Nonsolomamma

la sbatta

qualche giorno fa l’elasti-famiglia ha invitato alcuni amici a cena. amici nuovi con figli poco più grandi degli hobbit, tra cui un quattordicenne maschio, praticamente un curioso alieno, nell’elasti-immaginario.

“probabilmente non verrà con noi, non contarlo. ultimamente fa una vita tutta sua e la prospettiva di mischiarsi a noi e alla nostra vita sociale lo disgusta un po’”, aveva detto la sua mamma.

tuttavia, quella sera, all’elasti-porta è comparso anche lui, l’adolescente latitante, con le spalle larghe, i piedi lunghi, le mani come badili, l’altezza di una pertica, la voce mutante e il sorriso di un bambino.

“ehi! che bello! ci sei anche tu!”, ha esclamato elastigirl, improvvisamente affacciatasi sul mondo che sarà tra qualche anno.

“incredibile , effettivamente”, ha commentato la sua mamma.

lui, lo sconosciuto, l’ibrido, un po’ grande e un po’ piccolo, che cammina in quella buffa e insidiosa terra di mezzo, è stato meno alieno rispetto alle elasti-attese. aveva la voracità di un lupo e una curiosità avida e allegra. ha scrutato in solitudine la libreria di fumetti di mister incredible, ha trafficato con il telefonino, ha socializzato con gli hobbit e ha giocato con i loro giochi, ha fatto il pazzo con loro, li ha inseguiti e si è fatto inseguire, ha corso per casa con lo hobbit piccolo in spalla che gridava felice di quelle attenzioni di ragazzo e di quelle altezze vertiginose a cui non è abituato.

elastigirl era rapita e sollevata dalla visione quel gigante buono in azione, che, in fin dei conti, è quasi uno di noi. contenta di sapere che, in fondo, il futuro prossimo potrebbe essere meno pauroso e agghiacciante di quel che sembra da lontano. insomma era contenta. e serena. fino a quando lui le ha domandato se avesse il wireless.

“sì che li abbiamo. vuoi connetterti alla nostra rete con il tuo telefonino?”

“sì, grazie. se è possibile…”

“certo che è possibile! devo solo recuperare la password. aspetta, lasciami guardare in questo raccoglitore”

“è enorme”

“sì, ci sono tutti i documenti della famiglia ma, non preoccuparti, ora trovo anche la password. solo un minuto di pazienza”

dopo una ricerca quasi disperata tra i faldoni familiari, è comparso il codice.

“eccolo! prova a vedere se funziona”

“…”

“allora?”

“perfetto! sono connesso. grz pr l’sbt!”

“scusa?”

“grz pr l’sbt”

“ehm…”

“grz pr l’sbt”

“prego?”

lui voleva dire “grazie per la sbatta”. già, la sbatta. elastigirl ci ha messo circa otto minuti per decifrarlo. e si è sentita abbastanza un’idiota. grazie per la sbatta, nella lingua di quelli, degli alieni, degli adolescenti a milano, significa: “ti sono grato per esserti presa l’onerosa briga di aiutarmi”. sbatta = sbattimento = fastidio. elastigirl avrebbe divuto rispondere: “figurati, niente sbatta”, e invece ha detto un goffo prego e da quella sera pensa con una certa apprensione a quel terrificante vocabolario che, a breve, busserà anche alla sua porta.

53 thoughts on “la sbatta

  1. Mio nipote e’alle prese con gli esami di terza media….(in bocca al lupo!)…stessa età del figlio della tua amica…beh,un paio di mesi fa ha cambiato la voce. Ecco, sentirlo “diverso” cioè uomo mi ha impressionato tanto! Il tempo passa…!

  2. 🙂 non hai idea elasti cara….
    uno splendore questi quasigranditantopiccoliancora che sembrano vivere in universi paralleli
    la mia 14enne mi trascina in realtà lessicali mai immaginate
    il 12enne luuuungo e baffuto e dinoccolato mi riempie di tenerezza
    il 9enne è il solo che ancora assomiglia a un bambino…
    tieniti forte che sarà bellissimo, come sempre

    p.s. un bacio a Yvonne

  3. 🙂 non hai idea elasti cara….
    uno splendore questi quasigranditantopiccoliancora che sembrano vivere in universi paralleli
    la mia 14enne mi trascina in realtà lessicali mai immaginate
    il 12enne luuuungo e baffuto e dinoccolato mi riempie di tenerezza
    il 9enne è il solo che ancora assomiglia a un bambino…
    tieniti forte che sarà bellissimo, come sempre

    p.s. un bacio a Yvonne per una rapida ripresa

      1. Anche a me, e sì, vengo ufficialmente etichettata non solo del giurassico, ma del pleistocene!

        Floralye

  4. Non ti “sbattere” (appunto) a imparare un linguaggio che certo sarà già passato di moda quando lo hobbit grande sarà adolescente. Tout passe tout lasse tout casse

  5. sempre più convinta che il tuo carisma è stare con i giovani, dote di eredità paterna. non è facile cogliere i lati positivi in questo periodo transizionale da bambini a ragazzi, e tu hai questa facilità e simpatia che ben ti puoi accostare al loro mondo. tranquilla, non avrai problemi con i tuoi hobbit.
    un abbraccio con la speranza che ci possano essere migliaia di persone come te per aiutare questa generazione sempre meno compresa.

  6. Trovo delizioso che ti siano stati necessari otto minuti per capire, non credo che ti sarebbe stato più grato se tu avessi usato il suo lessico. Perché dovremmo scimmiottare il loro linguaggio in un battere d’occhio e non sentirci goffi?

