Nonsolomamma

la signora hai-vi

l’elasti-vita procede spesso all’insegna di tormentoni. come tutte le persone equilibrate, elastigirl vive per ossessioni, entusiasmi, passioni, manie. c’è il periodo in cui mangia solo yogurt e cereali, quello in cui vorrebbe i capelli lisci a spaghetto, quello in cui legge solo romanzi russi, quello in cui ascolta solo rapper francesi di marsiglia o cantautrici ebree americane di origine russa, quello in cui guarda dieci puntate di una serie tv in due serate-notti e quello in cui ogni mattina si mette il rossetto. è un’esistenza fatta a tunnel in cui si entra e non sempre si esce.

adesso è il turno della signora hai-vi e della merceria-questa sconosciuta.

un giorno, tornando verso casa dopo avere accompagnato gli hobbit a scuola, elastigirl vide un cartello: sartoria cinese. ebbe l’urgenza di entrare. “buongiorno. mi scusi, ho una domanda: ma sei io porto un vestito, un vestito mio che mi piace. e poi porto una stoffa. ecco, lei è in grado di rifarmelo uguale? e quanto costerebbe tutto questo?”. “certo che posso rifarglielo uguale. per 20-30 euro. dipende”.

elastigirl ha quindi messo piede per la prima volta in una merceria, un luogo dove sono esposti rotoli e rotoli di tessuti di materiali, colori, odori diversi, dove i commessi circolano avvolti in eleganti nastri rosa shocking da cui pende un paio di enormi forbici che brandiscono alla bisogna. un posto frequentato da signori in cravatta, ragazze seminude, madri velate, giovani eccentrici e massaie giunoniche. elastigirl, dopo aver trascorso una buona mezz’ora nella contemplazione delle stoffe e del paesaggio antropologico, ha chiesto un metro di viscosa rosso-bordeaux, ha pagato ed è tornata dalla signora hai-vi.

“ma è brutto!”. “come brutto? perché non le piace?”. “perché è tinta unita. un vestito bello è un vestito con disegni…”. “non so, a me piace questo colore… ma me lo fa il vestito?”. “certo che glielo faccio. è il mio lavoro. glielo faccio ma non mi piacerà perché un vestito bello è un vestito…”. “con disegni, già”.

la signora hai-vi ha prodotto un abito non di suo gradimento ma esattamente identico a quello vecchissimo e liso originale, a cui elastigirl era molto affezionata.

elastigirl è nel tunnel. la merceria è diventata la sua ossessione e la signora hai-vi la sua nuova migliore amica. oggi ha comprato metri e metri di stoffa, qualcuno anche con disegni, per far contenta hai-vi, con cui ormai è passata a un amichevole e persino amicale tu. a breve entreranno nell’elasti-armadio altri cinque vestitini identici.

deve assolutamente guarire da questa nuova dipendenza. forse ricominciare a mangiare cioccolato potrebbe essere d’aiuto.

86 pensieri riguardo “la signora hai-vi

  1. Le stooffe…adoro le stoffe!
    quando vedi quelle enormi scaffalature pieni di colori vorrei prenderne un pezzetto di ognuna e farne un quadro, come coi pastelli!
    e poi la magia della sartoria, un pezzo di stoffa che diventa abito…ogni tanto mi diletto a cucire (santa suocera sarta) ed ee’ meraviglioso…

  2. pensa positivo: non hai figlie femmine e hai sempre la stessa taglia. questo riduce automaticamente la produzione. comunque io un paio di tavolette a casa le terrei 🙂

  3. A me invece questa nuova ossessione piace tantissimo. Ho infatti una particolare predilezione ed adorazione per i vestiti di sartoria, perchè il fatto di poter scegliere la qualità e il tipo di stoffa che si preferisce li rende speciali e unici. E poi perchè sono un pochetto come te, tendo ad affezionarmi ad alcuni vestiti e a volte tendo ad avere il doppione ^_^
    Un bacione :*

  4. ma dai!, io puresono in vena di tessuti in questi giorni!!!!, adesso ho capito!, sono anch’io entrata nel tunnel!!!. Grazie elastigirl, anch’io devo mangiare cioccolata!

