Nonsolomamma

vuoi un cracker?

venerdì scorso jacy, la maestra dello hobbit grande e del medio al campo estivo americano, si è avvicinata ad elastigirl con aria cospiratoria.
"conosco un posto segreto e bellissimo. sono certa che agli hobbit piacerebbe molto. mi piacerebbe portarvici domattina, se vi va"
"certo che ci va jacy. ma sei sicura di volere passare il sabato proprio con noi? voglio dire, stai con i bambini tutta la settimana e magari…"
"la mia fidanzata è fuori città, quindi sono libera domani"
"la tua… ah certo. bene"
"appuntamento alle 10,30 al cimitero di M".
M è una frazione della città di A, dotata di una cascata, di una libreria senza libraio dove ci si serve e si lasciano i soldi in una cassetta, di un numero di rane 270 volte superiore a quello degli abitanti, di una chiesa, di un ufficio postale e di un cimitero.
"ottimo. a domani".
sabato mattina jacy, alle 10,30 era al cimitero, accanto alla sua macchina piena di adesivi ("women who seek to be equal to men lack ambition", "marriage is a human right not a heterosexual privilege", "my other car is a broom", "sorry i missed church, i've been busy practicing witchcraft and becoming a lesbian")  di ammaccature ("era di mia nonna!"). aveva da sola una enorme borsa, ben più grande del misero elasti-zainetto che conteneva due pacchetti di cracker, due pannolini, un asciugamano, l'acqua e la crema protettiva (elastigirl è piuttosto suggestionabile e disidratazione e raggi uv stanno piano piano diventando elasti-ossessioni).
jacy e l'elasti-famiglia hanno attraversato il cimitero, hanno imboccato un sentiero nel bosco e hanno raggiunto una spiaggia sul fiume.
"è un posto fantastico, jacy!"
"già"
"c'è anche una corda appesa a un ramo per tuffarsi"
"e c'è anche l'argilla per farsi i fanghi"
"e l'acqua è pulitissima"
"io voglio vivere qui".
hanno fatto il bagno, si sono coperti di argilla, si sono lanciati dalla corda e si sono accasciati sulla spiaggia.
"jacy, vuoi un cracker? purtroppo non ho pensato a…"
"ho pensato io a tutto!".
jacy aveva portato pane, formaggio, mirtilli, lamponi e doughnut che sono delle ciambelle tipo krapfen, micidiali e fantastiche.
succede di continuo che qui, nella città di A., le persone siano gentili e ospitali e generose, lasciando di sasso elastigirl, convinta a tortissimo che l'ospitalità mediterranea sia merce preziosa e rara.
se qualcuno ha esperienze in merito è pregato di condividere perché, per l'elasti-esperienza, questo popolo è continua fonte di sorpresa, meraviglia e interrogativi.

77 pensieri riguardo “vuoi un cracker?

  1. doughnut  batte cracker 10 a 0 !!!

    Ospite un mese in Canada da mia zia, ogni mattina me ne faceva trovare una scatola appena acquistata, in America ci sono catene di negozi che vendono solo doughnut….sono tornata a casa con 4 chili in più!!

  2. La questione è che io ho viaggiato assai – e di contro qui do lezione di Italiano agli stranieri. Molti di loro sono giustamente scazzati per la malagrazia italiana. Il paese è molto bello, e questo per esempio legittima i negozianti a trattare a pedate gli acquirenti. I miei vicini di casa danesi, mi dicono che questo li scoccia molto, e io rispondo loro che li capisco, perchè quando sono stata in danimarca, e ho fatto timidamente notare al cameriere che era mezz'ora che aspettavamo le nostre pietanze – quelli non ci hanno fatto pagare.
    Non vuol dire esterofilia su tutta la linea, nè in tutta onestà a me me ne frega molto di essere veramente e intimamente amica con una persona che conosco da poco, ma ci sono certi aspetti per cui questo paese è pigro e provinciale, forse non ovunque  – l'umbria non la conosco ma mi fido, conosco la sicilia e la trovo per esempio adorabile – ma penso che in linea di massima, il modo italiano di essere cittadini e borghesi, il modo di essere nelle città come roma milano e torino, con tutte quelle spocchie anche di classe (ma dai ma quando mai in italia una maestra esce con una famiglia dei propri bambini ma figuriamoci! In canada però io sono stata a cena a una tavolata dove c'era un professore ordinario e la donna delle pulizie del suo piano, voglio vedere qui)  è brutto e vecchio e superato e sgradevole. Gli stranieri se ne lamentano e un perchè ci deve essere.