  7. Ma figurati se te abituata a traslare dai tempi di cn e vocaboli vari in barese stretto ti fai bloccare da qualche neologismo adolescenziale. 😉
    Ma non ci credo proprio! 8)

  8. Io ci sto entrando, forse con qualche anno di anticipo, in questa preadolescenza turbolenta e ombrosa. A volte fatico a capire il loro linguaggio ma sarà necessario da settembre, dove il salto scolastico alle medie trasformerà il decenne in un essere ancora più incomprensibile.
    Riuscirà “google traduttore” a facilitarmi il compito? Magari si evolve linguisticamente più velocemente di noi genitori.
    Roberta

  9. Sono una prof. di gente che ha quell’età splendida e ingrata. A volte dico ai miei fanciulli che li dovrebbero rinchiudere in un posto segreto e lontanissimo dal compimento dei 12 anni, fino almeno ai 23, ma che comunque io non li voglio frequentare fino ai 30. La verità è che io provo un trasporto ed una tenerezza, che manco il più accattivante dei neonati potrebbe suscitarmi….che sbattone però!

  10. non sono assolutamente pronta a un figlio adolescente visto che stiamo uscendo adesso dalla primissima infanzia della seconda e mi chiedo: ma al peggio non c’è mai fine??

  11. quando ho letto di piedi lunghi, mani come badili e lungo come una pertica ho pensato parlassi di mio fratello, quello quindicenne..

  12. Sì, “sbattersi” è in voga ad un bel po’ di tempo, ma vendo che nel frattempo da verbo riflessivo si è trasformato in sostantivo… La grammatica si va semplificando. Fino a poco fa ci si sbatteva per qualcosa, ora si ha la sbatta. Bene, prendo atto :-). Meglio comunque di quanto ho temuto per un attimo: la = particella pronominale, sbatta = verbo congiuntivo, esortativo, ma anche no. Con quell’altra accezione del verbo sbattere che non a che fare con lo stancarsi o lo scuotere i tappeti.

  13. Questi strani bipedi dal timbro vocale ancora in progress sono gli stessi che prima o poi entreranno a casa mia per insidiare le mie jeunes filles en fleur? Loro, i loro piedoni giganti, i peli incerti e l’occhio lungo dovranno vedersela con mio marito, prima! è già qui che arrota le lame…

    1. Mi sa che noi papà dovremo rassegnarci…e probabilmente più affileremo le lame e meno le nostre figlie condivideranno con noi gioie e dolori di quei momenti. Io alle mie mi sa che racconterò come siamo noi maschi, per metterle in guardia 🙂

  14. Io adoro avere figli adolescenti! Mi fa sentire tronfia.
    Certo se fossero arrivati alla porta così come sono, sarebbe stato uno shock, ma vivere la trasformazione è affascinante 🙂

    1. Pure io adoro questa fase, per quanto stressante ma magnifica possa essere! 🙂
      Sull’apparizione improvvisa… mumble mumble… meglio di no?

      Floralye

  15. Scialla zì…sono cinque anni che mio nipote Leonardo, un bellissimo ragazzone romano di 18 anni , mi dice ogni volta che dico qualcosa di noioso per lui. Ovvero l’80 per cento dei miei commenti, e pensare che quando aveva sette mesi l’ho svezzato tra le mie braccia, mentre sua mamma, cioè mia cognata, era in preda a farneticazioni dovute ad un febbrone da cavallo. Gli ho cantato ninne nanne per ore, l’ho fatto giocare, ridere, mi sono lasciata prendere in giro e sfiancare da quel bambino biondo e riccioluto simpatico ma monellissimo e ora che mi resta? Scialla zì nun ce pensa troppo…

  16. … preparati anche a sentirti dire tisanati, camomillati e soprattutto OFF! Quest’ultimo è quello che manda + in bestia mio marito, tutto perché anch’io ho imparato ad usarlo, e lo uso sempre quando attacca con i suoi cerebralismi…

    1. Io ho 33 anni, e pure noi da adolescenti dicevamo “lo sbatti”… Pensavo che con il passare degli anni il linguaggio si fosse evoluto, e lo sbatti avesse cambiato genere…

  17. Rassicuratevi! Io conosco anche adolescenti che invece di usare il gergo dei coetanei parlano in latino ( a casa, non in classe!!!). Il mondo è bello perché è vario.
    Gloria

  18. minkiaziafigabellalì 🙂 che poi bellalì a me piace e lo uso con le mie amiche…è bello sentirli parlare nel loro gergo, è restare connessi con il mondo che corre. con tre figlie twenty hai voglia se corre…
    cristina

  19. quando nessun amico-coetaneo- compare lo vedo, l’adolescente è una persona normale , che si comporta come un umano. Anzi, potrebbe chiedere di tornare proprio per avere un paio d’ore di normalità nelle quali non dover essere quello che è convinto di dover essere. Basta vedere quanti di questi ragazzi sono piacevoli, simpatici, affabili con i bambini durante i centri estivi (Grest per noi gente di parrocchia) e come poi non li riconosci quando escono insieme la sera e li ritrovi in centro con una birra in mano.

  20. Elasti, fino a che sono i teenagers ad usare questo modo di parlare e scrivere passi pure, ma io ho conoscenti che sono più vicine ai 50 che ai 40 che scrivono messaggi indecifrabili in codicefiscalese!
    Messaggi a cui puntualmente rispondo chiedendo la traduzione 😦

  21. Troppo carino questo articolo, ci sono arrivato per caso e mi ha lasciato un sorriso enorme =D

    Mi sento proprio nel mezzo, ventottenne che conosce e usa quel linguaggio nel parlato comune senza assolutamente sfiorarlo in altri contesti.

    Comunque qui a Milano, dopo quella affermazione, si risponde con “Vai tra!” 😉

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