  5. Io la trovo una cosa geniale, aver qualcuno che possa rifarmi in diversi colori quel vestito o quella gonna che mi piacciono tanto e che non ho mai più ritrovato!!!

  6. Sei andata da raponi, ammettilo! io lo frequento per le tovaglie da tavola. Mi hai dato una buona idea…adesso mi cerco anch io una sarta per clonare il mio già poco fantasioso armadio. Mi piacciono le stesse cose da sempre…saluti

      1. …comunque Raponi è anche in zona milano nord…Piazza Monte Titano, 4 di fronte la stazione di lambrate. Se vuoi cambiare “spacciatore di stoffe”….

    1. hai-vi è unica perché le stoffe che scegli le fanno tutte schifo e te lo dice ma secondo me ce ne sono, come lei, un po’ ovunque a milano.

      1. Pure io indirizzo! La sarta sotto casa per foderarmi un cappotto mi ha chiesto più di quanto era costato il cappotto da sé 10 anni fa!!! E poi trovo impagabile l’idea di clonare i vestiti molto amati 🙂

  7. Perché alla frase 5 vestiti uguali mi è venuta in mente una vignetta di un vecchio numero di Topolino, con Paperino che dice di dover decidere cosa mettersi ed apre l’armadio con una sfilza di marsine tutte uguali?

    No, senti… non è il caso che ti metti a sfogliare in maniera frenetica i libri di ricette. Che cosa dice la copertina di quello? 1001 modi per cucinare il coniglio?

    Chiederò ad Eliza di difendermi. 😛

  8. Proprio stamattina guardavo sconfortata i miei pantaloni preferiti, che a furia di essere usati sono un po’ stinti e non più adatti a essere indossati a lavoro. Non ne ho più ritrovati che mi stessero altrettanto bene, ma ora che mi ci fai pensare, la sartoria potrebbe essere la soluzione. Il difficile sarà trovare la stoffa adatta….

  9. Mono-tona proprio come me… se mi piace un vestito, ne compro almeno tre di colori diversi ma sempre con lo stesso modello!!

  10. e poi come ci entri nel vestitino? comunque, le mercerie hanno un certo fascino sono d’accordo. io ne ho una vicino casa che sembra di entrare in una giostra. e vogliamo parlare della scatola del cucito? io conservo quella di mia nonna e ogni tanto la uso, quando i nani la prendono perchè irresistibilmente attratti dal meraviglioso contenuto, io la rimetto gelosamente via. stoffe, bottoni, nastri aghi aprono un mondo e ammiro tantissimo chi sa lavorare con le mani e tutte le hai-vi.

    1. che bello sapere che ci sta gente che entra nel tunnel della sartoria e non ne esce più: mia figlia non ha voluto fare l’università per seguire una sua passione di bambina: accademia di alta sartoria, dove le stanno insegnando l’arte del cucito a mano, tutto a mano, niente di incollato o già preparato, asole comprese.. è un mondo a parte!!!
      almeno spero che possa trovare lavoro facilmente!!! (con quello che ci costa)

      1. Presso qualche stilista penso che abbia la strada spianata. è una bellissima passione, tanti auguri!

  11. mi consolo, anche io sono leggermente ossessiva, se trovo un vestito che mi piace lo devo avere in diversi colori, ho avuto un periodo di disperazione quando le vecchie sartine si sono estinte e non erano ancora arrivate le sarte cinesi. 🙂
    comunque fortunata te a Milano ci sono moltissime brave sartine cinesi e anche molti negozi di scampoli a ottimi prezzi ce n’è uno indicativamente lato piazza 5 Giornate dove sono stata diverse volte insieme alla mia amica se ti interessa mi faccio dare l’indirizzo preciso.

    1. grazie ma non è comodissima per me pza 5 giornate e devo dire che il negozio che ho trovato in zona nord, non troppo lontano da casa, va benone. non è che poi sia una clienti esigentissima, non capendo niente di stoffe.