  3. Io avevo un fidanzato ammericano, che al momento vive a Frisco e ha due bambine biondissime. Mi sono sempre reputata persona super ospitale ma quando organizzava le cose lui mi lasciava sempre a bocca aperta.
    Ah, quando gli confessai di non aver mai mangiato un doughnut mi ha detto: "You've never lived…" guardandomi con aria compassionevole e un po' disgustato…  Lunga vita a P.

  4. Salve a tutti e due impressioni/testimonianze sparse:
    – mio padre è di Perugia e sinceramente gli umbri ed in particolare i perugini non mi paiono così aperti/ospitali; fra l'altro è paradossalmente rimasto vivo l'antagonismo comunale che risale al Medioevo. tipo che gli eugubini parlano solo male dei perugini e viceversa, il che nel complesso non facilita le aperture all'esterno;
    – sono nata e vivo ad Ancona (be' vivo a due passi a dire il vero) e gli anconetani sono di quanto più respingente esista sulla faccia della terra. della serie che spesso se entri in un negozio ti senti quasi a disagio e ti scusi con la commessa – se questa ti degna di uno sguardo – per averla disturbata. la Regione ha speso un tot di soldi per una campagna pubblicitaria con Dustin Hoffman (perché lui? perché un'era geoligica fa ha girato ad Ascoli Piceno un film, delizioso – Alfredo Alfredo – ma che nessuno ahimé ricorda) ma avrebbe fatto meglio a farci dei corsi di "trattamento turisti ed affini";
    – per un articolo ho intervistato lo scorso anno un albergatore della zona che su booking aveva avuto commenti pessimi. si è molto stupito perché questi turisti avevano chiesto cose secondo lui assurde, tipo la colazione "ma andavano via presto per prendere l'aereo e io non ero ancora sceso…che rompiballe";
    – esperienze deliziose di ospitalità e simpatia in Spagna (sud e Barcellona) e nel sud della Francia.
    saluti e buona permanenza americana a elasti & c.
    MarinaM
      

  5. è vero. ha ragione chi dice che sono stordita. e quando jacy ha tirato fuori tutto quel ben di dio mi son sentita una merdaccia. in verità però avevo pensato che avremmo pranzato in un fantastico baretto vicino alla cascata dopo essere andati in spiaggia e avevo già deciso che jacy sarebbe stata nostra ospite. lei è stata più brava di me.
    mister i era ovviamente con noi e si è sentito ancor più merdaccia di me.

  6. I discepoli in gruppo vogliono sottolineare la poco ospitalita' del popolo Britannico…be per essere precisi degli inglesi …i gallesi e scozzesi son fantastici, cosi' come gli irlandesi…

    vorremmo imbottigliare l'acqua dove si e' tuffato il leader e poi farne bottigliette un po' come quelle con la Madonna di Lourdes….per cortesia Elasti portacene una bottiglia o anche due o tre o quattro

    i disecpoli

  7. Cara Elasti e le altre scrivo dalla citta' di H. nel Sud degli Stati Uniti.
    Ho vissuto in Ohio per sei anni e mezzo con marito e due figli (avevano 9 e 11 anni quando siamo arrivati).
    E' vero i vicini son venuti a presentarsi, ci hanno dato il loro numero di telefono e ci han portato qualcosa da mangiare. Uno si dice:" Che gente fantastica!", pensa di avere fatto degli amici, ma e' un'illusione. Probabilmente non li' vedra' piu' per mesi. Inviti della gente a casa tua, vengono, mangiano, fanno conversazione con te, se ne vanno dicendo che la prossima volta sara' a casa loro, ti spediscono un bigliettino di ringraziamento…… e poi non li vedi e senti piu'. Potrei scrivere un libro per tutte le amarezze di madre che ho vissuto vedendo i miei figli presi in giro perche' italiani (perfino da un professore delle medie, tanto che mio marito ha dovuto andare a parlare con il preside), le ragazzine che non potevano uscire con loro perche' i genitori li temevano in quanto italiani…….etc ….etc.
    Riassumendo l'americano medio non e' il New yorkese, sicuramente le citta' americane sulla costa est sono piu' abituate alla multiculturalita' che quelle all'interno, ma vorrei ricordare che quando fanno dei sondaggi (commerciali o politici) in USA prendono come campione la popolazione dell'Ohio. Voglio sottolineare che tutto il mondo e' paese : ho trovato DELLE BRAVISSIME PERSONE anche li'.
    Quando si va in vacanza li' , si e' accolti come dei graditi ed esotici ospiti diverso e' viverci (lo dico perche'  io e mio marito eravamo stati l'anno prima per vedere se ci potevamo vivere).
    Scusatemi son stata troppo lunga, ma mi e' sgorgato tutto dall'anima.

