Nonsolomamma

forse

"scusa, sei la mamma dei due hobbit?"

"sì! e anche di quello piccolo tutto sporco di terra, laggiù, a piedi nudi"

"interessante. io mi chiamo peter e sono il papà di josh. piacere"

"piacere. io sono elasti"

"josh mi ha detto che da quando ci sono gli hobbit qui la mattina, come prima cosa, si balla sul muretto everybody dance now e la macarena"

"ehm, non mi hanno detto niente. però sì, è possibile. i miei figli sono piuttosto tamarri ma non so come esprimere il concetto di 'tamarri' in inglese, mi spiace"

"sono italiani, vorrai dire"

"be', sì, sono italiani e tamarri"

"josh ama molto i tuoi figli"

"mi fa piacere. anche loro amano molto josh"

"ma josh li ama di più"

"…"

"dove vivete?"

"a milano"

"ah. sono stato a milano. 59 anni fa"

"?"

"ah ah! era uno scherzo. io ho solo 39 anni"

"divertente. scusa ma ora devo andare. ragazzi! andiamo a casa!"

"vorremmo invitarvi da noi a giocare. siete impegnatissimi nei prossimi giorni?"

"no, non siamo impegnatissimi. grazie. gli hobbit saranno felici…"

"hai un numero di telefono?"

"no, però ho un indirizzo di posta elettronica che controllo con regolarità"

"fantastico. scrivilo qui"

"ecco"

"eccezionale. allora ti scrivo e vi invito"

"grazie mille!"

"se mi ricordo"

"be' sì, non devi sentirti obbligato"

"no. mi fa piacere invitarvi a giocare"

"bene. allora aspetto una tua mail"

"sì. cioè. non so. sono terribile in queste cose. le dico e poi non le faccio perché ho mille cose a cui pensare"

"non preoccuparti, peter. a noi va bene tutto"

"ok. ti scrivo e vi invito. forse"

"forse"

"forse, già".

50 pensieri riguardo “forse

  1. Ma proprio Peter si doveva chiamare questo!
    No niente… divagazioni è parente di Sam, non il camaleonte, l'altro!
    Però ecco, avendo io il vizio di dubitare sempre di fare una cosa, ecco non so… mi sento solidale coi suoi forse 😛

    Forse!

  2. (Che poi non è il termine giusto "innamorato", però io robe così le dico solo se sono ubriaca o terribilmente affascinata dalla persona che ho davanti.

    Va da sé che non sono americana, ma gli americani che conosco non sono così rintronati).

  3. Punto uno, sicura di aver capito tutto giusto? No perchè a volte nelle traduzioni si perdono delle sfumature… che io ho scoperto adesso che per dire che se si è sulla stessa lunghezza d'onda loro dicono: stiamo sulla stessa pagina.
    Da lì la battuta, manco nella medesima biblioteca.
    Se ti domandi cosa c'entra… ti dico solo che è la battuta di un Peter a caso.
    No, non il parente di Sam a cui mi riferisco prima, un altro.
    Nome comune Peter.
    Effettivamente quando lo hai scelto non era proprio stato quello a farti decidere?
    Vattene tu!

    Punto 2… ma non è che mentre tu gli davi l'indirizzo per la mail i pargoli hanno fatto qualcosa di inenarrabile e lui ha cambiato idea, ma non sapeva come salvarsi e allora… ha tergiversato su… incapacità congenita a mantenere un filo gli impegni?

    Sto solo ipotizzando.

    Ipoteticamente Elasti ti potrebbe invitare a fare il bucato.
    Enza! Sai che anche io ti manderei da qualche parte, non ipoteticamente però.
    Non puoi.
    Lo so.