    2. MarinaM ti spiace darlo a me quell’indirizzo ? I miei abitano lì vicino e magari mi ci scappa una visita.
      Grazie mille in anticipo
      Marta

      1. lo chiedo alla mia amica di Milano e ve lo scrivo quanto prima. io ci vado sempre e solo a rimorchio. a meno che nella busta di uno degli ultimi acquisti non ci sia lo scontrino con l’indirizzo, dopo guardo.

  12. che bello, ho i genitori sarti, e da bambina mi confenzionavano di tutto: gonne, pantaloni, cappotti: da grande i tailleur, erano gli anni 80 e andavano di gran moda. Adoravo andare con loro a comprare le stoffe, le fodere, i bottoni e le cerniere, e vedere che ad ogni prova d’abito c’era sempre un pezzetto in più.Quanti colori e quel profumo….ah che bei ricordi!!!

  13. Sono entrata nello stesso tunnel. Compro metri di stoffa e mia madre produce vestiti, canotte e altro. Ora voglio cimentarmi anche io. Credo che la Dea delle stoffe ci abbia richiamate all’ordine. Non c’è altra spiegazione!

  14. Grande Elasti, questa sì che è una bella nuova ossessione!
    Finora mi ero limitata ad immaginarmi entrare in una sartoria cinese per farmi riparare la fodera di quella giacca che mi piace tanto, di un verde introvabile, salvo poi non sapere in quale andare a parare, non conoscendone neanche una (io sto sul Naviglio Grande, lontana da Chinatown, ma pronta ad attraversare la città se mi dai l’indirizzo!…)

  15. Fantastica..ma lavora per corrispondenza? Anch’io ho un vestito che adoro ma che non ne può veramente più..e poi, davvero 30 euro?

  16. Ma perchè guarire? E poi d’estate ci si cambia spesso ;-). Secondo me è bellissimo avere una sarta di fiducia. Il mio sogno da sempre! Un po’ old fashion ma con tutto il sognificato positivo insito nella parola. Un lusso (anche per la mente). Non so ma ultimamente comincio ad essere allergica ai negozi “moderni”: catene con vestiti standard, tutti uguali, ovunque. Brava! Io non farei nessuna cura ma lascerei che la malattia faccia il suo corso. 🙂

  17. Anch’io sono stata ossessionata da Regina Spektor per un bel po’.
    Per quanto riguarda l’abito mi hai fatto venite in mente “In the mood for Love”. Se non l’hai mai visto guardalo, se l’hai già visto riguardalo 😉
    In ogni caso la protagonista indossa per tutto il film lo stesso modello (meraviglioso), declinato in un milione di stoffe, colori ecc…ovviamente il film è moltyo più di questo piccolo dettaglio!

    Ciao
    Franci

  18. mi consolo. pensando che anche vivo in una serie infinita di tunnel (trucco sì/trucco no, smalto/mangiatrice di unghie, felpa+jeans/vestitino, vegan/vegetariana/carnivora, solo gelato al limone). pensavo di essere pazza.

    in effetti forse lo sono (ma in buona compagnia).

  19. Ahahah, no no lascia stare il cioccolato se no non entri più nella serie di vestiti identici.

    I cinesi per queste cose sono eccezionali.
    Mio zio lavora spesso in Cina e coglie l’occasione per portare abiti a mia zia, ma in uno dei suoi viaggi ha scordato a casa il foglio delle misure.
    Se ne accorge già in sartoria, telefona a mia zia che non era in casa, dicono die parole poi lui, carichissimo, le attacca il telefono con un “Ok ciao ciao c’è una donna che ti somiglia di figura, le chiedo se viene a provare il cappotto”.

  20. Io qua sotto ho una sarta, che ha per motto: “se ti manca qualche cosa, entra e chiedi a Rosa”. E in effetti di problemi ne risolve molti, peccato che costi il triplo della signora cinese.

  21. “signori in cravatta, ragazze seminude, madri velate…” Ma che merceria frequenti???
    Quando ci sono entrata io, ho trovato qualche nonna e … qualche nonna… e qualche mamma disperata come me che doveva decorare la sacchetta del nido.