  8. voglio spezzare un'ARANCIA in favore dell'Italia: quando io e il mio consorte giravamo in moto e facevamo campeggi ci siamo imbattuti in una coppia di persone proprietarie di un frutta e verdura, salumeria e panificio (come si chiamano questi tipi di negozi???). Volevamo dei panini ma avevano finito il pane. Hanno insistito perchè rimanessimo a cena da loro. Non solo ci hanno rifocillati alla grande, ma ci hanno anche preparato la cesta della frutta per fare colazione l'indomani mattina! E siccome si era fatto tardi ed era calata la temperatura, hanno prestato a mio marito un giubbotto. E alla domanda "Ma vi fidate?" – Hanno risposto: "Perchè, con la faccia che ti ritrovi ruberesti un giubbotto?".
    Insomma… di esperienze positive se ne fanno in ogni dove, secondo me dipende molto da come ci poniamo noi nei confronti degli altri.
    Mammappa

  9. La mia esperienza é limitata (viaggio di nozze 2010) ma la mia impressione é stata che gli americani sono molto gentili ed accoglienti con i turisti perché lasciano giù molti soldi e poi se ne vanno. Camerieri e commessi sono cordiali perché sperano nella mancia generosa, x il resto secondo me c’é molta apparenza. La ns guida italiano di origine ma newyorkese da 20 anni, ci ha detto che in america l’ospitalità é uno sport nazionale! É il loro modo di essere, può piacere o meno ma nn significa che siano meglio o peggio di noi come di qualsiasi altro popolo. Siamo tutti diversi ed é bello così!
    JM

  10. Eh eh eh…
    L'Esperienza positiva di Elastic non deve ora portare tutti a pensare che l'America sia l'isola che non c'è.
    Magari fino a ieri stavamo gridando "assassini, guerrafondai etc etc.." Ora Elastic dice "Sono ospitali" e tutti giù di gioia ed entusiasmo.

    Non ho esperienza personale ma molti amici sono rimasti assolutamente entusiasti dell'america ma non mi hanno raccontato grandi esperienze umane e di socializzazioni.

    Quindi non escludo che Elastic sia rimasta positivamente entusiasta, mi fa ridere che tutti sia d'accordo.

    MAx Dejavù                                                       

  11. Max Déjàvu, il fatto è che secondo me circola uno stereotipo dell'americano "John Wayne", arrogante e spaccone, che ti fa immaginare che siano tutti degli zoticoni come l'autista dell'autobus che menzionava Gio # 26. E devo dire che viaggiando in paesi profondamente xenofobi come la Gran Bretagna ti fai un'idea non proprio lusinghiera degli anglosassoni…  Poi quando vai negli USA e scopri, com'è successo a me, questa apertura, pazienza e generosità, rimani abbastanza di sasso!

    Chiaramente si parla del primo approccio (il che comunque ti cambia la qualità della vita), ma soprattutto non è la stessa cosa andare a New York oppure entrare in una di quelle cittadine in mezzo al deserto, dove di fianco al cartello con il nome della città, ce n'è uno che dice "Go back You are not welcome". Questo è capitato ad un mio collega, che è riuscito fortunosamente a trovare una tanica di benzina per proseguire il viaggio.

  12. Ho lavorato per quasi 2 anni a Washington e per 4 mesi a Memphis; dopo anni ancora ho “il mal d’America” per tante ragioni tra cui 1000 episodi simili a quello che racconti tu. Sono tornata per far crescere i miei nani vicino ai nonni e lo rifarei mille volte, ma Roma non è Washington!! Forse proprio questo tipo di atteggiamento mi faceva sentire più a casa che nel mio paese natio!
    Silvia

  13. Mesi fa ho conosciuto una persona, un americana che si è trasferita in Italia. Ha detto che si è innamorata del nostro paese quando da ragazzina era venuta coi genitori in vacanza e ha trovato delle persone veramente gentili. E la cotta non le è mai passata, il fatto che abbia sposato un italiano penso abbia aiutato nella cosa…forse. 😀

    Che dipenda tutto da chi si ha la fortuna o la sfortuna di incontrare?