  4. scusa ma non ballano anche bomba-lacolita-ciapalagalina?
    ciapa la galina è la più tamarra e divertente di tutte!
    vorrei starci io al centro estivo con tutti e tre gli hobbit!
    annagloria

  5. sigh, come ti capisco: dopo 13 anni qui, a volte mi capita ancora che finita una conversazione con un "indigeno" resti stupefatta a chiedermi se ero su' candid camera o se sono io ad avere seri problemi di interfaccia con il resto del genere umano (essendo un ingegnere, la seconda ipotesi potrebbe, ahime, non essere cosi` improbabile :-P)

  6. Non e' stordito, e' americano Peter. Gli piacerebbe avere gli hobbit a casa a giocare con Josh, ma il suo "schedule" non glielo permette.
    Per avere alucni amici a cena nel fine settimana ho dovuto farlo MESI in anticipo.

     

    M. da Houston

  7. M. da Houston ha ragione.
    Non sono storditi, sono americani.
    Vorrebbero ma devono programmare un lustro in anticipo

    V. da Los Angeles

  8. M da Houston e V. da Los Angeles hanno spiegato un po' meno succintamente quello che volevo dire con "Americani". Anche se, essendo io un po' meno buono di loro, penso che lo schedule folle sia abbastanza una scusa (suono con tre persone con degli schedule demenziali ma che trovano tempo per tutto). La verità è che agli americani in media piace dare l'impressione di essere super-amichevoli, ma a mia esperienza non lo sono affatto: gli amici se li fanno al college, al più (di rado) sul lavoro, dopodiché si chiudono a riccio. Complicare le cose in fase di organizzazione è un modo (secondo loro) gentile di rifiutare senza farlo. Viceversa, domenica abbiamo invitato a cena una coppia di amici italiani con nano quasi tre-enne al seguito: chiamati alle sei e un quarto per le sette e mezza, hanno accettato con entusiasmo senza tanta burocrazia. È stata una boccata d'aria fresca.

  9. ciao … commento tipico da americano: noi facciamo di più … ect… poi hanno paura del proprio corraggio ….

  10. Ma sbaglio o è un americano psicopatico????

    Stai attenta, io degli americani non mi fido molto.
    In realtà nemmeno degli psicopatici…
    Insomma, forse, non dovresti fidarti.

    Max Dejavù

  11. tipically yankee. quand'ero in california, ci invitavano o invitavamo noi, e segnavano –quelli che avevano qualcosa su cui scrivere– tutto a matita, nel caso fosse saltato fuori qualcosa di piu' interessante che passare del tempo con noi…
    baci
    kati ~ ivrea
    p.s.: a quando il ritorno a MI?

  12. Pensa che, appena arrivata a Milano, nel (lontano ormai 1987) trovavo strano che gli amici ti telefonassero per passare a trovarti. A casa mi si suonava il campanello e, c'era qualcuno in casa, si saliva.
    Certo che gli hobbit saranno pure tamarri ma gli americani sono strani forte.
    N. 14 – annagloria, e "stendi i panni" dove la metti?
    Roberta

  13. concordo con M da Houston e V. da Los Angeles e (purtroppo) con Bostoniano. Loro sono in realta' attratti dall'idea di farsi compagnia conoscersi e essere amici, ma i loro geni, il loro midollo, cultura, o chessoio, non glielo permette. Per cui ci si trova in situazioni molto piu' complicate di quello che dovrebbero essere in realta'. Complicano tutto con regole di cortesia (biglietti di invito, di ringraziamento per essere venuti a trovarti a casa e cose simili) che rendono tutto "formale" in modo pesante.

    A quello che ha detto bostoniano aggiungo che gli amici si fanno al college ma poi lo stile di vita americano ti porta in tutti gli angoli degli US per cui sono tendenzialmente tutti un po' soli. Lo so tutto cio' e' un po' sad ma in 3 anni mi pare di essere sempre piu' certa di questo. Rimane pero' a dare speranza il fatto che secondo me quando vedono persone come te, Elasti, sono attratti dall'idea che avere amici potrebbe essere bello… questo mi da sempre un po' di speranza nel continuare a provare per avere un po' di amici anche americani oltre agli italiani che fortunatamente ci sono in giro qui in bay area (ho molta meno difficolta' con polacchi, cinesi e messicani, che con gli americani).

    M dalla San Francisco Bay Area.

