Nonsolomamma

intellettuali della magna grecia

"il problema è che le donne non possono fare le guardalinee nel calcio"

"scusa, perché no?"

"perché la divisa da guardalinee fa schifo su una donna"

"ma che idiozie dici? noi stiamo benissimo con la divisa da guardalinee"

"macché. e più tette avete meno vi dona la divisa"

"senza contare che le tette ostacolano la visuale delle linee, il che rappresenta un chiaro impedimento strutturale all'esercizio di un ruolo che, non per niente, è e deve essere maschile"

"e poi, vuoi mettere? una donna guardalinee mica la puoi insultare"

"perché no?"

"mica puoi dire a una donna: 'sai dove te la devi mettere quella bandierina?'. come minimo ti denuncia per sexual harrassment…"

"be', puoi sempre urlarle 'bottana!' con accento catanese".

no, non è una conversazione ascoltata sugli spalti dello stadio tra fanatici tifosi abbrutiti dallo spirito del branco. non è nemmeno un dibattito al bancone del bar sport, nel degrado di una periferia dimenticata. è un simposio di sedicenti intellettuali della magna grecia, stamane, nell'elasti-redazione, aperta nonostante l'unità d'italia e la sua festa.

60 pensieri riguardo “intellettuali della magna grecia

  1. C'era un bel film iraniano, "Offside" del 2006, in cui delle ragazzine si travestivano da maschi per poter assistere a una partita della nazionale di calcio. Secondo me anche lì pensano che le tette sugli spalti distraggono i calciatori.
    Però poi se dici queste cose agli intellettuali della Magna Grecia, di solito ti senti rispondere che non è la stessa cosa 

  2. Da mamma di rugbista vi dico che il calcio non è più uno sport da molto tempo, a nessun livello, nemmeno a 5 anni. Se gli sembrano bravi li riempiono di pressione, se gli sembrano scarsi, li mettono in panchina e non gli insegnano nulla. In città come in provincia, e salvo rari casi, mi duole, ma bisogna generalizzare.
    A Roma sabato scorso abbiamo cantato l'inno con la mano sul cuore con mio figlio tifando per la nazionale di rugby.
    Con buona pace di chi dice che non c'è nulla da festeggiare.
    PS: le bocce è vero che ingombrano, ma me le tengo volentieri
    Barbara

  3. Il mio professore di storia e filosofia del liceo (e non sono passati secoli), stimato intellettuale, quasi un'istituzione, idolatrato da generazioni di docenti e studenti, era solito deliziarci con il seguente, spassosissimo pensiero: "L'uomo è la testa, il cervello, il pensiero. La donna no. La donna è il collo. Certo, non pensa, ma decide dove la testa debba girarsi. E, senza collo, la testa non avrebbe dove poggiare. Perciò non siate tristi, care ragazze. E a voi, ragazzi, auguri!!!".
    Ecco, se questo è il background formativo, non c'è poi da stupirsi delle nuove leve…

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