici, sia una sorta di ancora di salvezza, per lo meno è così che anch'io percepisco mia madre, che come nessun altro è presente e mi aiuta quando ne ho davvero bisogno.
    Un bacio.
    Serenamanontroppo

  28. Il fatto è che la mia mamma è anaffettiva e assente. scappa da tutto e da me in particolare. Le fa paura la mia ansia e la mia depressione. Ma ho lo psichiatra-psicanalista per riuscire ad accettare queste dura realtà.

    Grazie Elasti

    Giovanna

  29. Serviva anche a me un post così, per dirmi….non sono sola! e ora sono in ufficio e mi viene da piangere!!!!Accidenti! Grazie ad Elasti e a tutte voi!

  30. Sono 2 le cose su cui non sono d'accordo.
    Secondo me piangere in pubblico si può e a volte si deve proprio per mostrare al mondo la nostra imperfezione, perché non siamo dei soldatini e anche i soldatini piangono.
    Si perde un pezzo ogni giorno e ogni giorno se ne guadagnano 2 ma a volte la stanchezza, la frenesia e il quotidiano fanno si che la vista si annebbi…

    grande onore alle donne e alle mamme che giorno dopo giorno costruiscono il mondo!

    Cecilia

  31. bello questo post elasti, bello! e ci voleva

    a me piace il tono ironico che dài ai tuoi post e non mi sembri elasti-irraggiungibile…

    anch'io ho 3 figli un lavorofulltime e una santa babysitter

    e pure una zia e una nonna che mi salvano dalla disperazione

    e poi c'è nonsolomamma che ironizza sulla mia disperazione di tutti i giorni e mi fa sentire disperatamente normale

    baci
    Franci

  32.  Cara Giovanna  come puoi leggere ….siamo veramente tutte sulla stessa barca…solo che certi giorni riusciamo ad affrontare tutto altri ci abbattiamo per un nulla….forza Giovanna….forza Elasti….siamo tutte unite da un unico
    filo conduttore
    baci

  33. Vedi perchè da quando t'ho trovata non ti lascio più…
    (ah, ed io na volta c'ho avuto pure lo psichiatra eh !? )

    T'amo, cara mia, sappilo. T'amo d'un amore femminil-solidal-ammirante-e-ispirante, cara mia…

    Mimì-ciao-giovanna-te-posso-strizzà-l'occhio?

  34. mi hai fatto pensare
    per me che sono orgogliosa la cosa più difficile da sempre è proprio chiedere alla mamma…

    per fortuna ho delle amiche e un paio di cognate in gamba che ogni tanto mi salvano con parole e opere e permettendomi omissioni (mie che smetto per qualche ora di correre)

    ti voglio bene e sogno una pensioncina a Zola Predosa o anche una domenica di windows shopping con la figlia maggiore prima della rumba del natale con 26 giorni consecutivi di lavoro, per scelta sì, ma il prezzo non è mai basso

    un abbraccio a tutte noi, e ai nostri compagni e ai nostri bimbi e bimbe

    Nico la libraia

  35. Il lavoro del genitore è il più difficile del mondo, e come dice Antonella nel commento 25, più di va avanti e più le cose si complicano (ho una femmina di quasi 18 anni e un maschio di 14). Si hanno anche belle soddisfazioni, veder crescere i propri figli e lasciarli camminare da soli è bellissimo. Ma quanta fatica, quanti scontri, e la sensazione di non essere all'altezza rimane sempre…
    Mariko

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