  14. Volare85: per caso stava in Umbria ?   (vedi post più in alto)
     
    Non lo so, io sono veneta e posso riportare l'esperienza di un'insegnante newyorkese: ci raccontava che era appena andata a vivere con suo marito – veneto – e voleva presentarsi alla vicina di pianerottolo con una torta, ma lui ha insistito perché non lo facesse, perché sennò "creava obblighi". Lei c'era rimasta male, noi studenti pensandoci ci siamo resi conto che è abbastanza frequente da noi essere dissuasi dal fare un regalo o un gesto generoso perché poi l'altro si vedrebbe imbarazzato dell'obbligo di contraccambiare; seguendo questa logica ognuno fa per sè e tutti si sentono più liberi.

    Sono così abituata a questo che quando vado in Meridione non so mai bene come comportarmi quando mi offrono qualcosa, se non che se rifiuto li offendo e non posso precipitarmi a contraccambiare perché li irrito

  15. @commento 11: il fatto che gli americani siano gentili (perchè ovviamente, la ragazza di elasti rappresenta tutti i 300 milioni di abitanti usa!!) certo non li esula dalle loro responsabilità storiche e non li rende meno colpevoli di portare avanti una politica imperialista, ovviamente con la gentilezza delle bombe e dei colpi di stato.

  16. Come americana che vive a Milano posso dire che ogni volta che torno a NY, considerata una città frenetica e fredda, mi stupisco di quanto siano gentili e d'aiuto le persone che incontro lì. Me ne dimentico ogni volta. Degli americani si possono dire tante cose ma non che non siano gentili e generosi. In generale, il senso civico ha molto più valore lì. 

  17. Elasti, da buona milanese pensava di mangiare al bar. Che è più semplice che fare la spesa il giorno prima per comprare i panini e alzarsi presto per prepararli.
    Ma le citate donne che preparano parmigiane di melanzane e polpette per le gite sono casalinghe, pensionate o soffrono di insonnia?
    Mi ricordo ancora come ci rimasi male quando portando i miei due figli (ora sono 3) al parco nord con la biciclettina e il passeggino un sabato o domenica che non c'era mio marito, scoprii che al Parco Nord non C'è nemmeno un bar, un chiosco, nulla!
    NIENTE PAURA, PER PRANZO SIAMO ANDATI AL CENTRO COMMERCIALE DELLA COOP DI VIALE SARCA (Lì VICINO) CHE è PIENO DI LOCALINI.

    Mela
    Elasti, stamattina ho attraversato il centro da san babila a cadorna (per rinnovare pass per l'auto in piazza beccaria) e non so cosa sia successo ma era tutto prefetto, pulito, c'era odore di erba fresca in piazza fontana, aiule con i fiori al duomo e al castello, fontana, negozi tutti perfetti e in ghingheri. E poi ci sono perennemente 24 gradi. I vigili perfetti lindi e stirati. Forse la citta sta tirando fuori un po' di orgoglio nell'essere Milano e nell'avere le cose fatte bene, ognuno per la sua parte. Cosa che non si vedeva da anni.
    Certo siamo molto molto poco ospitali. E schivi di quel "non creare obblighi" per cui finisce che a matrimoni e battesimi non si va e si va invece ai funerali di tutti, qui al nord!

  18. In America, a New York un paio di anni fa, non appena ci fermavamo a consultare la mappa della città, c'era subito qualcuno che si avvicinava per chiederci se poteva esserci di aiuto… In Italia al limite sei tu a chiedere…

  19. Per mela:
    E gente sul tram? Visto che la nuova amministrazione ha pensato bene di aumentare del 50% (!!) il costo del biglietto….
    Chicca

  20. Io ho passato 3 mesi a Toronto qualche anno fa, per lavoro, e sono stata diverse volte negli USA, l'ultima volta è stato un anno fa: sono stata un mese in California, sempre per lavoro.
    Le mie esperienze con i nordamericani sono varie, nel senso che in alcuni casi ho trovato un'ospitalità estrema ed inaspettata e in altri casi invece ho trovato sì cordialità e disponibilità, ma non c'è stato modo di andare oltre, quasi che la strada verso rapporti meno "di facciata" fosse sbarrata a priori.