    1. mi sono stupita tantissimo anche io. certo, ci sono anche le nonne ma c’è di tutto! e ti assicuro che è veramente una merceria che potrebbe stare negli anni 50

  22. Cara Elasti non centra niente con il tuo post odierno ma è un po’ che volevo chiedertelo…rapper Marsigliesi??? hai consigli…adoro Marsiglia, ho amato visceralmente Izzo la sua trilogia…..e mi sono infatuata della sua cultura suburbana (massilia sound system, IAM) da li è scoppiata un amore per la musica francese soprattutto rap e reggae, ho amato l’odio di kassovitz fino a sapere quasi la sceneggiatura a memoria…ora però impigrita da una bimba e da una pancia è un po’ che non mi aggiorno per cui se avessi consigli da darmi….nel frattempo ascoltati “je dance le mia” degli IAM una volta l’ho sentita al mercato di marsiglia ed è partito un collettivo ondeggiamento era un gran pezzo negli anni 90. PS: grazie a te ho anche scoperto spotify….bellissima sorpresa!!

  23. Ah che bello, se trovassi anch’io una signora hai-vei pianterei le tende nella sua merceria… Detestando come detesto: 1) i vestiti “in serie” e 2) il fatto che per avere qualcosa di decente si debba pensare di accendere un mutuo, oltre a considerare che 3) il fatto di essere piccoletta e non magrissima non mi avvantaggia, proprio perchè i vestiti ,come sopra, sono tutti fatti “in serie”, e soprattutto 4) non essendo capace di cucire niente di più che bottoni e cerniere…
    Se mi ci metto d’impegno posso trovare una connazionale della signora hai-vei a Torino?
    P.S.: però un po’ di cioccolato ogni tanto, please, non toglietemelo/togliamocelo!!!

    Floralye

    1. figurati se non c’è a Torino, c’è persino ad Ancona la signora cinese che fa i vestiti. al nostro gruppo di danze ottocentesche fa anche gli abiti stile Gattopardo. per dire. 🙂

      1. Ok, stavo scherzando, lo so che ci sono sarte cinesi anche qui… 😉
        Che belli, i costumi stile Gattopardo!

        Floralye

  24. Non hai ancora provato la parrucchiera cinese? Carina, educata, piega con massaggio alla cervicale per 8 euro con ricevuta! Io che andavo ogni due mesi ora vado tutte le settimane….

  25. Elasti, è il mio sogno! Ho finalmente trovato il vestito perfetto stile anni ’50, e ho pensato che mi piaceva così tanto che ne avrei voluti mille, di mille stoffe e colori diversi; dal momento che il vestito in questione è costato abbastanza, non ho potuto comprarli tutti e mille subito, ovviamente, e mi sono ripromessa che avrei trovato qualcuno come Hai-vi che me li avrebbe confezionati a poco prezzo. Secondo te se digito su google “hai-vi signora cinese a cui fa schifo il vestito di elasti ma che lo fa comunque milano nord” trovo l’indirizzo della merceria ;-p ?
    Comunque, non mi ricordo chi lo diceva, ma “se non riesci a uscire dal tunnel, arredalo”.
    Un abbraccio!

  26. ODDIO, LE DIVISINE SOPRAVVIVONO ALLO LORO STESSA INEVITABILE USURA PER EFFETTO DI CLONAZIONE AD OPERA DI INDUSTRIOSE MAESTRANZE ORIENTALI. A ME SEMBRAVA CHE POTESSERO TRANQUILLAMENTE PASSARE A MIGLIOR VITA …….!!!

    1. Io adoro la grande distribuzione, l’idea Ikea riprodotta nell’abbigliamento. Provarmi qualcosa sotto lo sguardo di una commessa mi infastidisce alquanto. La sarta spesso parla troppo credendo di lusingarti nascondendo un difetto estetico.Invece scegliere la stoffa mi piacerebbe.
      // la divisina.

  27. Ma che bello, io manco ce l’ho un vestito preferito…

    Ps. Quasi ogni negozio di abiti cinesi ha una sarta sotto mano. Bisogna chiedere perché lavorano in nero e non mettono insegne.

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