Nonsolomamma

in spiaggia

“mangiamo, mamma?”

“che addominali, accidenti!”

“sono le 11, avete appena mangiato due cornetti a testa, non può essere che abbiate già fame!”

“mi chiamo elena e non possiedo uno sgabuzzino delle scope”

“ehi! hai visto quello? proprio un bel guardare! ché mica ne passano spesso di tizi con cui rifarsi gli occhi in questo posto”

“io voglio essere figlio unico”

“volete una fetta di parmigiana?”

“a casa mia non facciamo mai il soffritto!”

“e perché?”

“il mio medico dice che siamo uguali agli uomini primitivi e quando corriamo ci sentiamo come loro, belli, sani e a caccia. per questo correre dà tanto piacere”

“e dopo ti puoi mangiare un cinghiale tranquilla”

“e non ingrassi nemmeno”

“buttate quei bastoni! vi fate malissimo!”

“mamma, fai il bagno?”

“io non posso nemmeno immaginare di avere mutande e reggiseno scompagnati”

“quindi tu, sotto, sei sempre coordinata?”

“certo. mia madre diceva sempre: bisogna essere sempre in ordine, sotto. non si sa mai!”

“caspita, tua madre! grandissima donna!”

“in realtà il suo ‘non si sa mai’ non era riferito a eventuali incontri inattesi con amanti occasionali ma alla possibilità di avere un incidente e finire in ospedale, di una visita medica imprevista…”

“ah”

“mi metti la crema?”

“mi sa che mi taglio i capelli”

“posso avere un panino, mamma?”

“un mio paziente un giorno mi ha detto: sa perché mi drogo, dottoressa? perché la droga è bella”

“ecco, appunto”

“stai pensando di cominciare a drogarti anche tu?”

“no, ma magari mi faccio le extension”.

 

50 thoughts on “in spiaggia

  1. In effetti nelle spiagge del salento non serve avere l’udito bionico per ascoltare tutti i discorsi degli altri. La cosa che mi ha più stupita, da nordica quale sono, è la completa mancanza degli spazi vitali in spiaggia. Cioè per loro è normale stendersi a fianco a te con gli asciugamani che si toccano. A me sta cosa un po’ fa uscire pazza, alla fine poi ti abitui e diventa pure divertente ma che fatica però…

  2. “in realtà il suo ‘non si sa mai’ non era riferito a eventuali incontri inattesi con amanti occasionali ma alla possibilità di avere un incidente e finire in ospedale, di una visita medica imprevista…”

    ma stavate parlando di mia mamma???? ahahahahahaha

      1. O della mia! O della mamma della mia collega che ho scoperto la pensa allo stesso modo!!!! Ma le hanno fatte con lo stampino?!?

  3. I coordinati underwear non li sopporto, ma anche mia madre mi raccomandava di essere ordinata sotto i vestiti nel caso mi fosse successo qualcosa. Per molto tempo ci ho anche creduto, quando ho capito l’assurdità di tale raccomandazione mi sono preoccupata assai dell’ educazione che avevo ricevuto. A miei figli ho insegnato ad essere un po’ sciamannati almeno fino a quando se lo potranno permettere.

  4. Che ricordi, le chiacchiere da ombrellone!
    Purtroppo, nella spiaggia che ho frequentato quest’anno (e anche l’anno scorso, a dire il vero) il tema più ricorrente in assoluto era “danè, danè, danè”, associato a “ma quanto guadagnano questi extracomunitari che ti vogliono vendere le collanine”… Per cui, io leggevo moolto spesso (non che mi ci voglia uno spunto particolare, per leggere) oppure ero in acqua da sola o con i miei pargoli e coniuge…

    Floralye

  5. …intimo coordinato, calzini sempre profumati, pigiama-di-riserva-mai-usato-se-per-caso-devi-andare-all’ospedale….ugualeuguale. E ogni volta tocca-ferro (sono donna, eh!!).
    E le chiacchiere da uscire pazzi una frase per ciascuno: è casa mia, altro che spiaggia!! ^_^

  6. Mia nonna ha la stessa teoria fatalista, ma la applica solo alle calze: “Nipote Cataratta, non mettere mai le calze bucate sotto ai pantaloni! Se succede qualcosa, sai che figura con i cristianucci sull’ambulanza?”

    1. È perché sai che alcune frasi che vengono riportate sono simili se non uguali a quelle che spesso dici tu.
      Questo sito è gratis, e quindi è come il limoncello che ti viene offerto nelle pizzerie da due soldi: prendi e taci visto che è gratis. Al cavallo di San Donato non si guarda in bocca…

      1. A voler essere tanto cinici si finisce per difendere ciò che si denigra… Un paradosso ma forse in fondo ci rivela una parte inedita e bella …??…

      2. La tua ipotesi è che io denigri Elasti. Come dicono gli americani: never ass…ume.
        Io rido dei commenti di certe lettrici e di certi lettori, non della padrona di casa.
        E poi non sono ciica. Sono stronza. La differenza è colossale. La cinica parla dei vostri mariti dietro le vostre spalle, la stronza se li tromba 😉

  7. mia mamma mi ha comprato persino la sottoveste con vestaglia di seta coordinata per andare a partorire! chiaramente non è stata messa perchè poco pratica ma anche in quell’occasione la teoria è che bisogna essere ordinate e avere il completo “buono”!