    A Toronto non ti puoi fermare per più di 30 secondi con una cartina o una guida in mano che ti ritrovi la fila di persone che ti offrono il loro aiuto.
    Il mio capo all'università mi ha fatto trovare un'ottima sistemazione all'interno del campus, sobbarcandosi un tot di burocrazia e scartoffie non da poco (e non spettavano a lui) e mi ha prestato una TV e una bici (mezzo di trasporto indispensabile per l'estate torontina).
    Mi è venuto a prendere all'aeroporto con la sua auto e mi ha riaccompagnato alla mia partenza. Non mi ha mai fatto sentire da sola, ospitandomi anche a cena a casa sua e a casa della sorella, con le nipotine, a fare il barbecue la domenica pomeriggio.
    Inoltre ho passato le ultime 2 settimane in B&B e la proprietaria mi trattava come se fossi sua nipote, ancora oggi ci sentiamo via mail.
    D'altro canto, per certi altri miei colleghi, al di fuori del contesto lavorativo, ero trasparente. Nel senso che, in genere, è impensabile avere rapporti di amicizia con i colleghi: i colleghi son colleghi, gli amici sono amici, la famiglia è la famiglia e non ci sono intersezioni tra questi 3 insiemi ben distinti.

    In California idem, nel senso che non c'erano rapporti di amicizia con i colleghi al di fuori del lavoro, a parte un paio di italiani. Ma bastava girare per strada e incrociare qualche californiano con un qualche antenato italiano (praticamente tutti!) che io, mio marito e i miei colleghi ci ritrovavamo con inviti che fioccavano da tutte le parti, anche da parte di persone con cui avevamo interagito per non più di 5 minuti: "venite a pranzo a casa mia", "venite a cena nel mio ristorante" e anche "venite ospiti per un weekend nella mia azienda vinicola a sonoma" (ovviamente gratis) … La signora Frankie (i genitori erano di Arezzo e si erano trasferiti a San Francisco appena sposati), con cui abbiamo parlato per 15 minuti all'uscita dell'Exploratorium un anno fa, ancora mi scrivere chiedendomi quando andremo a trovarla e quando resteremo ospiti a casa sua per almeno una settimana …

  21. E' il popolo americano in generale che è cordiale, gentile e disponibile in un modo che noi italiani nemmeno ci sognamo.
    Anche i freddi newyorkesi.

    Arriviamo a ny – 11 Agosto
    5 valige in 2 in metropolitana. Per uscire dalla metro 3 rampe di scale. Io sono alla seconda rampa con una valigia gigante e pesantissima (contente i vestiti portati da casa e quelli acquistati in quasi 3 settimane in giro x gli usa), un tizio sta scendendo, mi vede, si ferma, senza dire beh, mi prende la valigia e me la porta su, poi torna a prenderne 2 da mio marito e poi ritorna ad aiutare mio marito con l'altra gigante. Lo ringraziamo, lui ci dice che non è nulla, ci saluta e torna ai suoi affari.

    Fallo sulla metro a Milano. Tipo sulla Rossa in ora di punta….

    Gli americani (ma l'America in generale) sono un popolo che ci batte 10 a zero su tantissime cose!

  22. UHM…
    allora io ho aiutato una persona a scaricarsi le valigie dal treno, altro volte altri hanno aiutato me. IN ITALIA!

    Tu stavi salendo a NY piena di gente no? E UNO si è offerto di aiutarti quando già avevate fatto due rampe, gli altri che passavano erano tutti turisti?

    😀
    Generalizzare meno no eh?

  23. @Volare: Era solo un esempio di uno dei TANTI che ci ha aiutati. Potrei citarti gli infiniti volontari appena aprivamo la cartina, la signora gentilissima che ci ha addirittura accompagnati per un pezzo di strada, la vecchietta che ci ha spiegato quali mezzi prendere a S. Francisco consigliandoci non solo i più veloci ma anche i meno cari, la cortesia delle persone che ti incrociano sulle scale la mattina in albergo e ti salutano e tante altre cose del genere.
    Io non generalizzo, ma in 15 anni di onorata carriera sulla metropolitana di Milano posso assicurarti che una scena del genere non l'ho mai vista!
    Non so se tu sia mai stata negli Stati Uniti ma, per quel che mi riguarda, io rimango stupita ogni volta di quanto siano umanamente e civicamente migliaia di anni luce avanti a noi!

    Mukkasloggata

Scrivi una risposta a CloseTheDoor Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.