  14. ciao.

    coppia di amici amici americani con coppia di hobbit in arrivo oggi in abruzzo, li andremo a trovare nei prossimi giorni partendo dal piemonte.
    ieri trovo questa e-mail:
    "ciao elena. laura ha avuto un'idea fantastica: se venite a trovarci (e io, tra questa parola e la successiva comincio a fantasticare su proposte di gite ed escursioni . . .) potreste portarci del GENEPY!!! non vediamo l'ora di rincontrarvi."

    sigh
    elena

  15. Noto fra i frequentatori di questo blog una sorta di strisciante schizzofrenia. Pochi giorni fa si esaltavano gli americani come i veri cultori dell'amicizia disinteressata, degli inviti fatti di cuore, dell'accoglienza a cinque stelle alla faccia della sopravvalutata ospitalità mediterranea ed ora viene fuori che anche per un invito a merenda negli States hanno un cerimoniale degno di Buckingam Palace.
    A questo punto mi viene il dubbio che più che schizzofrenia si tratti di inquietante "leccaculagine" (scusate il francesismo): Elasti espone un punto di vista (qualunque esso sia) e le groopie sono pronte a snocciolare aneddoti per confermare l'esattezza dell'Elasti-pensiero.  Mi torna alla mente il "ma anche" di veltroniana memoria… gli americani sono gentili, accoglienti e spontanei ma anche ingessati e bisognosi di organizzare tutto con rigore meticoloso… mah…
    Lina

  16. Ahahahah altro che indirizzo e-mail, dovevi scrivergli un memo sul cellulare! Possibilmente la musichetta di remind avrebbe dovuto essere "Everybody dance now"!

    silvia83p

  17. Per la 34

    Leggendo i vari commenti ho pensato esattamente la stessa che hai scritto tu 🙂
    Boh…fino a ieri erano gli amici che oguno vorrebbe avere e adesso sono semplicemente degli "americani".
    Secondo me il tizio è uno dei tanti storditi che esistono, ce ne sono in ogni dove, in Europa come oltreoceano…ordinaria amministrazione.

    Alex

  18. Leggendo il commento sugli americani che si fanno gli amici al college e poi si chiudono a riccio mi sembra di sentire quello che dicono di noi romani quelli che si trasferiscono a Roma dalle altre città.
    I "romani" sono descritti come gioviali e cordiali con tutti, ma alla fine per entrare nel "giro" delle amicizie non è poi così semplice…
    Non sono sicura che sia vero… ma nemmeno che sia del tutto falso.

    Tornando a Peter magari il suo approccio è stato un po' goffo ma alla fine è chiaro che gli hobbit piacciono a lui e a josh e che, se si ricorda, gli piacerebbe frequentarvi! 😉

  19. secondo me è stato solo svisceratamente sincero. Cioè io adesso ti invito perchè mi sento bene qui in questa situazione di bambini che giocano e mi piacerebbe ripetere l'esperienza, però non so se domani, alla fine di un'impegnativa giornata, dovendoli accogliere a casa mia (l'ospitalità è cmq un minimo faticosa, devo dedicare le giuste attenzioni a tutti) sarò dello stesso parere. Magari mi vorrò solo stravaccare sul divano. Quindi rimaniamo che ti chiamo, uno di questi giorni, ma non metterci il pensiero, e te lo dico solo perchè non so se nella tua cultura prendi come vincolanti tutte le proposte e poi non vorrei che pensassi che, se non trovo il tempo di invitarti, sono uno che non mantiene gli impegni.

    oppure a lui andava, ma poi si è ricordato che deve chiedere alla moglie a casa, perchè è lei che comanda.

  20. Ah ah ah che ridere. Comunque la solita stubborness tipicamente americana quando ti ha detto che suo figlio li ama di più!!!!