    Linda

  8. Che dire Annamaria, Buon divertentimento! (I mariti dopo un po’ stancano)
    Solo per chiarezza, la mia ipotesi traeva spunto dalla metafora sulla pizzeria da due soldi. Never
    mind

    1. Sei stanca di lui? O lui di te che passi più tempo su feisbuc che con lui? Mi sa comunque che non è il mio tipo. Sembra che a lui piacciano quelle come te 😉

  9. Parlato con un paio di donne della generazione passata sul tema completo buono sotto, risposta:

    il motivo di tanta raccomandazione era che. spesso, il completo buono era uno solo, e le rare volte che si viaggiava, rischiando spesso di aver bisogno di aiuto, si poteva finire “esposte”.

    Tanta solidarietà e appassionato affetto a quella generazione di donne indomite, che viaggiava nei rischi della guerra e del dopoguerra. magari per portare aiuto o cibo a qualcuno, avendo cura di avere le calze buone addosso.

  10. Che concetto strano: tanta importanza alle calze coordinate e cosi’ poca al rispetto del bene comune.
    Chissa’ come sarebbe ora il nostro BelPaese se quelle donne (ma anche uomini, perche’ no) indomite/i avessero dato piu’ importanza ad insegnare alla propria progenie il concetto di responsabilita’ civile, prima di quello sul come coordinare le calze e le mutande.

    1. Camomilla perchè pensi che una cosa escluda l’altra? Non capisco lo scatto denigratorio…..

      Quella è stata una generazione che ha insegnato moltissimo, anche e soprattutto sul bene comune.

      Il tuo tono mi fa esclamare: “ma studiati la storia va!”

  11. Mamma mia che impressione, diceva Alberto Sordi: quella di essere in ordine “caso mai ti capitasse un incidente e finissi in ospedale” era una fissa anche di mia nonna 😮
    Saranno fisse generazionali? Confrontandomi con diversi coetanei, ho scoperto che i nostri genitori (oggi 60-70enni) hanno in comune la fissa dell’esaurimento nervoso, stai attento che fai un esaurimento, sì sì continua così che poi ti viene l’esaurimento. E’ così anche per voi?
    Chissà quale sarà la fissa della nostra generazione 😉

    1. Mia madre lo diceva sempre…. Oggi forse lo abbiamo idealmente sostituito con gli attacchi di panico( che pure esistono per carità ) … Oggi non sei nessuno se non ne hai uno almeno sporadicamente!

      1. Questa cosa e’ proprio vera. E con tutto il profondo supporto a chi ne soffre sul serio, pure se non si soffre un po’ di depressione o di disturbi alimentari non si e’ nessuno.

  12. Esattamente il tono di una frase scritta come si evince? Comunque, no, no niente tono denigratorio, non e’ proprio il mio stile, soprattutto se si parla di rispetto verso persone piu’ anziane.
    la mia, purtroppo era una mesta constatazione: quante/i di voi sono stati sgridati perche’ avevano sporcato/rovinato il vestito buono? Quante/i di voi invece sono stati sgridati perche’ non hanno raccolto la cacca del cane lasciata in strada o al parco?
    Quante/i di voi sono stati sgridati perche’ rovinavano le scarpe e i pantaloni saltando nelle pozzanghere? Quante/i di voi sono stati sgridati perche’ gettavano a terra un mozzicone di sigaretta?
    quante/i di voi sono stati educati a vestire sempre in modo appropriato in ogni occasione? Quante/i di voi sono stati educati a rispettare sempre la fila?
    Vogliamo buttar giu un po’ di numeri? siate sinceri/e.
    E oggi, quante di queste scene avete osservato con i vostri occhi? In quali di queste scene e’ piu’ comune imbattersi?

    Io la storia posso pure tornare a studiarla, i risultati, pero’ sono tutti davanti a nostri occhi, purtroppo.

    1. sono molto d’accordo con te, e devo dire “purtroppo”. Nel senso che le regole di minima convivenza civile (ad esempio il rispetto, l’educazione…) non esistono più e se le insegni (dando l’esempio) ai figli, quelli ti rispondono “ma solo tu ti comporti così!”, e quando diventano teenagers “se faccio così mi trattano come fossi uno sfigato”. Vorrà pur dire qualcosa, no?

    2. Ho l’impressione che stiamo parlando di generazioni diverse: io di quella di mia nonna e mia madre che ragazzina l’accompagnava in bicicletta o col carretto, sfidando le ronde tedesche, a portare panieri di viveri agli sfollati.
      Tu di quella che negli anni della contestazione ha distrutto ogni regola, comprese le regole della civiltà sociale a cui ti riferisci.
      E non è mia intenzione creare una discussione sul giudizio da dare alla contestazione degli anni ’60/’70.
      I miei genitori mi hanno insegnato a vestirmi bene nelle “occasioni” e anche al rispetto della legge e delle regole civili, una cosa non esclude l’altra.
      A mia volta, con mio marito, ho insegnato ai nostri figli il valore dell’onestà; si può rispettare la legge e le regole anche senza essere etichettato come sfigato.
      Anzi, la nostra esperienza con i figli più grandi ci ha mostrato che di solito il vero onesto, se intelligente, è considerato un leader.

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