    E' inutile quella forma mentis gli rimane anche quando sono dei freakkettoni. Tendenzialmente, sono dei gran prevedibili, almeno nei comportamenti sociali.
    Eleonora

  21. Sarà che non vedo cosa ci sia di male nell'avvisare prima di piombare a casa di qualcuno, che magari non osa dircelo che aveva di meglio da fare, non dico prenotare con una settimana di anticipo manco fosse una visita dal dentista, ma avvertire (anche solo un oretta prima) io lo trovo segno di buona educazione.
    Sarà che mi è capitato di sentire troppa gente lamentarsi di visite senza preavviso, ma mai col diretto interessato eh, sempre e solo poi  a terzi a mo di: u'marò che scocciatore… ecco no ma veramente quando vi capitano questi, che si lamentano degli altri non vi viene il dubbio che quando voi non ci siete si lamentano di voi?

    ok ho capito, devo trasferirmi negli USA!
    😛
    Almeno della scocciatrice me lo danno in presa diretta, forse!

  22. Siceramente nessuno piomba mai a casa mia senza preavviso…mi pare anche logico ed educato che si telefoni prima di autoinvitarsi da qualcuno.
    Se i miei amici suonassero al mio citofono senza essere attesi (ovviamente a meno che non si tratti di un'emergenza) mi stranirei…non siamo mai stati abituati a farlo fra di noi.
    Sarà che sono una fredda donna del nord Italia ma son ben contenta che la privacy venga rispetatta.

  23. 34 e 36, da un pezzo è stato acclarato come la Delillibus abbia falangi di groupies che manco i beatles.
    c'è addirittura chi si firma 'i discepoli' e idolatra uno dei lillini!

    QUI si vede un esempio di quello che succede quando la Delillibus arriva in qualche posto.

  24. @34 e 36:

    Se rileggete i commenti del'altro post, dove si decantava l'ospitalità americana, noterete che molti hanno espresso una certa perplessità, dicendo che in realtà si tratta più di formalità che di ospitalità.
    Tutta questa schizofrenia, sinceramente, non mi sembra che ci sia.

  25. maybe, dicono gl'inglesi (gl'americani magari no, loro hanno storpiato un sacco di vocaboli a cominciare da nay e yea) ..a me piace maybe, può essere. anche sì.
    mica è sempre no.
    cristina

  26. strano forte questo peter….
    😉

    cmq…
    "josh mi ha detto che da quando ci sono gli hobbit qui la mattina, come prima cosa, si balla sul muretto everybody dance now e la macarena"

    M-I-T-I-C-I HOBBIT!!!

  27. MissCaroline credimi non è mia intenzione essere polemica ma rileggendo il post in cui Elasti racconta di Jacy su 74 commenti ce ne sono 29 che dicono meraviglie degli americani e solo due o tre che dissentono.
    Qui su 45 commenti ce ne sono già 10 che criticano la forma mentis americana in genere e almeno altrettanti che criticano questo tizio nello specifico. Mi domando allora: gli entusiasti che hanno partecipato all'altro post sono tutti in ferie, sono ammutoliti improvvisamente, sono rimasti senza tastiera nel computer?
    Quello che mi colpisce in questo blog è la mancanza quasi assoluta di contradditorio (inteso come rispettoso e pacato scambio di opinioni, nel massimo rispetto di tutti e senza scadere nell'insulto becero e gratuito).
    Dolores mi ricorda che ormai è assodato che Elasti ha più fans dei Beatles ma non sarebbe bello e stimolante se queste fans trovassero il coraggio di esprimere la loro opinione anche se in contrasto con quella della loro eroina?
    Lina

  28. Lina, concordo con te, il contraddittorio è utile e stimolante.

    Ritornando al post in questione, credo che si siano scatenati solo quelli che criticano i modi finto amichevoli degli americani.
    Anche se a mio avviso, Elasti ha semplicemente riportato un aneddoto, la fredda cronaca senza giudizio ma solo stupore.

  29. Quotissimo il commento 38, perche e’ proprio bello vederla cosi.
    Alcuni commentatori saranno pure in ferie a divertirsi, ma altri s’annoiano a morte, tipo quelli che contano tutti i commenti di passati post di questo o quel tenore. Vabbe qui per ora niente ferie, percio’ vado a compleanno di prepubere a strafogarmi di patatine e coca cola! rots

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